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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

mercoledì 14 gennaio 2009

una casalinga al ministero dell'economia, please!!!

Retribuzioni e carriere in rosa:
le donne guadagnano ogni anno 4 mila euro in meno degli uomini



Fuori casa lavorano in poche, ma se lo fanno sono pagate di meno e fanno meno carriera. Il tasso d'occupazione femminile in Italia è basso (46%). Eppure assumendo una donna spesso un'aziensa "risparmia": la differenza fra lo stipendio medio maschile e quello femminile è di 4.000 euro l'anno. Si passa dai 28.000 euro del primo, ai 24.100 del secondo con un gap del 16 per cento. Un dato che mescola insieme fattori di varia natura: la presenza minima di donne nelle alte vette della dirigenza (dove i redditi sono più alti) e la concentrazione delle lavoratrici nelle categorie e nelle mansioni meno pagate, per esempio. Le distinzioni di sesso, certo, non sono ammesse nei contratti, ma capita che a parità di ruoli ad una ragazza si proponga un livello d'inquadramento inferiore rispetto al giovane collega. Oppure capita - sempre a parità di lavoro svolto - che la sua carriera non scatti o avanzi molto, molto lentamente.
Certo è che la distinzione è netta, riguarda le più svariate professioni e non fa bene all'economia. Perché, se la paga è bassa, è più difficile che una donna lavori fuori casa visto che, per poterselo permettere, avrà bisogno di "servizi" (dalle baby sitter alle badanti) poco coperti dal settore pubblico e che, affidati al privato, finiranno per erodere buona parte del suo salario. Ma se l'altra metà del cielo non esce dalle mura domestiche perché "così conviene" l'economia finisce con il soffrirne. Senza le donne l'Italia non cresce. E' questa la tesi sostenuta nel saggio "Il fattore D" di Maurizio Ferrera partendo dal presupposto che l'occupazione femminile generi ulteriore occupazione (si stima che per 100 donne che entrano nel mercato del lavoro, nel settore dei servizi si creano 15 posti aggiuntivi). D'altra parte non regge più nemmeno l'aspetto demografico perché le famiglie bireddito sono quelle che generano più figli.
Insomma, il "problema" che da anni tutti mettono in agenda e che nessuno risolve. Eppure i numeri parlano chiaro. Le differenze di reddito in base al sesso sono evidenti e diffuse, anche se non omogenee. Si va da un minimo dell'1,7 per cento nelle professioni meno qualificate (dove il reddito medio di un uomo è di 21.200 euro contro 20.900 delle colleghe) ad un massimo del 20,8 per cento per gli operai specializzati. Ma anche passando dalle mansioni pratiche a quelle intellettuali, scientifiche o di elevata specializzazione le cose cambiano poco: l'approccio femminile si suppone identico a quello maschile, ma la differenza media di reddito arriva al 18,8 per cento. Lo stesso nell professioni tecniche che (il gap è del 17,7 per cento). Per arrivare ad una quasi parità bisogna puntare al settore impiegatizio (negli uffici lo scarto si riduce fino al 3,9 per cento) oppure alla dirigenza. Un capo maschio guadagna in media 92.670 euro, una donna si ferma a 89.750. Nel determinare l'entità del divario qualche peso deve averlo anche la numerosità: non a caso mentre solo il 24 per cento dei dirigenti è donna, fra gli impiegati si sfonda del 58. Qualcosa, in termini di potere e quindi anche di reddito, comincia a muoversi, ma la strada è molto lunga. (fonte: Repubblica)
Senza contare che le donne che, invece, lavorano... quando restano incinte... non si sa che fine fanno, per così dire! (avendo firmato "opportunamente" in precedenza le proprie "dimissioni" in caso di pargolo in arrivo... ahhhh, quanti "bravi" datori di lavoro ci sono in circolazione...). Sapete che siamo agli ultimi posti nel mondo quanto a occupazione femminile?? Che Paesi considerati "da terzo mondo" sono più avanti di noi in questo?? E' da sconvolgimento tutto ciò! Perdiana, alcuni si vantano che "l'Italia è la quinta potenza industriale al mondo" e poi siamo ancorati al Medioevo?? Elogio della coerenza! Ora, potrei stare qui per settimane e settimane a tessere le lodi dell'ingegno, della capacità organizzativa, dell'efficienza delle donne e di quanto questo gioverebbe all'intero Paese e all'economia, soprattutto; ma non lo dirò perché scontato e assodato (e non dirò nemmeno che gli uomini, essendo ben consapevoli di questo, hanno paura che la loro leadership storica sia per sempre ribaltata dalle migliori capacità femminili... capacità che hanno tentato di annullare con secoli di discriminazioni e pregiudizio...). Dirò solamente che le donne ci sanno fare e alla grande: pensate ad esempio al buon andamento dell'economia domestica cui ogni madre di famiglia si fronteggia quotidianamente (specie nei periodi di magra) per mandare avanti la baracca al meglio; pensate alle nostre madri e alla loro indiscutibile capacità di far fruttare magari un solo stipendio affinché nulla manchi in casa, senza il rischio di sperperare tutto già alla fine della prima settimana! Pensateci! Nessuno come una madre di famiglia conosce meglio i tempi e i modi per la gestione delle esigenze di una famiglia. E se, diciamo per esempio, una di queste madri mettesse la sua saggezza e oculatezza al servizio dell'economia di una nazione?? Facile: non avremmo crisi economiche, recessioni, fallimenti ecc. E' scientifico questo, direi! E non è un caso che, di solito, le aziende con a capo donne funzionino meglio o che nei momenti di crisi vengano chiamate donne a risolvere i guai (creati dagli uomini, ovviamente). Quindi, se adesso avessimo qualche brava madre di famiglia ad occupare il Ministero dell'Economia al posto di Tremonti sarebbe meglio! E davvero Berlusconi, con una casalinga al suddetto ministero, potrebbe ben dire che "bisogna essere ottimisti!", perché con una donna l'economia del nostro Paese ripartirebbe con più intelligenza e sensatezza che non con quel Tremonti, che si impegnerà pure ma...
Sapete, ad esempio, io lo dico sempre a mia madre che dovrebbe far lei il ministro dell'Economia ché le sue provate doti gestionali/amministrative fanno sì che con un solo stipendio non ci manca davvero nulla e che addirittura lei è in grado di risparmiare un sacco! (soddisfando tutti i bisogni che abbiamo); mia madre fa miracoli! E una come lei sì che potrebbe rimettere in moto l'economia della baracca italiana! Io glielo dico sempre!!!
Finiamola con lo scandalo delle donne sottopagate al lavoro! Finiamola con la discriminazione taciuta ma espressa nei fatti! Finiamola con l'ipocrisia e con il rimandare all'infinito questo problema! Finiamola, per farla breve! Le donne studiano e si laureano di più e più in fretta degli uomini (i dati parlano chiaro) e meritano un lavoro che possa gratificare e stimolare le loro capacità! Non è giusto studiare e fare anni di sacrifici... per poi vedersi sorpassate, in una promozione, da un perfetto idiota... solo perché uomo! Poiché, per inciso, "essere uomo" non è né un vantaggio né un privilegio né una fortuna né un qualcosa da premiare! Noi non siamo il "secondo sesso" a nessuno!!!
E datemi una casalinga al Ministero dell'Economia...

15 commenti:

Pupottina ha detto...

se le assumono.....
le donne, ahimè, lavorano per lo più in nero....nonostante studino di più, sacrificandosi negli anni migliori della loro vita per poi non trovare un lavoro.....

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Innanzi tutto saluta tua mamma.
Dopodichè non sono così convinto che generalizzare sia poi così giusto. Esistono donne capaci e donne meno capaci come gli uomini.
La discriminazione è evidente, ma certe donne come la Marcegaglia, Condolizza Rice o altre per me valgono meno di una cicca.
Non è scientifico, mi spiace, è solo una questione di sviluppo di qualità ed ideali supportati da un minimo di morale. La Carfagna alle pari opportunità, che ci è andata a fare?

katiu ha detto...

Conosco donne che lavorano e prendono più del marito, e conosco donne sottopagate che fanno 2 lavori per sbarcare il lunario.
Così come ci sono uomini sfruttati e uomini che guadagno senza fare un bel nulla.

In parte è vero che le donne che lavorano sono meno degli uomini e guadagno in proporzione meno. Però ci sono anche molte donne che non lottano per avere un posto migliore.

Gatta bastarda ha detto...

all'esame di sociologia del lavoro si è parlato della condizione della donna nel lavoro... e siamo davvero ancora molto indietro... altro che democrazia e parità!

Silvia ha detto...

Marco: stai buono!!!!

Tu lo sai bene quale sia la mia opinione di donne come la Marcegaglia, la Rice o la Carfagna (dovrei essere io il ministro per le pari opportunità, allora sì che le cose andrebbero meglio...) e non manco mai di dire che le donne devono emergere grazie alle loro reali capacità. Ma, suvvia, possiamo forse negare di chi sia la colpa dell'attuale crisi economica?? Di avidi manager/broker che si sono mangiati tutto senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze... ciò è un dato di fatto innegabile! Se pure esiste qualche donna che è colpevole di tutto questo... beh, sarà una o due rispetto alla stragrande maggioranza di uomini! La percentuale di presenza femminile è sembre bassa dappertutto, specie nei ruoli di potere, come sai...

E poi che le donne siano maestre dell'economia domestica è cosa risaputa!

Già, il problema è la morale, appunto...

;-)

Silvia ha detto...

Non metto in dubbio che anche gli uomini siano sottopagati (nell'era del precariato, è una costante). Ma c'è una differenza sostanziale relativamente alla condizione del lavoro per uomini e donne:

- se gli uomini sono sottopagati è colpa degli uomini

- se le donne sono sottopagate è colpa degli uomini

Di certo, le donne non discriminano gli uomini... (per una datrice di lavoro tirannica... ci sono un miliardo di datori uomini tiranni, rammentiamolo). Quando farò il post approfondito sulle lavoratrici licenziate quando rimangono incinte ce ne faremo un'idea...

E i dati sulla bassa occupazione femminile in Italia e le oggettive difficoltà a trovare e a mantere tale lavoro, non me li invento io: sono dati di fatto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Purtroppo la strada è ancora in salita ma bisogna continuare a lottare.

Un bacione alla tua mamma!!!!

Daniele

articolo21 ha detto...

Daje mamma! Mamma Ministro!

katiu ha detto...

Silvia, dovresti parlare allora un po' col mio capo: lui nel ns ufficio tecnico ha sempre assunto SOLO donne, dice che collaborano meglio e fanno funzionare meglio la produzione (c'è stato un periodo in cui eravamo in 5 donne in ufficio!).

katiu ha detto...

Anzi no, una volta ha assunto un ragazzo .. però non è durato molto, noi donne quando ci mettiamo siamo delle vere "streghe" :)

Silvia ha detto...

Katiu: (^_^)

Come si dice?? Tremate, tremate le streghe son tornate...

;-)

Le Favà ha detto...

Purtroppo Silvia...il problema deriva anche da Voi stesse. siete le prime a denunciare...però, se esiste sempre una donna che senza provare disgusto al sottostare di questa situazione allora lottare o denunciare non provoca nulla. Come tutto del resto.

Vedi, la situazione dell'incarnazione della donna tipo per l'uomo è quella nuova disincantata ragazza che a 18 anni si è rifatta il seno. Dalla 4 alla 6. E che si mostra oca e giuliva nella televisione. Ecco...quella donna, questo tipo di donne che si vendono all'occhio e alla popolarità, che fanno quello che fanno solo per poter vivere di sciatteria e popolarità provocano quello che è in italia. La non comprensione della donna, in tutti i suoi ambienti.

Prendere condo, carfagna, mercegaglia è come dire che la donna o deve essere rabbiosa, oppure facile, oppure con una famiglia di pregiudicati e in processo. Rispettive di tutte queste persone.

All'uomo basta una donna forte, per calarsi le braghe. O meglio, per sponarlo a dare meglio di se....

frufrupina ha detto...

Serena giornata.

l'incarcerato ha detto...

Ma infatti nessuno mette in dubbio che alcune donne guadagnano più degli uomini, si ma che cosa vuol dire? Non bastano dei casi per nascondere la verità! E i dati parlano chiaro.

Ora vogliono aumentare anche l'età pensionabile delle donne...

luce ha detto...

Sicuramente le donne hanno doti diverse dagli uomini e potrebbero fare la differenza ma servono donne vere non la Carfagna e compagnia bella che di donna hanno solo l'aspetto fisico che le ha portate dove sono.