CLICK HERE FOR BLOGGER TEMPLATES AND MYSPACE LAYOUTS »
"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

giovedì 5 febbraio 2009

la verità, tutta la verità sulle mamme lavoratrici

Vi riporto questo articolo della giornalista Orietta Cicchinelli "Donne-madri dimenticate la carriera!".



Una lettera di dimissioni già firmata, ma con la data in bianco. Me la sbatte sotto il naso la mia amica Teresa, 25enne segretaria in un'impresa romana. "Il capo non si fida - spiega lei - teme che, avuto il posto fisso, mi sposi e mi metta a figliare, come ha fatto la mia ex collega...". Storia come tante, troppo "normale" in una società che predica la parità tra i sessi e invita i suoi figli a moltiplicarsi. Oggi la discriminazione è più forte, perché serpeggiante, subdola, malcelata dietro mille maschere. Lo sanno bene le donne che "pretendono" di lavorare, metter su famiglia e, magari, fare pure carriera. Altro caso toccato con mano. Laura, neo-laureata in Giurisprudenza a cui un prof de La Sapienza propone di affiancarlo negli esami come assistente. Tutto ok, finché lei non decide di sposarsi e il prof la liquida. Laura ci piange un po' su, ma non protesta. Si sposa e fa 2 figli in 3 anni, rinunciando al sogno universitario. Oggi fa la correttrice di bozze. Rimpianti? Chissà...
Poi c'è la mia amica del cuore Gianna, 33 anni, segretaria di un costruttore. Colonna dell'ufficio, ma a quale prezzo? "Ho lavorato anni in nero - racconta - poi, rimasta incinta, il capo mi ha assunta, così la mia maternità era a carico dell'Inps. Finita la copertura, mi ha licenziata, poi riassunta con diverso contratto. Dopo 3 anni sono rimasta di nuovo incinta e mi ha costretta a lavorare, tra nausee e mal di schiena, fino a una settimana prima del parto. Una volta nato il bimbo? Mi portavo il lavoro a casa. L'allattamento? Scherziamo! Permessi per malattie dei bambini? Fantascienza!".
Infine, Cris, sui 40, lavora da anni in un'azienda farmaceutica. La sua carriera è stata interrotta con l'arrivo del primo bimbo. "Alla ripresa - spiega - mi avevano cambiato mansione e ufficio. Poi, in attesa del secondo figlio ho subito un vero mobbing: ero trattata come un'appestata. Ho ottenuto, a fatica, il part-time a 6 ore... Da gennaio l'aut-aut: il lungo orario o il part-time a 4 ore. Non ho avuto scelta: almeno potrò ancora andare a prendere i bimbi a scuola". E la lista d'ignobili ricatti potrebbe continuare all'infinito, tra carriere stroncate, mansioni ridotte, mobbing tout-court, davanti ai quali in tantissime piegano la testa, in una società sempre meno a misura di famiglia. E, ditemi, dalle vostre parti come va? Guardatevi intorno, quante Cris, Laura, Gianna e Teresa conoscete?
Su questo argomento, in precedenza, vi avevo già segnalato lo spettacolo della Cortellesi "Gli Ultimi saranno ultimi". Sapete, quanti commenti potrei fare su tutto questo! La rabbia che mi monta dentro è al limite dell'apocalittico. Io non sono di quelle svampite che pensa di aver raggiunto la parità solo perché, rispetto al passato, ha ottenuto il diritto di stare in bikini in tv. Io lo so benissimo che oggi, in questa società, in questo Paese, in questo sistema NON c'è la parità. Che noi donne siamo ancora discriminate... e lo siamo in maniera più aberrante del passato: giacché 30 anni fa era sotto alla luce del sole la discriminazione... mentre oggi è NASCOSTA e quindi è più subdola dal momento che ci illude di una parità che non esiste. E ci illude (facendoci vantare in maniera impropria) di un "grado di civilizzazione" raggiunto in questo Paese che non abbiamo affatto. Siamo un Paese da Terzo Mondo e ci riempiamo la bocca di essere "la quinta potenza industriale"! Sapete che cosa ci dovete fare con la vostra potenza industriale?? Ficcatevela...
Questo è un sistema maschilista, arretrato culturalmente, arenato a una concezione dei ruoli di uomo e donna arroccati a consuetudini e tradizioni criminali e logore! Un sistema in cui l'ipocrisia regna sovrana e ci fa tutti suoi schiavi... anzi, che ci fa tutte sue schiave! Certo che io non saprei come definirlo, più gentilmente, un sistema che mette i bastoni tra le ruote in questo modo alle donne che lavorano e desiderano crearsi una famiglia: donne che hanno studiato, donne preparate, donne capaci... donne discriminate e licenziate in quanto tali! Insomma, l'esser donna non dà diritto al sogno di fare carriera come può permetterselo un uomo! L'esser donna significa essere buttata fuori se rimani incinta o addirittura se semplicemente ti sposi!
Terzo Mondo, ecco come lo chiamo un Paese che agisce in questo modo! Laddove le donne vanno incontro alla discriminazione più becera, bassa e aberrante che ci possa essere: essere valutate negativamente perché generano i figli! Siccome una donna, a un certo punto, può anche pensare di fare un bambino... allora deve essere eliminata, messa su una strada, cacciata!
Sapete una cosa?? Fa bene la mantide religiosa, ha capito tutto!
E devo aggiungere che i "santoni a difesa del Valore della Famiglia" come sono bravi ad impennarsi quando si ridiscute la centralità, il ruolo e le diverse espressioni della famiglia oggi... ma mai che qualcuno di questi santoni rifletta su come viene discriminata una donna che per crearsi una famiglia viene costretta a rinunciare alle sue aspirazioni! Mai che qualcuno si fermi a pensare che le donne lavoratrici vanno tutelate meglio... giacché così facendo forse la famiglia ne gioverebbe... dico forse...
Siamo un Paese da Terzo Mondo e quel misero 46% di donne lavoratrici in Italia incombe sempre più minaccioso: peggio ci sono solo la Turchia e il Messico, sapete??
Concludo con una breve riflessione tratta da un articolo di Ritanna Armeni, scrive: "... Qualcuno ha detto che questo che si è aperto è il secolo delle donne, quello in cui finalmente avranno il potere che è stato loro negato per millenni. Non sappiamo se è vero. Sappiamo che ci provano e che questi anni che stiamo vivendo sono intanto sicuramente gli anni della resistenza e della caparbietà femminile".

14 commenti:

articolo21 ha detto...

Molta strada è ancora da fare. Molta è stata fatta. Ma sembra non bastare mai.

katiu ha detto...

Guarda, ne parlavo giusto qualche settimana fa con una coppia di miei amici, spostai solo da qualche anno. Lei lavorava in un ospedale come infermiera specializzata, è rimasta incinta e ora è madre da 6 mesi. Ci credi se ti dicono che non sa più dove sbattere la testa per riuscire a tornare a lavorare?? Chiede il part-time per poter accudire il figlio e glielo negano, chiede il periodo di allattamento e glielo negano .. alla fine le han detto "fai subito un altro figlio, così stai già a casa in maternità un'altra volta e ti paga lo stato" ...
Se questa è la mentalità di un paese che vuole aiutare le donne-madri-lavoratrici .. siamo messi veramente male!

Le Favà ha detto...

Si chiede di fare figli e poi non si da loro la possibilità di farlo in modo tranquillo. Nemmeno mi dispiaccio che gli Italiani fra 50 anni siano la metà di ora...

siamo cialtroni, solamente questo.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

In Francia sono davvero molto avanti ma qui...

luly ha detto...

Cara Silvia, pensa che prima di cominciare a lavorare come insegnante nella scuola statale, ho lavorato, come tanti, per fare gavetta, in una scuola privata della mia città gestita da suore......
Alcune mie colleghe, appena arrivata, mi raccontarono che fino a qualche anno prima, quelle suore facevano firmare una lettera di licenziamento alle insegnanti appena assunte, spigando loro che l'avrebbero usata se a qualcuna fosse venuto in mente di sposarsi!
Pensa cosa avrebbero detto di una eventuale maternità!!!
Sono scappata.....dopo un po' di anni, ne avevo bisogno.
Salutoni, cara.

Silvia ha detto...

Luly: le suore facevano firmare lettere di licenziamento in caso di matrimonio e maternità??? Ma non è la medesima matrice che difende con tanto ardore e accanimento "il Valore indiscutibile della famiglia"??? Appunto...

Mi fermo qui, è meglio...

Federica ha detto...

che tristezza!

Federica ha detto...

che tristezza!

Pupottina ha detto...

diciamo pure che Obama suscita così tante speranze che lo si vuol vedere come un dolce.... nel caso della pasticceria in questione... come l'ancora di salvezza.... però il prodotto finale è veramente ottimo!

Pupottina ha detto...

la lettera in questione è ordinaria amministrazione....
siamo trattate da schifo!
altro che parità!
non lo so se dobbiamo andare in menopausa per sperare di essere assunte!

l'incarcerato ha detto...

Ecco la verità che hai sbattuto in faccia, e noi(e lo ripeterò all'infinito) ci permettiamo di giudicare gli altri Paesi. Molta strada è stata fatta, è vero, ma è anche vero che stiamo indietreggiando.

xina ha detto...

Vorrei commentare ma questo è uno di quegli argomenti che mi fa ribollire il sangue x cui è meglio che stia zitta.

Ovviamente hai ragione in tutto e per tutto!

Però grazie al cielo non tutti sono uguali. Ho fatto il mio ultimo colloquio di lavoro il 27 dicembre 2002, assunta a tempo indeterminato, ho cominciato a lavorare il 20 gennaio 2003.....nonostante avessi detto che il 9 maggio mi sarei sposata!

Silvia ha detto...

Xina: sono contenta che nel tuo caso ci sia stata giustizia! Sono felice di sapere che hai avuto il tuo lavoro e il tuo matrimonio!

;-)

Gatta bastarda ha detto...

e lo sai che per entrare in polizia devi giurare di non fare figli per almeno un tot di anni e ti fanno subito test di gravidanza? fa schifo che ciò avvenga per un lavoro per lo stato infondo.