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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

sabato 18 aprile 2009

mi riconosco nei significati...


giovedì 16 aprile 2009

obiettivo prevenzione del tumore al seno

Mortalità Zero: prevenzione del tumore al seno








Presupposti scientifici.
Il carcinoma del seno colpisce circa una donna su nove, con un’incidenza in aumento ma un tasso di mortalità in progressiva diminuzione grazie alla diagnosi precoce e a terapie mirate. La strategia attuale per l’ulteriore miglioramento della prognosi si basa su progetti volti a diagnosticare il tumore sempre più precocemente, ad adottare terapie personalizzate in grado di guarire il massimo numero di casi, a studiare la genetica dei tumori per conoscerne in anticipo la sensibilità ai farmaci in modo da scegliere l’approccio corretto per ogni paziente. I tumori sono tra loro diversi per caratteristiche biologiche (e queste caratteristiche dipendono dal loro DNA), e la scelta terapeutica non può essere basata su protocolli standardizzati ed eccessivamente generali: è necessario che ogni malattia sia vista come entità a se stante, con le conseguenti decisioni terapeutiche. Il punto cruciale nella cura dei tumori della mammella è la precocità della diagnosi, perché essa è legata a una prognosi molto buona.

Obiettivo del progetto.
La Fondazione Veronesi finanzia la ricerca clinica nel tumore del seno, sostenendo lo studio clinico sulla chirurgia radioguidata delle lesioni mammarie non palpabili: queste lesioni, piccolissime, sono quelle con la massima probabilità di guarigione, e devono essere asportate tempestivamente con una tecnica chirurgica precisa ed efficace che consenta di ottenere la rimozione totale del tumore con margini chirurgici liberi da malattia, e con un impatto estetico ottimo per la paziente. La tecnica più moderna di asportazione chirurgica dei tumori del seno non palpabili è stata ideata all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e prende il nome di ROLL (Radioguided Occult Lesion localisation): una piccola quantità di tracciante radioattivo viene iniettata nella zona da operare, che viene successivamente rimossa chirurgicamente grazie alla guida di una sonda che capta la radioattività.

Importanza del progetto ROLL.
All’IEO il numero di pazienti trattate con questa tecnica ha già superato 5000: questa casistica è molto preziosa perché, a oggi, rappresenta il campione più numeroso al mondo di donne operate per un tumore al seno in fase estremamente precoce. Ogni osservazione su questo grande numero di pazienti inciderà senz’altro sulle statistiche globali che riguardano la malattia diagnosticata precocemente, con le conseguenze ovvie sugli esami di screening. È necessario e prioritario valutare con una raccolta di dati meticolosa e un’analisi statistica precisa il guadagno in termini di sopravvivenza di queste pazienti: i dati di sopravvivenza e controllo della malattia (quanto la tecnica permetta di evitare il ripresentarsi del tumore nello stesso seno) saranno preziosi anche e soprattutto per rinforzare l’importanza della diagnosi precoce del carcinoma del seno. Tumore mammario piccolissimo uguale massima probabilità di sopravvivenza, massima curabilità, e anche ottima probabilità di risultato estetico eccellente: l’analisi dei dati delle pazienti trattate con ROLL all’IEO sarà il migliore indice di queste affermazioni.

Fondazioneveronesi.it

martedì 14 aprile 2009

istantanee dell'aquila

Leggete questa testimonianza presa da Repubblica.



Poco più di una settimana fa il terremoto. Ancora scosse. Tanti morti. Tanti senza casa, senza più niente. Il desiderio di ricominciare, proprio del gagliardo carattere degli abruzzesi: non disposti a farsi abbattere dalle avversità, per quanto atroci come in questo caso.
Sullo sfondo, nemmeno tanto semplice scenografia, una città ferita, sfregiata. Una città distrutta. Che non c'è più. Completamente da ricostruire. Questa è l'altra faccia del terremoto: la perdita del patrimonio artistico; macerie di chiese antichissime accasciate al suolo, come guerriere stanche. Macerie che hanno ferito il cuore pulsante della nostra identità artistica italiana. La ricostruzione passa anche da qui: ridare vita, riportare alla vita, alla luce la bellezza mozzafiato delle nostre chiese, dei nostri gioielli distrutti dalla dittatura feroce e senza cuore del sisma. Vedere le scene della Basilica di Collemaggio squarciata mi ha fatto male, malissimo... è un luogo che amo così tanto. L'Aquila è una città, come già scritto, che amo moltissimo, con la quale ho un legame emozionale fortissimo e duraturo. Una città che amo quanto Roma. La terza città italiana che amo di più dopo la mia e dopo Siena. Una città che merita, che deve tornare al suo splendore. Vorrei, qui, rievocare il ricordo che mi porto dietro di questa città splendida: qualche piccolo aneddoto legato alle mie due visite, del 2005-06, per capire meglio quale sia la ragione del mio legame emozionale.
Collemaggio. La Basilica più importante dell'Abruzzo, legata a Celestino V. Quando ci andai nel luglio 2005 la stavano ristrutturando: teloni di plastica a protezione, impalcature all'esterno che coprivano parzialmente la facciata, oggetti e statue spostati momentaneamente da una parte all'altra. La chiesa è in stile romanico, molto grande e all'interno tutto parla, racconta di Pietro da Morrone aka Celestino V, il "papa che fece il gran rifiuto" come dice Dante. Sì, perché Pietro da Morrone era un'eremita, aveva ottant'anni, e nel 1294, credendo che fosse l'uomo giusto per riformare la Chiesa, venne eletto al soglio di Pietro. Pietro accettò... ma dopo soli 4 mesi decise di abdicare, desideroso di tornare alla sua vita da eremita e immergersi nella contemplazione; gli succedette il famigerato Bonifacio VIII (che lo fece incarcerare e dove morì nel 1296). Celestino V è stato l'unico papa ad abdicare nella storia della Cristianità. Questo non ha impedito di renderlo santo. E le sue spoglie riposano proprio all'interno di Collemaggio. Lì si possono ammirare dei bassorilievi con l'immagine del Santo e soprattutto la teca dove è ospitato il papa. All'interno della teca si vede il corpo disteso di Celestino; devo dire che, all'epoca, non riuscivo a capire se fosse il vero corpo imbalsamato del Santo o una statua: dal momento che la pelle del viso è bianchissima e lucida... facendo pensare al marmo di una statua. Feci il giro della teca, per sbirciare meglio dalla parte posteriore e scoprire l'arcano... Ebbene, pare siano le spoglie autentiche di Pietro da Morrone. Continuai a gironzolare all'interno della chiesa, scattando foto qua e là... finché non fui attirata dal fruscio di uno dei teloni di plastica, mosso lievemente da qualche spiffero causato da finestre aperte, che quasi "m'invitava" ad entrare dentro una stanzetta posta alla destra dell'altare... Vi entrai. All'interno della stanza su un lato una piccola cappella, riccamente decorata, ma qualcos'altro rubò la mia attenzione... c'era una statua... una statua enorme di Celestino V. Col fiato sospeso e quasi paurosa, mi avvicinai per osservarla. Una statua dipinta, di ottima lavorazione. Praticamente, mi ritrovai ad osservare quasi ipnotizzata quella statua! Ne ero stranamente affascinata, non potevo staccare gli occhi da lei... ed ero pure suggestionata! Sì, perché si era creata una situazione irreale: silenzio totale, quello spiffero che muoveva svogliatamente il telone, io sola in questa stanza e la statua che svettava. Mi ero suggestionata! "E se adesso prende vita?!" pensai! Dico sul serio! Non scattai neanche una foto... perché avevo paura che nel mentre ero impegnata a guardare nell'obiettivo per scattare la foto... quella, la statua, prendesse vita... Pazzesco, lo so! Ma quella sensazione così "magica" che indubbiamente aveva creato la mia mente suggestionata... aveva fatto sì che quella situazione surreale rendesse più che ovvio e plausibile la presenza di una statua vivente! Quindi non scattai la fotografia e me ne pentii, in seguito: questo mi spinse, l'anno seguente, a tornare all'Aquila, desiderosa di ritrovare quella statua e fotografarla... Sfortunatamente un anno dopo non la ritrovai quella statua: i lavori erano terminati e sicuramente l'avevano spostata in altra collocazione (mia madre era convinta che il non trovarla laddove l'avevo lasciata era un segno...); cercai in lungo e in largo all'interno della Basilica... ma della statua nessuna traccia... che abbia preso vita davvero??!!
Un altro ricordo che mi porto dietro è l'immagine di una persona, un anziano. Questo vecchio sedeva sotto una lunga squenza di arcate e suonava la fisarmonica. Mi colpì talmente tanto questa immagine... che m'ispirai proprio a questo vecchio per uno dei personaggi del mio primo romanzo: un anziano che, per strada, suona la fisarmonica e chiede qualche spicciolo. Anche questo signore, così come la statua, non lo ritrovai alla mia seconda gita; chissà chi era quel vecchio...
Gironzolando nei negozietti, in una negozio di cornici, mentre mia madre comprava uno specchio, vidi per la prima volta la stampa di un quadro che mai avevo visto "Dio giudica Adamo" di William Blake, rimasi affascinata da quel quadro, che è diventato uno dei miei preferiti! Un'immagine piena di tensione palpabile, una sensazione viva e percettibile. Avrò la Sindrome di Stendhal??!! La sera, tornata a casa, andai subito a scaricare l'immagine del quadro!
Un altro aneddoto curioso, legato all'Aquila, è capitato il secondo anno. In città c'è questa Fortezza spagnola, sede del Museo Nazionale d'Abruzzo. Al suo interno, come già scritto, c'è un Mammuth, trovato una cinquantina di anni fa e totalmente ricostruito, e alcune tavole di tema religioso, con anche dei vestiti e degli oggetti del 1800. Entrammo a fare il biglietto, mio padre e mia madre andarono allo sportello mentre io attendevo poco dietro e intanto mi guardavo intorno. Ad un certo momento, la ragazza allo sportello non fece una domanda, ma affermò con sicurezza "sua figlia non ha 18 anni" e mio padre senza avere nemmeno un attimo di défaillance rispose "li ha compiuti da poche settimane" e così mi beccai il biglietto ridotto!!! Ora, io stavo di fronte alla ragazza dello sportello e dovetti lottare con i miei muscoli facciali per non scoppiare a ridere come una scema!!!! Ma una volta allontanati all'interno del museo non riuscii più a trattenermi: scoppiai a ridere!!!!! Perché avevano fatto credere alla ragazza della biglietteria che avevo appena compiuto 18 anni... quando, invece, ne avevo 21 e mezzo!!!!!!! Il fatto è che non dimostro la mia età, praticamente ne dimostro 16 e quindi capita spesso che riesco a "fingere" in maniera convincente sulle mie vere primavere!!!!
Questi sono i ricordi più "particolari" legati alle mie due visite aquilane, ma tanti altri piccoli momenti, immagini e situazioni mi hanno fatto apprezzare e amare questa città. Purtroppo, ora le immagini, le situazioni e i momenti illustrano scene di desolazione, di distruzione, di macerie. Non vi dirò cosa ho provato nel vedere la volta e l'abside distrutti e le macerie precipitate sulla teca del papa che fece il gran rifiuto, la chiesa delle Anime sante con la cupola in pezzi, il timore che il Mammuth all'interno della Fortezza sia crollato. Una città che ho visitato da pochi anni, ancora fresca nella mia memoria, ancora viva e pulsante... ora ridotta a un cumulo di macerie, una città fantasma... così simile, drammaticamente ahimé, alla NY descritta ne Io sono leggenda: case abbandonate, macerie, nessuna traccia di vita umana, abbandono totale come ore di solitudine, come mesi, come anni. Non avrei mai creduto di vedere a pochi Km da casa mia una simile desolazione che si addice alla sceneggiatura di un film e non alla realtà...
Desidero rivedere L'Aquila, presto. Desidero che L'Aquila, e gli altri paesini abruzzesi colpiti dalla sciagura, sia riportata al suo splendore originario. Desidero che sia salvata.
Tornerò a L'Aquila, un giorno... in cerca della statua di Celestino, del vecchio con la fisarmonica e di quella linea emozionale che mi lega a questa città...

sabato 11 aprile 2009

una pasqua di macerie, cemento, sabbia e sputo


Francamente non so se sia giusto augurare "buona Pasqua", quest'anno. Non, certamente, a pochi giorni dalla più grande catastrofe di inizio millennio, come è stata dichiarata. Quasi trecento morti sotto macerie di cemento mischiato a sabbia non si può considerare un auspicio di felice ricorrenza pasquale.
Questa non è la resurrezione che vince la morte.
Celebriamo la morte che non ha rinascita.
Mi dà la sensazione, fin dentro i visceri, che festeggiare, esprimere gaudio e gioia sia fuori luogo, in questo frangente. Questo deve essere il momento della riflessione, della contrizione, della presa di coscienza dei tanti errori compiuti che hanno condotto in maniera drammaticamente inevitabile a una tragedia EVITABILE. Giacché, sì, questa tragedia, con un minimo di coscienza, poteva, DOVEVA essere evitata; mentre ciò che è emerso in questi giorni, le cause che hanno prodotto tutto questo (la poca solerzia dei sismologi a capire che qualcosa di strano stava capitando e la sabbia mischiata al cemento delle costruzioni edificate da pochi anni, tanto da far diventare palazzi imponenti quasi carcasse di cartapesta) sono il frutto di un'inevitabilità colposa: un'evitabilità che è diventata inevitabile per colpa dell'uomo e della sua stupidità e avidità! Questa, a mio modesto vedere, è una catastrofe umana colposa... prima di essere una sciagura naturale!
Sciocchi e avidi, avete quasi trecento persone, 20 bambini, sulla coscienza. Ammesso che ne abbiate una, di coscienza... magari piccola e nera.
Sapete che quando si tratta di adoperare parole "gentili" non mi tiro indietro, ma oggi preferisco risparmiare quelle parole. E' solo il momento di riflettere e fare silenzio. Ci sarà poi il tempo di recriminare e chiedere giustizia.
E noi la stiamo aspettando, come bestie feroci e affamate, la giustizia.
In questo post la foto di un bimbo. Per quelle 20 creature rimaste sepolte, per sempre, sotto quelle maledette macerie di cemento, sabbia e sputo.
Un bimbo che sia la speranza di quella rinascita... che oggi possiamo solo auspicare, faticosamente.
Un bimbo che sia la vita che ritorna, prepotentemente a ridarci gioia, dopo la morte.

mercoledì 8 aprile 2009

terremoto in abruzzo: come aiutare le popolazioni colpite

Il presidente dei medici Snami L’Aquila, Romeo Pulsoni, chiede aiuto: servono con urgenza farmaci, ausili di prima necessità per la cura di infezioni e ferite (antibiotici, garze, disinfettanti, colliri ecc.) e prodotti per l’igiene (sapone, shampoo, dentifrici e spazzolini ecc.).
"Il tutto - si legge nella newsletter - può essere portato direttamente presso l’ambulatorio comunale di Monticchio, mentre il presidente Snami Abruzzo Roberto Ciancaglini fungerà da collettore raccogliendo quanto vorrete al più presto inviare presso il suo studio di Via Comi, 6 - 64100 Teramo - Tel. 0861.24.18.18 e mail cinarob tin.it.
In accordo con la Protezione Civile - conclude Snami L’Aquila - stiamo raccogliendo nominativi di medici disposti, in caso di necessità, a offrire volontariamente la propria opera in queste zone"
Per offrire disponibilità di alloggio:l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
Per volontari da tutta Italia:telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201
VOLONTARI ABRUZZO DA UMBRIA, TOSCANA, EMILIA, MARCHE Carissimi, il Pd ha attivato un numero verde ed un indirizzo di reclutamento volontari. E' possibile partecipare scaricando il modulo che trovate su www.partitodemocratico.it ed inviandolo a volontari.abruzzo@partitodemocratico.it o spedendolo al numero di fax 0669532465...
Chiodi ha chiesto di sospendere momentaneamente le donazioni di sangue, ne hanno raccolto abbastanza, si consiglia magari di continuare in settimana, ma x il momento meglio fermarsi.
Per effettuare donazioni: C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO.
L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO. Per INFO 06 491340.
La ONLUS MODAVI sta reclutando volontari civili.... www.modavi.it Info: MO.D.A.V.I. Onlus Tel.: 06/84242188 E-mail: emergenzaabruzzo@modavi.it - Responsabile:Giovanni Corbo – cell. 327/0499296
POSSIAMO DONARE IL SANGUE ANCHE AL NOSTRO OSPEDALE CHIEDENDO CHE VENGA DATO ALLE PERSONE DELL'ABRUZZO
MEDIAFRIENDS, l'onlus di Mediaset, Medusa e Mondadori, ha aperto un conto corrente per chi volesse dare il proprio contributo per i terremotati dell'Abruzzo. Il conto corrente è intestato a Mediafriends, la causale è "emergenza terremoto Abruzzo". Il beneficiario è Mediafriends, codice Iban: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
EMERGENZA SANGUE:
Chiunque fosse interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II
--------------- VOLONTARIATO ----------------------------
Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto possono contattare i seguenti numeri:Il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara: 085 2057631La protenzione civile di Lanciano (CH): 0872 710807La protezione civile di Scerni (CH): 0873 919732La protezione civile di Bussi Sul Tirino (PE): 085 9809390La protezione civile di Casoli (CH): 0872 993312La protezione civile di Roseto Degli Abruzzi (TE): 085 8936057L'associazione http://www.modavi.it/, tel: 06/84242188.Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato dell'Abruzzo presso il CSV di Chieti: tel. 0871 330473 e-mail: csvch@csvch.org
Nei prossimi giorni il sito internet www.abruzzocsv.org sarà dedicato all'emergenza terremoto; si potrà compilare un formulario di iscrizione per offrirsi come volontari.
E' possibile inoltre Partire volontari con LEGAMBIENTE:chiamare l’ufficio Volontariato di Legambiente dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 al numero 06/86268323 - volontariato@legambiente.eu
DONAZIONE DI CIBO (A LUNGA CONSERVAZIONE)
INVIARE CIBO (E SOLO CIBO) A:Associazione Banco Alimentare Abruzzo - OnlusVia Celestino V 4 - 65129 Pescara (PE)Tel. 085-43.13.975mail segreteria@abruzzo.bancoalimentare.it
DONAZIONE ACQUA, CIBO, VESTITI, COPERTE, GENERI DI PRIMA NECESSITA’
Servono casse d’acqua, coperte, vestiti, cuscini, sacchi a pelo, pannolini per bimbi, latte in polvere, assorbenti per anziani, carta igienica, e tutti i beni di prima necessità. Gli aiuti si possono sia inviare in pacchi per posta o con corriere, oppure portarli direttamente a (N.B. eventualmente contattare l'ente per prendere accordi):
ROMA
Centro raccolta Croce Rossa ItalianaVia Ramazzini 31 (Zona Gianicolense, vicino all'ospedale S. Camillo) Per informazioni importanti, chiamate la C.R.I qui: 06/65.33.623 (ma solo se necessario, viste le numerose telefonate che ricevono per l'emergenza in corso).
ROMA
"Fare ambiente"Via Nazionale, 243, RomaTel. 06.484409 – 335.1353330ROMAViale Tor di Quinto, parcheggio del Gran Teatro, prosegue la raccolta di ACQUA SIGILLATA (in bottoglia). Fino a venerdi'.
NAPOLI
Centro raccolta “Croce Rossa Italiana”via s. Giovanni a Teduccio 45, Napolitel 0812286820(n.b. inviare solo vestiti NUOVI, per quelli usati rivolgersi alla Caritas)
PESCARA
Federazione Prc (Rifondazione Comunista) di Pescara, via F. Tedesco 8, centro di raccolta materiali e di accoglienza, referente Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti)
PALERMO
Circolo Vella di Rifondazione Comunista : raccolta di generi di prima necessità e di fondi.via dei Credenzieri 11giorno 7 aprile dalle 16.00 in poi3890328844 info@prcvella.orgStiamo organizzando un furgone di aiuto alla popolazione abruzzese e il vostro sostegno serve ADESSO!!!!
LANCIANO:
Raccolta coperte, omogeneizzati, latte, acqua, farmaci da banco e generi alimentari in scatolacentro raccolta della chiesa di S.Chiara
OFFERTE DI ALLOGGIO
N.B. sotto troverete tutte le info che siamo riusciti a raccogliere. Fate riferimento ad un unico referente per la vostra offerta, onde evitare disguidi!
Per i posti letto IN ABRUZZO:
Contattare l'Assoturismo Abruzzo, tel: 0854308309
Per il resto d'ITALIA:chiamate la vostra PREFETTURA di competenza, indicando il n. di posti letto messi a disposizione, il n. di giorni, il vostro n. di telefono e nome. Le prefetture contatteranno la Protezione Civile che raccoglie tutte le disponibilità!
Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
OFFRI ALLOGGIO AI TERREMOTATI? CONTATTA LA PROTEZIONE CIVILE A QUESTO NUMERO VERDE 800860146
ORGANIZZAZIONI IN LOCO
La Federazione Prc (Rifondazione Comunista) di Pescaravia F. Tedesco, 8centro di raccolta materiali e di accoglienza per gli evacuati.Singoli o strutture che abbiano la possibilità di accogliere gli sfollati: chiamare il numero 085.66788Chiunque volesse partecipare all'organizzazione dei soccorsi può chiamare:Federazione Prc Pescara: 085.66788 (accoglienza evacuati)Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti)Marco Fars: 334.6976120Francesco Piobbichi: 334.6883166o spedire una mail: piobbico@hotmail.comServono generi di prima necessità (acqua, pasta, latte UHT, biscotti), coperte, tende, gazebo e materiale utile alla rimozione delle macerie ATTENZIONE! non partite senza aver prima chiamato.
CGIL di Pescara in Via Benedetto Croce, 108.Da domani 7 aprile a partire dalle ore 09:00 potete portare pasta, scatolame, latte e caffè Venite in tanti, c'è bisogno di tutte/i.
L'Amminsitrazione Comunale di MONTESILVANO, con il Banco Alimentare dell'Abruzzo, in via Celestino V (zona Tribunale Nuovo), ha promosso per domani 7 Aprile una raccolta di viveri presso la palestra delle scuole elementari di Montesilvano centro.
LA PROTEZIONE CIVILE RITIRA BENI PRIMARI PER I TERREMOTATI AL -- BAR VESPUCCI A PESCARA --. C'è BISOGNO DI ACQUA, CARTA IGENICA, PANNOLONI ASSORBENTI PER ANZIANI, E DERRATE ALIMENTARI NATURALMENTE A LUNGA CONSERVAZIONE. CI VEDIAMO TUTTI AL VESPUCCI.LA RACCOLTA PER ORA DURA UNA SETTIMANA, POI CI DIRà LA CROCE ROSSA IL DA FARSI!
DONAZIONI DI DENARO
Donazioni alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:CONTO CORRENTE POSTALE N° 28748200Intestato a: Fondazione Banco Alimentare OnlusCausale: emergenza terremoto Abruzzo
Altro modo di donare alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:
CONTO CORRENTE BANCARIO Banca Prossima
IBAN IT52L0335901600100000003514Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo
Donazione online alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:http://www.bancoalimentare.org/donazioni
Causale: emergenza terremoto Abruzzo
Versamento alla Croce Rossa:Banca Nazionale del Lavoro - Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - RomaC/C BANCARIO n° 218020intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma,IBAN: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO
Altra possibilità di donare alla Croce Rossa:Conto Corrente Postale n. 300004intestato a: Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 RomaCodice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO
Link per le donazioni online alla Croce Rossa:http://www.cri.it/donazioni
Versamento alla Caritas:
Numero di conto corrente postale 82881004,IBAN: IT77K0760103200000082881004,intestato a Caritas Diocesana di Roma,
causale: terremoto Abruzzo
Versamento alle Misericordie d'Italia:Monte dei Paschi di Siena,Codice Iban: IT03 Y010 3002 8060 0000 5000 036
Donazioni al Conto Corrente Bancario di Rifondazione Comunista:intestato a: RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZOIBAN: IT32J0312703201CC0340001497
Bonifico bancario a Mediafriends:conto corrente intestato a: MediafriendsIBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387Causale: terremoto Abruzzo
Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo. Ogni Sms inviato contribuira' con 1 euro, che sara' interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza. Il sistema sara' operativo dalle ore 23 di stasera.Dalle ore 9 di domani, sara' possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580.
Il Dipartimento della Protezione Civile fornira' tutte le indicazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti.
DONAZIONE DI SANGUE (NON PIU' URGENTE!)
Per donare sangue, che fa sempre bene, contattare i seguenti numeri:CENTRO AVIS DEL LAZIO (A CUI SI STA APPOGGIANDO L'ABRUZZO): 06 491340SEDE AVIS DI PESCARA: 085/42.24.820PRENOTAZIONE DONAZIONI AVIS PESCARA: 085-4221129 CENTRO TRASFUSIONALE DELL''OSPEDALE SANTO SPIRITO DI PESCARA: 085/425 26 87 Oppure rivolgetevi alla struttura AVIS più vicina, che potete trovare qui:

***

Ieri sera, verso le 19,45, ero seduta sul divano: improvvisamente ha iniziato a tremare, due piante della stanza oscillavano, così come una piantana accanto al divano. La scossa di terremoto di magnitudo 5.3 si è sentita nitidamente anche a Roma. Penso a una cosa, queste scosse sono terribili qui... immagino cosa possano essere per gli abitanti dell'Abruzzo.
Non riesco a comprendere come sia potuto capitare tutto questo. Non riesco a comprendere. Sono senza parole. Naturalmente sono vicina col cuore a tutti quelli che stanno soffrendo in queste ore. Mi auguro che si possa fare di tutto per ricostruire al più presto le abitazioni di quelle persone, spero che non siano dimenticati, come troppo spesso è capitato in passato nel nostro Paese, quando dopo i primi giorni di emozione, gli sfollati erano lasciati al loro destino nei container. Spero che presto, presto, presto si possa agire concretamente per ridare speranza a quella gente.

Non voglio polemizzare, ma penso un'altra cosa. I terremoti non si possono prevedere, certo; nessuno può sapere in quale giorno e a che ora avverrà un sisma. Ma in quella zona erano quasi 4 mesi che si susseguivano più di una volta al giorno scosse, era dal 14 dicembre che gli abitanti convivevano con le scosse e gli esperti avevano rassicurato che non c'era nulla di cui allarmarsi. Che, in pratica, era una cosa "normale" avere scosse ogni giorno. Ebbene, io non sono una sismologa e non ne capisco nulla, ma durante questi mesi di "sciame sismico", ritenuto normale, a nessuno è mai sorto il dubbio che, un giorno o l'altro, una di queste scosse potesse essere più forte e distruttiva delle altre?? Possibile?? Io sono allibita! Come si fa a dire che nessuno poteva aspettarsi una scossa così... laddove ce n'erano da mesi?? Voglio dire, a Roma il rischio sismico è minimo (nel corso della storia la Capitale non ha mai avuto terremoti distruttivi e le scosse registrate avevano sempre epicentro da un'altra parte), se domani un terremoto, con epicentro qui, distruggesse Roma... allora sì, che sarebbe un terremoto inaspettato: giacché Roma non è zona sismica e non c'erano state avvisaglie; ma una zona che subisce ripetute scosse nell'arco di mesi interi... come si fa a parlare di "terremoto inaspettato"?? Indubbiamente nessuno poteva dire "il 6 aprile 2009 alle 3,32 ci sarà un terremoto distruttivo", ma dopo quattro mesi di scosse era lecito pensare "prima o poi una di queste potrebbe essere più forte". Per me questa è una tragedia annunciata. I sopravvissuti non hanno fatto altro che ripetere che loro se lo aspettavano, sapevano che sarebbe accaduta una disgrazia. Ora, non so se quel tizio, Giuliani, avesse ragione a preannunciare il terremoto, forse il suo metodo per rilevare terremoti in anticipo non ha fondamenti scientifici, ma rimane il fatto che quattro mesi di scosse quotidiane non si possono ignorare.

La presidente della provincia de L'Aquila ha detto che non esisteva nemmeno un piano di evacuazione. Come mai?? Io non dico che dovevano far spostare la gente così a capriccio, ma dovevano fare dei punti di raccolta preventivamente preparati e stabiliti in caso di scosse più preoccupanti; dovevano dare gli ordini ai sindaci, in caso di scosse violente e ripetute, di ordinare alla gente di uscire di casa e andarsi a raccogliere in punti di raccolta all'aperto, come lo stadio. Quando la sera di domenica ci sono state diverse scosse forti alle 22,00, poi alle 23,00 e a mezzanotte, se ci fosse stata un'organizzazione simile la gente sarebbe uscita e si sarebbe raccolta nello stadio e si sarebbe salvata, avrebbe passato la notte all'addiaccio ma sarebbe viva. Invece dopo la scossa della mezzanotte sono tutti rientrati in casa e sono andati a letto, perché avevano detto che non esistevano pericoli. Io non dico che dovevano evacuare tutta la città, ma in caso di emergenza creare dei punti di raccolta preventivi. In fondo, L'Aquila non ha 15 milioni di abitanti come Città del Messico... quindi la sua popolazione si poteva far muovere quantomeno in punti di raccolta.

Dicono che ci saranno altre scosse, forse più forti di queste avute finora. La paura è enorme e ormai quei paesi sono distrutti, irrecuperabili probabilmente. Chiese, monumenti, palazzi distrutti. Tragedia nella tragedia. Persone morte, sfollati, case distrutte, chiese distrutte.

Io amo molto L'Aquila. Ci sono stata due volte: nel luglio 2005 e nell'agosto 2006. Ci sono stata una prima volta e ne rimasi così colpita tanto che ci ritornai l'anno seguente. Ho visitato tante città italiane, posti bellissimi... ma nessun luogo mi aveva lasciato un'impronta, un segno, una sensazione emozionale come L'Aquila. Un affetto inspiegabile per questa città. Ho pensato spesso che mi sarebbe piaciuto vivere lì e ho sperato di tornare in visita prima o poi. Ora L'Aquila è distrutta e forse non tornerà mai come prima. Sono atterrita e annichilita da questo.

Mi rimangono le foto che ho scattato a L'Aquila nelle due visite che ho fatto. Foto che trovate in fondo a questo post: è il mio ricordo commosso ed emozionato di una città che amo moltissimo. Una città che spero possa risorgere. Nelle foto potrete vedere le cose migliori de L'Aquila: la Basilica di Santa Maria di Collemaggio (con la teca del santo Celestino V, il papa che abdicò dopo soli 5 mesi di pontificato), la roccaforte spagnola dove ha sede il musero dell'Abruzzo e dove si può ammirare lo scheletro di un Mammuth trovato nella zona negli anni Cinquanta o Sessanta, la Chiesa delle anime sante (quella la cui cupola si sta via via sgretolando), un'altra chiesa di cui non conosco il nome e altri angoli della città.

Spero di poter tornare un giorno a L'Aquila e rivivere quell'emozione che mi ha trasmesso nelle mie due visite precedenti.








Il Mammuth





Santa Maria di Collemaggio






Ancora Collemaggio


La cappella interna alla Basilica


L'interno della Basilica






La teca di Celestino V













La chiesa della Anime Sante

























La roccaforte spagnola






lunedì 6 aprile 2009

non sarebbe ora che qualcuno ci desse un taglio?

Non riesco a dormire a causa del terremoto, delle diverse scosse percepite stanotte. Credevo di dormire... ma quel rumore così forte e prolungato era vero...
Sono terrorizzata.
Ho acceso internet per sapere di quanto fosse l'entità della scossa (si parla di 6,7 magnitudo della scala Richter) e, sul sito di Repubblica, ho trovato un video inerente ad una campagna, che partirà in queste ore in GB, contro la violenza sulle donne con protagonista Keira Knightley, che è una delle mie attrici preferite; come anche Nicole Kidman ambasciatrice dell'Onu, sono particolarmente contenta che le attrici che ammiro siano in prima linea per combattere e debellare questa piaga.



La Knightley ha scelto di partecipare allo spot promosso dall'associazione Woman's Aid
Il video, che fa parte di una campagna che partirà il 6 aprile sulle tv e sui giornali inglesi, ha ricevuto in un paio di giorni migliaia di visitatori su Internet. Keira Knightley nello spot interpreta un'attrice che torna a casa dopo una giornata di lavoro e trova il fidanzato in preda alla follia della gelosia. Schiaffi e pugni finché nell'ultima inquadratura si scopre che in realtà si tratta della scena di un film. Alla fine appare una scritta: "non sarebbe ora che qualcuno ci desse un taglio?"
Lo spot girato dal regista Joe Wright (che ha già diretto la Knightley in 'Espiazione' e in 'Orgoglio e Pregiudizio') si conclude con l'agghiacciante dato: due donne alla settimana muoiono in seguito a violenze domestiche.
Per vedere il video cliccare sul sito di Women's Aid.






Tra l'altro, qualche giorno fa ho visto il film La duchessa sempre con Keira Knightley, pellicola che mi ha scosso particolarmente. La vicenda riguarda Lady Georgiana Spencer (parente di Lady Diana), duchessa del Devonshire: sposata all'omonimo duca ebbe una vita infelice, dovette sopportare la relazione tra il marito e la sua migliore amica, morì a soli 49 anni. Personaggio anticonformista e dalla grande personalità, passò alla Storia per il suo impegno politico e per il suo abbigliamento originale e trasgressivo per l'epoca.
Il film illustra e racconta senza falsi pudori quale fosse la (terribile) condizione della donna nel Settecento, quale fosse il suo "ruolo" nella società, cosa ci si aspettasse da lei. Mi ha molto colpita che, come detto, il film non abbia cercato di dissimulare quelli che sono i dettagli più scomodi: raccontando, invece, chiaramente che, all'epoca, la cosa peggiore che potesse capitarti era nascere donna. Di solito nei film in costume, la "questione femminile" viene sempre, semmai, menzionata brevemente... è un qualcosa che serpeggia, qualcosa che sappiamo tutti bene e, per questo, non viene sottolineata se non in piccoli dettagli funzionali alla storia raccontata; mentre ne La duchessa niente viene dissimulato. E' stata molto dura per me vedere questo film. Scene aberranti per me. Georgiana che parla di politica e della questione dell'estensione del diritto di voto a "parte della popolazione maschile" quando il suffragio universale, con le donne comprese, era lontano e fantascientifico; il marito che, alla nascita della prima figlia, non degna né la madre né la bimba di uno sguardo in quanto non è il sospirato erede maschio, arrivando a biasimare Georgiana per questo e chiamando la bambina "un incidente"; la relazione che lui intesse con la migliore amica di lei nella sua stessa casa; la minaccia di sottrarle i figli, quando lei s'innamora di un giovane rampante politico, Charles Grey; l'obbligo da parte del marito di abbandonare la figlia nata dalla relazione con Grey; c'è una scena di violenza, con grida strazianti. E infine, la morale della parabola pronunciata dalla stessa Georgiana, la sera delle nozze quando il duca la spoglia chiedendosi come mai gli abiti femminili fossero così complicati: "Perché le donne non hanno altro, se non i cappelli e gli abiti, per esprimersi, a differenza degli uomini che possono esprimersi in maniere differenti". E' la verità. Giacché l'uomo ha fatto di tutto per precludere qualsiasi opportunità di espressione alla donna, relegandola a mera pedina funzionale al suo scacchiere. Una pedina che serviva solamente a sfornare figli maschi. E in mancanza di questi da considerarsi assolutamente inutile.
Mi sono molto commossa alla fine del film e ho commentato duramente quanto visto. L'ho detto e lo ripeto ancora: non basterà tutta l'eternità per espiare tante e tali colpe commesse sulle donne nei secoli dei secoli. Per non parlare di ciò che accade oggi.

sabato 4 aprile 2009

non sopporto arroganza e ipocrisia!