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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

giovedì 10 dicembre 2009

istantanee dalla fiera...

Ecco il reportage fotografico di quanto è accaduto allo stand della Ibiskos durante la Fiera Più libri più liberi. Ancora aiutata da mia cognata, ho ottenuto un buon successo di vendite! Tanti curiosi si sono avvicinati allo stand (richiamati indubbiamente da Cristina e me, sempre più sirene tentatrici...), hanno sfogliato il libro, mi hanno fatto domande sulla trama, sul come e perché mi sia venuta tale idea, hanno ammirato il cartellone pubblicitario che ho disegnato (con tanto di segnalibri limited edition!), si sono complimentati (e stupiti per la mia giovane età), mi hanno augurato di scrivere altri romanzi...
E ho firmato altre dediche e autografi!
Ma lascio che siano le immagini scattate da mio fratello a parlare...





Cristina ed io




Il cartellone con slogan e disegni (fatti da me), s'intravedono anche i segnalibri!
















Oddiooo, che strana espressione stavo facendo! Metto paura!!!


In questa probabilmente stavo ripetendo il solito mantra "questa è la mia opera prima"!!!





lunedì 30 novembre 2009

più libri più liberi...


Anche quest'anno a Roma si svolgerà il consueto appuntamento con la Fiera della piccola/media editoria Più libri più liberi, dal 5 all'8 dicembre al palazzo dei Congressi all'EUR.
E io, dopo il successo dello scorso anno, replicherò!
Sarò allo stand della mia casa editrice martedì 8 dicembre dalle ore 16,00 alle 18,00! Stand B-16 della Ibiskos Editrice Risolo! Chi è di Roma e dintorni e volesse venire a trovarmi... mi troverà lì!
Vi aspetto!!!
8 dicembre, stand B-16 Ibiskos Editrice Risolo, dalle 16,00 alle 18,00.

martedì 24 novembre 2009

ogni giorno è il 25 novembre!


Anche quest'anno, torna il 25 novembre per rammentare e ribadire che la violenza sulle donne è un crimine che va fermato con qualsiasi mezzo, perché una simile vergogna non è più tollerabile. Nel mondo, ogni minuto, bambine, ragazze, donne, anziane continuano a subire le peggiori umiliazioni e brutture in nome di una cieca follia maschile che non trova pace, che non trova fine. Abbiamo bisogno di fatti concreti, di prese di coscienza, di consapevolezza, sì, perché non c'è altro modo per cambiare le cose se non con la consapevolezza; il tempo del silenzio, dell'omertà, del voltare lo sguardo per non vedere è finito: questo è il tempo di alzare la voce per farsi sentire, è il tempo di prendere posizione, è il tempo di combattere. Finché la violenza maschile sulle donne non sarà debellata e DEVE esserlo, non abbiamo più pazienza di aspettare. La cronaca ci ricorda ogni santo giorno quale sia l'urgenza, quanta sia l'urgenza di agire per cambiare questo mondo e allora non dobbiamo più essere impreparati, ma dobbiamo sapere esattamente quello che c'è da fare, quello che ci viene chiesto per rendere questo sistema il migliore possibile. Non voltiamo lo sguardo, mai! Non siamo, non siate complici della violenza! Non lasciamo, non lasciate sole le donne! MAI! E in primo luogo, mi rivolgo agli uomini: non dimenticate che siete voi i primi a dover cambiare, la vostra mentalità deve cambiare per prima... e il resto, poi, verrà da sé.
Concludo con un semplice invito, che equivale al primo passo per raggiungere la piena e completa consapevolezza, non dobbiamo ridurci ad essere coloro che esaltano la data, la ricorrenza e il giorno dopo se ne dimenticano. Non dobbiamo essere facili alle "cerimonie"! Biosgna onorare il proposito del 25 novembre ogni giorno!
OGNI GIORNO E' IL 25 NOVEMBRE!

giovedì 12 novembre 2009

satira (?)

Leggevo, stamane, delle polemiche suscitate da un fumetto anti-Giorgia Meloni, in cui la ministra delle politiche giovanili è al centro di immagini volgari e alquanto pesanti che vengono definite satira dall'autore del volume. Il caso è stato sollevato dapprima dal Secolo d'Italia e poi è rimbalzato sulle altre testate. Praticamente la copertina del libro ritrae la Meloni in una fogna assieme alla fauna tipica del luogo (topi, scarafaggi, mosche) e la frase "Fascisti, carogne, tornate nelle fogne"; nelle storie "la ministronza - che è il titolo della raccolta e si riferisce, ovviamente alla Meloni - parla in greve dialetto romano, non si lava, passa tutto il tempo parlando con topi e facendo sesso con suoi ammiratori dediti a pervesioni sessuali d'annunziane".
Per questo fatto, la solidarietà verso la Meloni è stata unanime, da un versante all'altro della politica; e specialmente le donne di questo o quel partito hanno posto l'accento sulla natura volgare, offensiva e misogina dell'intera operazione, che poco ha a che fare con la satira politica e molto con la voglia di attaccare, ancora una volta, una donna... in quanto tale.
Eh, sì, perché il nocciolo è sempre questo.
Io posso non avere stima per questo governo, posso criticare le azioni dei suoi ministri. Ho criticato in passato azioni sia della Carfagna, sia della Gelmini. Ma aspetta un momento, attaccare l'aspetto politico è una cosa, attaccare la PERSONA e DEGRADARLA è un'altra.
E io lo trovo inaccettabile.
Anche perché, in questo Paese, è così facile mischiare la satira con immagini che nulla c'entrano quando ci si riferisce alle donne. La satira che attacca un uomo ha forme più grossolane, più portate a centrare il problema, più immediate. La satira che attacca una donna ha forme più sottili e al 99% dei casi tende sempre ad andare a colpire il corpo, la sessualità, l'intimo.
Ah, ma questa è una vecchia storia! Un pallino che gli uomini hanno in testa da sempre: quello di identificare una donna quale CORPO, OGGETTO SESSUALE (meglio se a loro uso e consumo...). E manco a dirlo, questo mi irrita, tanto per adoperare un eufemismo.
Allora, siamo sinceri, ce ne sarebbero tante, ma tante, ma tante, ma tante, ma tante di porcherie "satiriche" da dire verso gli uomini politici... eppure, pare che l'offesa della sfera femminile venga più facile, sia più soddisfacente, non so...
Rosy Bindi ha avuto la sua dose, i calendari della Carfagna non mancano di impreziosire spezzoni tv e blog, ora la Meloni. Sempre e comunque si trova il canale per degradare e umiliare NON la donna politica, ma la donna e basta. E gli scheletri nell'armadio degli uomini dove sono? Ah, che grassa satira ne verrebbe fuori!
Non so se mi sono spiegata. Ma quando si fa satira su un uomo, si attacca quell'uomo; quando si fa satira su una donna, si attacca tutto il genere femminile... perché si vanno sempre e sempre e sempre a toccare i soliti stereotipi, cliché e luoghi comuni sulle donne (naturalmente inventati da uomini) e ciò non mi sia negato!
Quindi, io posso accettare che si contesti l'attività della Meloni, come di qualsiasi ministro/a (e io non manco di farlo), ma non accetto - e in questo non mi smentisco mai - che la presunta satira sia un modo per offendere le donne e la loro stessa natura!

lunedì 9 novembre 2009

berlino, 9 novembre 1989: la caduta!






All'epoca, il 9 novembre '89, avevo 4 anni e mezzo. Troppo pochi per sapere, conoscere, capire cos'era stato il Muro della Vergogna, lì a Berlino, per trent'anni; la consapevolezza è venuta in seguito, studiando la Storia. Nondimeno, pur non ricordando l'avvenimento in diretta, non posso che guardare a quel giorno con grande commozione. Non posso che considerarlo uno dei giorni più belli del '900!
Anche e soprattutto da Berlino la Storia è cambiata in meglio!

giovedì 5 novembre 2009

ormai non si parla d'altro...


Da una settimana o forse più non si parla d'altro. Trans.
Questo è diventato il nuovo argomento che infiamma letteralmente le case, le piazze, la tv, l'opinione pubblica tutta. Da Porta a Porta a Matrix all'Italia sul 2 tutti, ma proprio tutti, impegnati in dibattiti, discussioni, inchieste, reportage sul tema. Gli opinionisti di mestiere (???!!!) s'interrogano, dicono la loro, espongono teorie.
Perché gli uomini vanno con i trans? Chi sono questi trans?
E giù con le interviste, che sanno tanto di vita vera, alle interessate: ma sì, in strada con i trans, telecamere alla mano, per sondare e tentare, se è possibile, di svelare il mistero.
Chi sono i clienti tipo? Che cosa li spinge a ricorrere ai loro servigi? Perché, nella maggior parte dei casi, uomini ammogliati e con prole frequentano i trans?
Le televisioni sguazzano nell'argomento, la carta stampata s'interroga.
E forse ciò sta bene a tutti.
Insomma, sembra che Marrazzo abbia scoperchiato il vaso di Pandora, da quando si è scoperto che frequenta i trans. Dà quasi l'idea che GRAZIE a Marrazzo l'Italia abbia scoperto l'esistenza dei trans! Come se quelli che vediamo in strada e che cerchiamo di allontanare dalla nostra pudica vista non siano trans.
Mi fa ridere tutta questa storia, sapete?
Ma sì! Dalla casalinga al politico al prete allo studente al giornalista, tutti che cercano di fare luce sul fenomeno, le cause, il perché. E le interessate, i trans, che cercano di raccontarsi, quasi di giustificarsi. Sì, sembrano sentirsi in dovere di spiegare "che cosa sono" a questa opinione pubblica famelica, quasi per essere accettate! E questo è assurdo.
Sapevamo anche PRIMA che esistono i trans, cosa sono, cosa fanno e già PRIMA il luogo comune, lo stereotipo, il cliché la facevano da padrone! Dando così luogo al peggior pregiudizio!
Che cosa diamine c'è da indagare? I trans sono persone come tutti: due gambe, due braccia, una testa... Corrispondono al modello umano, o no? Non sono diversi da un altro se non come tutti sono diversi da tutti! La diversità è una cosa così insondabile: ci sono diversità di piensiero, di gusti, di attutudini, di sesso...
Siamo tutti diversi da tutti.
E allora?
Basta con questo clamore! Personalmente Marrazzo mi ha scandalizzata non perché è andato con i trans, ma perché è un uomo sposato e con tre figlie, che va a cercare divertimenti altrove, rispetto all'alcova domestica. Tutto qui. Che si tratti di trans, ha poca importanza.
Quindi mi sento di liquidare la questione trans o non trans e mi sento di deridere i vari Porta a Porta e Matrix che hanno montato il clamore sulla pelle dei trans e sulle loro storie.
Io non voglio programmi televisivi che espongano alla curiosità della gente, come fenomeni da studiare e catalogare, i trans.
Io voglio programmi tv che fanno luce sull'immoralità dei nostri eponenti politici, e lo sono eccome, immorali.
Ah, e poi la solita vecchia storia... ma quanto ancora ci vorrà per capire che queste vicende servono per distogliere l'attenzione della gente dai veri problemi del Paese...???

domenica 1 novembre 2009

ciao alda

Avidamente allargo le mie mani. Dammi il mio dolore, cibo quotidiano.
(Alda Merini - 1931 - 2009)


- A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.
Alda Merini

giovedì 29 ottobre 2009

italia, medioevo


Non è mio costume in questo blog discutere di fatti di cronaca relativamente a violenze sulle donne con i procedimenti giudiziari ancora in corso. Semmai, per un commento attendo che la questione sia chiusa e la sentenza emessa. Non perché mi baso sulla regola che vuole "innocenti gli imputati fino a che la sentenza non sia stata emessa": al contrario per me un uomo è colpevole fino a prova contraria... perché conosco i precedenti di suddette creature, precedenti che risalgono alla notte dei tempi, e quindi so che al 99% dei casi sono effettivamente colpevoli...
Semplicemente non ne parlo e non infierisco perché prima voglio vedere come si conclude il procedimento. Che quasi mai è ciò che avevo auspicato.
Premesso questo, qualche riflessione dinanzi gli innumerevoli, tremendi fatti di cronaca mi sorge spontanea e capita sovente che ne parli (beh, più che parlarne... i miei somigliano più che altro ad anatemi...) in casa ecc. Proprio l'altro giorno parlavo con mia cognata degli intenti del femminismo e mi soffermavo sulle diverse correnti di pensiero, su coloro che concepiscono il femminismo come strumento per raggiungere pari dignità con gli uomini e su coloro che, andando oltre, immaginano una società in cui è predominante la donna (vi lascio immaginare io a quale corrente appartengo...); accennando alla seconda corrente, mio fratello si è intromesso dicendo che per lui qualsiasi forma di estremismo è sbagliato, indi anche un estremismo di tipo femminista. Gli ho risposto che, ahimé, un mondo estremista in cui la donna sia predominante forse, e probabilmente, non ci sarà mai... mentre l'estremismo di un mondo al maschile dominatore e oppressore delle donne E' ESISTITO e quindi non accetto che mi si critichi la visione femminile, perché considerata estrema, alla luce di quello che è (stato) il mondo creato dagli uomini. Mio fratello, poi, mi ha parlato di un caso accaduto in America (di cui non avevo letto notizia) di un gruppo di donne che ubriache hanno picchiato un uomo, e nel dirmelo, tra le righe, intendeva condannare tale gesto come folle. Giustamente, si potrebbe pensare di primo acchito. Ma TUTTI i giorni, uomini - giovani e meno giovani - si alzano la mattina e per puro capriccio violentano in gruppo ragazzine e donne... ripeto, per puro capriccio... e quindi io mi devo PREOCCUPARE o devo BIASIMARE quelle donne che hanno menato uno?? Tale domanda non deve essermi nemmeno formulata!
Questo per allacciarmi ai fatti di questi giorni, uno fra tutti quello della quindicenne di Montalto di Castro: sola contro tutti. Con un paese che la addita, un sindaco che si è schierato con gli esseri colpevoli pagando le spese legali, la messa in prova dei suddetti esseri. E più in generale, un'opinione pubblica che ancora ha la faccia tosta di giustificare le azioni degli animali con "Se l'è cercata"! Questa è roba da Italia pre-lotte femministe, questa è un'Italia da delitto d'onore, questa è un' Italia dai processi scandalo che trasformavano le vittime in istigatrici, questa è un'Italia che condannava lo stupro perché offendeva la morale e non la persona, questa è un'Italia che ha fatto una legge sulla violenza sessuale solo nel 1996, questa è un'Italia degna del Medioevo!
Ma ci rendiamo conto dello schifo in cui viviamo?? Critichiamo tanto i paesi arabi, ma noi cosa siamo di meglio?? Nulla, nulla!
Io sono talmente basita che mi sembra di vivere in un incubo e non nella realtà in cui sono chiamata a vivere e a confrontarmi.
Io sono STUFA di questa situazione. Io sono stufa di questi esseri (che non considero facenti parte del genere umano, intendiamoci), della loro arroganza, del credere che il corpo di una donna sia un oggetto a loro uso e consumo. Mia madre sostiene che la colpa sia delle leggi che non tutelano le donne: sbagliato! Ossia, la legge fa schifo e ciò è assodato. Ma a monte di questo c'è una mentalità bacata, e io batto sempre lì, che porta ancora, ancora, ancora a colpevolizzare la donna e a dare il beneficio del dubbio agli esseri! E' questo il vero problema: finché queste maledette testacce non cambieranno bandiera... nulla si potrà fare, nulla.
Benché io ce l'avrei una soluzione efficace per porre fine a tale follia.
Ecco il link di un assaggio del problema di cui parlo: il video della rissa a Montalto di Castro. Ringrazio Paolo per avermelo segnalato.

lunedì 26 ottobre 2009

l'importanza della prevenzione


Ottobre, da diversi anni, è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.
Il tumore al seno è la neoplasia maligna più frequente tra le donne. Una su nove lo sviluppa nel corso della vita e ogni 15 minuti in Italia si registra un nuovo caso. Sono 37.000 le donne che vengono colpite ogni anno dal tumore del seno nel nostro Paese e sebbene le possibilità di guarigione siano piuttosto alte, oltre 11.000 donne ogni anno perdono ancora la loro battaglia. Tuttavia se la malattia viene identificata negli stadi iniziali, le possibilità di guarigione possono raggiungere il 90% dei casi.
E' per questo che la Susan G. Komen Italia ha voluto ricordare attraverso questa campagna pubblicitaria, come una corretta prevenzione possa contribuire efficacemente a ridurre il tasso di mortalità di questa malattia.
Basta ricordarsi, ad esempio, di effettuare una mammografia ogni anno dai 40 anni in poi, una visita clinica dal medico di famiglia o da uno specialista almeno una volta ogni tre anni dai 20 ai 40 anni e di fare l'autopalpazione del seno, una volta al mese dai 20 anni.
Per maggiori info: Komen Italia onlus.

venerdì 23 ottobre 2009

non da sole

Violenza donne, c'è un nuovo centro




"Non da sole". Questo il nome scelto dalla Asl Roma D con l'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti (Inmp) per il progetto di contrasto alla violenza su donne e minori che prevede l'apertura di un Centro di ascolto 24 ore su 24 (in via Colautti 28, XV Municipio). Si tratta di "un progetto pilota - dice il direttore generale Giuseppina Gabriele - da estendere su tutto il territorio regionale". Il Lazio con l'Emilia Romagna sono le regioni che registrano il maggior numero di denunce. Secondo l'Istat, sono 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica e/o sessuale nell'ultimo anno, ben 21 mila i minori abusati. L'80% delle sopraffazioni avviene in ambito domestico, solo un terzo i casi denunciati. Grazie a mediatori linguistici e culturali, psicologi, pediatri, ginecologi, il nuovo Centro d'ascolto e di contrasto alla violenza offre una rete d'intervento mirato, sul piano sanitario, sociale e culturale, anche per le immigrate regolari, che subiscono in silenzio. Per Giulia Rodano, assessore regionale alla cultura, la principale causa della violenza è "una cultura proprietaria e predatoria del corpo femminile e dei minori" (fonte: Epolis Roma).
Perché la tutela delle donne, tutte le donne, non è mai troppa.

mercoledì 23 settembre 2009

io no


lunedì 21 settembre 2009

un minuto di silenzio (e riflessione)


In memoria dei sei parà morti in Afghanistan

martedì 8 settembre 2009

rosa bianca

Respect women
Respect the world



Parte oggi la campagna di comunicazione "Respect women Respect the world": una rosa bianca, simbolo del candore del mondo femminile, diventa gradualmente nera, avvelenata da quel mare oscuro che è la violenza contro le donne. Un dolore che resta privato, taciuto - per paura o vergogna. Il fenomeno va fermato: ecco perché il 9 e 10 settembre il ministro per le Pari Opportunità invita gli italiani a manifestare solidarietà a tutte le donne vittime di abusi e violenze, indossando qualcosa di bianco, in occasione della Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, che si terrà negli stessi giorni a Roma.
La Conferenza è promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità, insieme al ministero degli Affari Esteri, nell'ambito delle iniziative della presidenza italiana del G8. A inaugurare l'evento, mercoledì 9 alle ore 9,00 alla Farnesina sarà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; seguiranno poi gli interventi del ministro degli Esteri Franco Frattini e del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, del Premio Nobel e senatrice a vita Rita Levi Montalcini, del Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite Asha Rose Migiro.
Fra le presenze confermate, i ministri di Spagna, Aido Almagro, Regno Unito, Eagle, Canada, Guergis, Turchia, Aliye Kavaf, il Segretario Generale ad interim del Consiglio d'Europa Signora Maud de Boer-Buquicchio d ministri provenienti da numerosi Paesi africani.
E' anche prevista la partecipazione di una delegazione di donne afgane, esponenti della politica, della cultura e della società civile.
Obiettivo: proteggere il candore, la grazia, la purezza delle donne dall'unico morbo che le minaccia. Un candore che diventa nero e poi rosso come il sangue a causa di questa malattia che uccide le donne fin nel profondo. L'unica cura a tale morbo è rifiutarsi di chinare ancora e ancora la testa e combattere con tutti i mezzi leciti (e illeciti) per guarire dal malefico giogo.
Io fin da oggi sono vestita di bianco per testimoniare con forza, come sempre, che non intendo continuare ad accettare un mondo in cui le donne sono vittime sacrificali. Se volete testimoniare come me, domani indossate qualcosa di bianco.
Aiutiamo tutti a preservare la purezza e il candore della rosa bianca, minacciata costantemente di diventare nera perchè inquinata da quel morbo chiamato uomo.

sabato 8 agosto 2009

blog in vacanza!


Anche quest'anno le meritate vacanze sono arrivate! Fra poche ore parto anch'io! Starò lontana dalla rete e dal blog fino ai primi di settembre!
Saluto, quindi, tutti i miei amici blogger!!! Ci risentiamo a settembre!!!!
Buone vacanze a tutti!!!!!!!!!!!!

domenica 2 agosto 2009

sulla buona strada

Un buon consiglio prima dell'esodo estivo... un buon consiglio da seguire TUTTO l'anno. Per il nostro bene. Per il bene degli altri.




mercoledì 29 luglio 2009

i ragazzi italiani? popolo di beoni

Alcol, a rischio 9 milioni di italiani
Prima causa di morte tra i ragazzi




Per qualche ora di sballo si fa proprio di tutto. Si rubano gli alcolici o si ruba il denaro per comprarli. La cultura del bere è diffusa sempre più tra i giovanissimi in Italia. Gli adolescenti bevono per ubriacarsi: secondo i dati Istat, lo fanno ben 9 ragazzi su 10 nei pub o nelle discoteche; il più delle volte nei week end alla ricerca di sballo a basso costo. I ragazzi minorenni bevono quattro bicchieri e mezzo e le ragazze addirittura sei. Una quantità troppo elevata per non provocare danni alla loro salute psicofisica.
In media il primo approccio con l'alcol avviene prestissimo, intorno ai 10-11 anni. Intorno ai 14-15 anni si inizia ad abusarne il sabato sera con gli amici. Lo scopo è quello di ubriacarsi, di perdere i freni inibitori e di provare quell'illusoria sensazione di onnipotenza che sembrano dare soprattutto i cocktail di alcolici e gli energy drink.
"Se ne bevono all'incirca 6-7 e a volte anche di più. Spesso si abbina al consumo di alcol anche quello di sostanze stupefacenti come la cocaina per contrastare gli effetti down di questi cocktail micidiali" dice Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio alcol dell'Istituto superiore di sanità. Ma l'abuso di alcol nel nostro Paese non è soltanto un'emergenza giovanile, ma riguarda anche gli adulti: in tutta Italia circa 9 milioni e mezzo di persone fanno un consumo di alcol "a rischio o dannoso".
I numeri sulla dipendenza, poi, sono quanto mai allarmanti. Si stima che ci siano ben 61 mila drogati "drogati d'alcol " e di questi l'1,5 per cento ha un'età inferiore ai 19 anni. L'alcol è diventata ormai la prima causa di morte tra i giovanissimi. Inoltre, si stima che ogni anni vengono effettuati circa 100 mila ricoveri correlati all'alcol, così come sono associati all'alcol anche il 6 per cento di tutte le patologie riscontrabili nella pratica clinica. Infine, proprio di recente è stato dimostrato che l'alcol è la causa del 10 per cento di tutti i tumori.
-1.500.000 i giovani tra gli 11 e i 24 anni a rischio alcol in Italia;
-Sono a rischio tra 11 e 18 anni il 22,4% dei maschi e il 13% delle femmine;
-Sono a rischio tra 19 e 24 anni il 25,3% dei maschi e il 10,4% delle femmine;
-Le regioni più a rischio sono: Piemonte, Trentino (maschi 11-18 anni), Veneto, Trentino (femmine 11-18 anni) e Valle d'Aosta, Emilia Romagna (maschi 19-24 anni), Liguria, Trentino (femmine 19-24 anni).
(fonte: il Messaggero).
E leggere simili dati specialmente nel periodo estivo in cui incidenti stradali causati anche e soprattutto da stato di ebbrezza è proprio incoraggiante. Non so, mi dà la sensazione che oramai sia tutto normale, tutto tranquillo... i ragazzini sono dei beoni da paura a 12 anni e nessuno di noi se ne cura, i genitori (razza ancora presente su questo pianeta? Mah... credo che siano estinti come il Dodo...) non se ne preoccupano, chi vende alcolici non se ne preoccupa... e chi s'è visto s'è visto. Questo paese va sempre più alla deriva.
E tutto è normale.
Anzi, se non sei un beone da paura... sei tu ad essere anomalo! Come si dice... ah, sì: sei fuori dal giro! Perché fondamentalmente il punto cruciale è questo: uniformarsi alla massa (anche se potresti benissimo farne a meno) per dimostrare qualcosa... meglio, per ESSERE qualcosa. E le conseguenze dei propri atti, vadano pure a farsi benedire. Si lanciano allarmi... ma poi cosa si fa di concreto per risolvere la questione? Nulla. Certo, non che il Proibizionismo o il divieto di bere alcolici (magari fino a una certa età) siano soluzioni efficaci, niente affatto! Perché se a monte di questo c'è fondamentalmente la STUPIDITA' del genere umano, puoi proibire quanto ti pare: il cervello di gallina non migliora! Sì, perché questi ragazzini sono così: cervelli di gallina ambulanti che pretendono di emulare un modello (negativo) per sentirsi qualcosa (che non sono). Più o meno è questo il quadro: i nostri figli sono degli idioti senza cervello, e viste le loro mirabili "imprese" ciò è quasi persino un complimento rispetto agli epiteti che meriterebbero! La gioventù italiana, sempre più precoce riguardo ai viziacci, è composta da una manica di cretini.
E sapete perchè?
Perché i loro genitori, da cui spesso attingono, sono fatti della stessa pasta! Cretini teste di legno! Che non si curano di educare la loro prole al meglio, di seguirla e indirizzarla e di far sì che i pargoli lanciati nel vasto mondo sappiano comportarsi con un briciolo di coscienza.
E invece no! Noi ce ne freghiamo! Loro se ne fregano! E il mondo va a rotoli e abbiamo figli di 12 anni beoni e idioti!
Come pensiamo di risolvere questa piaga? Magari cercando di insegnare qualche valore decente a questi ragazzi allo sbando? Mmm... potrebbe essere una buona idea...
E forse è il caso di contemplare questa possibilità con la dovuta serietà.
Il punto, ora, potrebbe però essere un altro: chi insegnerà ai genitori dei ragazzi beoni un po' di sani valori?
Chiudo con questa riflessione, qualche anno fa (credo durante il catechismo pre-cresima) ci venne chiesto (eravamo tutti ragazzi) se il bere alcolici aiutasse chi ne beve a divertirsi. Molti risposerò che sì, bere fa divertire di più durante un'uscita con gli amici; qualcuno rispose (ma non ricordo bene) di no, forse. Poi arrivò il mio turno. Bere fa divertire? No! In quale parte, esattamente, è compresa la parola "divertimento" in un quadro in cui ti spari 6 o 7 cocktail, ti rincoglionisci a tal punto che non sai nemmeno chi sei, torni a casa alle 4 senza aver nemmeno la certezza di avere ancora la testa attaccata al collo, per poi risvegliarti il mattino dopo con la bocca impastata, la gola in fiamme, una sete che ti porta via, gli occhi rossi, mal di testa, mal di stomaco e una sensazione diffusa tipo "autotreno che mi è passato sopra almeno tre volte" e forse nessun ricordo della sera precedente... e allora, dov'è il "passaggio divertimento" il questa Waterloo? Io non lo vedo, ma se per qualcuno sfondarsi di alcol e avere l'aspetto di un reduce di guerra il mattino dopo è "divertimento", beh, accomodatevi pure!
Ma forse lor signori non hanno capito che bere così oltre che non aiutare a divertirsi ed essere dannoso per la salute... è pure, francamente, idiota, imbecille e insignificante!
Ah, io continuo a bere la mia aranciata!

giovedì 23 luglio 2009

la principessa rifugiata

Principessa saudita ha un figlio dell'amante e fugge a Londra per evitare la lapidazione



Una principessa saudita, ricca e altolocata, sposata al solito marito anziano e potente durante un soggiorno a Londra si era innamorata di un uomo inglese non musulmano e aveva concepito con lui un figlio. Tornata a Ryad e scopertasi incinta aveva implorato il marito di concederle un nuovo soggiorno in Inghilterra. Rientrata a Londra la donna aveva partorito in gran segreto e consapevole del fatto di non poter tornare a casa, pena la lapidazione, ha avviato le pratiche per la richiesta di asilo.
In Arabia Saudita un fatto del genere è considerato un tradimento e un'onta e ciò avrebbe comportato sicuramente la morte per la donna; così da costringerla all'unica scelta possibile per salvare se stessa e il suo bambino: diventare una rifugiata nel Regno Unito. La donna, alla quale il tribunale ha garantito l'anonimato, ha ottenuto l'asilo politico dopo aver spiegato alla corte che in caso di ritorno nel suo Paese il suo adulterio sarebbe stato punito, secondo la sharia, con la flagellazione o la lapidazione (cosa aggravata dal fatto che il marito è un membro della casa reale di Saud).
Il suo caso non è l'unico: di cittadine saudite che per scampare alla vendetta delle famiglie e ai delitti d'onore chiedono asilo politico in GB ce ne sono state altre. Un precedente clamoroso si verificò nel 1977: la 19enne principessa Mishaal bint Fahd al Saud, fu uccisa con diversi colpi di pistola alla testa dopo aver confessato di aver avuto una relazione senza essere sposata. Nel 1980 un documentario suo suo assassinio, Death of a Princess, trasmesso dalla tv inglese scandalizzò l'opinione pubblica, provocando una crisi diplomatica tra Gran Bretagna e Arabia Saudita.
Nonostante casi del genere finiscano spesso con il mobilizzare l'opinione pubblica, le violenze sulle donne, gli abusi dei diritti umani e la persecuzione degli omosessuali in Arabia Saudita proseguono pressoché indisturbati: secondo Amnesty International, lo scorso anno nel Paese arabo ci sono state in totale 102 condanne a morte. E i delitti d'onore sono all'ordine del giorno: la scorsa settimana due ragazze di 19 e 21 anni sono state uccise di fronte al padre a colpi di pistola dal fratello perché avevano osato socializzare con uomini che non facevano parte della loro famiglia. (parti dell'articolo prese da il Messaggero)
Stiamo parlando di realtà in cui le donne stuprate cadono vittime del delitto d'onore da parte dei propri parenti maschi in quanto disonorate. Mentre lo stupratore (che spesso e volentieri è un cognato o un conoscente magari dei fratelli) la passa liscia, come se fosse encomiabile ciò che ha fatto. E' questo il mondo per le donne alle soglie del 3000! E a tutti fa comodo così. Beh, si dà il caso che a me non piace neanche per niente e sogno un giorno, un'epoca in cui tutto questo non avverrà più. Naturalmente ciò non accadrà con gli uomini che miracolosamente diventeranno civilizzati e rispettosi, no, questo è impossibile: sono secoli che proviamo a farli cambiare e invece di farlo... PEGGIORANO. Con questi non c'è speranza. Non cambieranno MAI, la loro mentalità non cambierà MAI e dal momento che non abbiamo intenzione di farci decimare e infine distruggere dalla loro sciocchezza, non ci resta che lavorare per un sistema in cui nessuna di noi debba temere più per la propria incolumità.
Io lo intravedo chiaramente come si presenterebbe un sistema pacifico per le donne.
Lo vedo nitidamente.
E lo bramo ardentemente.
Giacché, come dico sempre, la resa dei conti finale arriverà... e guai, guai, guai per chi avrà le mani colpevoli!

martedì 21 luglio 2009

stregata dalla luna

"Un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità"
Con queste parole è iniziata la più grande avventura del genere umano: la conquista della luna! Che sia venuta sul momento a Neil Armstrong o che gli sia stata suggerita, dopo lungo studio, non importa, conta soltanto quello che ha rappresentato e rappresenta ancora per noi quel passo! Sono passati 40 anni e sembra ieri... non ha mai perso il suo appeal, la luna, nonostante dopo il furore spaziale del periodo guerra fredda nessuno se la sia più filata come negli anni d'oro, appunto. Forse merita la nostra simpatia proprio per questo: averla dimenticata dopo una breve stagione di passione... atteggiamento tipico dell'uomo, del resto...
Se mi si domandasse nel corso del Novecento a quali eventi avrei voluto partecipare risponderei le lotte femministe degli anni Settanta e l'allunaggio, quest'ultimo quantomeno come spettatrice. Sono sempre stata affascinata dalla luna, dalle stelle, dai pianeti, dall'astronomia e quindi mi sono sempre sentita parte di quell'esperienza, di quell'emozione; come se quella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969 fossi stata anch'io trepidante davanti alla tv in attesa dello sbarco sul suolo lunare...
La più grande avventura dell'umanità.
Negli anni si è dibattuto (e si discute ancora) sulla veridicità dell'avvenuto allunaggio. I detrattori sono convinti che sia stata una messinscena e che i nostri eroi non siano sbarcarti in altro luogo se non in un set cinematografico ben mascherato da suolo lunare, ma poi nemmeno così tanto bene dal momento che i suddetti scettici sono convinti che la menzogna si possa riscontrare proprio nelle incongruenze presenti sulla scena dello sbarco. Probabilmente non sapremo mai com'è andata davvero. Ed è giusto così, del resto. Se di sbarco si è trattato... è il famoso balzo dell'umanità di Armstrong se si è trattato di un set di Hollywood... beh, dal momento che le uniche due cose che amo degli Stati Uniti sono la Nasa e Hollywood l'idea che siano una cosa sola... non mi dispiacerebbe, anzi!
Ma in fondo, perché farci smettere di sognare con un brusco risveglio? L'allunaggio ha segnato un'epoca e ci ha influenzati molto più di quanto possiamo immaginare, e allora perché rompersi il cervello per scoprire quale sia la verità? Perché distruggere un sogno così bello? Del resto, il genere umano ha creduto per secoli e millenni a falsità deleterie e criminali (e vi crede ancora)... quindi non vedo perché dovrebbe accanirsi su un sogno che seppur fosse falso non arreca danno a nessuno.
E poi i sogni non sono tutti falsi?
Se fossero veri non sarebbero sogni...





venerdì 17 luglio 2009

il futuro nelle nostre mani, solo nelle nostre mani


"Se ci sarà un futuro sarà solo in base a quello che le donne sapranno fare"
(Rita Levi Montalcini)

domenica 12 luglio 2009

diritto alla rete!

C'è chi vorrebbe zittire, omettere, nascondere, tagliare, censurare.
C'è chi, invece, desidera esprimersi, raccontare, gridare, far circolare idee.
C'è la più grande invenzione dei tempi recenti: uno strumento formidabile in grado di far circolare idee e di permettere che la comunicazione di tali pensieri valichi confini "fisici" altrimenti impossibili.
C'è chi ha combattuto ed è morto per rivendicare il diritto alla libera espressione dei propri pensieri...
Da che parte vogliamo schierarci noi?




Non permettiamo mai, mai a nessuno di dirci "questo non lo si può dire": la libertà, anzitutto, si trova dentro di noi... e quella no, no, nessuno può togliercela.
Non lasciamoci imbavagliare mai!
Aderite tutti allo sciopero dei blogger del 14 luglio.

martedì 7 luglio 2009

il decalogo anti-molestie

Qualche utile consiglio per evitare molestie e altre situazioni sgradite. Ricordando sempre che non bisogna tacere, ma farla pagare a quegli schifosi!

Estate, caldo, le città si svuotano. Per le donne questo è il periodo più rischioso per i brutti incontri. Senza arrivare ai casi tragici di violenza sessuale da cronaca nera, può capitare a tutte di diventare oggetto di molestie di vario genere: dal complimento pesante al semaforo, alla proposta insistente fino al contatto fisico sui mezzi pubblici o all'atto esibizionista.
In tutti i casi il molestatore conta sulla complicità del silenzio di una vittima psicologicamente indifesa. Secondo il Prof. Paolo G. Zucconi, Neuropsicologo e Sessuologo Clinico Specialista in Psicoterapia Comportamentale e cognitiva
, è proprio la mancata reazione a favorire l'innescarsi di un'escalation di aggressioni fisiche e psicologiche da cui diventa sempre più difficile sottrarsi. Ecco l'importanza di una giusta reazione da parte della vittima, al primo segnale di pericolo. Perché
la legge ci tutela sì, ma a posteriori e su querela. E' importante dunque preparasi preventivamente ad affrontare possibili situazioni spiacevoli, con un repertorio di risposte che aiutino a bloccare la molestia sul nascere, con conseguente incremento del senso di autostima personale.


10 mosse pratiche anti-molestie


1. Reagisci tempestivamente al primo segno di invasione della tua privacy per evitare che la non reazione venga colta come un segno di debolezza tale da indurre il molestatore a continuare la sua opera più pesantemente.

2. A richieste moleste specifiche evita di rispondere in modo troppo generico offrendo al molestatore una speranza di raggiungere il suo scopo.

3. Ogni qual volta che non sei d'accordo con le proposte del molestatore di' apertamente e decisamente di no senza alternative.

4. Di' di no guardando il molestatore, tranquillamente e seriamente, negli occhi ed usa un tono di voce deciso e sufficientemente alto.

5. Di' di no senza giustificazioni cioè senza sentirti in dovere di dire perché non accetti la sua proposta

6. Rispetto allo sproloquio e alla volgarità gratuita e disturbante va detto apertamente, direttamente, decisamente e tempestivamente al molestatore che tale comportamento ti infastidisce e che desìderi che la smetta.

7. In caso di insistenza da parte del molestatore ripeti, in modo conciso ma fermo e tranquillo, come un disco rotto il tuo rifiuto (preferisco di no, non mi va) oppure il desiderio di smettere (basta, finiscila!) finché l'altro non modifica il suo atteggiamento insistente.

8. In caso di molestie tattili attiva un contatto oculare intenso, fulminante e cattivo, poi grida con tonalità vieppiù crescente: vergognoso, giù le mani!

9. Davanti ad un esibizionista evita di fare il suo gioco urlando ed insultandolo (è proprio quello che cerca) ma piuttosto ti conviene guardare con indifferenza dicendo: ho visto di meglio

10. In ogni caso concentrati sul comportamento molesto e sgradevole dell'altro piuttosto che farti preconcetti e dar giudizi, sulla persona che attua il comportamento sgradevole.

(fonte: donne.virgilio.it)

Personalmente per scoraggiare certi individui passerei a ben altre maniere... l'unico linguaggio che certa gentaglia capisce...

martedì 30 giugno 2009

non esiste una sola verità


sabato 20 giugno 2009

mai avere rimpianti!


venerdì 12 giugno 2009

vive la révolution!

Così Gheddafi questo pomeriggio all'incontro con una delegazione di donne del mondo politico e imprenditoriale italiano all'Auditorium:
"C'è bisogno di una rivoluzione femminile mondiale costruita su una rivoluzione culturale"
Tranquillo, ci sarà questa rivoluzione al femminile. E saranno dolori per tutti voi...

lunedì 8 giugno 2009

è lo scrivere che sceglie te e non tu lo scrivere


"Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo. A meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo. Se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole, non farlo. Se lo fai solo per soldi e per fama, non farlo. Se lo fai perché vuoi delle donne nel letto, non farlo. Se devi startene lì a scrivere e riscrivere, non farlo. Se è già una fatica il solo pensiero di farlo, non farlo. Se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere. Quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te. Non c'è altro modo. E non c'è mai stato".
(Charles Bukowski)

giovedì 4 giugno 2009

sento puzza di...

Vi riporto questo "interessante" articolo...




Roma, 24 maggio (Adnkronos Salute) - Donne-Salomè a spasso per la Penisola, troppo libere, disinvolte, scollate e ambigue. Ma soprattutto protagoniste in camera da letto. Un atteggiamento sile "Sex and the City" che le trasforma in calamite sessuali, "capaci di far perdere la testa a un uomo, fino a spingerlo alla violenza". Insomma, alle volte le vittime "possono dare la colpa a loro stesse per l'aggressione subita". Tanto che, "se fossero meno provocanti, le violenze sessuali si ridurrebbero in modo drastico". Questo più o meno è il pensiero del 56% degli uomini italiani. Ma anche a sorpresa del 33% delle donne e addirittura del 74% dei giovani, svelato da un'indagine realizzata dall'Airs (Associazione italiana per la ricerca in sessuologia) per ricostruire le dinamiche in gioco "Dalle molestie sessuali allo stupro".
"Un lavoro - spiega il presidente dell'Airs, Franco Avenia, anticipando i risultati preliminari della ricerca - che portiamo avanti da due anni e che sta arrivando a conclusione. Abbiamo sottoposto un questionario ad hoc a 3mila persone, per individuare le principali variabili all'origine della violenza sessuale nei confronti delle donne, sondando ambiti finora inesplorati in Italia. Un lavoro che ha avuto, tra gli altri, il patrocinio della Presidenza del consiglio dei ministri, del Comune di Roma e dell'università di Milano, facoltà di Criminologia". E che ha scoperchiato un mondo di preconcetti, miopia e ignoranza.
I ricercatori hanno elaborato due questionari originali (uno per gli uomini e uno per le donne), e per ora hanno analizzato i dati preliminari, relativi a 1.647 persone. "Si tratta di una sorta di exit-poll, con i risultati parziali, relativi solo ad alcuni argomenti. Numeri che però già mostrano evidenze significative". Per l'analisi definitiva bisognerà attendere l'autunno.
L'analisi dei dati raccolti, sotto la supervisione dell'Airs, viene effettuata da sociologi, sessuologi, psicologi, psichiatri, criminologi, mass-mediologi. "Fra le risposte che ci hanno sorpreso e sconcertato maggiormente - prosegue Avenia - c'è questa sorta di colpevolizzazione della vittima". Alla domanda 24 ("Secondo lei, le donne sono spesso libere e ambigue sessualmente e ciò le rende alle volte responsabili della violenza sessuale che possono subire?") il 55,8% degli uomini ha risposto affermativamente, come pure il 43% delle donne e il 75% dei giovani.
"Dunque non mi stupisce troppo che poi - prosegue il sessuologo - il 56% dei maschi pensi che, se le donne fossero meno provocanti, la violenza sessuale nei loro confronti diminuirebbe. Ma certo lascia perplessi il fatto che la pensi così il 33% delle donne e il 74% dei giovani". In barba al successo delle eroine newyorkesi di celluloide, protagoniste anche di un recente film. "Ci aspettavamo una piccola percentuale di giudizi di questo tipo, ma non certo dati simili. Che - sottolinea Avenia - dovrebbero avviare una seria riflessione".
Dal sondaggio emerge che spesso le mura domestiche sono teatro di violenza, anche per ignoranza. Sembra, infatti, che per il 15,7% degli uomini e il 10% delle donne il sesso fatto con moglie e fidanzata contro la sua volontà non è considerato una violenza.
Dati estremamente preoccupanti, secondo Avenia. Specie se letti insieme a quelli che fotografano le idee sulle molestie sessuali. "Sguardi, fischi e atteggiamenti che mettono a disagio la vittima per il 50% degli uomini non sono molestie. Un'idea condivisa dal 43% delle donne, che dunque non sa di potersi difendere". E i giovani? "Sono i più ingenui: per il 57% queste molestie non sono tali", prosegue il sessuologo.
Insomma, nella cultura italiana la gravità di parole, sguardi e allusioni esplicite viene "pericolosamente sottovalutata, anche dalle donne. E' un problema culturale - sottolinea - dal momento che almeno un intervistato su tre sottovaluta la minaccia implicita in parole e gesti aggressivi dal punto di vista sessuale". Certo, "la nostra società è cambiata, e per molti adulti non è più un tabù usare il torpiloquio nella conversazione. Ma allusioni pesanti e un linguaggio irrispettoso devono far risuonare un campanello d'allarme nelle potenziali vittime", conclude l'esperto.
***
Penso che sia inutile che io commenti questi dati, vista l'idiozia evidente degli stessi. Ma accidenti, se non ho ragione quando denuncio la mentalità gretta e niente affatto illuminata della società italiana! Quando dico che non siamo migliori di certi Paesi del mondo in cui la donna è evidentemente in situazione di inferiorità e discriminazione. Solo che noi occidentali siamo più abili a NASCONDERE la nostra vera natura... sotto un'aura di civilizzazione che non abbiamo... e per questo siamo più subdoli! Che buona parte della società italiana pensi queste stronzate oltre ad essere ridicolo... è GRAVISSIMO! Perché questa percezione "della donna tentatrice e giustamente vittima per questo" era roba che circolava in Italia fino a 30 anni fa! Quando non c'era una legge sulla violenza sessuale! Quando ai processi giudici e avvocati umiliavano le vittime! Quando ai mariti era riconosciuto il delitto d'onore! Quando una donna stuprata se sposava il suo aguzzino permetteva a quest'ultimo di vedere eliminate tutte le accuse! Questa è la VERA FACCIA dell'Italia, signori miei! Questa! E le battaglie di civiltà di donne come Tina Lagostena Bassi sono solo servite a far finire lo sporco di questo sistema sotto al tappeto... un tappeto che se alzato svela tutto lo schifo che cela maldestramente.
Questi dati sono preoccupanti e disgustosi! E se fosse vero così... se questo meccanismo fosse reale... beh, potrebbe essere applicato a tutti gli argomenti; ad esempio se "le donne scollacciate se la cercano", potrei anche pensare che "il soldato che va in guerra e muore in battaglia se l'è cercata dal momento che andando in guerra SAPEVA che poteva anche morire". E' lo stesso ragionamento, belli miei! Solo che il soldato viene (giustamente) pianto e la donna viene additata e guardata con sospetto.
E poi vorrei domandare un'altra cosa a questi scienziati che hanno partecipato al sondaggio: se pensate che le vittime se lo cercano... questo vale anche per i bambini che vengono disgustosamente violati?? Anche i bambini sono ambigui e provocanti??
Non nascondete la vostra indegnità e bestialità dietro a giustificazioni che fanno acqua da tutte le parti, perché con me non attacca!
E come ripeto sempre: anche se una donna andasse in giro nuda nessun uomo avrebbe diritto o sarebbe giustificato a metterle anche un solo dito addosso.
Concludendo sugli scienziati che hanno partecipato al sondaggio:
- Il 56% dei maschi che dà la colpa alla donna: fosse per me a questi signori gli toglierei il diritto e la libertà di espressione!
-Il 33% di donne che la pensa come sopra: farei vedere a queste signore cosa significa, come si sentivano umiliate e dileggiate le vittime nei processi per stupro 30 anni fa, quando avvocati/giudici chiedevano alle donne se avevano provato piacere durante la violenza... e poi vorrei vedere se questo 33% la penserebbe allo stesso modo!
-Il 74% di giovani concorda: devo rammentare le "mirabili imprese" di cui si fregia la "meglio gioventù italiana"?? Una manica di avvinazzati senza cervello e senza morale dediti all'autodistruzione! Tanto che mi vergogno di esservi accostata per questioni generazionali!

martedì 2 giugno 2009

il mio 2 giugno

2 giugno 1946.
L'Italia al voto sceglie la Repubblica.
63 anni fa per la prima volta è stato riconosciuto alle donne il diritto di voto.
Questo è il MIO 2 giugno.

venerdì 29 maggio 2009

ancora problemi tecnici


Io continuo ad avere enormi difficoltà a visualizzare i miei blog (l'altro ormai non lo visualizzo più e questo lo apro correttamente a fasi alterne...), dai commenti che mi scrivete... mi pare di capire che voi riuscite ad aprirlo... e mi avete detto che i problemi che denuncio io li avete avuti anche voi... Quindi cosa devo fare per risolvere la questione?? Pensavo fosse una fase passeggera e mi ero riproposta di aspettare che passasse... ma ho la sensazione che non si risolverà tanto facilmente e automaticamente...
E allora???
Aiutatemi! A voi che è capitato lo stesso disguido come l'avete risolto??
Avete cambiato programma... o cose del genere??
Mio fratello mi ha consigliato di cercare la mail di Blogger e scrivere a loro per segnalare il disagio... ho pure cercato questo indirizzo di posta... ma in inglese... e non mi pare il caso...
Come devo fare??
Nella condizione attuale riesco solo a postare (potendo aprire perfettamente la bacheca), ma non visualizzando il blog non posso raggiungere nemmeno i link dei blog amici...
Che pasticcio!
Ho bisogno di aiutooo!!!

lunedì 25 maggio 2009

la certezza...


PS: per la serie "Ogni giorno ce n'è una", l'ultima è che quando apro i miei blog (sia questo sia l'altro) mi dice che "è impossibile aprire il sito" e la pagina salta. Ora, il pc è nuovo, la linea quasi non fa più bizze, non ci sono in teoria problemi... quindi c'è da chiedersi: perché fa così??? Non lo so! Forse la linea ha problemi personali con me!!! Uffa! Spero che tale disagio si possa risolvere entro pochi giorni... (sperando, ora che ci penso, che non abbiano deciso di oscurarmi...!!!!).

giovedì 21 maggio 2009

free aung san suu kyi!


In Birmania si sta svolgendo il processo contro l'icona della dissidenza birmana Aung San Suu Kyi, accusata di violazione delle condizioni dei suoi arresti domiciliari in seguito all'intrusione di un cittadino americano due settimane fa. Se fosse dichiarata colpevole, Suu Kyi potrebbe essere condannata a 5 anni di carcere, che le impedirebbe di partecipare alle elezioni parlamentari che la giunta militare organizza per il 2010.
Gli Usa e l'Unione europea intendono inasprire le sanzioni contro il regime, ma a cosa mai porterà questo? Non mi pare che fino ad ora le sanzioni economiche siano state sufficienti per bloccare la tirannia di questo o quel regime. E' evidente che bisogna fare ben altro... e ho la sensazione, veramente spiacevole, che aldilà delle frasi di circostanza... a nessuno (Usa, Ue, Onu) interessi molto questo genere di abusi... visto che una persona innocente si trova agli arresti domiciliari da anni senza che nessuno muova un dito per farla liberare.
Link utili:

giovedì 14 maggio 2009

la sorella di shakespeare

"Consentitemi di immaginare (...) cosa sarebbe successo se Shakespeare avesse avuta una sorella meravigliosamente dotata, di nome Judith, diciamo. Molto probabilmente Shakespeare frequentò - sua madre era un'ereditiera - la scuola secondaria, dove avrà imparato il latino - Ovidio, Virgilio e Orazio - ed elementi di grammatica e di logica. Era, come si sa, un ragazzo indisciplinato, che cacciava di frodo i conigli, e magari uccideva qualche daino; e dovette, un po' a precipizio, sposare una donna dei dintorni, che gli dette un figlio un po' prima del dovuto. Questa avventura lo spinse a cercare fortuna a Londra. Pare avesse inclinazione per il teatro; iniziò facendo la guardia ai cavalli all'ingresso degli attori. Cominciò prestissimo a recitare, diventò un attore di successo, e si trovò al centro della società contemporanea; incontrava tutti, conosceva tutti, sfoggiava la sua arte sulla scena, il suo spirito per strada, e riuscì perfino ad essere ricevuto a palazzo reale. Intanto la sua sorella così straordinariamente dotata, supponiamo, restava in casa. Non era meno avventurosa, fantasiosa e desiderosa di conoscere il mondo di quanto lo fosse lui. Ma non l'avevano mandata a scuola. Non aveva avuto la possibilità di imparare la grammatica e la logica, non diciamo di leggere Orazio e Virgilio. Di tanto in tanto prendeva un libro, forse uno di suo fratello, e leggeva qualche pagina. Ma poi arrivavano i genitori e le dicevano di rammendare le calze o di ricordarsi dello stufato, e di non perdere tempo fantasticando tra librie carte. Avranno parlato con decisione ma con gentilezza, perché erano persone agiate, che sapevano come deve vivere una donna, e amavano la loro figlia; anzi, è molto probabile che lei fosse la pupilla dell'occhio di suo padre. Forse, in soffitta, scribacchiava furtivamente qualche pagina, ma aveva cura di nasconderla o di bruciarla. Ad ogni modo, ancora adolescente, era stata promessa al figlio di un vicino mercante di lane. La ragazza protestò che il matrimonio le era odioso, e perciò fu picchiata duramente da suo padre. Poi lui smise di rimproverarla e la pregò invece di non arrecargli questo danno, questa vergogna di rifiutare il matrimonio. Le avrebbe regalato una collana di perle, oppure una bella gonna, diceva con le lacrime agli occhi. Come poteva disubbidirgli? Come poteva spezzargli il cuore? Solo la forza del suo talento la spinse a questo. Una sera d'estate fece un fagottino con le sue cose, si calò dalla finestra con una corda e prese la strada di Londra. Non aveva ancora diciassette anni. Gli uccelli che cantavano sulle siepi non erano più musicali di lei. Aveva, come suo fratello, la più vivace fantasia per la musica delle parole. Come lui, si sentiva attratta dal teatro. Bussò alla porta degli attori. Voleva recitare, disse. Gli uomini le risero in faccia. Il capocomico - un uomo grasso, dalle labbra spesse - sghignazzò. Muggì qualcosa sui barboncini che ballano e sulle donne che recitano; nessuna donna, disse, poteva fare l'attrice. Alluse invece... potete immaginare a cosa. Nessuno le avrebbe insegnato l'arte. D'altronde, poteva mangiare nelle taverne o girare per le strade a mezzanotte? Eppure il suo genio era letterario, e desiderava nutrirsi abbondantemente della vita degli uomini e delle donne, e dello studio dei loro costumi. Alla fine (poiché era molto giovane, e di viso somigliava spiccatamente a Shakespeare, con gli stessi occhi grigi e le sopracciglia rotonde) Nick Greene, l'attore-capocomico, ebbe pietà di lei; si trovò incinta di questo signore, e così - chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando si trova prigioniero e intrappolato in un corpo di donna? - si uccise, una notte d'inverno, e venne sepolta a una incrocio, là dove ora si fermano gli autobus, presso Elephant anda Castle.
Così, più o meno, sarebbe andata la storia, penso, se ai tempi di Shakespeare una donna avesse avuto il genio di Shakespeare. Perché un genio come quello di Shakespeare non nasce tra la gente di fatica, ignorante, servile. In Inghilterra non era nato fra i sassoni e i britanni. Non nasce oggi fra le classi lavoratrici. Come poteva dunque nascere allora fra donne che cominciavano a lavorare, secondo il professor Trevelyan, appena erano uscite dall'infanzia, che vi erano costrette dai genitori e spinte da tutto il peso della legge e della tradizione?"
(Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, trad. di A. Guiducci, Newton Compton)




Recentemente ho letto questo saggio di Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, che nasce dalla rielaborazione di due conferenze che la Woolf tenne nell'ottobre del 1928 alle studentesse del Newnham e del Girton College di Cambridge. Sul tema "Le donne e il romanzo". Insomma, un piccolo classico di letteratura femminile-femminista. Un tema che mi tocca in modo particolare trattando di romanzo e donne.
Un libro che mi è piaciuto molto e mi ha dato diversi spunti nuovi di riflessione, benché non abbia fatto altro che confermare cose che già sapevo da me.
Vi riporto qualche riflessione che mi sono sentita di appuntare durante il pomeriggio di lettura del testo in questione.
Virginia parte dal presupposto dei due nodi cruciali: una donna se vuole scrivere romanzi deve avere dei soldi e una stanza tutta per sé.
Il discorso soldi è presto svelato: fino agli inizi del Novecento alle donne non era concesso avere la medesima istruzione di un uomo; non erano ammesse alle università tipo Oxford o Cambridge (e una volta ammesse in seguito, spesso non avevano diritto di accedere alla biblioteca o cose del genere in quanto donne o se non erano accompagnate da uomini). E non potevano contare su investimenti provenienti da qualche Mecenate interessato alla cultura delle donne: nessuno avrebbe mai investito denaro per finanziare un college al femminile. Per non parlare del fatto che alle donne non era concesso avere e amministrare denaro loro: ciò apparteneva al marito che poteva deciderne liberamente; quindi la possibilità che fossero nobildonne a finanziare la scolarizzazione delle nostre fanciulle era come minimo impossibile. E come detto, a nessun uomo interessava incentivare tale possibilità. Le donne per lungo, lungo tempo sono state povere, per farla breve. Per legge non potevano guadagnare denaro e, semmai avessero potuto farlo, veniva negato loro il diritto di amministare tali guadagni: tali guadagni, come detto, al limite sarebbero appartenuti al marito. E del resto all'epoca come potevano mettersi in affari in giovane età le donne... se erano impegnate a mettere al mondo 13 figli?? (si spera maschi). Quindi le donne essendo povere erano limitate da principio alla possibilità di formarsi una cultura e poter quindi pensare di cimentarsi nelle arti letterarie.
Scorrendo le pagine, altri spunti, per prepararsi alle sopracitate conferenze, Virginia aveva intrapreso preventivamente una sorta di ricerca, andando a visitare la biblioteca e l'aveva stupita il fatto di trovare un numero considerevole di libri che parlavano di donne... scritti da uomini! Come se essi ne sappiano e abbiano il diritto di dirne più di una donna!
A questo punto, l'autrice riflette sul ruolo della donna rispetto agli uomini di potere. Le donne hanno sempre avuto un ruolo di subordinazione nei confronti dell'altro genere, ma stranamente ogni uomo misogino che si rispetti si è sempre attorniato di donne, nonostante le disprezzasse nemmeno tanto velatamente. Perché? Le donne sono come uno specchio che riflette e ingigantisce la tronfia vanità dell'uomo: per questo gli uomini le tengono accanto a sé; per gonfiarsi e sentirsi ancora più glorificati! E nonostante il loro disprezzo, questi uomini temono il giudizio e la critica di queste donne: giacché le loro critiche rimpiccioliscono tale specchio. Uomini che disprezzavano le donne erano, tra gli altri: Napoleone e Mussolini.
Altra considerazione interessante è quella sui personaggi femminili nei grandi classici della letteratura mondiale: spesso hanno personalità e carattere; come avviene nelle opere dei classici greci o nello stesso Shakespeare. Cosa menzognera: perché nella realtà delle rispettive società le donne non avevano diritti, possibilità di espressione, non potevano uscire da sole e la legge avallava e sosteneva le violenze dei mariti che potevano picchiarle e rinchiuderle come e quando volevano.
E allora? Un certo Vescovo disse, dall'alto della sua saggezza, che nessuna donna avrebbe mai potuto avere il medesimo genio di Shakespeare. Questo è vero. Non esiste, almeno nella sua epoca, un genio femminile come il Bardo... perché la geniale fanciulla non avrebbe avuto diritto ad esprimere il suo talento! Sarebbe stata dileggiata e umiliata e avrebbe fatto la fine di Judith. Del resto, sapete tutte quelle poesie, versi e aforismi che hanno quale autore "Anonimo"? Secondo Virginia Anonimo era una donna: la quale non potendo esprimersi liberamente in quanto donna, causa ostilità degli uomini, era costretta a nascondersi. Già, nel Seicento o nel Settecento vedevano con ostilità e follia i tentativi di comporre bellezza letteraria da parte di donne. Virginia fa una carrellata di nobildonne che hanno tentato, sono state umiliate e hanno sofferto l'impossibilità di esprimere la propria arte per "colpa" della loro propria natura femminile. In effetti, non esistono opere letterarie prima della metà del Settecento ad opera di donne... perché non era concesso loro produrle e tantomeno pubblicarle. Queste donne sfregiate nella loro arte si chiamavano Lady Winchilsea, Margareth Cavendish di Newcastle, Dorothy Osborne (che riteneva folle che una donna pubblicasse un romanzo, anche se lei scribacchiava segretamente), la signorina Aphra Behn. Eppure, senza donne che nonostante il dileggio hanno continuato a scrivere... non avremmo avuto la meravigliosità di scrittrici come Jane Austen, le sorelle Bronte o George Eliot (donna che si nascondeva dietro un nome maschile...). Non ci sarei io stessa come scrittrice! Come scrittrice e femminista... penso spesso che ciò è collegato: sono scrittrice perché sono femminista e viceversa, una cosa è strettamente connessa all'altra; se non fossi stata una delle due cose... non sarei stata neanche l'altra. E via con altri nomi di scrittrici con le ali spezzate: Eliza Carter, Fanny Burney, Emily Davies.
E ora vediamo l'altro nodo cruciale, secondo Virginia: la stanza tutta per sé. Le donne scrivevano in salotto e lì erano costantemente interrotte (anch'io scrivo in salotto, avendo qui il pc, e sono costantemente interrotta!!). Ad esempio, Jane Austen scrisse le sue opere in salotto e aveva cura di non far conoscere la sua attività a nessun visitatore (infatti nascondeva subito il manoscritto), solo i suoi familiari ne conoscevano l'occupazione. Quindi il concetto di "stanza tutta per sé" significa avere la possibilità di avere uno spazio proprio per concentrarsi, scrivere, comporre arte letteraria e in qualche modo avere una certa credibilità rispetto all'attività che stai svolgendo, non in maniera casuale ma ragionata e fatta seriamente, come lo può dare il fatto di avere uno studio in cui ritirarsi. Nondimeno, il fatto di scrivere in salotto, dove le nostre ragazze passavano la giornata, consentiva loro di studiare, analizzare, osservare i caratteri dei visitatori... quindi il romanzo non poteva che essere il genere con cuo avrebbero potuto esprimere le proprie esperienze. Un aspetto drammatico, quasi, rilevato da Virginia rispetto alle prima donne scrittrici (accettate in quanto tali dal sistema) era il fatto che queste autrici non avessero alle spalle una tradizione di scrittrici da cui attingere e prendere ispirazione: non vi erano donne autrici, quindi le Jane Austen e le sorelle Bronte non hanno potuto avere tale fonte di ispirazione; di certo, queste prime scrittrici non hanno avuto nulla, in termini di ispirazione, dai Dickens, dai Thackeray o dagli Shakespeare e questo perché (seppur potevano rubacchiare qualche espediente) la mante maschile è troppo diversa da quella femminile per rendere possibile una contaminazione nel modo di esprimersi da parte di queste.
Il romanzo, quindi, è il genere principale in cui le prime donne autrici si trovarono ad esprimersi, cosa molto ovvia: il romanzo era un genere letterario relativamente giovane e duttile; diversamente dai poemi epici ecc. cose più proprie agli uomini.
C'è da dire che secondo Coleridge la mente è androgina: per chi scrive è quasi fatale essere uomo o donna completamente; in favore di una più consigliabile donna maschile o uomo femminile. E penso che se fosse stata data l'opportunità a tutti, fin dall'inizio, di farli esprimere come volevano questo si sarebbe certamente verificato con più facilità.
Questo è quanto. Quindi, ricapitolando, una donna che vuole scrivere romanzo deve disporre liberamente di denaro e avere una stanza tutta per sé.
Ammetto che c'è una cosa che non condivido con Virginia. Lei sostiene che l'errore commesso dalle prime donne romanziere (ma anche poetesse) è stato quello di riversare sulla loro prosa il risentimento e la rabbia accumulata dalle donne in secoli di discriminazioni. Sostiene che l'autrice che non ha espresso tale rabbia nel suo libro ha scritto qualcosa di più bello, anche perché ha espresso davvero se stessa. Virginia fa l'esempio di Jane Eyre che è pervaso, in certa misura, dalla rabbia e dal senso d'impotenza della protagonista per le limitatezze impostele in quanto donna; secondo Virginia Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen è migliore di Jane Eyre nel senso che la Austen non ha riversato la sua rabbia nel testo: ha trovato il suo stile e l'ha sempre seguito. Virginia sottolinea che Charlotte Bronte era dotata di un genio letterario maggiore di Jane Austen, ma che tale rabbia espressa nel suo romanzo in qualche modo ha spezzato le ali al suo libro, facendo risultare infinitamente migliore Orgoglio e pregiudizio della Austen. Sul tema della "rabbia" io non mi sento di concordare con la Woolf: è più che naturale che secoli di soprusi, privazioni e diritti negati si abbattessero, poi, sulla loro penna; se Jane Eyre soffre per la sua condizione non è altro che lo specchio di ciò che TUTTE le donne hanno DAVVERO sofferto per secoli. Pertanto tale rabbia è più che legittima e addirittura più che giusto esprimerla. Insomma, sono io piena di risentimento per dei soprusi che mi sono arrivati in modo indiretto (benché ancora oggi ne persistano ancora molti), figuriamoci quelle donne che li testavano personalmente sulla propria pelle! (da non dimenticare che tutti i libri della Austen iniziavano con madre e figlie che restavano senza casa... perché alla morte del marito la magione passava in eredità solo ai figli maschi e in mancanza di questi andava al parente maschio più prossimo...). Quindi criticare tale rabbia è pericoloso: serve a colpevolizzare le autrici e a mitigare le colpe maschili. E da me non sorgeranno MAI alibi che possano alleggerire le colpe maschili...
In conclusione, io amo entrambi i romanzi, sia Orgoglio e pregiudizio sia Jane Eyre, anche se il libro della Bronte ha qualche elemento "disturbante" a tratti, ma questa non è certamente una colpa.
Mi piace concludere questo post con un dato di fatto che non può che rendermi felice e in qualche modo rendere giustizia a tutte le donne, del passato, che sono state derise e umiliate a causa della loro volontà di cimentarsi con l'arte letteraria...
Sapete qual è l'autore britannico più venduto al mondo dopo Shakespeare?
Jane Austen.
Una donna.