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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

lunedì 6 aprile 2009

non sarebbe ora che qualcuno ci desse un taglio?

Non riesco a dormire a causa del terremoto, delle diverse scosse percepite stanotte. Credevo di dormire... ma quel rumore così forte e prolungato era vero...
Sono terrorizzata.
Ho acceso internet per sapere di quanto fosse l'entità della scossa (si parla di 6,7 magnitudo della scala Richter) e, sul sito di Repubblica, ho trovato un video inerente ad una campagna, che partirà in queste ore in GB, contro la violenza sulle donne con protagonista Keira Knightley, che è una delle mie attrici preferite; come anche Nicole Kidman ambasciatrice dell'Onu, sono particolarmente contenta che le attrici che ammiro siano in prima linea per combattere e debellare questa piaga.



La Knightley ha scelto di partecipare allo spot promosso dall'associazione Woman's Aid
Il video, che fa parte di una campagna che partirà il 6 aprile sulle tv e sui giornali inglesi, ha ricevuto in un paio di giorni migliaia di visitatori su Internet. Keira Knightley nello spot interpreta un'attrice che torna a casa dopo una giornata di lavoro e trova il fidanzato in preda alla follia della gelosia. Schiaffi e pugni finché nell'ultima inquadratura si scopre che in realtà si tratta della scena di un film. Alla fine appare una scritta: "non sarebbe ora che qualcuno ci desse un taglio?"
Lo spot girato dal regista Joe Wright (che ha già diretto la Knightley in 'Espiazione' e in 'Orgoglio e Pregiudizio') si conclude con l'agghiacciante dato: due donne alla settimana muoiono in seguito a violenze domestiche.
Per vedere il video cliccare sul sito di Women's Aid.






Tra l'altro, qualche giorno fa ho visto il film La duchessa sempre con Keira Knightley, pellicola che mi ha scosso particolarmente. La vicenda riguarda Lady Georgiana Spencer (parente di Lady Diana), duchessa del Devonshire: sposata all'omonimo duca ebbe una vita infelice, dovette sopportare la relazione tra il marito e la sua migliore amica, morì a soli 49 anni. Personaggio anticonformista e dalla grande personalità, passò alla Storia per il suo impegno politico e per il suo abbigliamento originale e trasgressivo per l'epoca.
Il film illustra e racconta senza falsi pudori quale fosse la (terribile) condizione della donna nel Settecento, quale fosse il suo "ruolo" nella società, cosa ci si aspettasse da lei. Mi ha molto colpita che, come detto, il film non abbia cercato di dissimulare quelli che sono i dettagli più scomodi: raccontando, invece, chiaramente che, all'epoca, la cosa peggiore che potesse capitarti era nascere donna. Di solito nei film in costume, la "questione femminile" viene sempre, semmai, menzionata brevemente... è un qualcosa che serpeggia, qualcosa che sappiamo tutti bene e, per questo, non viene sottolineata se non in piccoli dettagli funzionali alla storia raccontata; mentre ne La duchessa niente viene dissimulato. E' stata molto dura per me vedere questo film. Scene aberranti per me. Georgiana che parla di politica e della questione dell'estensione del diritto di voto a "parte della popolazione maschile" quando il suffragio universale, con le donne comprese, era lontano e fantascientifico; il marito che, alla nascita della prima figlia, non degna né la madre né la bimba di uno sguardo in quanto non è il sospirato erede maschio, arrivando a biasimare Georgiana per questo e chiamando la bambina "un incidente"; la relazione che lui intesse con la migliore amica di lei nella sua stessa casa; la minaccia di sottrarle i figli, quando lei s'innamora di un giovane rampante politico, Charles Grey; l'obbligo da parte del marito di abbandonare la figlia nata dalla relazione con Grey; c'è una scena di violenza, con grida strazianti. E infine, la morale della parabola pronunciata dalla stessa Georgiana, la sera delle nozze quando il duca la spoglia chiedendosi come mai gli abiti femminili fossero così complicati: "Perché le donne non hanno altro, se non i cappelli e gli abiti, per esprimersi, a differenza degli uomini che possono esprimersi in maniere differenti". E' la verità. Giacché l'uomo ha fatto di tutto per precludere qualsiasi opportunità di espressione alla donna, relegandola a mera pedina funzionale al suo scacchiere. Una pedina che serviva solamente a sfornare figli maschi. E in mancanza di questi da considerarsi assolutamente inutile.
Mi sono molto commossa alla fine del film e ho commentato duramente quanto visto. L'ho detto e lo ripeto ancora: non basterà tutta l'eternità per espiare tante e tali colpe commesse sulle donne nei secoli dei secoli. Per non parlare di ciò che accade oggi.

5 commenti:

Lucien ha detto...

In questo film è di una bravura mostruosa. Lo regge praticamente lei.

Alfa ha detto...

Ho sentito del terremoto. é stato forte anche a Roma?
Un abbraccio.

katiu ha detto...

Per quanto riguarda il terremoto, ho ascolto i notiziari stamattina. Si è sentito fino a Napoli. Deve essere stato terribile, soprattutto per chi tutt'ora si trova in mezzo a quello scempio ..

Per quanto riguarda invece lo spot, l'ho visto l'altro giorno su youtube. Bellissimo. Durissimo, Verissimo.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Terremoto e violenza dell'uomo; il primo sembrerebbe una catarsi della seconda se non fosse che non fa distinzione tra buoni e cattivi.

Uno spot davvero forte e spero efficace. Perché ci vuole la repressione per chi fa violenza sulle donne ma per prevenire questa vergogna é anche necessario cambiare la mentalità degli uomini fin da ragazzi; ed invece leggiamo che già in età preadolescenziale (12 o 13 anni) i ragazzi fanno e compiono atti di violenza sulle loro coetanee.

Silvia ha detto...

Sì, si è sentito anche a Roma (due volte: alle 3,32 e poi alle 4,29). Un boato spaventoso e interminabile... E Roma dista quasi 100 km da L'Aquila, pensate, quindi, la portata della catastrofe per chi l'ha vissuta in loco.

***

Daniele: il fatto che ragazzini, poco più di bambini, già a 12 anni fanno del male alle femmine prova che la mia tesi sul fatto che "il seme del Male" è innato nel maschio è assolutamente vera e legittima.