CLICK HERE FOR BLOGGER TEMPLATES AND MYSPACE LAYOUTS »
"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

giovedì 7 agosto 2008

l'interpretazione dei sogni (olimpici)

Tra poche ore, con la cerimonia di apertura, prenderanno il via quelle che sono giustamente considerate le Olimpiadi più controverse degli ultimi anni... se non di sempre. Domani tutti tirati a lucido, tra atleti e politici, reciteranno ognuno, da bravi attori consumati, il proprio ruolo... perfette primedonne da Oscar e da cachet milionari.
E che importa se due metri più in là... gente schiatta quotidianamente...
Che importa se i diritti umani sono un optional assolutamente trascurabile...
Che importa! Tutto il mondo ci osseva! Le luci di scena sono puntate! Silenzio in platea...
... lo spettacolo... o piuttosto, la farsa inizi pure...






Si è tanto dibattuto nei mesi scorsi se fosse giusto/giustificabile boicottare o quantomeno portare avanti qualsiasi genere di azione atta a disturbare il corso dei Giochi, come gesto di dissenso nei confronti del regime cinese per la sua repressione violenta e sanguinaria in Tibet.
Si è dibattuto a lungo...
Lo sport non dovrebbe mischiarsi con la politica, questa la tesi dei sostenitori della partecipazione olimpica senza incidenti, già...
Ricordiamo nei giorni della repressione ai danni dei monachelli tibetani, la tribolata discesa della fiaccola olimpica tra manifestanti con i vessilli in favore del Tibet (le famose bandiere nere con le manette al posto dei cerchi, i cartelli con scritto "Free Tibet" e naturalmente la stessa bandiera tibetana) e le forze dell'ordine impegnate a salvaguardare quanto più possibile la normalità di un passaggio della torcia olimpica che di normale aveva davvero ben poco. Che cosa ne è stato di tutto quel manifestare??
Naturalmente, il viaggio della fiaccola non è stato bloccato e fra pochissimo accenderà Pechino e i suoi Giochi. Ma la fiamma è morta e ha perduto la sua sacralità...
Domani tutti i "big" (??!!) saranno schierati, tutti asserviti a questo sistema ipocrita... votato solo all'interesse, al business... al mercato...
Eh sì, la Cina non può essere offesa: siamo tutti in mano a lei, in qualche modo!
E così Bush sarà lì... dei nostri pare andrà Frattini... persino Sarkozy... esatto! Quello stesso Sarkò che io QUASI avevo rivalutato quando, ai tempi delle manifestazioni di dissenso, si era schierato in maniera forte contro il regime cinese e aveva minacciato di non presenziare... Ma poi?? Le aziende francesi sono state boicottate in Cina... e la "pecorella smarrita" ha fatto ritorno all'ovile, alla base, alla Casa Madre: domani il nostro Nicholas sarà in prima fila; e come se non bastasse ha cancellato il suo incontro, previsto nella prossima settimana, con il Dalai Lama (Dalai Lama che peraltro pare incontrerà la Carla Bruni nel corso di una visita in una chiesa, mi pare...).
Niente di nuovo. Tutti schierati a "leccare il culo" (perdonatemi la finezza...) alla Cina.
Certo, dai politici non potevo logicamente aspettarmi niente di diverso da tutto ciò... Ma per quanto riguarda gli atleti?? C'è qualcuno che avrà il coraggio, lassù sul podio o durante le gare, di protestare?? O quantomeno di far intendere che "io sono qui... ma in realtà il mio sostegno va a ben altra causa"?? Quanti saranno all'altezza di fare un gesto clamoroso?? A dispetto della minaccia/pericolo di perdere la medaglia vinta e incorrere a squalifiche??
Penso pochi... Sì, pochi. Non ripetono forse, fino allo sfinimento, che lo sport non deve mischiarsi con la politica??





Eppure qualche prova di coraggio e di non allineamento all'ipocrisia del sistema c'è stata. Nella foto qui sopra è ritratto Tommie Smith. Il suo pugno chiuso nel '68 fece scandalo.
Tommie Smith è stato il primo uomo a scendere sotto il limite dei 20" nei 200 metri, nelle Olimpiadi del 1968 in Messico. Ebbene Tommie Smith salì sul podio a piedi scalzi e ascoltò il suo inno nazionale chinando il capo e sollevando un pugno con un guanto nero a sostegno del movimento denominato Olympic Project for Human Rights. Il gesto suscitò grande scalpore e in molti lo criticarono sostenendo che la politica doveva restare fuori dai Giochi. Smith fu sospeso dalla squadra americana ed espulso dal Villaggio Olimpico; in patria subì poi altre repressioni.
"Non sarò mai stanco di ricordare quel giorno, mi piace parlarne alle nuove generazioni che non ne sanno niente"
Accusarono il nostro Tommie di aver disconosciuto la bandiera americana perché aveva chinato la testa, ma questa non è la verità. Egli pregava per il suo Paese. In quel gesto non c'era senso di odio, ma un'invocazione di libertà.
Tommie aveva semplicemente avuto il coraggio delle sue azioni. La paura di squalifiche, ritorsioni, polemiche ecc. non lo scalfì nemmeno. Perché lui sapeva che era giusto, più che giusto agire in quel modo! Avere il coraggio delle proprie azioni... questo per potersi considerare realmente esseri umani degni! Che cosa, che cosa c'è di più nobile?? Ben poco.
Sì, bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, il coraggio di dire "io non ci sto". Tommie ha avuto questo coraggio: e vale più di qualsiasi altra cosa. Persino più di una medaglia.
"Ai miei tempi contava l’orgoglio nero, ora quello umano. Io non potevo parlare, chi andrà a Pechino invece sì"




Avere il coraggio delle proprie azioni...
Come dicevo, si è discusso moltissimo sull'opportunità o meno di manifestare dissenso da parte degli atleti impegnati nei Giochi. E si è convenuto, in maniera pressoché unanime, che lo sport deve sempre e comunque rimanere al di fuori delle questioni politiche.
Da una certa prospettiva questo è vero. La politica deve rimanere fuori dallo sport... quando la sua ingerenza potrebbe mettere a repentaglio la lealtà e la trasparenza della kermesse e dei risultati sul campo. Ma in qualsiasi altro caso in cui a repentaglio siano i sacrosanti valori della dignità umana e del suo rispetto, beh, lo sport deve fare la sua parte... quale veicolo di questi stessi valori di umanità, nobiltà e lealtà che naturalmente da sempre dovrebbe e deve ispirare lo sport. Pertanto nascondersi dietro a traballanti giustificazioni serve a ben poco, se non a smascherare la neanche tanto velata ipocrisia d'un sistema votato più che altro ai soldi e non alla nobiltà del gesto agonistico.
Io non posso. Io non posso accettare che lo sport se ne stia a guardare in silenzio, mentre il rispetto della vita umana viene calpestato con grande godimento. Io non posso. Deve essere lo sport e le sue stelle che si prendono sulle spalle il peso delle scelte... quelle Scelte con la S maiuscola che segnano la Storia e ci rendono degni di farne parte. Qui non si sta parlando di semplice politica, di manifestare perché quel leader mi sta antipatico o roba simile: qui si tratta di manifestare in allineamento al valore del Rispetto! Che non può essere negato a nessuno! Il Tibet (come tante altre zone nel mondo) non è libero, è assoggettato da decenni a un potere tirannico, violento, sanguinario! Gente è morta e morirà ancora per rivendicare il semplice diritto a ESISTERE! Questa non è solo "politica", anzi non lo è affatto! Questo è DIRITTO AD ESISTERE! Non confondiamo le idee solo perché fa più comodo pensarla così! E lo sport ha il DOVERE di schierarsi dalla parte dei deboli e gridare che "IO NON CI STO!".
Non fingiamo di non sapere, non vedere, di non farne parte! Perchè ci riguarda tutti, molto più di quanto possiamo immaginare. E allora... vogliamo esserne complici??
Perciò io dico che gli atleti non possono fare finta di niente. Senza i diritti umani non c'è dignità... senza dignità... lo sport perde il suo significato.
Ora, so che difficilmente in questi giorni pechinesi si vedranno gesti di protesta... ma quando la medaglia penzolerà allegramente al collo... che si rifletta su cosa vuol dire "essere umani".
E non si smetta di pensare... a coloro, tutti coloro che non hanno libertà, rispetto e diritto ad esistere... e a quel punto... vediamo se la madaglia appesa al collo peserà pochi grammi o svariati quintali...




Prima di chiudere con Beijing 2008, permettetemi di parlare un po' del mio consueto "spazio sulle pari opportunità", sempre immancabile in qualsiasi argomento da me affrontato!

Dall'Arabia al Liechtenstein 9 squadre vietate alle donne

Ma c'è il pressing del Cio perché squalifichi le nazioni senza quote rosa

Anche questa Olimpiade ha il suo nucleo duro di men's only. Soli uomini in nove squadre su duecentocinque che sbarcheranno a Pechino. Scontato il dominio unisessuale nei Paesi musulmani (Brunei, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen) dove le donne sono espulse da tutto, figurarsi dallo sport. Sorprende, invece, il vetero-maschilismo del Liechtenstein, insieme alle Isole Vergini e alle Antille olandesi. Probabilmente, non c'erano atlete degne di gareggiare ai Giochi. "Questa è sempre la scusa ufficiale, me se nessuno fa allenare le donne come possono arrivare a competere?" attacca Anne-Marie Lizin, fondatrice del comitato Atlanta-Beijing +, che dal 1996 conduce una battaglia per le pari opportunità (anche) nello sport.
Quote rosa anche alle Olimpiadi? Ci assomiglia molto. Negli ultimi giorni, l'associazione ha rafforzato il pressing sul Cio e sul presidente Rogge. "Spero che il 4 agosto, quando dovranno essere convalidate le squadre olimpiche, vengano sospese le formazioni unicamente maschili" aveva aggiunto la Lizin. Le recriminazioni di Atlanta-Beijing + sono state presentate a Ginevra. "I comitati olimpici nazionali dovrebbero promuovere lo sport tra tutti gli esseri umani, indistintamente" hanno ricordato le organizzatrici.
La possibilità di una squalifica delle squadre unicamente maschili è molto remota. E sarebbe a suo modo rivoluzionaria. Finora, il Cio si è accontentato di incentivare economicamente la selezione sportiva anche nell' ambito femminile. Con qualche risultato. Nel 1992, a Barcellona, 35 Stati non avevano inviato atlete. Nel 1996, ad Atlanta, erano diminuiti a 26. Da Sydney ad Atene fino a Pechino si è rimasti fermi a 9: sotto a questa soglia sembra che non si riesca a scendere. Uno zoccolo di irriducibili che appare quasi fisiologico di ogni competizione, forse anche simbolico della vita così come devono affrontarla le donne oggi.
D'altronde, l'innata resistenza per il "secondo sesso" che gioca, o peggio vince, parte da lontano. "Una Olimpiade femminile non sarebbe pratica, né interessante. Non sarebbe estetica né corretta. Il vero eroe olimpico è, ai miei occhi, il maschio adulto. I Giochi devono essere riservati agli uomini. Il ruolo delle donne è innanzitutto quello di coronare i vincitori". Così diceva Pierre de Coubertin. Era il 1912, Giochi Olimpici di Stoccolma. (fonte: La Repubblica).
Sapete, è leggendo affermazioni come queste... che io comprendo appieno da dove traggono origine le mie radicali niente affatto moderate idee femministe! Tutto questo maschilismo che ha dato il meglio di sé nel corso dei secoli (per non parlare di quello attuale) mi dà infinite possibilità di discussione e polemica, non c'è che dire!
Meno male che il sig. de Coubertin non ha mai parlato con me... meglio per la sua incolumità... sennò altro che "le donne devono coronare i vincitori", un corno!
Ahhhhh, mi mandano in bestia queste cose! Mi fanno inferocire come una belva!!! E' a causa di tali bacati, medievali, barbari pregiudizi se centinaia di migliaia di donne al mondo sono costrette alla sottomissione al maschio, sono costrette alla violenza, all'abuso, all'umiliazione, alla morte! E' per colpa di queste porcherie!
Io non le tollero più! Laddove non le ho mai tollerate nemmeno in passato!
Ma bene! Torniamo alle Olimpiadi antiche... in cui alle donne non era permesso né partecipare alle gare né tantomeno assistere! Olimpiadi in cui i gareggianti erano nudi proprio per evitare che qualche donna si imboscasse clandestinamente per assistere ai Giochi! Ma sì, rimpiangiamo pure quel tempo! Le donne devono coronare i vincitori... e poi tutte a casa a preparare la cena e sfornare figli come conigli!
Ahhhh, io e quel de Coubertin ne avremmo avute di cose di cui discutere, perdiana!
Insomma fino a due minuti fa ho detto che lo sport deve essere veicolo di nobili insegnamenti e cosa accade?? Che lo sport e più in generale la partecipazione a tali eventi è ancora preclusa al genere femminile?? E' follia! Ne sono costernata e disgustata!
E' inaccettabile! Anzi, è proprio dallo sport che dovrebbe giungere uno scossone per abbattere in via definitiva la disparità tra i due generi!
Sapete, io non ne posso più di questo mondo, di questa mentalità maschilista e ipocrita! Io non ne posso più di questo sistema, non ne posso più. E mi risulta pesante ogni giorno di più...
Sarò anche una estremista... ma io rivendico solo il sacrosanto diritto all'equità! E non smetterò di lanciare anatemi finché non avrò questa equità che rivendico dolorosamente!
Ovviamente, so benissimo fin da ora che il Cio non farà proprio niente e non squalificherà mai quei Paesi che non schiereranno donne: perché se il Cio fosse tanto illuminato da riconoscere a fondo lo scempio che un Paese può fare non schierando donne, beh, tale illuminazione l'avrebbe condotto già da decenni a fare leggi che non permettano a priori la partecipazione a quelle nazioni che non consentono la presenza alle donne! Cioè nemmeno dovrebbe essere preso in esame l'opportunità di squalificare tali nazioni... semplicemente perché non sarebbe consentito loro di partecipare fin da principio, vista l'assenza delle atlete.
Non solo, secondo me, oltre alla sopracitata legge che estromette quei Paesi senza atlete schierate, dovrebbero farne un'altra che indica la presenza femminile in ogni nazione al 50% delle presenze totali... (traguardo non ancora raggiunto: poiché nelle nazioni - cosiddette civilizzate - la disparità numerica tra atleti e atlete è ancora lampante...).
Insomma, è così terrorizzante che le donne siano alla pari... se non migliori degli uomini anche nelle discipline sportive???!!! E' così terrorizzante?? Paura che le donne possano dimostrare di non essere affatto "il secondo sesso"... se non per gentile concessione di quel genere maschile piccolo e insignificante che ha DA SEMPRE il terrore di essere surclassato dal genere femminile... tanto da spingerlo a sottomettere la donna, per affermare (a se stesso??) la sua presunta superiorità...
Fidatevi, è anche dallo sport che passa l'abbattimento dei pregiudizi sessisti, fidatevi!
... e che ci vada de Coubertin (o i suoi eredi) a coronare i vincitori sul podio: le donne hanno record mondiali da fare e medaglie da vincere...
(e un mondo da civilizzare!!!)





RAGAZZI MIEI, VI SALUTO PER UN PO' DI GIORNI: VADO IN VACANZA!!! E TORNO A FINE AGOSTO!! A PRESTO, FATE I BRAVI, DIVERTITEVI E BUONE FERIE A TUTTI!!!
CIAAAAOOOO!!!!!! ;-)))
PS: LEGGETE QUESTO POST MOLTO PRIMA DI PARTIRE: E' TALMENTE LUNGO CHE VI CI VORRA' TUTTO AGOSTO PER FINIRLO!!!!!!
PPS:... CHE LA FORZA SIA CON VOI...

mercoledì 6 agosto 2008

contro l'omofobia: contro ogni discriminazione!

Pubblico il comunicato dell' Associazione Federativa Femminista Internazionale, trovato su NoiDonne.org:
Coraggiosi, straordinari, “eroi”, magari in branco!
Siamo letteralmente “conquistate” dalla loro schietta “audacia”, dall’intelligenza della loro azione, così “Netta, Pulita, Lodevole”.
Due calci e uno schiaffo a quella donna che “osava” da lesbica camminare “sicura” in una via di Roma.
Ci sono dei limiti alla sopportazione !!! e quel “maschio” – questa volta non era in branco – dopo averla insultata, ha agito.
Tempi della tolleranza nei confronti della diversità, quando qualcuno che “vale di più” ti riconosce il diritto - bontà sua ; tempo non per popolo che si dice, che è, che esiste, per sé e per il mondo tutto. E’ l’ennesimo episodio di violenta omofobia.
Bella parola, signori che ci “securizzate”; Mettetela sui vostri gagliardetti.
E come si faceva una volta, scrivetela sui muri.
Presidenza AFFI
Edda Billi - Irene Giacobbe - M. Gabriella Guidetti
(29 luglio 2008)






Tale comunicato giunge a seguito degli ultimi fattacci di intolleranza nei confronti di gay, lesbiche e transessuali. Come la giovane lesbica aggredita qualche settimana fa a Roma; la ventenne è stata dapprima insultata e poi aggredita con calci e pugni. Questo è solo l'ultimo episodio di violenza registrato a Roma ai danni di un omosessuale, avvenuto in piena notte, a pochi passi dalla Gay Street di Via San Giovanni in Laterano. La vittima è una ventenne che lavora al Coming Out, storico bar gay. La giovane era uscita dal locale per tornare a casa, verso le tre di notte, quando è stata afferrata e poi picchiata brutalmente da un uomo che le si era avvicinato gridandole "gay di merda" e dandole calci e schiaffi. La ragazza ha gridato aiuto e ha detto all'aggressore "Guarda che sono una donna". A quel punto, secondo quanto riferito dalla giovane agli agenti del commissariato Celio, l'uomo ha smesso di picchiarla e se ne è andato.
Idioti, disgustosi, aberranti "raid" dettati dalla più stupida intolleranza che non trova fine. E non trova evidentemente possibilità alcuna di sfociare nel tanto sospirato BUONSENSO che dovrebbe investire tutti, finalmente.
Poiché, sì, ancora troppo, troppo spesso la cronaca è piena di tali esempi di intolleranza gratuita e insensata. Ce n'è di tutte le varietà, drammatiche varietà, ahimè. Dal "picciotto" che scriveva poesie e brutalizzato in carcere, delitto tra l'altro lasciato impunito, all'omicidio di un trans brasiliano.
Tutte in qualche modo vittime della miseria umana.
Nomi, indentità, PERSONE vittime dell'intollerante ignoranza che contraddistingue il grosso dell'opinione pubblica - che pertanto giustifica tali azioni -, preferendo l'ipocrisia che si cela all'ombra di vergogne GRAVISSIME consumate, però, dietro il sipario e ammantate, quindi, di quella normalità di facciata... tanto apprezzata da ogni benpensante bacchettone che si rispetti!
Ed eccoli i risultati di tanta ignoranza, eccole le vere vergogne di chi si ritiene "migliore" e quindi in diritto (e in dovere) di mascherarsi da "giustiziere della notte" in difesa... in difesa... in difesa di cosa?? Forse in difesa del "buoncostume della normalità"?? Già, la normalità... che termine consumato, ormai! Tutti pretendono di conoscere con esattezza scientifica che cosa sia la "normalità" e decretarne pertanto il suo valore... ma come altre cose, anche il concetto di normalità può essere troppo facilmente manipolato secondo questioni di comodo... perciò...
La normalità non esiste... o piuttosto esiste ma va applicata in maniera appena un po' diversa da come vorremmo che fosse applicata. Tradotto: nessuno può arrogarsi il diritto di sentenziare cosa sia normale e cosa non lo sia... perciò che tutti i vari intolleranti omofobi tengano le zampe a posto! Nessuno ha il diritto di discriminare nessuno seguendo la propria malata, avvizzita idea di "Giustizia".
Che stranamente Giustizia non è MAI...






Qui noi siamo contro qualsiasi discriminazione, contro ogni forma di intolleranza, violenza verso gay, lesbiche e transessuali.
Qui siamo, io sono CONTRO l'omofobia. CONTRO!!!
E sono contro il rischio, l'equivoco di crederci migliori di altri solo perché "diversi" rispetto alla bacata idea generale di "normalità".
Mi oppongo a questo equivoco.
Contro la paura, la violenza, contro l'omofobia: per un mondo più tollerante e gentile!

lunedì 4 agosto 2008

sempre e comunque dalla parte delle donne (e dei più deboli)

SEMPRE E COMUNQUE!




Una storia agghiacciante che ha i tratti della follia, dell'assurdità allo stato puro. Accaduta in quel di Milano. Essere femmina e non il promogenito maschio desiderato; una femmina che come se non bastasse voleva vivere all'occidentale, come un qualsiasi coetaneo. Ecco le colpe di una ragazzina di 16 anni, colpe inaccettabili per i suoi genitori del Bangladesh, che per correggerle le hanno fatto subire violenze psicologiche e fisiche a non finire. Questo quanto ricostruito dalla Procura. L'incubo di questa ragazzina è durato dieci anni e solo un paio di mesi fa ha trovato il coraggio di raccontare le angherie subite alla professoressa di italiano, da cui è scaturita la denuncia. Un incubo che la 16enne, ora in una comunità protetta, ha raccontato al gip Silvana Petromer in un lungo e sofferto incidente probatorio.
Trasferitasi dal Bangladesh insieme a genitori e fratelli una decina di anni or sono, la ragazzina è sempre stata trattata come "diversa": in quanto figlia primogenita e non il maschio che la coppia avrebbe voluto da principio; per questo i genitori hanno persino tentato di negarle la sua indentità femminile al punto da spingerla a vestire gli indumenti di un cugino e a tenere i capelli tagliati corti affinché non maturasse in lei una normale quanto tipica vanità femminile che non le era concessa. Tali umiliazioni, man mano che l'adolescenza avanzava, si sono fatte sempre più crudeli. Poiché sebbene frequentasse scuole e coetanei italiani, non avrebbe mai duvuto pensare di avere un destino differente da quello che per lei avevano stabilito. Perciò, non appena rientrava da scuola, la costringevano a fare le pulizie e ad accudire i fratelli minori, oltre che pregare. Se lei non ubbidiva erano botte e minacce: di farla tornare al Paese d'origine e darla in moglie a un uomo molto più anziano di lei.
E non solo. Era sufficiente che la ragazza rientrasse in ritardo da uno dei suoi impegni extra-scolastici perché la picchiassero con un frustino fino a lasciarle nella carne schegge di legno. La 16enne ha tentato ben due volte il suicidio: una prima volta ferendosi ai polsi e una seconda volta cercando di buttarsi dalla finestra. Gesti da cui alla fine ha desistito, decidendosi a chiedere aiuto per sfuggire a tale giogo perverso. Ha deciso di raccontare le sue tribolazioni all'insegnante di italiano del liceo che frequenta: scrivendole via mail quanto subiva in casa, prima timidamente poi in maniera sempre più dettagliata. In tutto undici mail , l'ultima delle quali scritta la sera stessa in cui aveva subito l'ennesima violenza: rientrata tardi la madre l'aveva colpita al gomito con un bicchiere che per il forte urto era persino andato in pezzi. L'ultimo sopruso. A seguito della denuncia le mail sono giunte sul tavolo del pm Isidoro Palma. Ora i genitori (lui titolare di un phone center e addetto alle pulizie dei bagni in Centrale) sono indagati per lesioni e maltrattamenti.
Questa triste vicenda richiama immediatamente alla mente la storia della povera Hina, la ventenne pakistana uccisa nel 2006 dal padre, dallo zio e dai cognati e poi sotterrata in giardino solo perché voleva vivere la sua vita all'occidentale con il suo fidanzato italiano. Quella vicenda mi colpì così tanto che scrissi anche un racconto ispirato alla tragedia.
Insomma, maltrattata solo perchè femmina, laddove nascere femmina viene ancora considerato un disonore e motivo di vergogna e biasimo. Quando finiranno le discriminazioni contro le donne... se per primi sono i genitori a disprezzare le proprie figlie femmine?? I figli sono tutti uguali: siano essi maschi o femmine, UGUALI! Quando mi capita per scherzo di udire un padre lamentarsi alla notizia della nascita di una figlia femmina m'inferocisco... figuriamoci dinanzi a fatti così gravi! Io rivendico il diritto per tutti e TUTTE di essere amati in egual misura! Alle soglie del 3000 non sono più disposta ad accettare e a tollerare preferenze o discriminazioni nei confronti di un figlio dettate da sesso cui appartiene! Non lo tollero!








Voglio spendere, adesso, due parole su Eluana Englaro. La ragazza è in come da 16 anni, 16 anni di sofferenze che sono tutti sul volto segnato di suo padre Beppino. Un uomo che assiste sua figlia dal giorno del tragico incidente che l'ha condannata a una non-vita. Quest'uomo sa che sua figlia non si riprenderà mai. Sua figlia... il bene più prezioso che abbia... e lui ha sulle sue povere spalle il peso immane di trovarsi a rivendicare una morte dignitosa per la sua Eluana. Un padre non potrebbe mai pensare o gioire al pensiero di far morire la figlia, questo mi pare più che ovvio. Ma questo padre, capiamoci bene, non vuol fare staccare il sondino a sua figlia per divertimento o per hobby... ma perché vuole mettere fine alle tribolazioni della sua sfortunata ragazza, strappata alla giovinezza e alla vita, e ridarle la dignità che merita; e che la Giustizia tenta di negarle. Va RESO ONORE a questo padre... che per amore della sua ragazza... va oltre all'umano, naturale, ovvio sentimento paterno che è portato a voler far vivere il proprio figlio... ma che proprio per questo supremo bene decide consapevolmente di farla morire, di rinunciare volontariamente a lei... pur di rispettarne la volontà e ridarle la pace che merita.
Mi chiedo, ma tutti i bacchettoni che ora parlano e s'impicciano, si rendono conto, riescono ad avere la sensibilità appena sufficiente per calarsi nei panni del signor Beppino Englaro e capire cosa significa per questo padre decidere di far morire la figlia?? Ma vi rendete conto questo uomo a quale scelta lacerante è stato chiamato?? Pensate che per lui tutto ciò non sia terribile?? Pensate che non avrebbe voluto che sua figlia fosse sana e salva, felice come tutti gli altri?? Certo che avrebbe desiderato così! Ma il destino ha voluto diversamente... e lui, Beppino, nonostante il dolore che solo un padre al capezzale del figlio può comprendere, ha deciso di fare la scelta più giusta... Onorando la memoria e la volontà della sua ragazza.
Perciò che nessuno osi giudicarlo! NESSUNO! Rispettate lui, rispetterete così Eluana. E rispetterete tutti gli altri che si trovano nella medesima situazione e invocano il testamento biologico e l'eutanasia come sacrosanto diritto ad avere una morte dignitosa.
Tutti hanno diritto ad avere una vita dignitosa, tutti! E se questo non può accadere, beh, tutti hanno diritto almento ad una morte dignitosa. E nessuno deve permettersi di giudicare le scelte altrui. Perché non dobbiamo mai avere la presunzione di credere che ciò che riteniamo giusto per noi possa essere applicato indistintamente a tutti. Questo oltre ad essere stupido è persino criminale.
Lasciate in pace Eluana e tutti gli altri.






LA NATO SPARA SU UN'AUTO DI CIVILI: TRE PERSONE MORTE, TRA CUI DUE BAMBINI
Kabul - Ancora un tragico errore che è costato la vita a persone innocenti. Truppe Nato della Forza di assistenza internazionale per la sicurezza (Isaf) hanno ucciso due bambini e ferito un adulto nella provincia di Kandahar, nel sud dell'Afghanistan. Secondo la versione militare, i soldati, temendo un attacco dei ribelli, hanno aperto il fuoco su un'auto di civili. Questi ultimi, sempre secondo la versione del comando dell'Alleanza, avrebbero ignorato alcuni segnali d'avviso mentre procedevano a distanza ravvicinata verso un convoglio Isaf. Da qui le raffiche mortali che hanno ucciso i due bambini. Il comando della Nato si è limitato a a definire il tragico incidente "non necessario" (fonte: il Messaggero del 28 luglio).
Niente di nuovo, vero? Ordinaria amministrazione, si direbbe. Già. Chi dovrebbe portare sicurezza e ordine (???), porta piuttosto scompiglio e morte. Pensate un po' a chi stiamo in mano! E la cosa peggiore è che quando si verificano tali incidenti pensano, i colpevoli, di aver ragione loro! Vi rendete conto?? Lo definiscono un "incidente non necessario", ma no! Si limitano a questo... invece di prendere i colpevoli e far loro una faccia così!
Ma in fondo, dopo l'assassinio di Nicola Calipari... non mi stupisco più di nulla: sono arrivati talmente vicino a dire, quasi, che il colpevole fosse il nostro agente del Sismi e non quello che gli ha sparato. Ma bravi! E Calipari non avrà mai giustizia! Nessun colpevole! Solo... come si dice??... un incidente non necessario...
Faccio solo una considerazione che per certi versi è ai limiti dell'affascinante tanto è paradossale follia: ogni santo giorno in Iraq o Afghanistan esplondono bombe, macchine, avvengono attacchi terroristici e NESSUNO SE NE ACCORGE IN TEMPO, nessuno li ferma... ma agiscono indisturbati, mentre è scientificamente provato che tutte le macchine di civili che si fanno i fatti loro... vengono falciate da raffiche di proiettili sempre perché scambiate, erroneamente, quali automezzi sospetti...
Da una parte civili inermi falciati dai proiettili, dall'altra terroristi che proliferano indisturbati...
Siamo davvero al sicuro, non c'è che dire.

sabato 2 agosto 2008

alitaGlia

"Un Paese può considerarsi tale se ha una birra e una compagnia di bandiera"
(Frank Zappa)




Ebbene... la birra ce l'abbiamo... ma quanto alla compagnia di bandiera...
Insomma, con la crisi di Alitalia possiamo ancora considerarci un Paese??? (anche perché fosse solo Alitalia a farci sorgere dubbi circa l'identificazione di questa nazione allo sbando...).
Possiamo considerarci un Paese, dunque??? Tra esuberi... cordate... Spinetta... Aeroflot... newco... La faccenda si fa sempre più intricata.

venerdì 1 agosto 2008

una candela... centinaia di candele per il tibet!!!

Dal blog della mia amica Calendula rimbalza qui... e mi auguro DAPPERTUTTO... questa importante iniziativa per il Tibet: il 7 agosto, alla vigilia della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, accendete una candela per protestare contro le continue e ripetute violazioni dei diritti umani.
Fate girare tale iniziativa, ve ne prego!
Perché... non dimentichiamo mai un dettaglio niente affatto trascurabile: IL TIBET NON E' ANCORA LIBERO... e non va dimenticato...





- 7 agosto - una candela per il Tibet
- 7 agosto - Kora del Monte Bianco
- 8 agosto - Montagne e grattacieli fumano rosso per il Tibet
- 8 agosto - Assisi per il Tibet
- 8 agosto - Al Parco d'Abruzzo in sostegno del Tibet
****************
- UNA CANDELA PER IL TIBET
Accensione generale per il Tibet nelle 24 ore che precedono i Giochi Olimpici. La più grande “luminosa protesta” mondiale per il Tibet diventa ancora più grande: THE SAD SMOKY MOUNTAINS & SKYSCRAPERS si unisce alla campagna CANDLE FOR TIBET. Saranno accesi fumogeni rossi sulle cime di centinaia di montagne, e su diversi grattacieli e punti panoramici delle maggiori città. "Candle for Tibet" ti chiede di mettere candele alle finestre, sulla scrivania o in qualsiasi altro luogo dove altre persone potranno vederle nella speranza che facciano lo stesso.
CFT invita tutti gli Artisti della Luce in giro per il mondo a creare dimostrazioni/creazioni luminose per la libertà.
CFT chiama la gente del mondo a prendere parte accendendo candele, luci, flash, accendini, luci di posizione delle macchine e ogni altra fonte di luce. "Ora siamo pronti per organizzare l’accensione di centinaia di fumogeni in diverse città in giro per il mondo" dichiara l’artista Alberto Peruffo, creatore del progetto. "Tingeremo il cielo di rosso dall’alto dei grattacieli, dei monumenti e dei palazzi". SSM&S ha già fatto un record. L’11 maggio scorso, durante la salita cinese dell’Everest, centinaia di alpinisti hanno raggiunto la cima di oltre 100 montagne in Europa, Asia, Nord e Sud America, dove sono stati accesi fumogeni rossi per sostenere il Tibet libero. CFT appoggia e sostiene l’International Tibet Support Network (ITSN), la coalizione globale di organizzazioni non governative collegate al Tibet formata da tutti i maggiori gruppi di supporto a International Tibet, fra le quali l'Associazione Italia Tibet.
Candle for Tibet main web site:
Contact: David Califa
****************
- SAD SMOKING MOUNTAIN : LE MONTAGNE PER IL TIBET
Continua l'azione artistica ideata da Alberto Peruffo e dedicata al Tibet: l'8 agosto 2008, alle 13.000 GMT, dovunque tu sia, qualsiasi cosa tu faccia, lavoro o vacanza, accendi un fumogeno e tingi il cielo di rosso.
SSM&S spedirà, nel giorno seguente l’azione di Candle for Tibet, centinaia di alpinisti e volontari per accendere fumogeni rossi sui tetti di grattacieli, palazzi e monumenti. New York, Parigi, Berlino, Amsterdam, Roma, Firenze, Bologna e molte altre città italiane e straniere saranno accese, nonché le cime di oltre 100 montagne in 3 continenti. L’accensione dei fumogeni coinciderà con la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. "Le Tristi Montagne Fumanti fumeranno insieme con i Grattacieli delle Città per ristabilire una necessaria alleanza tra l’uomo e l’ambiente, tra l’uomo e l’altro da sé, tra l’uomo e i suoi simili. I monumenti, come vulcani assopiti da tempo e risvegliati dal dolore del mondo, torneranno a rendere esplicito la loro antica funzione: servire da monito, avviso a coloro che hanno dimenticato cosa si custodisce tra le loro architetture. Noi li faremo parlare con il linguaggio del fumo, «evanescenza colore del sangue», nel giorno in cui la torcia olimpica, simbolo bicefalo, di pace e ipocrisia, accenderà le Olimpiadi di Pechino. A sessant’anni esatti dalla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la repressione in Tibet, durante un evento di portata globale, è divenuta il simbolo del fallimento e del tradimento dei governi mondiali: i princìpi allora ratificati sono stati e continuano ad essere, più o meno diplomaticamente, rinnegati". Alberto Peruffo
Sad Smoky Mountains web site:
SSM&S YouTube page:
Contact: Alberto Peruffo
****************
-ASSISI PER IL TIBET
Il prossimo 8 agosto, in concomitanza con l’inizio della XXIX edizione dei Giochi Olimpici di Pechino, verrà lanciato da Assisi un nuovo e forte messaggio: diritti umani e valori sportivi quali strumenti di pace per le Nazioni del Mondo e per il Tibet. “Questa iniziativa – afferma il sindaco Claudio Ricci, con il sostegno unanime del Consiglio Comunale della città Serafica – intende giungere direttamente al cuore di ogni singolo individuo e vuole riaffermare con forza il valore del dialogo tra i popoli e dei diritti umani. Attraverso la parola, la comprensione e l’esempio si possono abbattere le barriere dell’intolleranza e degli estremismi."
Questo il programma:
- nella Sala della Conciliazione, un seminario sui diritti civili in Tibet e, più in generale, in Cina, con spiccato riferimento alla libertà religiosa. - al termine dell'incontro suoneranno le campane delle laudi e sarà issata la bandiera del Tibet libero.- seguirà nella piazza antistante il Municipio una manifestazione cui parteciperanno esponenti politici e rappresentanti della comunità tibetana in esilio. Nel corso dell'iniziativa un gruppo di monaci tibetani dovrebbe dare vita ad uno spettacolo con musiche e danze della loro tradizione.
****************
-KORA DEL MONTE BIANCO DURANTE LE OLIMPIADI
Dall'8 al 24 agosto molte associazioni europee che sostengono la popolazione tibetana hanno deciso di unirsi in un progetto comune: compiranno a piedi il giro completo attorno al Monte Bianco. Questa azione transfrontaliera vede uniti tutti i comuni intorno al Monte Bianco che accoglieranno i marciatori. Ogni serata sarà animata da eventi diversi.
Courmayeur aprirà la giornata a favore del Tibet il 13 agosto con una tavola rotonda promossa dalla Fondazione Courmayeur a cui seguiranno il 16 agosto l'inaugurazione di una mostra di antiche tangka e uno spettacolo teatrale. Il 17 serata con la partecipazione di Piero Verni che presenterà in anteprima il film "In marcia verso il Tibet" girato da Karma Chukey durante la marcia che degli esuli tibetani da Dharamsala (India) verso il Tibet.
In occasione della marcia "Grivel Mont Blanc", che da sempre sostiene la necessità di preservare il patrimonio culturale e spirituale della popolazione tibetana, ha prodotto un bastoncino in due pezzi con la bandiera del Tibet.
Tutte le informazioni nel sito:
****************
-MARCIA IN SOSTEGNO DEL POPOLO TIBETANO DURANTE I GIOCHI OLIMPICI AL PARCO D'ABRUZZO
La Scuola di Escursionismo Naturalistico i Camosci di Villetta Barrea AQ, con il patrocinio di Mountain Wilderness, il Comune di Villetta Barrea AQ e il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, organizza una: MARCIA IN SOSTEGNO DEL POPOLO TIBETANO DURANTE I GIOCHI OLIMPICI, una giornata di pensieri e gesti per unire le piccole comunità delle montagne, La Natura, La Pace, Lo Sport non conoscono confini. Nel cuore verde del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, appuntamento alle ore 09,00 presso la sede della Scuola di escursionismo i Camosci Ufficio Turistico del Comune e centro informazione del Parco Nazionale in Villetta Barrea (AQ) via Virgilio n° 1, il giorno 8 Agosto 2008 in occasione dell’inaugurazione delle Olimpiadi in Cina. Per non dimenticare il dramma del Popolo Tibetano.
Info: Massimo BOLINI 086489333 – 0864660478 3804727553
By Associazione Italia Tibet