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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

domenica 28 febbraio 2010

cile, amato cile

A poche settimane dalla sciagura di Haiti un nuovo terribile sisma ha sconvolto il mondo, stavolta in Cile. E' macabra questa sequenza di sciagure, non so davvero comprendere questa sequenza di quale schema faccia parte. So soltanto che la piccolezza umana si riscopre sempre più incapace di tener testa a simili sconvolgimenti naturali.
Sono molto legata al Cile, dapprima grazie alle letture di scrittori che ho tanto amato in passato come Sépulveda e Neruda e poi... ancor di più col mio romanzo, la favola dell'impero del Cile è in qualche modo un omaggio a un Paese tribolato che ha dovuto sostenere in passato sofferenze incredibili.
Ieri quando sentivo la notizia del sisma al tg tenevo una mano sul cuore, gli occhi fissi e un nodo in gola. Dinanzi alla nuova tragedia, la tragedia di un Paese per il quale ho immaginato un impero mai esistito... e a cui mi sento particolarmente legata.
Già sono 400 i morti e per come è stata devastante la scossa (8,8 della scala Richter), poteva veramente essere un'apocalisse epocale. Ripeto, la macabra sequenza di queste ultime tragedie deve dar da pensare: cosa ci sta accadendo? Cosa sta accadendo a questo pianeta? Cosa?
Prego per le vittime.
Il mio cuore è ora più che mai vicino al Cile.

6 commenti:

Lunga ha detto...

Hai scritto una cosa verissima, che l'uomo di fronte a queste sciagure è talmente piccolo da non poter fare nulla! Però è anche talmente schifoso che, dopo, vuole lucrarci. Specularci. E non occorre andare tanto lontani per vederlo...

katiu ha detto...

Sottoscrivo in tutto per tutto sia quello che hai detto tu che, soprattutto, quello che ha detto Lunga.

L'uomo di fronte a queste sciagure è talmente piccolo che diventa successivamente schifoso!

Federica ha detto...

esatto!

una domanda che vlevo proprio farti è perchè hai deciso di "ambientare" il tuo libro in Cile!

Silvia ha detto...

Federica: ho scelto il Cile un po' perché in passato ho amato molto autori cileni, soprattutto Sépulveda, e un po' perché avevo bisogno di un Paese che non avesse avuto assolutamente una storia monarchica alle spalle (il Cile dalla sua indipendenza è stato da subito una Repubblica) tanto da rendere la pretesa dei miei personaggi di essere "la famiglia imperiale del Cile" assolutamente assurda e fuori dal mondo!

;-)

☆..•*SERENA*•..☆ ha detto...

Infatti...cosa sta succedendo? Cosa ci sta succedendo? Ormai un cataclisma dopo l'altro...soffro molto quando ci sono questi accadimenti, mi rifiuto di guardare, mi piange il cuore...prego per tutta la sofferenza...

Astrid ha detto...

Sono stata molto lontana dal mondo del blog, le ultime volte che ho scritto qualcosa è stato proprio in occasione del terremoto che ha sconvolto il mio paese di origine.
Mi manca il Cile. Sono 25 anni che vivo in Italia eppure non mi sento ancora del tutto parte di questa nazione, che apprezza poco e niente di quello che ha.
E' bello sapere che qualcun altro ami la profondità e l'umanità di autori cileni. =) Grazie.