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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

lunedì 29 settembre 2008

cacciamo la caccia (e i cacciatori)


Stavo leggendo un editoriale di un giornalista - Umberto Silvestri - che lamentava l'assoluta mancanza di risonanza nazionale, a cura dei media, della notizia dell'apertura della nuova stagione della caccia. Una lacuna vergognosa considerata la gravità della piaga in questione!
Riporto qualche stralcio di quell'articolo: "... Si sarebbe potuto parlare della scesa in campo di un poderoso esercito di 791.000 uomini armati di tutto punto, delle motivazioni, delle passioni, dell'utilità e dell'inutilità di questa pratica. Degli interessi, economici e politici che la sostengono, delle lobby industriali e di quelle sindacali...". E ancora: "... Nel nostro Paese è iniziata una strage, immotivata e barbara, che si concluderà tra qualche mese con la morte di milioni di animali e di qualche decina di imbecilli che si fucileranno tra di loro. Un esercito di coraggiosi con doppiette al braccio e cani al seguito pronti a sacrificare tempo e denaro vagando per monti e boschi alla ricerca del dannato fringuello, del pericolosissimo fagiano, dell'abominevole cinghiale. Eroi, capaci di imprese irripetibili...".
Io la caccia e i cacciatori non li reggo! Credetemi se vi dico che per quegli energumeni ho un astio da paura! Da quelli che vanno a caccia di fagiani a quelli che cacciano le balene, senza distinzione! Tutti al servizio di una pratica insensata cui si potrebbe benissimo fare a meno; uno sport (sport???) in cui si piantano pallettoni nella capoccia di un animale per poi esibirlo come trofeo! O per mangiarlo, talvolta, laddove non ce n'è alcun bisogno: giacché siamo una società all'ingrasso che non necessita della caccia come mezzo per il sostentamento o per sopravivvere.
Sì, probabilmente qualcuno potrebbe obiettare che, allora per contro, non si dovrebbero nemmeno allevare animali da macellare, animali che nascono e sono allevati appositamente per lo scopo di finire sulle nostre tavole. Questo potrebbe essere anche vero. Si potrebbe vivere anche SENZA l'allevamento, senza mangiare carne, ma quantomeno la pastorizia e l'allevamento hanno un loro perché, sono regolamentate (o dovrebbe esserlo) e comunque non viene fatto per sport, per il gusto di allevare creature per soddisfare la vanità (tipo gli animali da pelliccia) o per passatemo. Dovremmo convenire che, quantomeno, a parità di "evitabilità" della pratica... perlomeno, l'intento per cui si attuano è diverso! E non può essere paragonato. La pastorizia e l'allevamento non si può pretendere che siano cancellate (anche perché danno lavoro), mentre invece la caccia per svago e hobby è inutile e dannosa per l'ambiente, ciò è innegabile!
E che non mi si faccia credere che "il mito della caccia è radicato nell'uomo dalla notte dei tempi" in quanto usanza che affonda le radici nell'origine stessa del genere umano, quell'immagine classica dell'uomo primitivo cacciatore, che fa tanto pittura rupestre, con le sue pelli addosso e il Mammuth... Bla, bla, bla! Questa non è una giustificazione o scusante che possa reggere a lungo: poiché se come genere umano ci siamo evoluti (ci siamo evoluti????!!!) e non siamo rimasti "allo stato brado" tipo "uomo di Neanderthal" ci deve essere una ragione... o no??!!! E poi, il punto è sempre lo stesso: all'epoca lo si faceva per NECESSITA' e non per divertimento! Oggi non abbiamo più bisogno di questa pratica...
Perciò io i cacciatori NON LI REGGO! E mi auguro sinceramente che possano introdurre una legge che ne vieti l'esercizio: oggi abbiamo il DOVERE MORALE di salvaguardare con sensibilità e oculatezza il nostro ambiente e le creature che lo popolano! E' quasi un crimine contro l'umanità e il Pianeta stesso permettere tali attività. Spero si acquisti una sensibilità sufficiente per capire tutto questo.

lunedì 15 settembre 2008

io speriamo che se la cavano...

Bocciatura con il 5 in condotta, ritorno dei voti invece dei giudizi, maestro unico alle elementari, grembiule obbligatorio. Questa è la nuova scuola voluta dalla ministra Gelmini, che riapre oggi i battenti per il grosso dei nostri studenti italiani.
Il ddl entrato in vigore il 2 settembre sancisce nuovi, discutibili cambiamenti nel discorso scolastico del 2008/2009; nel provvedimento, di 8 articoli, sono inseriti anche il nuovo insegnamento "Cittadinanza e Costutuzione" e l'utilizzo di libri di testo pubblicati da editori che si siano impegnati a mantenerne inviariato il contenuto nel quinquennio. La sorpresa del maestro unico alle elementari, dal prossimo anno scolastico 2009/2010: "sarà introdotto solo nella prima classe del ciclo e quindi entrerà a regime gradualmente", è la precisazione della Gelmini. Tale scenario manderà in soffitta il modulo a tre insegnanti, a noi tanto familiare. Ciò porterà a veder "eliminati" 90 mila insegnanti in tre anni: da qui a tre anni, infatti, con l'inserimento del maestro unico alle elementari saranno tagliate circa 87.000 cattedre; per un risparmio del 7% sulla spesa.
Per quanto riguarda gli studenti più grandicelli, da quest'anno, come detto, medie e superiori avranno anche la materia "Cittadinanza e Costituzione", che rientrerà nel monte ore complessivo già previsto. Torna il voto espresso in decimi. Terzo articolo, in vigore da subito, è quello che riguarda il comportamento degli studenti di medie e superiori: la condotta a scuola e durante le attività collegate sarà espressa in decimi, farà media e, se inferiore al 6, comporterà la bocciatura.





Tali provvedimenti a più di uno hanno fatto gridare "all'evidente passo indietro compiuto dal sistema scolastico italiano". Vi riporto parti di un interessante (come sempre, a mio avviso) editoriale di Ritanna Armeni, "La scuola della Gelmini e il modello degli anni sessanta":
La scuola riformata dal ministro Mariastella Gelmini è un ritorno al passato. Insegnante unico alle elementari, ripristino dei voti in pagella, bocciatura con il cinque in condotta, grembiule o divisa per tutti. Queste le modifiche annunciate per ora. Prevedere le altre non è difficile per chi ha lasciato la scuola qualche tempo fa. Basta far ricorso ai propri ricordi, alla scuola degli anni cinquanta o sessanta. Che cosa potremmo aspettarci ora, alla ripresa del nuovo anno scolastico? Proviamo a pensarci. Ecco, dagli Stati Uniti di George Bush potrebbe venire un suggerimento: non più classi miste, ma, come un tempo, rigida divisione fra maschi e femmine. Magari per dare a queste classi una patina di modernità si potrebbero chiamare in inglese "single sex" ed affiancare - questa volta ascoltando i suggerimenti che vengono da altre parti del mondo, dagli ayatollah, per esempio - palestre e piscine divise per sesso. Si eviterebbero in questo modo molte difficoltà soprattutto in quelle età in cui il sesso può costituire un problema. E visto che le classi non sono più miste perché non ripristinare in quelle femminili i corsi di economia domestica per educare le donne ad essere perfette mogli e madri? Dal nostro passato che cosa ancora potrebbe essere ripreso e riproposto? Ecco, le punizioni corporali. Ricordate gli insegnanti con la bacchetta? E il castigo dietro la lavagna? In fondo uno scapaccione non ha mai fatto male a nessuno, perché scandalizzarsi? Il ministro Gelmini ci pare pronto anche per questo. Ma per favore non la chiami innovazione. Usi, lei che è ministro dell'Istruzione la parola giusta che è "restaurazione".







Non so, ma francamente certe scelte secondo il mio parere sono azzardate e un pochino inutili. E soprattutto non risolvono quelli che sono i veri, gravi problemi del "sistema scuola" in Italia. Problemi che nei miei anni scolastici ho visto come lampanti e vergognosamente ignorati.
L'insegnante unico è un errore, oltre che per il fatto che manderà a spasso un gran numero di insegnanti, perché danneggia i bambini: non abituandoli a confrontarsi con diversi individui, con diversi caratteri; questi bambini rischiano di essere inchiodati per un anno con una persona qualificata negl studi... ma non necessariamente in grado di relazionarsi al meglio con i piccoli allievi e se nascessero incomprensioni... come si potrebbero superare? Parlando del mio caso, ebbi tre maestre e in seguito quattro con quella di inglese: ebbene io ho un ricordo meraviglioso della maestra di italiano, mentre molto meno delle altre (tranne quella d'inglese); se fossi stata costretta a convivere forzatamente soltanto con una delle altre due avrei un ricordo tristissimo e terribile delle elementari. E questo temo che accadrà con la prospettiva del maestro unico! I bambini devono abituarsi a relazionarsi con diverse tipologie di maestri per meglio comprendere il proprio carattere e le proprie attitudini.
Il ripristino dei voti in pagella non è così scandaloso, anzi magari rende meglio l'idea (preferivo di gran lunga l'8 che mi assegnavano alle superiori che non il "buono" alle medie che mi pareva non esprimere al meglio l'idea...), però non penso, e sono convinta, che non fosse in cima alle priorità per cercare di migliorare la scuola! Il grembiule obbligatorio è un altro elemento superfluo; ho sentito che ripristinandolo si voleva educare i bambini "all'uguaglianza": ovvero, vestendoli uguali si cancellava di fatto la differenza (anche di "classe") che poteva sorgere tra di loro. Ebbene per insegnare l'uguaglianza ai bambini non è sufficiente costringerli a vestirsi allo stesso modo, ma facendo capire loro il valore dell'uguaglianza, valore che non si inculca, non si esprime e non si trova solo perché ti "vesti uguale"... ma bensì, si rintraccia più spesso nella differenza esteriore: vera uguaglianza sta laddove all'esterno ci siano differenze somatiche/etniche/religiose/sessuali ecc. Non è allestendo una serie di manichini tutti uguali che insegnerai l'uguaglianza, di certo!
E il voto in condotta? Il problema bullismo è uno dei più urgenti da rivedere e risolvere! Ma non così! Mi pare un comportamento troppo facilone: metti 5 al bullo, lo bocci e chi s'è visto s'è visto... intanto quello continua a fare il bullo, pure da ripetente. Io penso, invece, che bisognerebbe prendere questi bulli e far capire loro che le loro gesta , azioni, comportamenti sono sbagliati e come mai lo sono. Se gli affibbi il 5, lo bocci ma NON GLI FAI CAPIRE I SUOI ERRORI E IN COSA SBAGLIA, beh, continuerà a compierli! Questi elementi vanno EDUCATI al vivere civile e a non fare i delinquenti: non si può pretendere che uno stupido voto possa cambiarli e migliorarli! Dico io, bisogna essere scienziati per capire questa facile cosa?
Come dicevo, i grossi limiti della scuola odierna sono altri. La scuola italiana è allo sbando fondamentalmente perché da parte degli insegnanti non c'è quasi più interesse a relazionarsi con i propri ragazzi, non c'è voglia di andare oltre il rapporto "professore-alunno-spiegazione-interrogazione/compito in classe-giudizio", non c'è interesse a guardare oltre il "numero" che l'allievo rappresenta per vederne la natura, spesso il disagio, i problemi che egli potrebbe nascondere. Passano interi anni scolastici senza che il professore sappia chi sono, cosa sono quei ragazzi che vedono quotidianamente. Non sanno, non vogliono, non hanno sensibilità per penetrarne il disagio e magari portare sollievo. Al grosso dei professori non importa nulla del destino dei ragazzi: una volta assolta la loro oretta in classe chi s'è visto s'è visto. E i ragazzi perdono fiducia in figure - i prof - e in una istituzione - la scuola - che dovrebbero guidarli, aiutarli a crescere e a capirsi, a migliorarsi e a indicar loro la via da seguire. Tutto questo non c'è nella scuola italiana! L'ho visto con i miei occhi e io da studentessa con la media del 9, ho accusato queste evidenti lacune del sistema scolastico! Ho visto troppo abbandono, menefreghismo, disinteresse e questo sta alla base dello sfascio! Questi ragazzi pieni di disagi che non sanno essere compresi dalla famiglia, dalle amicizie, dalla scuola, dal sistema finiscono per imboccare quella strada sbagliata, fatta di distruzione e delinquenza, da cui non è facile uscire. Per me, per prima cosa, bisogna educare i professori ad ASCOLTARE i ragazzi e i loro disagi, a carpirne i problemi e ad esser disposti a dare una mano. Insomma, quando nei notiziari si sente delle nuove imprese dei bulli che tormentano i loro coetanei con tanto di ripresa col telefono... non viene spontaneo notare COME E' POSSIBILE CHE NESSUNO, NESSUN INSEGNANTE ABBIA MAI NOTATO IL DISAGIO CHE SI NASCONDE EVIDENTEMENTE DIETRO ALLE AZIONI DI QUESTI ELEMENTI?
Perciò io continuo a sostenere che le migliorie possibili per il sistema scolastico sono ben altre e vanno oltre il voto in condotta e il grembiulino...
Quando la scuola imparerà ad ascoltare e vedere oltre il proprio naso i problemi di questi ragazzi... e non per decreto... ma per ritrovata consapevolezza dell'importanza di questa cosa... beh, la scuola avrà un futuro.
Concludo dicendo che le traversie scolastiche di questi ultimi mesi, mi vedono particolarmente sensibile e solidale con i ragazzi! Il ripristino dell'esame di riparazione! A sentirlo ho avuto un certo moto d'inquietudine... e subito un sospiro di sollievo: meno male che mi sono diplomata prima che fosse restaurato!!! Sennò ci restavo a vita a scuola nel tentativo (vano) di superarlo: quando mai sarei riuscita a rimediare il debito di matematica?????!!!!! Avevo... 2!!!!!!! Infatti, io so contare a malapena aiutandomi con le dita delle mani: giusto le quattro operazioni... beh, oddio, sulle divisioni non garantisco... però le addizioni, moltiplicazioni e sottrazioni sì...!!! ;-) Mai l'avrei potuto superare! Il 6 sarebbe stata una pura utopia! Anche se dicono che pur non avendo la sufficienza ma dimostrando IMPEGNO, riusciresti a cavartela... Ebbene: io lasciavo i compiti in bianco!!!! Altro che impegno!!!! La cosa veramente anomala in questa storia... è che nelle altre materie... in TUTTE LE ALTRE... avevo 8 e 9, quindi le mie professoresse non si capacitavano di come fosse possibile che fossi in grado di coniugare verbi in francese in 10 secondi o ricordarmi pagine e pagine di date di Storia... ma a matematica ero completamente incapace! La cosa paradossale è che queste prof di matematica mi domandavano com'era il mio andamento nelle altre materie, pensando che fossi un disastro totale, e se dicevo loro di andare bene... o non si fidavano (costringendomi a far vedere loro i miei voti con conseguente costernazione) oppure credevano che con "andare bene" intendessi aver la media del 5 e mezzo!!!!!! Immaginate, quando, agli scrutini, sentivano la mia sfilza di 9...
Per la serie: "La matematica non sarà mai il mio mestiere"... Insomma, alla fine, non ho preso 100 alla maturità ma 95 a causa del bassissimo (inesistente...) punteggio di matematica!!!!! Ma chi se ne frega: io una volta che mi ero sincerata di aver preso il punteggio massimo al tema d'italiano, avevo ritenuto il discorso maturità chiuso!!!
Ahhhhhhh, ABBASSO GLI ESAMI DI RIPARAZIONE!!! ;-)

sabato 13 settembre 2008

quote rosa? puntano a togliercele...(e non solo quelle, ho il sospetto...)


Otto giorni otto per reclutare donne nel suo esecutivo: per far rispettare una norma dello statuto del Comune e quindi garantire le pari opportunità all'interno della giunta. Questo è quanto deve fare Antonio Azzolini, sindaco di Molfetta e presidente della Commissione bilancio al Senato, senza aspettare ulteriormente. Questa è l'indicazione contenuta in un'ordinanza del Tar. Qualora il sindaco non dovesse attenersi all'indicazione del Tribunale amministrativo, il governo della cittadina pugliese potrebbe essere sospeso.
I giudici hanno accolto il ricorso presentato da Serenella Molendini, consigliere di parità in Puglia, e da Francesca La Forgia, componente della Consulta delle donne di Molfetta.
Azzolini, rieletto per il Pdl ad aprile scorso alla guida di Palazzo di Città, ha nominato dieci assessori, tutti di sesso maschile. Per la sua giunta non ha indicato nemmeno una donna, contrariamente a quanto fatto nella passata amministrazione in cui le signore erano tre. E il caso è approdato al Tar. Il consigliere di parità e la Consulta delle donne di Molfetta hanno contestato la mancata applicazione del principio delle pari opportunità, previsto dallo statuto del Comune. E la terza sezione del Tribunale amministrativo ha condiviso la tesi della ricorrente. Con un'ordinanza di tre pagine, il giudice relatore Roberta Ravasio ha ordinato al sindaco "di provvedere entro otto giorni alla rinnovazione delle nomine dei componenti della giunta". Ed è proprio l'articolo 37 del regolamento di Palazzo di Città a motivare tale decisione del Tar, norma che prescrive al primo cittadino di "adoperarsi al fine di favorire la rappresentanza di entrambi i sessi all'interno della giunta"; Azzolini avrebbe dovuto, in primo luogo, applicare il principio della parità o in caso contrario spiegare le ragioni che lo hanno condotto a formare un governo unicamente al maschile. Scrive il Tar: "L'effettiva esplicazione di tale attività del Sindaco, ove non si concretizzi nella nomina di persone di sesso diverso in seno alla giunta municipale, deve trovare almeno un riscontro effettivo nella motivazione dei provvedimenti di nomina nei vari assessori, la quale deve illustrare le ragioni che impediscono l'attuazione del principio delle pari opportunità".
Esulta Serenella Molendini: "Sono soddisfatta, il Tar ha condiviso le nostre ragioni. Purtroppo questo non è l'unico caso. Sul tema delle pari opportunità non solo nella nostra regione ma anche in Italia siamo ancora molto indietro". Tanto per dirne un'altra, tre anni fa a Veglie, comune del Salento, il sindaco di centrosinistra Fernando Fai fu bacchettato dal Tar per la medesima ragione: non aveva applicato lo statuto formando un esecutivo unicamente maschile. A seguito della pronuncia dei giudici amministrativi, prontamente si adeguò chiamando anche una donna tra i suoi assessori (una donna una... che sforzo sovrumano!!!). "Il ricorso al Tribunale amministrativo rappresenta soltanto l'inizio di una più ampia mobilitazione per il principio della parità" dice Francesca La Forgia, che ha seguito l'iter giudiziario del caso. (fonte: Repubblica)
Già, nel nostro modernissimo/civilizzatissimo/occidentalissimo/all'avanguardissimo Paese alle donne spettano le briciole... un po' in TUTTI I SETTORI (ahimè, abbondiamo solo nel settore "veline"...) e quando si tratta di comandare, beh, il gap rispetto ai signori maschietti è più che lampante, immaginiamo che caos sarebbe se iniziassero a privarci anche di quelle misere briciole! Già le quote rosa per me sono una presa per il culo: dal momento che il numero di donne non deve essere dettato da un tot obbligario prescritto sotto cui non si può scendere... ma il numero di presenza femminile dovrebbe... DEVE essere dettato dalle REALI CAPACITA' delle suddette! Che sia una... due o trecento... devono essere chiamate e impiegate perché meritevoli! E non perché "da uomo vecchio stampo io le donne le lascerei a casa a fare l'uncinetto ma siccome queste rompono le palle con il femminismo a malincuore sono costretto per pura facciata a impiegarne due tre tanto per gettare fumo negli occhi e abbindolarle con un ministerino di qui e di là"! Poiché sapete questo atteggiamento cosa produce?? Come, non lo sapete?? Ve lo dico io: produce Mara Carfagna ministra, ecco cosa produce! O la Gelmini... o Brunetta.... (Brunetta?? Brunetta non è una donna, pardon!!! ... a pensarci bene... non è che sia propriamente nemmeno un uomo... Ahhhhh, quel Renato quante ne combina!!!).
Per farla breve, queste sozzerie devono sparire! Insomma, io non voglio quote rosa-prese per il culo, ma quella sacrosanta PARITA' che consenta di essere scelte/i UNICAMENTE PER LE PROPRIE CAPACITA' E NON IN BASE AL GENERE DI APPARTENENZA!!! Sono stanca della presenza politica al femminile piena di inganni, ricatti, compromessi e manipolazioni... esigo equità; perché se non c'è equità... beh, "me ne pò fregà de meno" che siamo la quinta potenza planetaria/economica/politica/militare ecc.: dal momento che nei fatti non siamo tanto diversi da quei Paesi "da terzo mondo", considerati tali dai nostri bacchettoni di vecchia foggia, che precludono qualsiasi opportunità di emancipazione alle donne...
Quindi, una nazione che si ritiene tanto moderna e "avanti" ma compie una così evidente discriminazione sessista (laddove ci sono persino norme a tutela del rispetto della parità di trattamento!), non solo, semplicemente, deve vergognarsi, ma non merita neanche di stare in circolazione...
Certo, c'è chi lamenta che la "colpa" sia anche delle donne elettrici che non accordano la loro preferenza e il loro voto alle donne (a detta dell'ex assessore di Molfetta, Annamaria Brattoli), questo in parte è vero (e io infatti voto SOLO DONNE, non per niente...), ma sa tanto di alibi e non fingiamo che sia questo l'unico problema! Il problema è a causa di una mentalità arretrata e barbara che esige di essere RINNOVATA, CAMBIATA, CANCELLATA E RIFONDATA DALLA A ALLA Z! Troppo facile dire che è colpa delle donne che non votano donne... laddove i maschietti non fanno alcuno sforzo per venirci incontro e aiutarci nell'affermazione politica e nella scalata al Potere!
A questo punto, non resta che attendere le mosse del nostro caro sindaco Azzolini e vedere se Lor Signori ci faranno la carità... degnandosi di chiamare UNA DONNA...
... allora sì, che sarei sinceramente colpita (??!!).

mercoledì 10 settembre 2008

big bang, black holes and revelations...


Stamattina al Cern di Ginevra è finalmente avvenuto l'innesco del famigerato Lhc (Large Hadron Collider), l'acceleratore di particelle più potente mai costruito sino ad ora: costato qualcosa come 10 miliardi di franchi svizzeri per oltre 15 anni di lavoro, vedendo l'impegno di circa 6 mila scienziati.
"Lhc è nato per esplorare l'universo a energie mai osservate prima in laboratorio, a noi ancora sconosciute" ha spiegato Fabiola Gianotti, ricercatrice italiana che da marzo sarà responsabile internazionale del progetto ATLAS, uno dei quattro esperimenti principali di Lhc.
Praticamente, sottoterra trova collocazione questa ciambella di 27 chilometri di diametro, grazie a dei potenti supercondottori e a una tecnologia avanzata, dei fasci di protoni saranno accelerati fino a raggiungere velocità elevatissime, vicine a quelle della luce. Da osservare gli urti tra le particelle; protoni che corrono in direzioni opposte saranno lanciati gli uni contro gli altri; in tali scontri una moltitudine di particelle più piccole verrà sparata in tutte le direzioni mentre verrà liberata una grande quantità di energia che porterà la temperatura a valori elevatissimi. "E' lì nella fisica delle alte energie che dobbiamo guardare per cercare risposte a quesiti della fisica ancora irrisolti", prosegue la Gianotti.
Sono tante le "lacune" che i fisici teorici inseguono. Ad esempio, la scienza ancora non sa dire molto sugli "elementi" che compongono l'universo: oggi se ne conoscono solo il 5%. Quando Lhc, tra un paio di anni, darà i primi risultati forse alcune domande troveranno risposta; forse gli scienziati potranno dirci se il cosmo ha solo quattro dimensioni - tre spaziali e una temporale - o se, come certi sospettano, ne nasconde altre che sfuggono alla percezione umana.




Insomma, pare che non ci sarà alcuna Apocalisse... (per adesso???).
Ma solo il "semplice" scoprire cosa sia accaduto a ridosso del Big Bang...

E' scongiurato il pericolo di un'immensa voragine aperta al centro dell'Europa pronta a inghiottire la Terra... poi l'Universo: come alcuni (anche abbastanza fantasiosamente) prospettavano all'avvio dell'esperimento del Cern...
In verità, il famigerato "buco nero" del Cern semmai sarebbe molto diverso da quello che un profano potrebbe credere. Diverso dai buchi neri che si formano alla morte di una stella, il buco nero in questione sarebbe "mini": un agglomerato di materia infinitesimo, molto denso e dalla vita molto breve, tanto che qualora di formasse davvero, gli scienziati non avrebbero nemmeno il tempo di osservarlo. Infatti, in poche frazioni di secondo sarebbe già scomparso e il suo passaggio sarebbe dedotto solo dalle firme lasciate in giro dalla cascata di particelle sue figlie.
Guido Tonelli, fisico dell'INFN responsabile dell'esperimento CMS di Lhc assicura che: "Ogni secondo la natura esegue 10 mila milardi di esperimenti Lhc. L'esistenza del nostro sistema solare dimostra che questi esperimenti non sono pericolosi per l'universo".
Per farla breve, niente panico!!! Siamo in una botte di ferro, siamo salvi, non c'è alcun pericolo...
MOLTO RUMORE PER NULLA, si potrebbe dire a questo punto! Creare tanto allarmismo ingiustificato quando invece è tutto sotto controllo!
E io infatti non ho creduto nemmeno per una frazione di secondo che ci fosse un reale, concreto pericolo di Apocalisse: questa è roba solo per creduloni, catastrofisti e bookmakers inglesi!!!
Ora scusatemi... ma... devo andare alla finestra per sincerarmi che non ci siano... buchi neri.... ;-)

lunedì 8 settembre 2008

una vignetta per brunetta


Un mesetto fa su Repubblica ho letto che sul sito del ministero di Brunetta erano state pubblicate una manciata di vignette, prese da diverse testate, che irridevano il nostro Renato; il nostro Renato per nulla offeso, anzi, denunciando la minima quantità di vignette su di lui (rispetto ad altri esponenti politici più bersagliati), ha deciso di creare un concorso ad hoc! Ovvero: tutti, ma proprio tutti, potevano disegnare una vignetta con lui come protagonista; queste vignette sarebbero state pubblicate sul sito del ministro per un mese (dall'11 agosto per l'esattezza)... Fino alla scadenza del mese (10 settembre) tali vignette si possono vedere online e votare; a quel punto, le cinque vignette che hanno avuto maggior successo e risulteranno essere le più cliccate saranno valutate da una giuria che decreterà la vignetta vincitrice. Il vignettista vincitore del concorso sarà invitato, poi, al ministero e verrà premiato dal nostro Renato in persona.
Così fu che... ho deciso di partecipare anch'io!!! Ho disegnato la vignetta e l'ho inviata!!! Naturalmente non l'ho fatto perché ambivo alla vittoria o cose simili... ma solo per farmi quattro risate!!! Non ho nemmeno mai disegnato una vignetta (e dovendola fare con paint non è che mi sia venuta un granché, se avessi disegnato a mano sarebbe stata tutta un'altra cosa!!!) e non intendo, di certo, prendere il posto di Vauro!!!! Volevo solo divertirmi un po'!!!
Potevo farmi sfuggire un'occasione così ghiotta per fare un po' di sana satira politica???!!!
Oddio, ho pensato che tale concorso potesse essere un trabocchetto: magari il ministro puntava a individuare, con la scusa del concorso, possibili/probabili dissidenti... così da farli uscire allo scoperto... per poi arrestarli...
Ma no! Suvvia! E' solo un giochino... mica ti possono portare in tribunale per una vignetta... o no???!!! (oddio, Forattini...).

sabato 6 settembre 2008

paralimpiadi... le olimpiadi parallele

Oggi partono le Paralimpiadi, sempre in zona pechinese. Paralimpiadi che non sono, come a torto si è indotti a pensare, le "Olimpiadi dei paraplegici"... ma bensì sono le "Olimpiadi parallele".
Un grande evento sportivo sempre più simile alla "parallela Olimpiade" con oltre 7300 presenze tra cui spiccano oltre 4000 atleti, alcuni delle vere e proprie "star" alle stregua dei vari Phelps e Bolt, come Oscar Pistorius e la nuotatrice Natalie Du Tolt.
La manifestazione sportiva durerà fino al 17 settembre e vedrà impegnati atleti da tutto il mondo: esattamente 150 Paesi. Per un movimento sempre più in ascesa, quello dello sport dei diversamente abili... impreziosito dall'impegno, dalla costanza e dall'entusiasmo di atleti che sono sempre più agguerriti e preparati; ciò ha portato a una evidente crescita nei numeri e nella qualità della kermesse paralimpica.
La delegazione italiana è composta da 84 atleti (la più numerosa di sempre) a cui si aggiungono 6 atleti guida per i non vedenti. Gli azzurri prenderanno parte a 12 discipline su 20 e puntano a bissare, se non accrescere, i fasti di Atene: quando furono conquistate 19 medaglie (4 ori, 8 argenti e 7 bronzi).
Portabandiera sarà Francesca Porcellato, velocista dell'atletica leggera giunta alla sua sesta partecipazione (tra paralimpiadi estive e invernali), vera icona dello sport paralimpico italiano con le sue 10 medaglie conquistate; ad accompagnare e spingere la carrozzina di Francesca ci sarà la 16enne nuotatrice non vedente Cecilia Camellini, l'atleta più giovane della nostra delegazione, alla sua prima esperienza e promessa del nuoto italiano.
Un grande evento, insomma. Forse... certamente, più nobile dell'altra Olimpiade.
Quando quattro anni fa ad Atene vidi per la prima volta alcune gare paralimpiche ne rimasi subito affascinata e conquistata! Perché aldilà della solita retorica sul "coraggio"... questi atleti fanno delle cose eccezionali, stupefacenti! Mi ricordo che seguii alcune gare di basket in carrozzina e i giocatori correvano avanti e indietro come forsennati, e se capitava che, causa scontro di gioco, cadevano, beh, subito si rialzavano e riprendevano senza fare una piega... una vera forza della natura! Uno spettacolo non meno bello, eccitante e coinvolgente delle più famose manifestazioni sportive per "normodotati"! E che dire degli sportivi impegnati nelle gare di atletica? Quelli che corrono in carrozzina sulla pista di atletica... che rendono falcate spettacolari e avvincenti quanto una gara di Carl Lewis, sono atleti incredibili!
Ne sono conquistata! Sono dei personaggi meravigliosi... e meritano tutto l'appoggio sia del movimento italiano sia del movimento mondiale come incentivo a crescere, a migliorarsi e a continuare: le Paralimpiadi hanno davvero tanto da insegnarci.
E che possano sensibilizzare e inculcare definitivamente nella testaccia di quei parrucconi che il mondo di opportunità che contraddistingue la nostra epoca non deve essere precluso a nessuno, men che meno ai disabili!



E le altre Olimpiadi in zona pechinese, appena concluse?? Incetta di medaglie, di consensi... il Tibet... beh, il Tibet... insomma, il Tibet sta lì... ma davanti ai flash e alle tv di mezzo mondo mica si può pensare al Tibet, no? Bisogna mantenere riposato il sorriso e la faccia di bronzo per la stampa!
Beijing 2008 è trascorsa senza incidenti rilevanti, le rare proteste di attivisti ecc. sono state bloccate sul nascere. Nessun atleta si è azzardato a fare lo straccio di una rivendicazione... tutti hanno seguito il copione. Come previsto dalla sceneggiatura, già!
Non che mi aspettassi un gesto alla Tommie Smith... ma nemmeno un sussurro, nemmeno... e quando il 17 si spegneranno i riflettori anche sulle Paralimpiadi... bah, il sistema Cina tornerà alle sue attività come se nulla fosse (non che prima e durante non abbia proseguito con le sue attività, s'intende...) e chi s'è visto s'è visto...
Il Dalai Lama nelle settimane passate, dalle colonne de Le Monde, aveva denunciato nuove violenze delle forze di sicurezza cinesi: pare avessero sparato su una folla tibetana nel Tibet orientale nel corso di una manifestazione di protesta, con la conseguenza di 140 morti; cifre prontamente smentite subito dopo.
Ora, si parla di 400 vittime nella sola zona di Lhasa dal marzo scorso, inizio dei focolai di protesta. Avrei sperato in qualche azione clamorosa... ma il massimo cui si sono potuti "esprimere" alcuni atleti azzurri è stato quello di donare al Dalai Lama chi la maschera da schermidore, chi il body da canoista ecc. Ma più che altro la preoccupazione è che tutta questa storia possa essere dimenticata troppo facilmente fra una manciata di giorni. Per farla breve, non ci si è adoperati granché "nel mentre"... figuriamoci dopo... per la serie, appunto: "chi s'è visto s'è visto".
E' davvero triste, comunque, che nessuno sia all'altezza di spendere due parole, dico due, in favore di una causa più che giusta... e che tali due parole si traducano, poi, in azioni CONCRETE per la liberazione ci centinaia di migliaia di individui in balia della tirannide.
Spero che il Tibet non sia dimenticato (laddove la tendenza a dimenticare viene così naturale e ovvia, in tutte le situazioni "scomode", per così dire...).
Prima di chiudere col discorso pechinese, lasciatemi riportare alcune pillole di saggezza (cinese) di Zhang Yimou, famoso regista cinese di film come "Hero" e direttore artistico della cerimonia di apertura/chiusura delle Olimpiadi; costui ha detto in materia di diritti umani: "I diritti umani sono inutili, rendono l'Occidente inefficiente e non gli consentono di raggiungere gli elevati standard organizzativi e artistici dei cinesi", per lui solo con il senso dell'ordine e l'ubbidienza si possono realizzare elevate prestazioni artistiche. E ancora: "L'Occidente soffre di troppa democrazia".
Che roba, eh?? E scommetto che il sistema cinese freme per inculcarci tale efficienza...
Perdiana, che l'Occidente abbia i suoi molteplici difetti e ipocrisie è fatto noto e assodato... ma venire a dire che la democrazia è quasi un crimine, è sinceramente troppo! Quando la democrazia è sana e funziona secondo i suoi valori cardine... è il meglio cui si possa ambire e solo un pazzo può sostenere il contrario! Credevo che gli artisti/intellettuali avessero per loro natura la mente aperta... ma evidentemente è un processo che non investe tutti. Diritti umani inutili! Bene, io questo Zhang Yimou lo farei morir di fame... considerando che i diritti umani sono roba inutile! Intanto lui è miliardario e il grosso della popolazione cinese campa con 200 euro al mese per 10 ore di lavoro al giorno. Non penso che vedrò mai più un film di questo signore... dal momento che abbiamo idee divergenti sui diritti umani... (ma allora, mi domando, come diamine tratta i suoi attori??).
E per concludere anche il nostro buon Rogge sostiene che i diritti umani non riguardano il Cio (beh, certo... sta "a cambià l'aria" il Cio... vorrei ben dire...) e che importante era rispettare le leggi cinesi...
... e se questo vuol dire scannare tutti...
... ai posteri l'ardua sentenza...

martedì 2 settembre 2008

che sia pace nel caucaso!

In Ossezia del sud l'emergenza della guerra tra Russia e Georgia ha lasciato una scia di drammi e difficoltà da risolvere con urgenza. A Tskhinvali, la capitale regionale della provincia secessionista e prontamente riconosciuta dalla Russia, la popolazione riceve ancora pane e generi di prima necessità razionati dalle stesse autorità. il problema, però, non è soltanto quello degli alimenti e della sussistenza: assieme al cibo, c'è anche chi si deve trovare una nuova casa. Sempre a Tskhinvali, i bombardamenti hanno lasciato pesanti segni sugli edifici della città, distrutti o resi inutilizzabili, ora alle prese con una lenta ricostruzione.
Sapete, mi pare che in tutta questa vicenda, troppo impegnati a seguire la contesa Russia-Goergia, ci siamo persi per strada un dettaglio non trascurabile: il popolo osseto è la vittima di tale tragedia. E nessuno ne parla più, se non per prendere le parti di uno o dell'altro protagonista della disputa.
Già, ma l'Ossezia??




Io credo che la Georgia abbia sbagliato ad aggredire l'Ossezia; penso che non avrebbe mai dovuto attaccare.
Vi riporto parti di un editoriale di Mikhail Gorbaciov apparso sul Washington Post, che io condivido per certi aspetti.
Gorbaciov: "Per l'attacco alla Russia Tbilisi si aspettava il sostegno degli Usa"
"Il presidente georgiano Saakashvili si aspettava di avere il sostegno incondizionato dell'Occidente perché l'Occidente gli aveva dato buone ragioni per crederlo. Ora sia Tbilisi sia i suoi sostenitori dovrebbero rivedere le loro posizioni". E' l'ammonimento di Mikhail Gorbaciov sul Washington Post. "Quello che è successo la notte del 7 agosto va aldilà di qualsiasi comprensione".
"I militari georgiani hanno attaccato la capitale dell'Ossezia del sud, Tshkinvali, con lanci di razzi multipli con enorme portata di devastazione. La Russia doveva rispondere. Accusarla di aggressione verso "un piccolo paese indifeso" non è solo ipocrita, mostra una mancanza di umanità. Montare un attacco militare contro una popolazione innocente è stata una decisione avventuristica le cui tragiche conseguenze sono evidenti. La leadership georgiana ha potuto farlo solo perché riteneva di essere sostenuta da una forza molto più potente. Istruttori statunitensi hanno addestrato le forze armate georgiane, e armi sofisticate sono state acquistate in diversi paesi. Tutto questo, sommato alla promessa di entrare nella Nato, ha incoraggiato i dirigenti georgiani a credere che potevano fare una blitzkrieg in Ossezia senza conseguenze".
Gorbaciov fa appello affinché ora si pensi ad aiutare la popolazione. La catastrofe umanitaria ha avuto scarsa copertura nei media occidentali in quella che si è profilata da principio come un conflitto mediatico. Insieme alla ricostruzione delle città devastate occorre pensare a risolvere il problema che sta sotto a questa crisi: che è uno dei più dolorosi e difficili problemi di una regione che andrebbe avvicinata con prudenza.
La crisi risale alla decisione dei leader gerogiani separatisti, nel 1991, di abolire l'autonomia dell'Ossezia del sud. Una bomba a orologeria per la Georgia: ogni volta che Tbilisi ha cercato di risolvere il problema con la forza ha finito per peggiorare le cose. Gorbaciov a suo tempo ricorda di avere proposto una federazione che garantisse una larga autonomia a Ossezia del sud e Abkhazia. Ma i georgiani rifiutarono e oggi è diventato difficile trovare un accordo su quella che allora era una base proponibile.
Una pace durevole è possibile, ma solo con pazienza e saggezza; se la tolleranza e la cooperazione creano le condizioni per una vita normale e per lo sviluppo.






Siccome in queste storie i "buoni" non ci sono mai, consentitemi di affermare anche che la Russia, da parte sua, ha grandi colpe e sarebbe stato meglio se non avesse preso iniziativa da sola, attaccando la Georgia a sua volta.
La Russia ha inviato le sue forze armate nella regione osseta che, pur essendo preda di una guerra civile (con separatisti che vorrebbero unire la regione alla Russia), fa sempre parte della Georgia. Per giustificare il suo attacco, Mosca ha accampato diverse, traballanti giustificazioni. Occorreva porre fine all'aggressione della Georgia ai danni dell'Ossezia; bisognava bloccare la pulizia etnica degli osseti da parte dei georgiani; bisognava arrestare il genocidio e i crimini di guerra in corso; si dovevano proteggere i cittadini russi presenti nella zona; bisognava tutelare gli osseti del sud in virtù dell'accordo di peacekeeping stipulato nel 1992 da Eltsin e Shevardnadze.
Tali giustificazioni traballano in maniera lampante. La Georgia ha agito sconsideratamente nell'inviare le proprie truppe ma non ha violato norme internazionali, poiché tale regione è sottoposta alla sua sovranità. Nell'Ossezia del sud non c'era in corso alcun genocidio né un piano di purificazione etnica. I cittadini russi presenti nella regione non sono altro che osseti cui Mosca ha da poco concesso la cittadinanza. L'accordo del 1992 prevede solo poteri di monitoraggio e non il diritto di usare la forza armata.
In pratica, Mosca ha violato la Carta dell'Onu invadendo il territorio di uno Stato sovrano. Cosa già accaduta nel 1969 in Cecoslovacchia e nel 1979 in Afghanistan... Come del resto hanno fatto spesso anche gli americani... tipo in Iraq 5 anni fa...
Il punto di tutta questa faccenda è che la Georgia punta a entrare nella Nato, contando sull'appoggio di Bush e avvalendosi della forza di persuasione dei suoi oleodotti e gasdotti, la cosa però non è piaciuta a Putin.




C'è una cosa che io in tutta sincerità non ho compreso in questa vicenda. Sei mesi fa Usa e gran parte dei Paesi europei si risolsero a spalleggiare l'indipendenza unilaterale dalla Serbia del Kosovo albanofono. Il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, testualmente "non perdona all'Ue come agli Usa di aver utilizzato doppi standard fra Balcani e Caucaso"; né l'ipocrisia di aver riconosciuto il Kosovo a dispetto dell'integrità serba, salvo adottare la linea opposta nei riguardi della Georgia di Saakashvili.
Insomma, io non sono addentrata negli affari della politica internazionale, ma non capisco perché certi Paesi possono avere l'indipendenza e altri no. Vorrei che mi fosse spiegata la ragione di tale disparità di trattamento.





Qui sopra c'è la significativa immagine delle due atlete, una russa e l'altra georgiana, che ritrovandosi sul podio olimpico si sono abbracciate e baciate in segno di pace, a dispetto di quanto stava accadendo in quelle stesse ore di guerra. Un'immagine che ha fatto il giro del mondo e che con tutta la sua semplice, forse banale umanità ci ha mostrato quanto la distanza siderale tra due ideologie, tra due contendenti si dimostri invece una distanza di corpi, di carne, di ossa... che unisce nella somiglianza di ogni individuo. Natalia Paderina e Nino Salukvadze, russa e georgiana, sono tanto simili da poter sembrare sorelle. Mentre si consumava l'ennesima follia di artiglieria di questi nostri tribolati tempi, è apparso così facile, facile come una fotografia starsene in pace... Se fosse così normalmente, quante tragedie ci sarebbero evitate!
L'immagine delle due atlete è la Speranza, non saprei come altro indicarla.

Come sempre, dinanzi a tali fatti drammatici, a farne le spese maggiormente sono i più indifesi. L'Unicef ha espresso preoccupazione riguardo alla situazione di quasi 40 mila bambini colpiti dal conflitto in Georgia; e ha lanciato un avvertimento: "le condizioni in cui versano i bambini sfollati, sia dal punto di vista psico-sociale che dell'alimentazione, stanno mettendo a rischio il loro benessere". La rappresentante dell'Unicef in Georgia, Giovanna Barberis, ha ricordato che i centri di accoglienza in cui ora sono stati accolti i bambini sfollati non sono adatti per viverci. "Non soddisfano i minimi standard igienico-sanitari e non sono costruzioni sicure". La maggior parte dei centri sono allestiti in edifici fatiscenti cui mancano servizi igienici, vetri alle finestre, acqua corrente e spesso non dispongono di energia elettrica continua.
Mi auguro davvero che, bando alle chiacchiere, si pensi a portare conforto e soccorso alle incolpevoli popolazioni, che per ognuno ci sia la libertà che ogni individuo merita, che si smetta di pensare che ci siano i "buoni" e i "cattivi" perché sarebbe un errore; fare il "tifo" per una fazione, per uno schieramento sarebbe criminale. Continuo a pensare che l'Ossezia non doveva essere attaccata, quindi la Georgia ha pur sempre le sue colpe... e d'altro canto la Russia non avrebbe dovuto attaccare la Georgia scatenando una spirale che ha allarmato tutto il mondo riaprendo un vecchio astio da "guerra fredda" mai del tutto sopito. E gettandoci tutti in un incubo da "blocchi contrapposti" di cui naturalmente nessuno sente la mancanza. Pare che le notizie che provengono dal summit europeo siano quatomeno confortanti: nessuna sanzione per la Russia ma via libera al dialogo. Quel dialogo che manca spesso a certi personaggi faciloni e con la mano sulla fondina sempre lesta a muoversi al primo impulso.
Voglio sperare, voglio credere che il peggio sia passato.