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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

sabato 25 ottobre 2008

guida galattica: per la stella polare... sempre dritto...

La Stella Polare stava per "spegnersi" invece si è ripresa




La stella del Nord ha ricominciato a brillare con un vigore mai visto negli ultimi 100 anni. Gli astronomi temevano che, sempre più fioca, stesse per spegnersi.
Finalmente una bella notizia!!!
Potete leggere la notizia per intero cliccando qui.



Sono molto appassionata di astronomia e tempo fa avevo persino parlato di marziani...
Di seguito, vi lascio alcune foto che ho scattato durante l'eclissi di luna che abbiamo ammirato il 16 agosto scorso...













Fine del post! Scommetto che neanche nei vostri sogni migliori avreste potuto desiderare un post più corto di questo da parte mia...
;-)

mercoledì 22 ottobre 2008

ottobre, piovono libri... anzi, più che pioggia è stata una (memorabile) grandinata!!!



Eccomi, a furor di popolo, a raccontarvi della nuova presentazione del mio romanzo, di venerdì scorso (17…) ancora in quel della Ciociaria, dove si trovano parte delle mie radici! Stavolta le mie avventure mi vedevano impegnata in una kermesse tutta letteraria: “Ottobre, Piovono Libri” una manifestazione sostenuta e voluta dal Ministero dei Beni Culturali che si svolge per tutto il mese, che vede impegnati 650 “luoghi della lettura” nei comuni italiani con manifestazioni tra le più varie – reading, presentazioni, laboratori per i più piccoli ecc. – tutto questo ispirato dal libro e dal suo mondo, dalla meravigliosa parola scritta (l’arma più potente di questo mondo, a mio avviso… e non solo perché, modestamente, è la MIA arma…) e dal piacere unico e prezioso di lasciarsi travolgere, affogare dalla sua grandezza! Insomma, una gran bella manifestazione, di quelle che ce ne vorrebbero il doppio, che si svolge ormai da tre anni! Pensare che lo scorso anno non ne conoscevo l’esistenza… e quest’anno ne sono stata quasi “un’ospite d’onore” (ma quante cose non sapevo l’anno scorso…).
Per farla breve, non è stata solo un pioggia di libri… ma una grandinata!!! La tempesta del secolo, la tempesta perfetta! La tempesta… la tempesta… la tempesta!





La giornata inizia presto, sveglia alle 6 e mezzo del mattino per essere a Colfelice alle 9, 30 (giusto per l’inizio della kermesse), perché da Roma al paesino ciociaro ci vuole un’ora e mezzo circa; verso le 7 si parte (con me ci sono mammà e papà), tutta coperta perché sentivo freddo… da notare che avevo indossato una camicia viola… che, sapete, col venerdì 17 era proprio una bomba, un mix esplosivo! Una botta “beneaugurante” da paura, vero???!!!
La giornata è un tantino grigia e qualche nuvoletta fa capolino birichina e curiosona (infatti, anche se brevemente e delicatamente, più tardi pioverà… ma io non posso ancora saperlo… o sono troppo folle, impazzita, in delirioooo per averne presagio o profezia!), mi ripeto mentalmente che devo stare calma, tranquilla, che devo ostentare sicurezza, da autrice consumata… ma non so perché inizio ad avere sintomi simili al mal di mare… e questo non sarebbe neanche tanto preoccupante se non fosse che… IO NON HO MAI AVUTO IL MAL DI MARE… QUINDI NON DOVREI SAPERE QUALI SONO I SINTOMI… E DAL MOMENTO CHE CE LI AVEVO IN QUEL FRANGENTE SENZA CONOSCERLI… BEH, QUESTO ERA DAVVERO PREOCCUPANTE… Tutto questo tumulto interiore (che nemmeno quelli dello Sturm und Drang!!!) mentre ascolto la musica con gli auricolari… (non senza inquietudine perché il giorno prima avevo sentito l’allarme lanciato dall’UE circa i rischi dell’ascoltare le cuffiette con il lettore MP3… che pare faccia diventare sordi… e quindi mentre ascoltavo l’ultima di Ligabue “… devo avere proprio un’aria stupida sai com’è manchi te… a adesso che sei dovunque sei chissà se ti arriva il mio pensiero chissà se ne ridi o se ti fa piacere…” – ho trovato pure il tempo di farmi le pippe mentali sul genere: “Ecco, adesso divento pure sorda… oddio, dovrei abbassare il volume… meglio ancora dovrei spegnere tutto?? Ahhhh, divento sorda proprio oggi!! Beh, non sarebbe un 17… venerdì 17… e col viola, poi…”). Quando inizio a pensare seriamente al fatto che… non mi sono preparata nemmeno uno straccio di discorso e che, come al solito, improvviserò alla grande peggio di un attore della Commedia dell’Arte, mi arriva il messaggino portafortuna del mio manager… che non si dimentica mai di me!! (beh, non per niente è il mio manager e questo rientra nei suoi compiti, veeeroooo???!!!). Finalmente arriviamo a Colfelice e ci dirigiamo al Comune! Lì ci accoglie un cugino di mia madre, che è uno degli organizzatori che animano le attività culturali del piccolo centro ciociaro! Poi mi accoglie l’assessore alla cultura e lì delirio totale: perché è una persona alla mano, disponibilissima e piena di entusiasmo!!! E poi, come scoprirò in seguito, mi adora e ADORA il mio romanzo!!!! Timidamente e vergognosamente entro nella sala adibita per l’evento e mi viene incontro anche il signor sindaco, anche lui gentilissimo, pieno di entusiasmo e che… mi adora (ahò si dà il caso che mi adorano tutti!!!). Sul fondo – il posto d’onore, uhhhhhh – un tavolo rettangolare con una sorta di tovaglia verde e un bel mazzo di fiori al centro… simile a… simile a… simile a… quelli che ho visto spesso nelle riprese delle presentazioni e delle conferenze stampa… delle personalità e degli autori famosi… OMMIODDIOOOO!!!! Ma questo è un trattamento da VIP, perdiana!!!! E lì inizio ad andare in iperventilazione: ahhhhhhhh, e ora come me la cavo??? Devo comportarmi da autrice consumata e ostentare sicurezza… Ohm… Ohm… Ohm.. OOOOOOOHHHHHHH!!!! Mia madre che mi dice di stare calma perché se dovessi diventare famosissima e richiestissima dovrò abituarmi a fare svariate iniziative simili… davanti a folle non indifferenti… Sì, vabbè… ma finché ciò non capita è lecito che le gambe possano tremare, o no?! (e poi di solito gli autori famosi, nei loro incontri, sfruttano i loro agganci e si portano appresso attori, giornalisti e personalità varie… che finiscono per catturare l’attenzione del pubblico…e così facendo l’autore può tremare in pace senza esser visto…).





Mentre fingo e ostento autocontrollo (bugiaaa!!!), torna l’assessore che mi mostra delle sculture ad opera di un artista del luogo, tra cui una che l’originale è esposta a Londra, poi si avvicina la preside della scuola elementare di Colfelice che inforcando un mio libro mi chiede l’autografo… uhhhhhh! Fatto questo, la sala si riempie con il pubblico che seguirà l’evento… un pubblico di quelli da leccarsi i baffi… un pubblico che è il sogno di qualsiasi oratore, narratore ecc. un pubblico con i fiocchi… Re e Regine?? Capi di Stato e di Governo?? Papi e Cardinali?? Nooo, meglio ancora: bambini delle elementari e ragazzi delle medie, ehhhh!!!!!



Esatto, naturalmente la proposta del piccolo comune ciociaro andava a coinvolgere le giovani leve locali che oltre a presenziare alla kermesse, hanno attivamente contribuito a dare vita proprio alla manifestazione! Realizzando dei lavori a tema! Il giorno prima, nella sala adiacente a quella dove ci trovavamo, l’inaugurazione di una mostra di “cocci antichi” con l’immagine del drago, che è lo stemma ancora raffigurato che identifica il paesino, e l’indomani, appunto, la kermesse vera e propria con la presentazione di due autori e dei loro libri (io e un’altra persona) e l’esposizione dei lavori realizzati dai pargoli ciociari! Come dicevo, legate al tema del drago; brevemente, la leggenda legata al nome del paese “Colfelice”: in origine si chiamava Coldragone… perché pare che in una grotta nelle vicinanze vivesse un drago che soleva mangiare il bestiame, terrorizzare la gente ecc. la storia vuole che un giorno questo drago, affamato, stava per mangiare alcuni maialini… ma intervenne la madre che per difendere i cuccioli ammazzò il drago e quindi da quel giorno, per la felicità di essersi liberati dalla minaccia del drago, Coldragone divenne Colfelice!!!




Dunque, prima le orgogliose maestre hanno mostrato, con l’aiuto dei bambini, i diversi lavori (una specie di cartellone lunghissimo fatto a mo’ di pellicola cinematografica, qualche libro illustrato, delle poesie) e poi è giunto il momento degli “ospiti vip”: un giornalista e… io (toglietevi quei sorrisini lì… farà anche ridere… ma è così… non ridete… suvviaaa, fate i bravi e non sfottete!!!! Guardate, che il fatto che non ostento la mia aura di “very important person” non vuol dire che io non lo sia…!!!!!). Il giornalista è originario proprio di Colfelice e lavora alla Repubblica, presenta due libri scritti qualche anno fa uno sulla materia e l’altro sull’evoluzione tecnologica dell’uomo (dall’Homo Erectus ad oggi) e racconta ai ragazzi e ai bambini relativamente ad atomi e a invenzioni tecnologiche che hanno segnato l’evoluzione umana. Io intanto ho l’ impulso urgentissimo di dover andare al bagno… oddio, fra poco tocca a meeeee… ahhhhhh! Di tanto in tanto, noto che qualche bambino dice alla maestra (presumo) di aver bisogno della toilette e li vedo che si allontanano, per poi riemergere qualche minuto dopo, ebbene con invidia noto la facilità estrema con cui i bambini possono abbandonare la loro posizione per andare al bagno… mentre io che sono seduta tra i vip – tiè! – con l’assessore sulla destra e il sindaco sulla sinistra… non posso alzarmi per guadagnare l’agognata toilette…





Dopo un quarto d’ora/venti minuti il giornalista finisce il suo intervento. Ora cosa prevede la scaletta…??? Cerco di dare una sbirciatina alla locandina per vedere e…
Tocca a me.
Tocca a me!
E che sarà mai, mica devo andare in prima linea, giusto???!!!! Ahhhhh, il bagnooooo!!!!
A questo punto, l’assessore si alza e, microfono alla mano, tutto pimpante inizia a parlare di me e del mio romanzo, tessendo le lodi di entrambi! Per prima cosa, scopro una delle ragioni della sua adorazione nei miei confronti (oltre al fatto che ha amato il romanzo, ma questo era scontato… o no???!!!): ha letto sulla quarta di copertina che sogno il trasferimento nelle Highlands scozzesi e che adoro l’Ottocento inglese, specialmente i romanzi di Jane Austen! Insomma, viene fuori che il signor assessore è stato insegnante d’inglese e avendo vissuto un anno a Londra è particolarmente affezionato all’Inghilterra!!! E lì comincia a decantare le qualità del romanticismo inglese, delle opere della Austen che illustravano ed esaltavano il mondo, quello dell’Inghilterra di inizio 800, campestre e di provincia, dalle storie semplici eppure vibranti ed emozionanti che la Jane raccontava con un grazia invidiabile; quindi le lodi a Jane facevano il paio con le lodi a me… dovute proprio alla mia passione per quel genere letterario!!! Non avrei mai immaginato che questa mia passione potesse suscitare tale impressione!!!! (che poi la Jane è stata una femminista ante litteram, quindi la mia stima è più che naturale…). Insomma, una strage!!! Detto questo, si è allacciato al tema del drago facendo un riferimento – amando io la Scozia – a Loch Ness e al suo misterioso mostro dall’imprecisata natura e origine. E da quel momento ha attaccato a raccontare la trama del romanzo, con un’enfasi e un entusiasmo… che nemmeno io che l’ho scritto!!! Inarrestabile, credetemi! Come neppure un attore che recita Shakespeare! Raccontava di questa strana famiglia cilena che sostiene di essere la Famiglia Imperiale deposta dal trono dopo un golpe e fuggita in Europa, poi in Italia a fare i barboni; di Stella che ne è l’erede al trono… di Tom, il volontario della Caritas bohémien e sognatore, di sua madre che è una manager senza scrupoli e senza cuore, del padre che è scappato di casa…. di Gigio e di Gloria…
La cosa che mi ha stupita è la descrizione dettagliatissima e minuziosa di ogni episodio, con una precisione chirurgica che davvero nemmeno io che sono l’autrice!!!! Si ricordava tutti i nomi dei personaggi… persino dei personaggi che appaiono brevemente magari in una piccola scena!!! E parlava e parlava come un oratore romano in Senato!!!! Nemmeno avessi scritto la Bibbia o un’altra opera letteraria impressa nella Storia (magari sarà così, chissà…). Talmente pieno di entusiasmo che alla fine… ha persino raccontato il finale!!!!! Sì, con il pubblico (le maestre e altre persone adulte presenti) che si lamentavano del fatto che fosse stato svelato il “colpo di teatro”, come l’ha definito l’assessore, che risolve la questione… Perché sì, c’è un colpo di teatro inaspettato, ve lo assicuro, verso la fine… qualcosa che nessun lettore avrebbe mai ipotizzato come possibile… ma che alla fine avviene! A questo punto, l’assessore è un fiume in piena, è l’anima del palcoscenico… una tensione simile nemmeno nella fase clou dell’Amleto… il finale svelato… e io che ho URGENTEEEEE bisogno di una toilette…



















Finito di raccontare la trama, l’assessore ne fa una sorta di “analisi”; parla del fatto che la storia fa un parallelo tra persone umili, povere ed emarginate che risultano essere più felici e “ricchi” di quelli che hanno tanti soldi, potere ma sono poveri interiormente e pure tristi. E qui l’assessore dà una definizione del mio romanzo cui io mai avrei pensato e che mi commuove alquanto (badate bene che da quando aveva iniziato a parlare del mio libro, che stavo sull’orlo delle lacrime di commozione… e non solo causa toilette, ve l’assicuro…), lo definisce così: “Un’epopea degli umili”, in grado di raccontare con delicatezza, ironia e tatto una realtà difficile, come lo è quella dei senzatetto, senza scadere nella retorica o far risultare il tutto pesante e noioso. Epopea degli umili, bellissimo! Sono commossa ed onorata che si possa pensare questo del mio romanzo, che io ho scritto con grande, grandissima umiltà… avvicinandomi con delicatezza a questo tema, senza presunzione di sapere tutto. E sono commossa, ripeto, che si possa ritenerlo una epopea degli umili…
Beh, adesso sono così emozionata e commossa che pure del bagno non me ne frega più nulla! (non che il rischio pannolone non incombesse comunque, ma avevo talmente il cuore sciolto… che tutto il resto era noia…).






Infine, l’assessore dopo aver elogiato l’aspetto “umano” della storia e il suo messaggio in favore degli umili, torna a lodare le mie qualità di scrittrice, sostenendo che sono giovanissima ma che, leggendo il mio romanzo, dimostro una maturità e un talento non indifferenti, che sembra che io abbia anni di carriera alle spalle, che il libro oltre ad essere bello perché l’intreccio della storia è fantastico è bello perché è scritto bene… con una lingua semplice eppure curata, e con certi passaggi che sono quasi poetici e pieni di lirismo. Commoventi. Sostiene che la bellezza di questo romanzo fa pensare a tutto il potenziale che potrei e che posso esprimere in futuro in altri lavori…
Che vi dicevo??? VIP…!!!!!!!!!!
E io in mezzo a tanti elogi come reagivo??? Mille occhi puntati, l’attenzione su di me, le guance rosse, il bagnoooooo… la camicia viola…. Il bagnoooo (sì, già l’ho detto… ma… il bagnoooo, credetemi…), secondo voi come potevo reagire??? Chinavo la testa e vergognosa incassavo tutto quell’entusiasmo e quell’apprezzamento… Che altro potevo fare, tirarmela??? Non ne sono il tipo! Anche se scherzo e dico che sono un genio (… che poi EFFETTIVANENTE SONO UN GENIO…) fingo di tirarmela per scherzare, anche se comunque sono consapevole di avere un talento raro e immenso (scrivere è la cosa che mi riesce meglio…), un talento che mi riconosce chiunque s’imbatte nei miei scritti, un talento che lascia tutti estasiati, nonostante questo… sono una ragazza modesta e non amo il centro dell’attenzione, preferisco lavorare in sordina e che sia il mio lavoro, le mie meravigliose parole scritte a parlare in mia vece! Sono veramente modesta…
… Ahhhh, ammazza che GENIO CHE SONO… ma dove la scovate una più brava di me?????!!!!!!!!! Modestia, come dicevo, per prima cosa MODESTIA….!!!!!!!!!!!
Dove ero rimasta?? Ahh, sì, dopo tanti elogi…. L’assessore mi ha ceduto il microfono e mi ha invitata ad alzarmi per intervenire….
AHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!
Niente panico! Andrà tutto bene….






Mi alzo e i bambini, nonostante fossero provati da tante ore di forzata attenzione, mi guardano assorti… come non guarderebbero neanche la Fata Turchina! E col microfono in mano dico due parole in “lingua deliriese” (coniata appositamente da me, cioè “delirio”): “Il nostro assessore ha raccontato praticamente tutto quello che c’era da dire, quindi a me non resta che aggiungere solo una piccola cosa che è il fulcro, il senso del mio romanzo. Il mio messaggio è quello di credere nei sogni, credere alle cose assurde e dare meno spazio alla razionalità. Poiché la ragione non sempre ha ragione e spesso quello che ci pare assurdo può risultare più reale di quello che potremmo pensare inizialmente. Dico solo questo, voi che siete bambini imparate a credere sempre ai sogni e crescendo non perdete questo valore… continuate a sognare e se avete l’impulso di scrivere… beh, scrivete che è una cosa fantastica!” e con un sospiro di sollievo ho smesso di parlare… e volete sapere i bambini cosa hanno fatto, nonostante la stanchezza??? Mi hanno applaudito con quasi la standing ovation!!!! Pieni di entusiasmo che solo le creature sanno trasmettere!!!! Che vi dicevo: neanche con la Fata Turchina!!!!! E a quel punto, davvero il bagno era un ricordo (tanto ormai il pannolone non sarebbe servito a nulla…) e l’emozione mi ha mandata fuori di testa in via definitiva… Ahhhh, ma chi se ne frega della razionalità, come non smetto mai di ripetere!!! W l’assurdo, W la follia, W il sogno!!!




Incassati gli applausi da stadio, ha chiuso la kermesse il sindaco, ancora con tante lodi per me dicendo che “leggendo il mio romanzo pensava che fossi una scrittrice con i capelli bianchi… e invece si è stupito di avere davanti una ragazzina”!! E poi dicendo tante, tante altre belle cose che qui non riporto perché l’emozione non ha voce… e fluttua nei cuori e si disperde sotto forma di pillole di gioia che allietano il mondo e la miseria umana e allora lascio che la vostra immaginazione, anche e soprattutto suscitata da questo mio resoconto, vi riporti quelle che possono essere state le parole precise riportate dal signor sindaco per me, per il mio lavoro e per il mondo cui ho saputo dare un corpo e una coscienza…
Così, il resto è stato in discesa. Finita la kermesse, con le parole del sindaco. Il “rompete le righe” ha portato tante persone sulle mie sponde per farmi i complimenti, sapere come fare per comprare il libro (le copie comprate dall’assessore sono state distribuite ai ragazzi della scuola… con la promessa di richiederne altri alla casa editrice…) e farmi tante felicitazioni. Tanti occhi luminosi e commossi, sorridenti e cordiali che incontrano i miei per ringraziarmi, complimentarsi… o semplicemente cercarmi e scoprirmi. Il cuore alleggerito che si apre a tutti loro. I baci, gli abbracci, le strette di mano. I tanti sorrisi. L’entusiasmo, la gioia, la follia. E’ tutto meraviglioso e miracoloso. Perfetto. Anche il giornalista mi saluta con entusiasmo.
Che splendida giornata… una giornata da incorniciare (prendendo a prestito una definizione recente del mio manager… ti plagio, caro!). Il sindaco che a un certo punto, quando vado a congedarmi e a ringraziare di tanta disponibilità, mi abbraccia, mi stringe forte e mi bacia sulla testa! L’assessore che mi adora, letteralmente! E tutta una comunità umana che mi attornia e piena di quella stessa umanità che ne è il tratto distintivo, che mi fa sentire a casa e benvoluta (e pure di chi sono parente… visto che il cognome paterno è estraneo e di difficile collocazione… considerando che i nonni materni sono originari di quelle lande…).
Tanti complimenti, un successo che (inspiegabilmente?!!!) si ripete ad ogni presentazione del mio romanzo, l’entusiasmo che suscito e che noto sincero e sentito, la bellezza grandiosa di suscitare tante emozioni… La vita è bella! E ne godo il sapore più ricercato e delizioso. Così vorrei che fosse la mia vita, il mio domani, il mio destino… mi sento nata per questo, per la parola scritta, del resto non so nulla, non so niente… la parola scritta è il talento, è il mio potere. Il resto cos’è?? Vorrei… voglio abbandonarmi al sogno, all’illusione… che possa divenire certezza, un giorno, che questa è la mia strada e che diventerà la mia fortezza, il mio porto sicuro, la mia certezza… l’unica che mi è concessa in grazia. Vorrei… voglio… che sia così…
Placidamente, sono tornata a casa. Un po’ di pioggia ha bagnato la campagna ciociara, colori bellissimi ed emozioni rare come perle. Parole e poesia. I versi che ho postato nell’altro blog sono rivelatori… rivelano quel viluppo di emozioni inestimabili che il mio magico venerdì 17 mi ha donato. Chi legge quei versi ora sa…
Una giornata da incorniciare, già. E bramo, ora, la prossima, ancora piena di sorprese e miracoli, perle e oro di una condizione umana privilegiata: quella della scrittrice che tesse il suo mondo incantato di parole… e che, poi, tale incantesimo miracolosamente diventa reale…
Questa è la mia avventura, la mia grande avventura che prosegue a cuor leggero, in attesa del prossimo colpo di teatro, in attesa di tutto… tutto ciò che vorrà ancora accadere…
Chi è disposto a sognare con me??? La razionalità è da abolire, ve ne prego! La ragione non sempre ha ragione… spesso sbaglia; e questa ne è la prova!
Chi vuole sognare con me??? Fatevi avanti, c’è tanto posto…
Un’ultima cosa: IL MIO ROMANZO E’ DAVVERO BELLISSIMO, PROVARE PER CREDERE!!!! Ahhhh, la modestia è la prima cosa, è fondamentale… io lo dico sempre, la modestia…..!!!!!!!!!!!!!

giovedì 16 ottobre 2008

la nostra idea di pace!



Voglio rammentare che è in corso la campagna di Emergency "La nostra idea di pace" per la costruzione di un Centro pediatrico a Nyala, capitale del Sud Darfur. Fino al 22 ottobre gli utenti Tim, Vodafone, Wind e 3 potranno inviare un sms da un euro al numero 48587, o fare allo stesso numero una chiamata da rete fissa Telecom Italia da 2 euro. Il ricavato sarà devoluto a Emergency, che con tale iniziativa punta a raccogliere i 600 mila euro necessari ad avviare la struttura. Nyala è abitata da oltre un milione e mezzo di persone, in maggioranza profughi in fuga dalla guerra, accampati nei sobborghi. Il Centro pediatrico di Emergency offrirà assistenza sanitaria qualificata e gratuita 24 ore su 24 ai bambini fino ai 14 anni di età per patologie quali malnutrizione, infezioni alle vie respiratorie, malaria, infezioni gastrointestinali.
Penso sia opportuno dare un piccolo contributo, che non ci costa nulla, ma che con tanto poco può fare grandissime cose.




Guerra biologica: "niente vaccini ai Paesi canaglia"
Ieri sono incappata in questa notizia e ho pensato di raccontarne.
Washington-Gli Stati Uniti temono una guerra biologica e per questo vietano l'esportazione di vaccini contro l'influenza aviaria, e decine di altri virus, in Iran, Cuba, Siria, Sudan e Corea del Nord (in realtà appena depennata dalla lista "Paesi canaglia"). In caso di necessità, Siria e Corea potranno ottenere questi vaccini chiedendo speciali licenze di esportazione, che gli Usa decideranno di volta in volta se accordare o no. Mentre per Iran, Cuba e Sudan esiste un embargo totale Usa per cui è vietato esportare tutti i vaccini contro l'influenza umana.
L'embargo è stato criticato da molti esperti secondo i quali l'idea di usare dei vaccini per una guerra biologica è tirata per i capelli. Ma non solo. Per Kuman Wilson dell'Università di Toronto, che si occupa di politiche di protezione sanitaria, in questo modo si corre il rischio di vedere ad esempio il virus dell'influenza aviaria mutare in una forma più pericolosa in uno di questi Paesi. "Sarebbe una minaccia ben più grave per la popolazione - spiega - che il rischio teorico dell'uso del vaccino per una guerra". (fonte: City)
A Roma si dice così: Se nun sò matti nun ci volemo (traduzione: se non sono matti non li accettiamo). Insomma, questi qui trovano una cosa normale e accettabile lasciar morire centinaia di migliaia di persone, tra cui creature indifese, solo per impedire e scacciare lo spauracchio di una guerra biologica?? Quella stessa guerra chimica/batteriologica/biologica che viene invocata da anni... ma di cui non si è avuto mai alcun riscontro credibile o reale! Andiamo, siamo ancora tutti in attesa di vedere quelle famigerate armi chimiche! E in attesa della "grande rivelazione", che si fa?? Si lasciano schiattare i bambini, ecco cosa di fa! Impedire la somministrazione dei vaccini alle nazioni canaglie, quando sei TU la prima canaglia di questo pianeta... nonché il più grande intrallazzone, che ne ha fatti pochi di impicci con i suddetti Paesi "della lista nera" che passano dallo status di amico-nemico-amico-nemico-alleato con ammirevole e sospetto tempismo...
Tra l'altro, da dove fiorisce la certezza che impedendo di accedere ai vaccini ai Paesi canaglia, non si possano creare e impostare armi/guerre biologiche... direttamente sul suolo a stelle e strisce??? Chi glielo dice che non siano proprio loro ad allevare la serpe in seno che decreterà la guerra biologica??? (sarebbe opportuno ricordare dove erano stati addestrati i terroristi artefici dell'11 settembre...).
Stati canaglia! Di canaglie ce ne sono molte di più di quanto vorremmo accettare...
Certo, con l'aspirina viene fuori un attacco chimico da paura, vorrei ben dire!
Ma gli Usa non sanno che vietare l'accesso ai medicinali per i bisognosi è un crimine contro l'umanità???
Bene, se qualcuno dovesse schiattare perché gli è stato negato l'accesso al vaccino... ora sa a chi dare la colpa...

martedì 14 ottobre 2008

non può essere negata... per legge!

"Niente pillola del giorno dopo"
Off limits in metà degli ospedali





Su venti ospedali romani che abbiano un pronto soccorso, in dieci si può avere la ricetta per la pillola del giorno dopo. Nell'altra metà è impossibile. Recentemente i radicali hanno mostrato i risultati di una loro indagine condotta su un campione di strutture ospedaliere. San Giacomo (che stanno per chiudere...), San Camillo, Sant'Eugenio, i policlinici universitari Umberto I e Tor Vergata, il Nuovo Regina Margherita, il Sandro Pertini, il policlinico Casilino, il Sant'Andrea e il San Filippo Neri passano l'esame. Lì i radicali, filmando la scena con una telecamera nascosta, si sono fatti prescrivere la Norlevo o la Levonelle; ossia i farmaci non abortivi ma contraccettivi di emergenza che riducono con efficacia crescente quanto più tempestiva è l'assunzione, le possibilità di fecondazione per una donna dopo un rapporto a rischio. Nelle altre dieci strutture prese in esame, come Gemelli, il Santo Spirito, il Fatebenefratelli, il San Pietro e il Cristo Re "le richiedenti sono state allontanate dal personale sanitario presente in quel momento in accettazione in quanto il medico di turno non rilasciava quel tipo di prescrizione causa obiezione di coscienza", si legge nel dossier dell'Associazione Radicali Roma.
"Nei prossimi giorni porteremo l'inchiesta alla magistratura di Roma, per denunciare il comportamento, assolutamente fuori legge, di alcune strutture sanitarie pubbliche. Inoltre la nostra speranza è che il presidente Marrazzo, commissario straordinario della sanità laziale, ci contatti per discutere del video" ha detto il segretario dell'Associazione Radicali Roma, Massimiliano Iervolino.
La tesi dei radicali è infatti che, non essendo la pillola del giorno dopo un abortivo, sia illegale rifiutarne la ricetta appellandosi all'obiezione di coscienza. Sul piano nazionale è stata depositata un'interrogazione a risposta scritta al ministro della Salute Sacconi, per chiedere una corretta applicazione della legge permettendo a tutti coloro che ne hanno bisogno di ricorrere alla pillola senza incorrere nei numerosi problemi di prescrizione resi evidenti anche dall'atteggiamento dei medici obiettori di coscienza. Attivare ispezioni ministeriali, acquisire il video per valutare il comportamento del personale medico e paramedico coinvolto e assumere iniziative volte ad abolire l'obbligo di ricetta per la prescrizione della pillola del giorno dopo, sono le altre richieste contenute nell'interrogazione.
Leggete qui per farvi un'idea.





Una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo?
Se sei a Roma, a Milano, a Bari o a Salerno, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
Nella provincia di Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
Nella provincia di Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Nella provincia di Bari puoi chiamare il numero 335 8084820 non stop dalle 00:00 del sabato fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Nella provincia di Salerno puoi chiamare il numero 328 8765186 non stop dalle 00:00 del sabato fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Oltre alla ricetta, riceverai tutta l'assistenza necessaria per denunciare i medici e le strutture che ti hanno negato un tuo diritto.
Se sei un medico e vuoi attivarti nella tua città, manda una mail a soccorsocivile@lucacoscioni.it.
Giovedì, Giugno 12, 2008 - 13:22




Francamente io non so questa gente che si è messa in testa! Francamente non so a che gioco stanno giocando! Francamente questa gente mi fa incazzare come una belva!
Che cos'è questa sorta di "nostalgia dei bei vecchi tempi andati medioevali" in cui le donne erano alla mercé di quello che gli UOMINI disponevano per loro, per il loro destino, per quello che potevano o non potevano fare?? Cos'è questo scempio?? Così credono di intimorirci?? Pensano di farci desistere?? Pensano che queste minacce da quattro soldi possano sortire l'effeto sperato?? Che cosa hanno in mente?? Ma che bravi, tutti bravi a fare gli obiettori! Ma che bravi a riempirsi la bocca tronfi del proprio status di "obiettori di coscienza"... finché si gioca sulla vita degli altri... in modo particolare sulla vita DELLE ALTRE! Ma bravi! Loro si appellano all'etica! Si appellano alla morale! Si appellano ai Valori! Quando sono i primi zozzoni con le mani in pasta nelle più sordide situazioni, nascoste accuratamente nell'ombra, che si possano immaginare!
Vergognatevi! Voi e la vostra ipocrisia spicciola! Vergognatevi!
Purtroppo qui siamo in un Paese ridicolo che non ha vergogna di nulla, quindi questa gentaglia la passerà liscia e non ci sarà giustizia per tutte le donne che vengono umiliate e derise, quasi, quando si presentano a un qualsiasi pronto soccorso per richiedere qualcosa che spetta loro di DIRITTO! In quanto la Norlevo non è un abortivo... e seppure fosse... NESSUNO, tantomeno un UOMO, deve osare decidere al posto della donna cosa fare e cosa non fare! Qui, se non si fosse capito, NON siamo nel Medioevo!
Vorrei solo che si comprendesse questo, vorrei che fossimo tutti più informati e sensibilizzati sui nostri diritti... che non possono esserci negati!
Per la serie: "l'utero è MIO... me lo gestisco IO!!!".
Vediamo se riusciamo finalmente a farlo entrare in testa questo concetto, dopo trent'anni...

domenica 12 ottobre 2008

un post dedicato


Stasera faccio il post "a tema libero"...
O meglio, farò un post in cui racconterò semplicemente della meraviglia di avere la certezza che a questo mondo, nonostante lo schifo, ci sia ancora la speranza che del buono possa essere preservato, a dispetto di una situazione che lascia sconforto e poco spazio all'ottimismo. Eppure, vi dico, qualcosa di buono c'è eccome! Capitano ancora certi eventi, certi incontri che ti ridonano speranza... speranza di dire "ma allora qui intorno qualcosa di buono esiste!".
State iniziando a pensare che sia stata colpita da una sorta di febbre "new age"?? Insomma, vabbe' che sò matta in questo periodo (in questo???!!!), ma, tranquilli, nessun delirio new age!!!
E' che sabato ho conosciuto una persona straordinaria, ho avuto questa grandissima fortuna e... in effetti, questo post è una dedica, un ringraziamento che rivolgo a questa persona speciale... (oddiooo, chissà se mi ucciderà quando leggerà queste righe...???!!!). Perché glielo dedico??? Ebbene glielo dedico perché è una bella persona, di sani principi, in lui, nei suoi occhi luccica quella sorta di "fiamma di ideali" che muove quelle grandi anime che con la loro stessa esistenza migliorano il mondo! Glielo dedico perché è una persona BUONA, di un candore, di una sensibilità, di una delicatezza che sono doti rare e preziose... che in pochissime persone ho potuto notare. Glielo dedico perché le persone come lui sono la speranza. Glielo dedico perché ha CORAGGIO, perché nonostante tutto non si piega. Glielo dedico perché mi ha ridato la speranza, con tutte le sue parole e con il suo grande cuore; poiché ha il dono di infondere la speranza con naturalezza, quella speranza di credere che vale la pena combattere per cambiare le cose... e prima di combattere, che vale la pena CREDERE che si possa dare fiducia all'idea del cambiamento. Glielo dedico perché non accetta la situazione, ma si mette in prima persona e non si tira indietro, attivamente e con dedizione per portare avanti la sua causa. Glielo dedico perché le persone come lui dovrebbero riempire il nostro Paese. Glielo dedico perché mi ricorda sempre che "noi non siamo come loro". Glielo dedico perché ha scoperto che i miei sono di d... (e non si è sconvolto...). Glielo dedico perché è un amico prezioso. Glielo dedico... perché ha un accento adorabile. Glielo dedico perché ha scoperto che sono una "romana de Roma da paura" e glielo dedico... perché ha avuto modo di appurare il mio strabiliante senso dell'orientamento... nella MIA città (sic!). Glielo dedico perché ha fatto tanta strada. Glielo dedico perché è una sacco simpatico! Glielo dedico perché... mmmm... perché mi va di dedicarglielo... insomma, mi è concesso, o no??!! E glielo dedico anche perché un giorno vincerà il Premio Nobel per la Pace... perché è buono, ha una grande anima, ed è una persona straordinaria. E io sono onorata che mi consideri sua amica...
Per farla breve, continua a fare quello che fai... continua ad essere quello che sei, chiaro??!! Difficilmente saprò ringraziarti a dovere per quanto di buono - in termini di fiducia ed entusiasmo - hai saputo ridarmi... GRAZIE... per il semplice fatto che esisti...
Insomma, se ci sono persone come te in circolazione... beh, vuol dire che nulla è perduto...
Ahò questo è pe' te... vedi 'n pò quello che poi fà!!!

venerdì 10 ottobre 2008

giornata europea contro la pena di morte


Proprio nell'anno della moratoria Onu contro la pena di morte, le esecuzioni capitali nel mondo sono aumentate. Il bilancio del rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino evidenzia alti e bassi, più ombre che luci.
Sono diminuiti i Paesi che applicano la pena di morte ma aumentano i condannati. I Paesi che nel 2007 hanno portato a termine il maggior numero di esecuzioni capitali sono la Cina (almeno 5 mila, corrispondenti all'85% del totale), Iran (355 nel 2007, invece nel 2006 erano state 215, mentre nel 2008 - almeno fino alla fine di luglio - sono 127) e Arabia Saudita (nel 2007 sono state 166 e ha il primato di esecuzioni capitali "in percentuale sulla popolazione"). 42 le esecuzioni negli Stati Uniti, uno dei dieci Paesi democratici ad avere la pena di morte (intanto, sono riprese in Usa le esecuzioni dopo che erano state sospese per accertare il grado di crudeltà dell'iniezione letale); 9 le uccisioni in Giappone, 1 in Indonesia e Botswana.
I Paesi che hanno deciso di abolire, per legge o in pratica la pena di morte, sono oggi 148, 95 dei quali abolizionisti totali. I Paesi che mantengono la pena di morte sono 49, a fronte dei 51 del 2006 e dei 54 del 2005. Nel 2007 è diminuito il numero di Stati che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali: sono stati 26, a fronte dei 28 del 2006; nonostante questo è aumentato il numero di esecuzioni nel mondo: nel 2007 ve ne sono state almeno 5.851, contro le 5.635 del 2006 e le 5.494 del 2005. L'Asia si conferma essere il continente dove si pratica la quasi totalità delle condanne a morte nel mondo. In Europa la Bielorussia costituisce l'unica eccezione. Tra i dati da segnalare il legame tra pena di morte e dittature; le 754 esecuzioni, contro le 546 dell'anno prima, in 15 Paesi musulmani, molte delle quali ordinate da tribunali islamici in base a una stretta interpretazione della Sharia; l'uccisione di 12 persone che erano minorenni al momento del reato.







Intanto, proprio in occasione della Giornata Europea contro la pena di morte presso la sala della Lupa di Montecitorio, si è svolto in queste ore un evento promosso da Nessuno Tocchi Caino. Tra gli interventi: quelli di Gianfranco Fini, Emma Bonino, Massimo D'Alema, Lamberto Dini e Raoul Bova. Nel corso dell'evento, verra' presentato 15 Seconds, cortometraggio scritto e diretto da Gianluca Petrazzi, prodotto ed interpretato da Raoul Bova.
Chi commette crimini gravissimi DEVE PAGARE, questo è naturale, ma io credo che la pena di morte non corrisponda a fare giustizia: poiché chi firma la sentenza si mette sullo stesso piano del colpevole, credendo erroneamente di fare qualcosa di giusto. La pena di morte NON è giustizia e non potranno mai spacciarcela come tale. La Giustizia, quella con la G maiuscola, è ben altro e in nome di questa "falsa forma"... quanti crimini evitabilissimi vengono sommati gli uni sugli altri?
Invece di giustiziare gli assassini perché non viene insegnato loro PRIMA, non viene insegnato a questa società a rispettare la vita dell'altro?? Perché non si spendono soldi per campagne di sensibilizzazione, perché non si prova a recuperare i casi difficili? PERCHE' NON SI FA PIU' ATTENZIONE AFFINCHE' I REATI SIANO EVITATI?? (e con questo non mi riferisco a una sorta di Minority Report, ma a una più coscienziosa attenzione rispetto alla sicurezza della gente... una sicurezza REALE e non spacciata come tale, ma che nasconde dietro paura insensata, odio e intolleranza, piuttosto! Come ahimé si scopre essere il concetto di sicurezza attuato oggigiorno: una "sicurezza" che NON salva nessuno di noi... e che ci spaventa ancora di più). Tutte quelle armi facili dovrebbero sparire dalla circolazione, quante stragi sarebbero evitate! I colpevoli devono rimanere in carcere secondo gli anni della propria condanna. E io credo che, in definitiva, si dovrebbe cercare di limitare e mettere fine al degrado morale della nostra società che ci spinge a tenere poco conto delle conseguenze alle nostre azioni. Insomma, ci dobbiamo rieducare TUTTI al Rispetto. Sapete, quando sento quelle storiacce, per fare un esempio, di stragi americane... non posso evitare di pensare che la colpa di tali azioni sia in maggior quantità da attribuire al degrado della società americana che abbandona a se stessa una generazione allo sbando che non ha punti di riferimento e trova nella criminalità la soluzione migliore, credendola realmente migliore. E illudendosi di risolvere l'emergenza con la pena di morte, in verità aumentano solo il problema. I fatti dimostrano che seppur con lo spauracchio di finire sul lettino per l'iniezione letale in diretta tv, ciò non scoraggia gli aspiranti colpevoli dal compiere i loro crimini... questo vorrà pur dire qualcosa, o no?? Che forse la pena di morte non è la via giusta per mettere fine agli omicidi e fare giustizia?? Beh, io non sono nessuno per dirlo... ma...

mercoledì 8 ottobre 2008

razza? umana

L’umanità può essere divisa in tre rami o razze: la razza bianca, quella nera e quella gialla. Nessun scienziato ha mai dimostrato che una di queste tre razze sia superiore o inferiore alle altre. Per me, quindi, vale quanto detto da Einstein, che alla domanda: "Di che razza sei"? rispose: "DI RAZZA UMANA"!
Insomma, non fraintendiamo: in Italia NON c'è alcuna "emergenza razzismo", vero signor ministro??? Ma stranamente, quotidianamente ne capita una che drammaticamente ci fa sorgere qualche dubbio in merito a tale rassicurazione... E seppur fosse vero che nel nostro Paese il razzismo non c'è... beh, rinfrescare la memoria di certi su cosa sia il razzismo penso sia bene. Ossia: bianchi, neri, gialli, rossi... nessuno è infallibile, nessuno è superiore o inferiore all'altro, il mondo NON è diviso in buoni e cattivi, in cui certe "razze" rappresentano i "buoni" e le altre "razze" rappresentano i "cattivi"! Il bene e il male stanno dappertutto senza distinzione. E credere, e crederci migliori o superiori o lontani dalla possibilità di compiere errori/crimini in quanto bianchi/italiani equivale a bestemmiare. Noi italiani abbiamo i nostri difetti e i nostri pregi, così come gli stranieri hanno i loro difetti e i loro pregi. Nessuno di noi è infallibile per questione razziale e nessuno, nessuno deve avere la presunzione di crederlo! Perciò dare la caccia allo straniero, al diverso ritenendoci noialtri "perfetti" è un crimine, poiché non lo siamo, perfetti. E forse se finalmente sarà compreso questo concetto, finalmente impareremo a rinnegare il razzismo, a rispettare il nostro "dissimile simile"... e davvero, a quel punto, non ci sarà più un'emergenza razzismo in Italia.
Di seguito, vi propongo un documento che ho trovato in luglio sul sito del Paese delle donne online: Manifesto degli scienziati antirazzisti: “Di razza ce n’è una sola. Quella umana” (è un po' lungo... ma ci siete abituati, o no??!!).





I. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in “migliori” e “peggiori” e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi.
II. L’umanità, non è fatta di grandi e piccole razze. E’ invece, prima di tutto, una rete di persone collegate. E’ vero che gli esseri umani si aggregano in gruppi d’individui, comunità locali, etnie, nazioni, civiltà; ma questo non avviene in quanto hanno gli stessi geni ma perché condividono storie di vita, ideali e religioni, costumi e comportamenti, arti e stili di vita, ovvero culture. Le aggregazioni non sono mai rese stabili da DNA identici; al contrario, sono soggette a profondi mutamenti storici: si formano, si trasformano, si mescolano, si frammentano e dissolvono con una rapidità incompatibile con i tempi richiesti da processi di selezione genetica.
III. Nella specie umana il concetto di razza non ha significato biologico. L’analisi dei DNA umani ha dimostrato che la variabilità genetica nelle nostra specie, oltre che minore di quella dei nostri “cugini” scimpanzè, gorilla e orangutan, è rappresentata soprattutto da differenze fra persone della stessa popolazione, mentre le differenze fra popolazioni e fra continenti diversi sono piccole. I geni di due individui della stessa popolazione sono in media solo leggermente più simili fra loro di quelli di persone che vivono in continenti diversi. Proprio a causa di queste differenze ridotte fra popolazioni, neanche gli scienziati razzisti sono mai riusciti a definire di quante razze sia costituita la nostra specie, e hanno prodotto stime oscillanti fra le due e le duecento razze.
IV. E’ ormai più che assodato il carattere falso, costruito e pernicioso del mito nazista della identificazione con la “razza ariana”, coincidente con l’immagine di un popolo bellicoso, vincitore, “puro” e “nobile”, con buona parte dell’Europa, dell’India e dell’Asia centrale come patria, e una lingua in teoria alla base delle lingue indoeuropee. Sotto il profilo storico risulta estremamente difficile identificare gli Arii o Ariani come un popolo, e la nozione di famiglia linguistica indoeuropea deriva da una classificazione convenzionale. I dati archeologici moderni indicano, al contrario, che l’Europa è stata popolata nel Paleolitico da una popolazione di origine africana da cui tutti discendiamo, a cui nel Neolitico si sono sovrapposti altri immigranti provenienti dal Vicino Oriente. L’origine degli Italiani attuali risale agli stessi immigrati africani e mediorientali che costituiscono tuttora il tessuto perennemente vivo dell’Europa. Nonostante la drammatica originalità del razzismo fascista, si deve all’alleato nazista l’identificazione anche degli italiani con gli "ariani".
V. E’ una leggenda che i sessanta milioni di italiani di oggi discendano da famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio. Gli stessi Romani hanno costruito il loro impero inglobando persone di diverse provenienze e dando loro lo status di cives romani. I fenomeni di meticciamento culturale e sociale, che hanno caratterizzato l’intera storia della penisola, e a cui hanno partecipato non solo le popolazioni locali, ma anche greci, fenici, ebrei, africani, ispanici, oltre ai cosiddetti "barbari", hanno prodotto l’ibrido che chiamiamo cultura italiana. Per secoli gli italiani, anche se dispersi nel mondo e divisi in Italia in piccoli Stati, hanno continuato a identificarsi e ad essere identificati con questa cultura complessa e variegata, umanistica e scientifica.
VI. Non esiste una razza italiana ma esiste un popolo italiano. L’Italia come Nazione si è unificata solo nel 1860 e ancora adesso diversi milioni di italiani, in passato emigrati e spesso concentrati in città e quartieri stranieri, si dicono e sono tali. Una delle nostre maggiori ricchezze, è quella di avere mescolato tanti popoli e avere scambiato con loro culture proprio “incrociandoci” fisicamente e culturalmente. Attribuire ad una inesistente “purezza del sangue” la “nobiltà” della “Nazione” significa ridurre alla omogeneità di una supposta componente biologica e agli abitanti dell’attuale territorio italiano, un patrimonio millenario ed esteso di culture.
VII. Il razzismo è contemporaneamente omicida e suicida. Gli Imperi sono diventati tali grazie alla convivenza di popoli e culture diverse, ma sono improvvisamente collassati quando si sono frammentati. Così è avvenuto e avviene nelle Nazioni con le guerre civili e quando, per arginare crisi le minoranze sono state prese come capri espiatori. Il razzismo è suicida perché non colpisce solo gli appartenenti a popoli diversi ma gli stessi che lo praticano. La tendenza all’odio indiscriminato che lo alimenta, si estende per contagio ideale ad ogni alterità esterna o estranea rispetto ad una definizione sempre più ristretta della "normalità". Colpisce quelli che stanno "fuori dalle righe", i "folli", i "poveri di spirito", i gay e le lesbiche, i poeti, gli artisti, gli scrittori alternativi, tutti coloro che non sono omologabili a tipologie umane standard e che in realtà permettono all’umanità di cambiare continuamente e quindi di vivere. Qualsiasi sistema vivente resta tale, infatti, solo se è capace di cambiarsi e noi esseri umani cambiamo sempre meno con i geni e sempre più con le invenzioni dei nostri "benevolmente disordinati" cervelli.
VIII. Il razzismo discrimina, nega i collegamenti, intravede minacce nei pensieri e nei comportamenti diversi. Per i difensori della razza italiana l’Africa appare come una paurosa minaccia e il Mediterraneo è il mare che nello stesso tempo separa e unisce. Per questo i razzisti sostengono che non esiste una “comune razza mediterranea”. Per spingere più indietro l’Africa gli scienziati razzisti erigono una barriera contro “semiti” e “camiti”, con cui più facilmente si può entrare in contatto. La scienza ha chiarito che non esiste una chiara distinzione genetica fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono state assolutamente dimostrate, dal punto di vista paleontologico e da quello genetico, le teorie che sostengono l’origine africana dei popoli della terra e li comprendono tutti in un’unica razza.
IX. Gli ebrei italiani sono contemporaneamente ebrei ed italiani. Gli ebrei, come tutti i popoli migranti (nessuno è migrante per libera scelta ma molti lo sono per necessità) sono sparsi per il Mondo ed hanno fatto parte di diverse culture pur mantenendo contemporaneamente una loro identità di popolo e di religione. Così è successo ad esempio con gli Armeni, con gli stessi italiani emigranti e così sta succedendo con i migranti di ora: africani, filippini, cinesi, arabi dei diversi Paesi , popoli appartenenti all’Est europeo o al Sud America ecc. Tutti questi popoli hanno avuto la dolorosa necessità di dover migrare ma anche la fortuna, nei casi migliori, di arricchirsi unendo la loro cultura a quella degli ospitanti, arricchendo anche loro, senza annullare, quando è stato possibile, né l’una né l’altra.
X. L’ideologia razzista è basata sul timore della “alterazione” della propria razza eppure essere“ bastardi” fa bene”. E’ quindi del tutto cieca rispetto al fatto che molte società riconoscono che sposarsi fuori, perfino con i propri nemici, è bene, perché sanno che le alleanze sono molto più preziose delle barriere. Del resto negli umani i caratteri fisici alterano più per effetto delle condizioni di vita che per selezione e i caratteri psicologici degli individui e dei popoli non stanno scritti nei loro geni. Il “meticciamento” culturale è la base fondante della speranza di progresso che deriva dalla costituzione dell’Unione Europea. Un’Italia razzista che si frammentasse in “etnie” separate come la ex-Jugoslavia sarebbe devastata e devastante ora e per il futuro. Le conseguenze del razzismo sono infatti epocali: significano perdita di cultura e di plasticità, omicidio e suicidio, frammentazione e implosione non controllabili perché originate dalla ripulsa indiscriminata per chiunque consideriamo “altro da noi”.
12 luglio 2008

lunedì 6 ottobre 2008

pink ribbon - ottobre mese mondiale per la prevenzione del cancro al seno

COMUNICATO STAMPA
OTTOBRE 2008: PARTE LA CAMPAGNA NASTRO ROSA

DA DONNA A DONNA: BATTILO SUL TEMPO
IL PRESIDENTE NAZIONALE LILT:
“LA DIAGNOSI PRECOCE L’ARMA PIU’ EFFICACE”





«La diagnosi precoce è l’arma più efficace per sconfiggere il cancro della mammella grazie all’ecografia e soprattutto alla mammografia – spiega il professor Francesco Schittulli, senologo-chirurgo oncologo e presidente nazionale LILT – E' la conclusione a cui è giunto lo studio italiano nato nell'ambito del progetto ‘Impatto’, finanziato dalla LILT e dal ministero della Salute, che ha l'obiettivo di valutare gli effetti dell'introduzione dei programmi di screening mammografico in Italia usando una banca dati che raccoglie oltre 41mila casi di tumore del seno diagnosticati tra il 1988 e il 2001 in donne tra i 40 e i 79 anni residenti in sei Regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Sicilia). I programmi di screening, attivati dapprima in Toscana e Piemonte ed estesi negli anni Novanta a molte altre Regioni, sono rivolti a donne tra i 50 e i 69 anni e prevedono una mammografia a intervallo biennale.
I ricercatori, guidati da Eugenio Paci dell’Ispo (Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze – continua Schittulli - hanno preso in considerazione 1.750 casi di donne decedute per tumore del seno. Le loro storie di screening (se, cioè, avessero partecipato o meno a programmi di prevenzione) sono state confrontate con quelle di 7mila donne sane della stessa età e residenti negli stessi comuni. I risultati dello studio dimostrano che, in seguito all'attivazione di un programma di screening mammografico, la mortalità per tumore del seno si riduce del 25% nelle donne residenti in quell'area. I benefici, comunque, non si registrano solo a livello di comunità, ma anche della singola paziente: la riduzione di mortalità osservata nelle donne che hanno effettuato almeno una mammografia di screening, infatti, è dell'ordine del 50%. Ecco perché sono fondamentali i controlli in particolari fasce d’età. Il tumore al seno, eccezionale infatti sotto i 30 anni, diventa poi sempre più frequente, raggiungendo il picco di incidenza maggiore tra i 50 e 60 anni. Affinché però risulti efficace, la diagnosi precoce deve essere effettuata con regolarità e secondo precise indicazioni, divenendo parte integrante delle abitudini di vita per ogni donna. Per questo come consuetudine, durante il mese di ottobre, la LILT metterà a disposizione le proprie risorse e, grazie al coinvolgimento di medici, operatori sanitari e volontari, gli oltre 350 ambulatori (delle 103 Sezioni Provinciali LILT) rimarranno aperti per offrire alle donne visite cliniche specialistiche ed esami senologici. Non dobbiamo dimenticare che, con un’adeguata ed opportuna anticipazione diagnostica, battere il tumore del seno è possibile: si registrano infatti percentuali superiori al 90%. Ci auguriamo quindi che quest’anno, ancor più che in passato, la Campagna Nastro Rosa contribuisca a migliorare il benessere di tutte – e dico tutte - le donne italiane. Nonostante sempre più studi indichino nella prevenzione la via migliore per combattere il tumore, molte donne, soprattutto al Sud, continuano purtroppo a ignorarlo. Sempre dal progetto Impatto, infatti, è emerso come nelle regioni meridionali due donne su tre non partecipino a programmi organizzati di screening, e non senza conseguenze. Se al Centro-Nord in una paziente su due il tumore è scoperto ad uno stadio precoce, al Sud per due donne su tre il tumore è diagnosticato in una fase già avanzata»


Per ulteriori informazioni:
INC- Ufficio Stampa Estée Lauder
Barbara Cimino – tel. 06/44160884 - 335/54.45.420
Ufficio Stampa LILT
Claudia Aldi – tel. 06/44259722 - 339/7813394




Dai 16 anni le ragazze dovrebbero fare l'autopalpazione al seno una volta al mese, dai 25 anni è invece consigliabile una visita senologica e un'ecografia all'anno (visite gratuite in ottobre presso la Lilt, www.lilt.it o numero verde 800 998877). Oltre i 40 anni è consigliata una mammografia annuale e dopo i 50 anni è consigliabile aderire ai programmi di screening.

venerdì 3 ottobre 2008

le donne al potere e i boys



"Ha vinto Tzipi Livni ma i boys non ci stanno" di Ritanna Armeni
Tzipi Livni, ministro degli Esteri dello stato di Israele, nei giorni scorsi ha vinto le primarie del suo partito, Kadima, e , dopo le dimissioni di Ehud Olmert, dovrebbe essere nominata primo ministro. Dovrebbe, appunto, perché a poche ore dalla sua elezione sono già cominciate tutte le manovre che solitamente gli uomini mettono in atto quando una donna si avvicina alle massime posizioni di potere. Questa volta in questo ruolo si è distino Ehud Barak leader del partito laburista e ministro delle difesa che dopo aver costretto Olmert alle dimissioni, di fronte alla vittoria della Livni, invece di confermare l'alleanza con Kadima ha preferito incontrare il capo dell'opposizione di destra Benjamin Netanyahu. Un atteggiamento che molti non riescono a comprendere se non con l'avversità a una donna che, diventata premier, oscurerebbe il ruolo del leader laburista. "I boys - scriveva ieri (il 22 settembre) Nahum Barnea uno dei maggiori giornalisti israeliani - non sono disposti ad accettare la ragazza nel loro gioco. Lei è troppo ragazza per loro". Sembra incredibile che, nel Paese che ha visto al potere una leader straordinaria come Golda Meir, dove le donne soldato vanno in prima linea, e di cui i mass media, di fronte ad un arretrato mondo arabo, mettono in rilievo l'emancipazione femminile, la politica maschile cerchi ancora il modo per mettere da parte una donna. Ma non vi può essere - temiamo - nessun'altra spiegazione al fatto che in una nazione, i cui equilibri politici sono così importanti per le sorti del mondo, si preferiscano le elezioni anticipate o un governo con la destra alla premiership di Tzipi Livni.





Insomma, Tzipi Livni 50enne ex agente del Mossad e allieva di Ariel Sharon, è ora la donna più potente d'Israele e, forse, del Medio Oriente. Proclamata vincitrice delle primarie di Kadima, per l'appunto, indette per eleggere il successore del premier Olmert, sotto inchiesta per corruzione. E questo è più che ovvio che crei "malumori", per così dire... laddove, nel mezzo del groviglio del potere maschile, questo sia motivo d'indigestione. E del resto, ahimé, questo non è il solo caso di naso storto dinanzi a donne che si dimenano per conquistare il loro posto nell'olimpo della politica internazionale. Alcune sono riuscite a farle fuori portroppo, come la Royal in Francia e Hillary in America (tanto che talvolta ho il terrore che, fra un mese, la scelta Obamiana di Biden contro la McCainiana Sarah Palin, di sicuro impatto per il facilmente imbambolabile elettorato Usa - lo stesso che ha eletto Bush non UNA ma DUE volte... - possa farci qualche scherzetto), ma altre sono riuscite a conquistare il loro "posto al sole" nonostante tutto e tutti e così assieme a queste (ancora in minimo numero) "prime volte" di donne capo di Stato e di Governo, c'è la consapevolezza di dover continuare a combattere per abbattere la Fortezza che vorrebbe il Potere maschile/maschilista inattaccabile... che inattaccabile non può essere in eterno, evidentemente!
Tra le donne che hanno saputo farsi strada e farsi eleggere ci sono: Angela Merkel in Germania, Yulia Timoshenko in Ucraina, Mary McAleese in Irlanda, Michelle Bachelet in Cile, Cristina Kirchner in Argentina, Gloria Arroyo nelle Filippine, Luisa Dias Diogo in Mozambico, Ellen Sirleaf in Liberia, Tarja Halonen in Finlandia, Pratibha Patil in India, Helen Clark in Nuova Zelanda. Il Rwanda, inoltre, è il primo Paese ad avere in Parlamento una maggioranza di donne. A queste vanno aggiunte le regine regnanti dei Paesi Monarchici.
Beninteso, per me sono ancora TROPPO POCHE... in un mondo, le cui promesse di reale parità e uguaglianza sono spesso menzogne, che pretende di essersi evoluto! Voglio donne capaci e preparate, sensibili e determinate a risolvere i problemi del loro Paese e del benessere della Comunità Internazionale; donne che possano ambire agli stessi obiettivi che potrebbero facilmente intravedere se fossero maschi. In una parola: MAI PIU' SESSISMO! E questo non lo rivendico semplicemente, banalmente - come si potrebbe erroneamente pensare - perché accecata dalla mia idea, dal mio ideale femminista di "girl power" a ogni costo, ma lo rivendico quale unica e urgente condizione per allestire quel mondo di parità che a ognuno di noi piace pensare possibile... e che con le belle parole non può instaurarsi, ma solo con i FATTI!
Perché, sapete, se fossi accecata a quest'ora fibrillerei per l'affermazione, tra un mese, dei Repubblicani... per avere Sarah Palin alla vicepresidenza... (che tradotto suonerebbe così: se al buon McCain pigliasse un coccolone - non che io glielo stia augurando... s'intende... - colei che è la sua vice... farebbe il giuramento tre secondi dopo...) ma... la mia idea di donna al potere... è diametralmente opposta rispetto alla governatrice dell'Alaska... insomma, non collima con l'immagine della Palin... però, questa è un'altra storia: ne riparlerò prossimamente della nostra Sarah...