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Questa sono io in versione piratesca... (il terrore dei sette mari, oh yeah!!!)

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Ringrazio Isabella per la caricatura!
"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

Strega in difesa dei diritti delle donne!!!

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Per i lettori di tutto il mondo...

venerdì 23 aprile 2010

agora


Oggi esce nelle sale italiane un film molto interessante, si tratta di Agora (trailer) del regista spagnolo Alejandro Amenabar, apprezzato regista di The others e Mare dentro. Questo suo ultimo lavoro racconta la vita (e la morte) di Ipazia di Alessandria, forse la prima donna filosofa, astronoma e matematica del mondo antico. Ipazia visse in un contesto e si scontrò con un mondo che non accettava che una donna potesse disdegnare la vita che si ritenesse giusta per le donne (fare la moglie e madre) in favore di una vita di studio e conoscenza; soprattutto, Ipazie visse in un contesto in cui il fanatismo religioso la faceva da padrone, fanatismo che "giustificava" azioni tra le più violente in nome di una Fede che, almeno in teoria, non dovrebbe inneggiare alla violenza. Ipazia voleva che l'intolleranza e il fanatismo di qualsiasi natura venissero cancellati e per questo è morta. Era una donna scomoda: scomoda perché donna in un mondo dominato dagli uomini, scomoda perché predicava il giusto contro intolleranza e cieca follia. Ipazia è stata massacrata, fatta a pezzi, trucidata da un gruppo di fanatici cristiani probabilmente mandati o quantomeno "ispirati" dal vescovo Cirillo, che è un santo per la Chiesa. Ipazia è una martire, proprio come quelli, proprio come TUTTi quelli che hanno pagato con la vita il diritto di dire la loro: solo che alcuni martiri vengono ricordati e altri, troppo scomodi, sono semplicemente ignorati.
Il fanatismo religioso esiste tutt'oggi, ha diverse forme - da quelle più violente a quelle più subdole e serpeggianti - e agisce attraverso altri canali, ma la sostanza è la stessa: la volontà di contrastare chi la pensa diversamente, l'urgenza di impedire una libera espressione delle idee altrui; ciò succede ogni giorno ancora oggi, nel mondo... come in Italia. E allora quante Ipazie ci sono in circolazione, che pagano magari non col sangue ma pagano lo stesso un prezzo per aver solo espresso la propria opinione?
Questo è un film che dovrebbe essere visto e che dovrebbe far riflettere. Questo film ha rischiato di non uscire in Italia, c'è stata una grande mobilitazione nel web per far sì che venisse proiettato. E' certamente un film scomodo... e per regola, di solito le cose scomode sono proprie quelle cose che DEVONO essere viste.
Chissà che forse vedendolo tutti insieme non si dia forma ad una ritrovata consapevolezza su quanto il fanatismo di qualsivoglia natura sia dannoso, criminale e stupido.

14 commenti:

katiu ha detto...

Stavo giusto leggendo la recensione ieri, e mi sono detta che è decisamente un film da vedere, più che altro per la storia che racconta.

PS mi chiedevo anche che fine avessi fatto ;)

Andromaca ha detto...

Il film è riuscito ad arrivare anche da me! E chi se lo perde!

Silvia ha detto...

Katiu: sono sempre qui! Solo che ultimamente sono stata un po' pigra col blog, ma tranquilla: non intendo abbandonarlo!

;-)

il Russo ha detto...

Buon 25 aprile Silvia, sia per te il più sereno e libero possibile!

minerva ha detto...

Ciao... ti leggo in silenzio da poco, ma mi rispecchio tanto in quel che scrivi... Se ti va di passare da me, sei la benvenuta. Se no, io rimango tua lettrice fedele comunque.

Rosa ha detto...

La vita di Ipazia è una delle più antiche parabole su un conflitto secolare ma ancora attuale: fede e ragione, uomo e donna.Per secoli la scienza sperimentale moderna ha creduto di avere un solo padre, Galileo, quando in realtà possiede anche un madre, nata 1200 anni prima di Galileo: Ipazia.
Su Facebook esiste un gruppo che chiede: Dichiariamo festa nazionale il giorno della morte di Ipazia.

Rosa ha detto...

La prefazione di Margherita Hack al libro "IPAZIA. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo d.c." di Antonio Colavito e Adriano Petta (La Lepre Edizioni):

In questo romanzo storico si ricostruisce l’ambiente e l’epoca in cui ha vissuto la prima donna scienziata la cui vita ed opere ci sono state tramandate da numerose testimonianze. Gli autori hanno fatto ricorso a una ricchissima bibliografia, che permette di far emergere dalla lontananza di 16 secoli questa figura di giovane donna in tutti i suoi aspetti umani, privati e pubblici, la sua vita quotidiana, i suoi dialoghi con la gente comune, con i suoi allievi, con gli scienziati.
Ipazia era nata ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C., figlia del matematico Teone. Fu barbaramente assassinata nel marzo del 415, vittima del fondamentalismo religioso che vedeva in lei una nemica del cristianesimo, forse per la sua amicizia con il prefetto romano Oreste che era nemico politico di Cirillo, vescovo di Alessandria.
Malgrado l’amicizia con Sinesio, vescovo di Tolemaide, che seguiva le sue lezioni, i fondamentalisti temevano che la sua filosofia neoplatonica e la sua libertà di pensiero avessero un’influenza pagana sulla comunità cristiana di Alessandria.
L’assassinio di Ipazia è stato un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato molto tempo prima della sua nascita, nel III secolo dopo Cristo, la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina, che si dice contenesse qualcosa come 500.000 volumi, bruciata dai soldati romani e poi, successivamente, il saccheggio della biblioteca di Serapide. Dei suoi scritti non è rimasto niente; invece sono rimaste le lettere di Sinesio che la consultava a proposito della costruzione di un astrolabio e un idroscopio.
Dopo la sua morte molti dei suoi studenti lasciarono Alessandria e cominciò il declino di quella città divenuta un famoso centro della cultura antica, di cui era simbolo la grandiosa biblioteca. Il ritratto che ci è stato tramandato è di persona di rara modestia e bellezza, grande eloquenza, capo riconosciuto della scuola neoplatonica alessandrina.
Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. Con il suo sacrificio comincia quel lungo periodo oscuro in cui il fondamentalismo religioso tenta di soffocare la ragione.Tanti altri martiri sono stati orrendamente torturati e uccisi. Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno fu mandato al rogo per eresia, lui che scriveva: «Esistono innumerevoli soli; innumerevoli terre ruotano attorno a questi, similmente a come i sette pianeti ruotano attorno al nostro Sole. Questi mondi sono abitati da esseri viventi». Galileo, convinto sostenitore della teoria copernicana, indirettamente provata dalla sua scoperta dei quattro maggiori satelliti di Giove, fu costretto ad abiurare.
Il fondamentalismo non è morto. Ancora oggi si uccide e ci si fa uccidere in nome della religione. Anche nei nostri civili e materialistici paesi industrializzati avvengono assurde manifestazioni di oscurantismo, come in alcuni stati della civilissima America in cui si proibisce di insegnare nelle scuole la teoria dell’evoluzione di Darwin e si impone l’insegnamento del creazionismo. Su questa strada di ritorno al Medioevo si è messa anche la nostra ministra dell’Istruzione (o dovremmo dire della distruzione?) tentando di cancellare la teoria darwiniana dalle scuole elementari e medie. Perché? Per ignoranza? Per accontentare una Chiesa cattolica che non mi sembra ingaggi più queste battaglie perse in partenza.
Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione, il disprezzo per la scienza. È una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere.

Silvia ha detto...

@Rosa: grazie della segnalazione del gruppo di fb! Ma tu l'hai letto questo libro?

Stella ha detto...

Anch'io voglio vedere questo film! :)

Silvia ha detto...

@Stella: vai a vederlo, è bellissimo!

Tu6Currau ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Rosa ha detto...

Ancora no tesoro, ma stai pur certa che lo leggerò.
E' da un bel po' che mi attira,( mannaggia ai soldi!)primo per l'argomento, secondo perchè è un libro consigliato da Margherita Hack, ed io ho tanta stima in questa grande donna,scienziata,
animalista, vegetariana convinta...

Pensa che da ottobre 2009 ( data di pubblicazione) agli inizi del 2010, sono state vendute più di 25.000 copie
In soli tre mesi è un bellissimo risultato, no?

Io preferisco sempre il libro al film, mi emoziona di più,libera la mia fantasia e poi, perchè il film è sempre molto riduttivo.
Il libro, per me, ha più fascino! E' una creatura meravigliosa che pagina dopo pagina riesce a farsi amare sempre di più. :))

Silvia ha detto...

@Rosa: sì, anche a me interessa da tempo questo libro e sto pensando di procurarmelo appena avrò tirato su qualche soldino! Ritengo anche io che i libri, solitamente, siano più interessanti e ben fatti del film, però devo ammettere che il film mi è piaciuto moltissimo e ha il merito di far conoscere a molta gente una figura poco nota e che si è cercato di far dimenticare; questo è davvero importante. E' importante rendere giustizia a Ipazia facendola conoscere a quanta più gente è possibile.

Federica ha detto...

c'è una cosa per te da me!