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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

lunedì 30 marzo 2009

franca viola, una delle mie eroine

Finalmente l'agognato post su Franca Viola! Erano mesi che avevo in mente di farlo, ma per una cosa o per un'altra continuavo a rimandare; ma ora ecco qui. Per chiunque di voi non sappia chi sia Franca Viola, beh, consiglio di leggere attentamente questo post. La storia di una ragazzina, di una donna speciale.




Iniziamo con questo frammento tratto da StoriaProibita.it.
(...) ed accaduta a una giovane di 18 anni possa essere ricordata per anni e diventare anzi l’alba di un nuovo atteggiamento delle donne verso leggi retrive e assurde.
Ammesso per legge il matrimonio riparatore (art.544), considerata la violenza sessuale un oltraggio alla morale e non alla persona, è chiaro che
Franca Viola, 18 anni, residente a Alcamo, non possa desiderare altro che sposarsi dopo essere stata rapita e tenuta nascosta per otto giorni da un guappo del paese, tale Filippo Melodia.
Il giovane infatti, respinto dalla ragazza, ha una bella pensata: la rapisco, la violento e poi la sposo (magari mi faccio aiutare da 12 amici caso mai dovesse ribellarsi). E anche se lei dovesse opporsi, il padre acconsentirà, ne va dell’onore di una famiglia.
Ma le cose non vanno proprio così, e forse una “questione privata”, per dirla con il titolo di un libro di Fenoglio uscito proprio quell’anno, diventa una questione pubblica che più pubblica non si può.
Il padre finge di acconsentire alle nozze e concorda, con i Carabinieri di Alcamo, una trappola: quando il Melodia scende in paese attorniato dai suoi ‘bravi’ e con la donna al seguito, scatta la trappola: ad attenderli c’è il padre con i Carabinieri. Filippo Melodia viene condannato a 11 anni di carcere ridotti poi a 10.
Nel 1968 Franca Viola sposerà, adesso sì per scelta, il giovane Giuseppe Ruisi. Melodia invece, uscito dal carcere nel 1976, finirà assai male: il 13 aprile del 1978 si ‘scontra’ con una lupara e muore.
Nel 1970 anche il cinema onorò Franca Viola e il regista Damiano Damiani girò con Ornella Muti il film
La sposa più bella.
***
Vi propongo anche questo articolo, di qualche anno fa, in cui Franca era tornata a parlare della sua vicenda, dopo molto tempo dai fatti.
Rifiuto il matrimonio dopo lo stupro
Franca Viola: "Fu una scelta normale"
Nel 1965 l'allora diciottenne ragazzina fu violentata ad Alcamo da un mafioso della zona. Per evitargli la condanna, come previsto dalle legge 544, avrebbe dovuto sposarlo. E invece lei si rifiutò. In molte imitarono la sua scelta, fino a quando, nel 1981, l'articolo del Codice penale fu abolito. L'eroina trascorse però una vita lontana dai media e nell'assoluto anonimato. Quaranta anni dopo, torna a parlare raccontando la sua vicenda e commentando i risvolti. Ai giovani d'oggi dice: "Per ogni decisione seguite il vostro cuore".
La storia dell'umanità è fatta di piccoli e grandi cambiamenti. Sono gli uomini a provocarli, con le loro scelte, le loro decisioni. Una di queste, nel 1965, stravolse per sempre il volto della Sicilia, generando un terremoto sociale che portò, 26 anni dopo, all'abrogazione di un articolo di legge: il 544 del Codice penale.
Siamo ad Alcamo, in provincia di Trapani. Franca Viola, una ragazza appena diciottenne, viene rapita e violentata da un mafioso della zona. Un fatto che, a quel tempo, non era considerato "grave": bastava infatti sposare lo stupratore per estinguere il reato, secondo la legge 544. E invece lei, la protagonista di questa commovente storia, ebbe la forza e il coraggio di dire per la prima volta no, divenendo per tutti il simbolo di una rinascita della condizione femminile. Denunciò il suo aggressore e i suoi complici e li fece arrestare, venendo così meno al matrimonio riparatore.
Da allora sono passati quarant'anni, che Franca ha trascorso nel silenzio e nel più assoluto anonimato. Così la donna, oggi 58 anni, torna a parlare spiegando la sua scelta: "Per me quella vicenda rappresentò una vera e propria disgrazia - dice - ho dovuto attraversare momenti tristi, di sofferenza, è stata un'esperienza decisamente negativa". Tuttavia, la sua vicenda la trasformò ben presto in un eroina, senza però che lei se ne rendesse probabilmente conto. "Ritenni quel gesto non un atto di grande coraggio - spiega - ma una normale scelta dettata dal cuore. Feci quello che mi sentivo di fare - continua - furono i media, in seguito, a rendere la vicenda un evento storico". Franca Viola entrò ben presto nell'immaginario collettivo come "la donna che rifiutò il matrimonio riparatore", simbolo di un'epoca e di una società che non tutelavano per niente la condizione femminile. Nonostante tutto, però, non tutti elogiarono quella "scelta".
"La gente parla sempre a sproposito, nel bene o nel male - prosegue nel suo racconto - dicevano che mi vendevo le interviste ai giornali per soldi, mi mortificavano con le loro false affermazioni". Ma lei, Franca, ormai aveva fatto la sua scelta, che di lì a poco avrebbe provocato un terremoto sociale di grande rilievo. "Ero contenta quando sentivo di altre ragazze che si erano salvate facendo la mia stessa scelta, mi faceva piacere sapere che, anche se indirettamente, ero stata io ad aiutarle. Quella legge era evidentemente ingiusta e andava cambiata - commenta - c'è sempre una prima volta, e io fui quella che diede inizio al cambiamento". Il cinque agosto del 1981, infatti, l'articolo 1 della legge 442 abolì la possibilità di cancellare con un matrimonio una precedente violenza sessuale. Per Franca Viola, intanto, aveva avuto inizio un'altra vita.
"Mi sposai e decisi di condurre una vita dedita alla normalità, lontana dai riflettori. Abitai tre anni a Monreale, dove mio marito lavorava, per poi trasferirmi di nuovo ad Alcamo quando ottenne il trasferimento. Abbiamo due figli, uno studia Scienze naturali e l'altro lavora come commercialista. Con loro non abbiamo mai affrontato a pieno la questione, sanno già tutto dagli altri, che mi descrivono sempre come una donna molto coraggiosa". Chissà come sarà cambiato ai suoi occhi il mondo dei giovani. "Oggi i giovani sembrano non voler ascoltare i suggerimenti di nessuno - dice - fanno tutto di testa loro. Il consiglio che voglio dare è di stare sempre attenti, ma di prendere ogni decisione seguendo sempre il proprio cuore. I ragazzi del comitato di Addiopizzo, ad esempio, o delle lotte antiracket, sono molto coraggiosi, li ammiro per quello che fanno".
Quarantanni dopo, Franca Viola tira le somme alla luce di un'esperienza che l'ha accompagnata e segnata per tutta la vita. "Mi sono sempre sentita molto serena, come se non fosse mai accaduto niente. Guardo a quei giorni - confessa - come se avessi seguito bene e da vicino la cronaca che ha visto coinvolta un'altra persona. Per me non è stato facile allora riprendere la vita di tutti i giorni, ma quella scelta fu decisiva. Semplicemente non volevo sposarmi con un uomo che non amavo e preferivo restare tutta la vita da sola piuttosto che farlo". Una cosa che, forse, solo oggi appare come normale, ma che allora rappresentò un vero e proprio scandalo.
Franca Viola avrebbe potuto cavalcare l'onda di quel gesto, sfruttare la sua fama, ma non lo fece e si ritirò a vita privata. "Chissà, mi sarebbe piaciuto attivarmi nel sociale, forse non sono mai capitate le occasioni giuste". Quindi arriva il saluto finale, prima di ritornare alla propria vita, quella di sempre, che "la donna che rifiutò il matrimonio riparatore" usa definire "normale".
Riccardo Vescovo (17 gennaio 2006)
***
Ricapitoliamo. C'è stato un tempo, nemmeno troppo tempo addietro, in cui rapire e violentare non era un fatto grave (giacché, semmai, questo atto offendeva la morale - immorale della gente - e non la persona...) e se il cane che si macchiava di tale delitto, poi, SPOSAVA la vittima... automaticamente il reato veniva annullato. Come una toppa! Compi un crimine orribile, in seguito rimedi con il matrimonio e tutto si sistemava. Certo. Niente di strano, dal momento che l'abominio è così solito nella natura di certi individui, se non fosse che la legge e lo Stato avallavano questa toppa! Il cane sposava la vittima e la "giustizia" applaudiva soddisfatta: TUTTO E' BENE QUEL CHE FINISCE BENE. Per quante povere ragazze è stato così? Quante donne hanno dovuto subire il danno e la beffa di un sistema di uomini, controllato da uomini, gestito da uomini, traviato da uomini? Quante? Ciò è continuato per lungo tempo. Tale legge, oltre ad essere moralmente immorale, era quasi un impulso a delinquere, senza il quasi, era un impulso per qualunque malintenzionato ad agire: consapevole com'era che non solo avrebbe avuto la donna che desiderava, ma non sarebbe nemmeno incorso nell'ira della Giustizia... che anzi offriva la donna su un piatto d'argento. Grazie anche al ricatto morale dato dalla situazione disonorevole in cui precipitava la vittima: chi mai avrebbe sposato una donna oltraggiata da un altro uomo, se non lo faceva il colpevole? Perciò, era più che ovvio che la ragazza sarebbe stata costretta a sposare il suo aguzzino per paura di non avere altro sbocco, altro futuro, per paura dei pettegolezzi della gente e spinta dalla famiglia preoccupata di mettere la sua bella toppa alla faccenda. Tutti contenti: il cane, la famiglia, la gente, la (im)morale. Tutti... tranne la ragazza. Ma in fondo, si trattava solo di donne... cosa importava di loro, dei loro sentimenti, della loro volontà? Per farla breve, allora, bastava convolare a giuste nozze col cane e tutto si sistemava.
Questo, almeno finché non è arrivata Franca Viola a rovinare la festa! A rovinarla ai cani, ai giudici... "Io non lo sposo" ha detto e questo ha cambiato tutto. Ha messo in moto un meccanismo inarrestabile che ha messo fine a tale vergogna legale. Ha messo fine alla strumentalizzazione, ancora una volta, della donna da parte dell'indegno (e lo ripeto mille volte!) sistema maschile! La festa è finita. Franca si è rifiutata di essere complice di tale perverso meccanismo, ha rotto il sistema e ha rivendicato il sacrosanto diritto di scegliere lei il proprio destino; sposando, poi, un uomo che amava davvero e che l'ha amata a sua volta senza rimanere intrappolato nella storia del "disonore" e stronzate simili. Noi donne che siamo venute in seguito dobbiamo inchinarci a Franca, al suo gesto, al suo coraggio. Se oggi abbiamo conquistato un minimo di dignità e voce in capitolo è grazie a donne come Franca. Ora che conoscete questa storia, non dimenticate mai questo nome, Franca Viola, è il simbolo del risveglio dopo una notte troppo buia durata troppo, troppo tempo.
Prima di concludere, fate caso a questo dato: la legge del matrimonio riparatore è stata eliminata nell'agosto del 1981. Meno di 28 anni fa. Non parliamo di secoli, ma di soli 28 anni. Io ne ho 24. Nello stesso anno, 1981, fu abrogato anche il delitto d'onore... sì, avete capito bene: la legge fino a poco tempo fa prevedeva anche il delitto d'onore...

20 commenti:

l'incarcerato ha detto...

E infatti non potevi non parlarne!

Un abbraccio cara Silvietta!

articolo21 ha detto...

Silvia è sempre la nostra sentinella. :)

Maffy ha detto...

Bellissimo post...

Grazie!!!

Rosa ha detto...

Purtroppo non tutte le ragazze si trovano alle spalle una famiglia pronta a sostenerle, contro tutto e contro tutti.
La fuitina, qua in Sicilia, ha fatto tantissime vittime.
Le ragazze violentate hanno dovuto fare i conti con l'ignoranza e l'arretratezza culturale, che le definiva "svergognate".
A nulla è servito sostenere che tutto era avvenuto contro la loro volontà e questo, ti assicuro era di sprono ai BASTARDI CANI pronti a cimentarsi in questo sporco giuco.
Purtroppo so che in alcuni paesi dell'entroterra siciliano, nonostante le leggi da te citate, succedono ancora episodi ( per fortuna isolati) di fuitina e nozze riparatrici.
Gli uomini BESTIA, come vedi sono duri a morire.

fabio r. ha detto...

hai fatto bene a ricordarla qui. brava!

Le Favà ha detto...

Questa donna, è una grandissima grandissima donna. Veramente grande. Bel post.

Silvia ha detto...

Rosa: sì, sì, so di cosa stai parlando. So quale sia il problema fondamentale, che io denuncio sempre: la mentalità sbagliata, stupida e criminale che porta, da sempre, a identificare le donne-vittime come le colpevoli, le "disonorate" che devono, quindi, essere punite doppiamente... per il solo fatto di essere donne, in definitiva. Questo è il perfetto/infallibile sistema maschilista costruito in secoli di pregiudizi e atteggiamento diffamatorio verso la figura femminile. Per questo diciamo e gridiamo che il sistema patriarcale va annientato senza pietà! La famiglia di Franca fu illuminata e abbastanza sensibile e intelligente da capire la realtà dei fatti, ma è stato anche un caso eccezionale: all'epoca, come oggi molto spesso, la mentalità era ancora quella arretrata e logora che emerge quando si tratta di donne. E per questo, ripeto, la mentalità, tale mentalità va annientata!

Sì, so che ancora si verificano sporadici casi di fuitina e questo è male, e questo va fermato assolutamente con convinzione e decisione! Stiamo sempre al solito punto: la mentalità deve evolvere.

Gli uomini BESTIA non la faranno franca per sempre e quando verrà il loro turno... saranno guai: in una volta sconteranno secoli e secoli di soprusi!

Ormoled ha detto...

Sono d'accordo con te, una gran donna. Un piccolo gesto quello di dire no, ma quanta potenza si portava dietro! Ha veramente cambiato l'Italia... anche se allo stato sono serviti anni poi per cancellare le leggi sbagliate (da vergognarsi).
Ciao.

Pupottina ha detto...

è un bellissimo post....
il matrimonio riparatore dopo uno stupro non è accettabile....

^_______________^

anche se sono in pausa dal blog.... eccomi a salutarti

luly ha detto...

Brava, Silvia.

Gatta bastarda ha detto...

conosco la storia di franca viola... è una donna come lei che mi essere fiera delle mie origine sicule.

katiu ha detto...

Il matrimonio riparatore è un abominio, nessuna donna avrebbe dovuto sposarsi in questo modo!
Ognuna DEVE poter scegliere CHI, e soprattutto SE, farlo.

Silvia ha detto...

Katiu: nessuna donna avrebbe dovuto sposarsi...

;-)

Maffy ha detto...

Silvia, concordo pienamente con questa tua ultima affermazione...

katiu ha detto...

Purtroppo anche io la penso come te e Maffy sul matrimonio .. anche se sono circodata da persone che si sposano e mi riempiono di confetti :(

Stella ha detto...

Nessuna donna avrebbe dovuto sposarsi e lei è stata molto coraggiosa

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Conosco questa storia e questa grande donna.

fabrax ha detto...

ciao Silvia, come va? Volevo chiederti, se volessi pubblicare qualcosa, mi suggeriresti una casa editrice esordiente? La sceneggiatura di cui mi sto occupando al momento é soltanto un groviglio di bozze, la cosa é piuttosto impegnativa ma non demordo. Ti saluto

Silvia ha detto...

Maffy/Katiu: per me le parole matrimonio/marito sono proprio da cancellare dal vocabolario!

;-)

Carlo Molinaro ha detto...

Sono contento che si sappia chi è Franca Viola, perché ricordo quei tempi oscuri, che purtroppo qualcuno a volte sembra rimpiangere.