Vi racconto una storia. Una delle tante storie infami del nostro Paese. Una delle innumerevoli. Vi racconto la storia dell'ennesima vittima della brutalità maschile umiliata due volte, anche e soprattutto dalla giustizia italiana. Vi racconto la storia di tutto, TUTTO quello che io odio di più. Di tutto quello che io combatto. Di tutto quello che deve, DEVE SCOMPARIRE da questo Paese infame, e dalla faccia della Terra. Vi racconto una storia di infami che non hanno vergogna. Una storia di infami maledetti.
La storia di Carmela, 13 anni appena.

Carmela, 13 anni, uccisa 2 volte
Stuprata dal branco, giudicata psichicamente instabile, internata e imbottita di psicofarmaci. Poi il suicidio. Mentre i suoi aguzzini, minorenni all'epoca dei fatti, evitano il processo. La loro pena? Un programma di rieducazione
Nel novembre 2006 Carmela, una 13enne di Taranto, si allontana di casa. Quattro giorni dopo Alfonso Frassanito, suo padre, la ritrova in un vicolo della città vecchia. È stata drogata con anfetamine e violentata. Più volte. Hanno abusato di lei più persone. Carmela denuncia i suoi aggressori. In seguito gli inquirenti troveranno il suo diario, dove racconta la violenza subìta da due minorenni e un’altra subita qualche giorno prima da tre maggiorenni. La discesa all’inferno di Carmela è appena iniziata.
Stuprata dal branco, giudicata psichicamente instabile, internata e imbottita di psicofarmaci. Poi il suicidio. Mentre i suoi aguzzini, minorenni all'epoca dei fatti, evitano il processo. La loro pena? Un programma di rieducazione
Nel novembre 2006 Carmela, una 13enne di Taranto, si allontana di casa. Quattro giorni dopo Alfonso Frassanito, suo padre, la ritrova in un vicolo della città vecchia. È stata drogata con anfetamine e violentata. Più volte. Hanno abusato di lei più persone. Carmela denuncia i suoi aggressori. In seguito gli inquirenti troveranno il suo diario, dove racconta la violenza subìta da due minorenni e un’altra subita qualche giorno prima da tre maggiorenni. La discesa all’inferno di Carmela è appena iniziata.
Prima di quell’incubo, Carmela aveva denunciato le molestie subite da un giovane sottoufficiale della Marina. «Lui aveva ammesso di averla incontrata diverse volte – racconta papà Alfonso – Salvo poi ritrattare in sede di interrogatorio. Lo vedevamo davanti alla scuola media Frascolla, sempre accanto a ragazzini. Continuava a passare sotto casa nostra... In città era conosciuto come "il pedofilo di San Vito"». Ma la polizia non trova riscontri e non avvia nessun procedimento penale. Carmela, dicevano, a volte s'inventa le cose, non ha la completa padronanza di sé. Carmela non ci sta con la testa. È un "soggetto disturbato con capacità compromesse”, risulta dalla perizia psichiatrica.
Così, mentre i suoi stupratori restano a piede libero, lei viene internata nel centro “L’Aurora” di Lecce. I genitori sono contrari ma alla fine si lasciano convincere. Forse è meglio così, la loro bambina sarà in buone mani, seguita e assistita da professionisti. Ma in breve tempo si accorgono che c’è qualcosa di strano. Carmela non ci vuole restare a Lecce. I medici dicono che va tutto bene, però poi si scopre che, all’insaputa dei familiari, la ragazzina era sottoposta a una cura di psicofarmaci, e che aveva tentato la fuga due volte. Così viene trasferita al centro “Il sipario” di Gravina di Puglia, dove le cose sembrano migliorare. Qui viene confermato che era stata sottoposta a una pesante trattamento a base di psicofarmaci, una cura che non si poteva interrompere di punto in bianco ma in maniera graduale. «Nel fine settimana la portavamo a casa – raccontò il padre – ero io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».
Il 15 aprile 2007 Carmela dice: «Vado in bagno». E invece vola dal settimo piano di un condominio del quartiere Paolo VI.
Devastati dal dolore, i genitori continuano a vedere gli aggressori della ragazzina girare liberamente. Addirittura c’è chi accusa il signor Frassanito di nefandezze, non essendo lui il padre naturale di Carmela, morto quando lei aveva solo un anno. Così i coniugi lasciano la città insieme alle altre due figlie. Fondano l’associazione IoSòCarmela, per non arrendersi al dolore e neppure all’ingiustizia.
Nel frattempo i due aguzzini minorenni (all’epoca dei fatti avevano 16 anni) confessano, ed evitano il processo. Il giudice del tribunale dei minorenni di Taranto Laura Picaro li ritiene meritevoli della "messa in prova". In pratica per 15 mesi saranno messi sotto osservazione: seguiranno un programma di rieducazione e offriranno assistenza agli anziani. Se faranno i bravi il dibattimento verrà cancellato. Non solo: in Tribunale l'avvocato di uno dei due stupratori ha chiamato Carmela "prostituta". Insomma, era quella che "ci stava", era consenziente. E da vittima si trasforma nell’unica vera imputata. (fonte: Libero Donna)
Non farò commenti perché tanto sapete bene come la penso. Intendo dire solo due semplicissime cose:
1) La giudice (una donna, sono disgustata da questa donna) del Tribunale dei minori di Taranto ritiene i due minorenni-cani stupratori "meritevoli della messa in prova". Io li ritengo meritevoli dello scioglimento nell'acido o dell'olio bollente o dei pitbull affamati;
2) L'avvocato che difende i cani-stupratori ha definito Carmela una prostituta che andava con tutti e quindi se l'è cercata. Io gli avvocati li ammazzerei tutti. I difensori dei sopracitati cani sono i primi delinquenti. I primi ad essere meritevoli dell'acido, dell'olio bollente o dei pitbull affamati.
Mi vergogno di vivere in un Paese che definisce le donne violentate come "prostitute che se la sono cercata". Sono schifata. Sono schifata che si tenti ancora di giustificare l'infamia dei cani, laddove era inconcepibile prima che lo si pensasse!
Talvolta mi domandano come mai ho tanto disprezzo nei confronti del genere maschile. E io rispondo che ho tanto astio semplicemente perché il genere maschile è indegno.
Leggendo storie come quella di Carmela la mia convinzione si rafforza.
Mi vergogno di questo Paese. Mi vergogno di questa società. Mi vergogno di questo mondo.
Che le donne abbiano Pietà di tale indegnità.















20 commenti:
Sono scioccata.
Scioccata per la storia e per la povera Carmela, finita in mano a dei mostri e uccisa veramente due volte.
Scioccata, perchè siamo nel 2009 e accadono ancora queste cose, cose che dovrebbero essere soppresse dal Medioevo.
Scioccata, perchè come sempre i malviventi (per essere buona uso questo termine "gentile") la fanno sempre franca.
Scioccata, perchè la vittima era una puttana solo perchè ci stava. Ma poi chi ti dice che ci è stata?!? Vale la parola degli stessi malviventi di prima??
Allora sì buttateli nell'acido, nell'olio bollente o alle fauci di pitbull affamati.
Non si può vivere in questo modo. Perchè questo modo non è vita!
c'è troppa ignoranza nel paese,troppa...
> dawoR***
Che dolore.
E' terrificante pensare che una bambina sia stata trattata così......la colpa di tutto ciò è, prima di tutto, l'ignoranza e poi tutto il resto.
E' veramente uno schifo. Non ho parole. Cavolo.
Agghiacciante; leggo queste cose e faccio fatica a non giustificare la vendetta privata. Molta fatica.
Ma basterebbe avere una vera giustizia. Ma questa sembra essere un'utopia oramai...
Io spero che questa ragazza possa rinascere in una situazione migliore e in un mondo migliore...
Un baciooo
che schifo.... sono davvero schifata.. non so che altro dire...se non che ho sempre più paura! ma questa paura non mi farà certo tacere...
Gatta: la paura non farà tacere neanche me, ci puoi giurare! Divento sadica ogni giorno di più!
i commenti nn servono..........
e nn ho le parole giuste per descrivere quello che sento e che penso....
Ma chi vuoi che si interessi delle varie "Carmela" se...
C’è Victoria Silvstedt,a La ruota della fortuna, in onda su Italia Uno alle 20.30, che gira su se stessa, avvolta in vestiti
scollatissimi e ampi il giusto per consentire la visione della biancheria?
Infatti la tipa in questione viene inquadrata, dall’alto verso il basso, per mostrare meglio le tette e dal basso verso l’alto, per le mutande.
La regista è una donna, Giuliana Baroncelli.
E che dire delle conigliette di Playboy, al Festival di Sanremo?
È dunque questa l’immagine della donna che ancora vince, ancora impera su tutto e tutti?
Non si stupra solo con il pene...ma in tantissimi continuano a non capirlo.
Mi piacerebbe che ogni mamma crescesse il proprio figlio maschio non all’insegna del culto della virilità ma al rispetto dell’altro, affinchè non abbiano a ripetersi fatti così tristi e tragici.
Ciao
Rosa
non avvelenare i poveri pitbull....
peccato non capiti lo stesso a tutti questi "signori benpensanti"
questa storia mi sconvolge....
ecco perché tante non denunciano, sbagliando, le violenze subite...
al Sud, si passa per prostitute, non per donne aggredite....
la giustizia esiste ormai solo per i cattivi!!!!!
in che mondo viviamo!!!
Rosa: l'immagine della donna che vince è quella che citi tu, in effetti; l'unico modello POSSIBILE in cui in questa società una donna può emergere, visto che i posti di comando, di potere sono quasi del tutto inaccessibili per le donne che usano il CERVELLO, è chiaro che ancora oggi il miraggio per "essere qualcosa" è doversi degradare a oggetto per compiacere il maschio! Questo è colpa del sistema che non dà opportunità a una donna di essere valutata per quelle che DAVVERO sono le sue qualità. E quindi per queste ragioni si creano mostri alla Victoria Silvstedt e uomini violenti e brutali che pensano di poter tutto su una donna. Va cambiata la mentalità, degli uomini al Rispetto e delle donne per capire che dobbiamo far valere le nostre capacità.
Sì, sì, i maschi dovrebbero essere educati SERIAMENTE al rispetto della femmina fin dalla nascita e questo lavoro evidentemente non si fa: perché sennò io non mi spiego come sia possibile che un ragazzino di 13 anni violenta una sua compagnetta.
***
Aglaia: hai ragione, i poveri pitbull non meritano di avvelenarsi mangiando quei cani... ma sai, qualcuno deve pur farlo il lavoro sporco! Magari si potrebbe ripiegare sui piranha...
***
Pupottina: già, ecco perché non denunciano; perché se lo fanno vengono additate quali prostitute che se la sono cercata.
Non è che la giustizia esiste solo per i cattivi: è che la giustizia LA FANNO i cattivi.
Rimango senza parole è una storia sconvolgente.
Grazie Silvia mia mamma sta un pò meglio però ci vorrà del tempo prima che si rimetta del tutto
;)
Queste notizie mi fanno capire quanto sia arretrata la nostra società e quanto i disvalori stiano prendendo il sopravvento.
La conoscevo questa storia e ne avrei parlato prima o poi. Ma forse è meglio che lo hai fatto tu.
Una storia vergognosa e ti giuro ma provavo difficoltà nel raccontarla...
Incarcerato, so che è una storia difficile da raccontare, ma va raccontata: per denunciare quale sia la REALE faccia di questo Paese per noi donne e a cosa andiamo incontro quando chiediamo giustizia.
io so disgustato da questa storia ma non tutti gli uomini sono cosi e non tutte le donne sono prostitute ne sante, Victoria Silvstedt fa la sua parte in uno stupido spettacolo ma non vuol dire che alcuna persona possa fare violenza ad un altro essere
Anonimo: sono d'accordo che gli stereotipi siano la cosa più dannosa che ci sia e se siamo allo sbando è proprio per colpa degli stereotipi. Se non si valutassero le situazioni per "categorie" (prostituta/santa) ma in base all'offesa arrecata indipendentemente da chi la fa e da chi la subisce, non ci sarebbero tali abusi di chi dovrebbe garantire tutela e giustizia.
E naturalmente sono d'accordissimo con te che nessuno può fare violenza a un altro.
Il mio commento a tutta la sporca vicenda, lo si può leggere qui: http://www.reset-italia.net/2009/11/21/nata-il-4-novembre-1993/
C'è una poesia che ho dedicato a Carmela e che ho inserito in un articolo pubblicato oggi in più posti.
Natale Adornetto
nataleadornetto@yahoo.it
http://adornettonatale.blog.excite.it/
Posta un commento