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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

sabato 29 marzo 2008

earth hour, mondo a luci spente (per 1 ora)



Earth Hour: il mondo spegnerà le luci per un'ora. Lanciato dal WWF, L'Earth Hour è una manifestazione che ha lo scopo di chiedere di affrontare seriamente l'emergenza energetica e climatica; avviata l'anno scorso a Sydney con il coinvolgimento dei suoi 2,2 milioni di abitanti, quest'anno vedrà la partecipazione di decine di milioni di persone in tutto il mondo. L'intento è coinvolgere quante più persone possibili, ai capi opposti del mondo nello stesso giorno (per un'ora), tutte unite in un simbolico ma eloquente messaggio: tagliare le emissioni inquinanti e agire per fermare i cambiamenti climatici.
Così, dalla base australiana dell'Antartide al Golden Gate, dalle Cascate del Niagara all'Opera House di Sydney, oggi oltre 30 milioni di cittadini potranno dare il loro contributo scegliendo un "gesto salva-clima"; l'evento mondiale vedrà più di 380 città spegnere - appunto per un'ora, dalle 20 alle 21 locali - i propri monumenti più simbolici e conosciuti... ma anche uffici, scuole ed edifici privati. Un messaggio planetario da lanciare a tutti i governi sulla necessità di tagliare le emissioni di gas serra.
L'Italia parteciperà a questo importantissimo appuntamento con Roma - il Colosseo verrà spento dalle 20 alle 21, appunto - e con Venezia (città che è, ahimè, il simbolo stesso delle città minacciate dai cambiamenti climatici) che spegnerà la sede del Municipio, Cà Farsetti sul Canal Grande e la torre di Mestre. Michele Condotti, Direttore generale del WWF Italia, ha dichiarato che: "Earth Hour domostra che il contributo di ciascuno di noi può essere fondamentale per raggiungere l'obiettivo della campagna, ovvero il taglio del 30% delle emissioni al 2020 il cui risultato concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie animali e vegetali più a rischio e la riduzione degli impatti sull'uomo".
Solo per citarne alcune (il numero è veramente vertiginoso!), tra le città che aderiscono spegnendo le loro luci per un'ora: Christchurch (Nuova Zelanda); Suva e Lautoka (Isole Fiji); Seoul (Corea del sud); Perth (Australia); Manila (Filippine); Kuala Lumpur (Malesia); Bangkok (Thailandia); Jakarta (Indonesia); Bangalore e Mumbai (India); Dubai (Emirati Arabi); Kuwait; Damasco (Siria); As-Salt (Giordania); Kfar-Saba (Israele); Sofia (Bulgaria); Espoo (Finlandia); Budapest (Ungheria); Ginevra (Svizzera); Varsavia (Polonia); decine di città inglesi, tra cui: Brighton Pier (Sussex) e la residenza ufficiale del principe Carlo nel Gloucestershire (Highgrove House), e altri edifici a Londra, Birmingham, Brighton; Curitibia (Brasile); Montevideo (Uruguay); Buenos Aires (Argentina); Santa Cruz, Caracas (Venezuela); negli Usa: a Chicago sarà spento lo stadio Soldier Field (sede dei Chicago Bears) e Sears Tower, il Golden Gate e Alcatraz, Miami, Minneapolis, Mexico City, Denver, Phoenix, e le Cascate del Niagara in Canada; ancora in Canada con oltre 100 città coinvolte, tra cui: Ottawa, Vancouver, Toronto, Montreal.
Le minacce dei gravissimi danni che i cambiamenti climatici fanno alla Terra sono più che mai allarmanti e poco, pochissimo è stato fatto per cercare di limitare il deterioramento climatico/ambientale, che pare l'unico scenario futuro che si prospetta nel destino del nostro pianeta (ammesso che ci sia un futuro... tra effetto serra selvaggio, ghiacciai artici che si sciolgono ecc...); le nazioni, i governi fanno orecchie da mercante, gli ignari... ma la situazione è veramente compromessa e proseguire su questa strada favorirà solamente la fine, la fine di tutto. E questo non è possibile! Non dobbiamo permettere che ciò si verifichi... e abbiamo il dovere d'intervenire per salvare il pianeta (perchè questo prezioso pianeta, tra le altre cose, ci ha accolti tutti...) e non abbiamo il diritto di distruggerlo.
Quindi che questo Earth Hour sia un campanello d'allarme, che sia una campana, che possa tirare le orecchie a quanti fanno finta di non capire, di non sentire, di non vedere. E che si cominci ad agire per salvare il pianeta... che poi significa salvare noi stessi...
E' ora di agire.
E di seguire i dettami del Protocollo di Kyoto, una volta per tutte... Soprattutto mi riferisco a chi continua con tutte le proprie forze ad opporsi a quanto stabilito da Kyoto, chi continua a fare "l'indisciplinato" si metta pure la mano sul cuore: è giunto il momento!
Un'ora al buio: questo buio forse ci salverà...

domenica 23 marzo 2008

buona pasqua!


Che cosa ci sarà quest'anno nell'uovo di cioccolato???

Quel desiderio che ognuno, bene o male, nasconde in un angolo segreto di sè?

Speriamo di trovarlo nell'uovo di quest'anno...

Felice Pasqua al mondo!!! ;-)

sabato 22 marzo 2008

world water day


Oggi è la Giornata mondiale dell'acqua (l'Assemblea generale dell'Onu scelse la data del 22 marzo dopo la Conferenza su ambiente e sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992).
Quest'anno la giornata mondiale dell'acqua è dedicata al tema dell'importanza dei servizi igienici, a cui non hanno accesso ancora 2,6 miliardi di persone (solo 980 milioni sono bambini), esposte a gravi rischi sanitari.
Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha denunciato una mancanza di volontà politica all'origine dei risultati deludenti ottenuti nella campagna per garantire "accesso all'acqua potabile e condizioni igieniche dignitose per quei 2,6 miliardi di individui cui tutto questo è precluso". Purtoppo siamo ben lontani dal raggiungimento dei risultati sperati e, secondo quanto previsto dagli esperti, ancora nel 2015 saranno 2,1 miliardi le persone che non avranno accesso a strutture igieniche di base. E al ritmo attuale nell'Africa subsahariana tale obiettivo sarà raggiunto non prima del 2076.
Una situazione gravissima e spesso ignorata.
La Direttrice generale dell'Oms, Margareth Chan, ha chiesto maggiore impegno per l'Africa, dove 6 persone su 10 non dispongono di gabinetti, con gravi conseguenze alla salute, ma anche sullo sviluppo sociale: il fatto che almeno il 40% della popolazione mondiale non abbia accesso ai servizi igienici comporta la mancanza di dignità e sicurezza che essi evidentemente consentono; pertanto la mancanza di servizi igienici accettabili ha gravissime conseguenze su salute e sviluppo sociale - come detto da Ann Veneman, Direttore generale dell'Unicef - specialmente dei bambini. Perciò gli investimenti per il miglioramento dei servizi igienici faranno da traino per accelerare i progressi verso quegli Obiettivi di sviluppo del millennio, salvando molte vite.
Unicef e Oms stimano che nel mondo 1,2 miliardi di individui hanno potuto accedere a servizi igienici adeguati tra il 1990 e il 2004: se tali tendenze saranno confermate, denunciano, entro il 2015 ancora 2,4 miliardi di persone saranno prive di servizi igienici adeguati e soprattutto i bambini pagheranno il prezzo più alto in termini di morti, giornate scolastiche perse, malattie, malnutrizione e povertà.
Unicef e Onu hanno sottolineato testualmente che: "servizi igienici, gabinetti, latrine non sono parolacce ma COSE IMPORTANTISSIME".
Questo dovrebbe essere uno degli impegni fondamentali e primari del futoro: fare sì che per TUTTI sia riconosciuto il diritto all'acqua. Dare acqua a chi ne ha davvero bisogno.
Poichè l'acqua fa rima con dignità.

venerdì 21 marzo 2008

è primavera...


E' primavera.. svegliatevi bambine
alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor.
E a tarda sera, madonne fiorentine,
quante forcine si troveranno sui prati in fior.
(Mattinata fiorentina)
Non servono molte parole per descrivere le emozioni di primavera, in fondo! Basta una bella immagine floreale che sappia ridare il senso del risveglio e del ritorno alla vita, dopo il gelo invernale e pochi versi di una canzone dal sapore antico, di una saggezza di tanti anni fa... l'epoca delle nostre nonne e forse ancor prima.
Ma spesso lo spirito di primavera non è così gaudente... come probabilmente dovrebbe essere e quella gioia mite di primavera che tanto si aspetta, per certi cuori, tarda a giungere... e anzi, non giunge mai, mai, mai...
Perciò per le anime dissidenti (del gaudio primaverile) ecco un componimento "ad hoc", scritto da me... in odore di sospetta "autobiografia":
Che stupore, oggi, svegliarmi
e percepire il tempo mite
che annuncia primavera.
Riflessi sulla mia pelle e nei miei occhi
i suoi mille raggi di sole
che annunciano il risveglio di nuova stagione.
Oh! Immenso stupore
scoprire i boccioli neonati
e tutto il tripudio di nascita
che prepotente si fa strada intorno a me, nel mondo.
Ah, il mio povero cuore malinconico
non è pronto al gaudio di primavera,
il mio povero cuore frantumato!
Chi ha un cuore in salute,
in grado di accogliere e onorare appieno questo momento?
Ho bisogno che mi sia prestato un cuore,
illibato e fresco,
per immergermi in questo tripudio.
Che qualcuno mi presti un cuore:
il mio è in frantumi...

martedì 18 marzo 2008

minority report?

Ebbene... le peggiori paure di Orwell, di Philip K. Dick ecc. stanno per diventare realtà e qui altro che Grande Fratello (con cui intendo quello originale letterario... anche se devo ammettere che pure quello televisivo quanto a incubo...): si parla di qualcosa di reale e prossimo.
Infatti, Scotland Yard ha intenzione di schedare il dna dei bambini monelli; l'inserimento quindi nel database genetico degli individui pericolosi anche quei bambini considerati "potenziali futuri criminali".
Già, pertanto i discolacci in questione, fin dai banchi di scuola elementare, potrebbero finire nel database della polizia britannica, se tengono un comportamento che potrebbe sfociare in una futura carriera criminale. Però! Secondo il responsabile di Scotland Yard, Gary Pugh, occorre: "scoprire chi potrebbe rappresentare la minaccia maggiore per la società" e più sono giovani e meglio è, se li si scheda per ragioni di sicurezza. Tale proposta pare venire supportata da studi secondo cui alcuni tratti del carattere potenzialmente pericolosi sarebbero identificabili già a cinque anni.
Ok, e quali sarebbero esattamente quei campanelli di allarme che indurrebbero a intravvedere in un birbante di cinque anni una mente criminale? Che so, rubare la merendina all'amichetto, non fare i compitini a casa, lanciare il cancellino al maestro? Mah!
Comunque, i sostenitori di questa iniziativa dicono che: "Se avessimo i mezzo per identificare i criminali prima che violino la legge, i benefici a lungo termine di estendere il programma anche ai bambini potrebbero essere enormi: i criminologi affermano che alcune persone nel crescere abbandonano il crimine, mentre altre no e perciò si dovrebbe saper individuare in anticipo chi potrebbe essere eventualmente una minaccia per la società.
Attualmente il database dna della polizia britannica conta un numero di 4,5 milioni di campioni, ma che comunque è insufficiente: "i casi irrisolti di omicidio dimostrano che non stiamo controllando le persone giuste" ha detto Pugh, ma questioni di logistica e costi impediscono il prelievo obbligatorio del dna di tutta la popolazione.

Santi Numi, che roba! Già, perchè questa cosa mi ricorda troppo da vicino la trama del film di Spielberg Minority Report. Il film in cui Tom Cruise è un poliziotto del futuro che lavora in un dipartimento che arresta i killer prima che commettano i delitti, grazie a tre "precognitori" che vedono i reati prima che siano compiuti... Ma i dubbi "sulla bontà del sistema" iniziano a farsi largo quando un giorno è proprio il nostro Tom Cruise (fermamente convinto che il sistema sia perfetto) a essere accusato dell'omicidio di qualcuno che nemmeno conosce ed è costretto alla fuga per provare la sua innocenza... e smascherare quel sistema cui credeva fermamente, portando alla luce la verità che si voleva omettere: cioè che i tre precognitori non sempre vedevano giusto (il rapporto di minoranza sta in questo...) e che molti arrestati prima di compiere il delitto... in verità non l'avrebbero mai commesso...
Tutto molto inquietante! Il fatto di credere di "poter prevedere" ciò che accadrà in futuro è ridicolo! Come si può stabilire chi farà cosa, chi si macchierà di questo o quel crimine? Per di più, su bambini piccoli di cui non si può stabilire le convinzioni/inclinazioni che avranno un domani. Specialmente perchè è difficile stabilire DA COSA AVRANNO ORIGINE tali inclinazioni; c'è una teoria "dell'etichettamento" secondo cui il deviante non è tale a causa del proprio comportamento, ma a causa della società che etichetta come deviante chi compie determinate azioni da essa vietate. Può accadere che alcuni soggetti , le cui condotte sono state definite dalla società devianti, reagiscano a tale etichettamento accentuando tali condotte. E schedare i bambini cattivi potrebbe sortire l'effetto opposto...

E sì perchè in questo modo, tu li convinci che SONO effettivamente così e lo saranno sempre e così facendo gli affibbi un'identità criminale che magari non apparterrebbe loro affatto, ma che sono portati a credere essere per forza reale. Credo che bisognerebbe migliorare la società, farla civilizzare affinchè in tutti gli strati risulti migliore... e non cercare di migliorare la società schedando dei bambini piccoli. Nel futuro (e pertanto nello sviluppo delle loro idee), grande rilevanza ha l'ambiente in cui vivono e crescono: perciò se vivranno in un contesto di disagio, problematico e allo sbando saranno più portati a fare scelte sbagliate rispetto al crescere in un ambiente sano e retto, in cui TUTTI si adoperano per far sì che il sistema sia migliore. Non credo e in tutta sincerità sarebbe troppo semplice dire che qualcuno nasce geneticamente con il "germe del crimine", ma che siano le circostanze, l'ambiente che ci attornia a indurre qualcuno a commettere azioni criminali.
Senza dimenticare poi che molto spesso le azioni criminali nascono nel campo dell'insospettabilità, laddove nessuno avrebbe mai ipotizzato si potesse scaturire il dramma; quante volte capita che di qualcuno che ha avuto un raptus si dica: "era una brava persona, non aveva mai dato segni di squilibrio"? Capita spesso, vero? Spesso è più pericolosa quella patina di insospettabilità piuttosto che un profilo criminale già segnato dall'inizio.
Quindi, non schediamo i bambini di cinque anni, ma educhiamoli ed educhiamoci tutti a creare un ambiente meno insano, con meno disagio in cui la criminalità abbia vita difficile.

rifiutare un gesto di pietà non è reato?

Che cos'è la Pietà?
Che valore assume questa parola?
Quando si può parlare di Pietà? Ricorrere alla Pietà? Nascondersi nell'accoglienza sicura e morbida del suo significato?
Quando è giusto parlare di Pietà?
... E soprattutto, chi ha il diritto di innalzarsi a giudice e definire quando sia giusto/accettabile/giustificabile concedere la Pietà e quando, invece, non lo è affatto?
Mi pare che in molti, in troppi si arrogano tale diritto di giudizio. Ed è ammirevole constatare che nella maggioranza dei casi non sanno, non vedono, non capiscono niente in merito a ciò che pretendono di giudicare.
Questa notizia sconvolge, scuote, fa male ed è necessaria al contempo: il tribunale di Digione ha respinto la richiesta di eutanasia di Chantal Sebire, 52 anni, che soffre di un tumore rarissimo e incurabile che le ha sfigurato il volto e le causa dolori e sofferenze indicibili. Ex insegnante, la donna - madre di tre figli - aveva chiesto in via eccezionale alla giustizia l'opportunità di autorizzare un medico a somministrarle un "veleno letale" per mettere fine alle sue sofferenze. Ma la dolce morte non è prevista dalla legge Leonetti del 2005. Tale normativa impedisce "l'accanimento terapeitico"e dà diritto a "lasciar morire" ma non legalizza affatto l'eutanasia.
La richiesta di Chantal è giusta/sbagliata? Beh, nessuno di noi è in grado di dare un giudizio esatto e unanimamente accettabile... Ma non ho inserito nel post la foto di Chantal per rispetto, anche se penso che le cose dure da digerire, scioccanti - per quanto sia possibile naturalmente -andrebbero mostrate per far capire alla cosidetta "opinione pubblica" che cos'è la realtà vera, la sofferenza a dispetto delle nostre facili chiacchiere e convinzioni puramente astratte foderate di bambagia. Perchè nessuno, nessuno di noi se non direttamente, personalmente coinvolto in un dato problema ha diritto di giudicare e puntare il dito. Nessuno!
Ebbene, io questa foto non l'ho mostrata, ma è qualcosa che trascende la sensibilità umana: talmente dura, insostenibile e crudele... crudele pensare che possano esistere malattie tanto atroci, crudele pensare che possa venire negato un gesto di Pietà a chi soffre in questo modo. La malattia di Chantal si chiama "estensioneuroblastoma" e ne è affetta dal 2002, una malattia mostruosa e basterebbe già solo questo per usare rispetto a questa donna che chiede l'estremo aiuto, l'aiuto più importante e che le viene negato! Negato da un sistema ipocrita! Pietà sarebbe permetterle quella puntura di "Penthotal" che Chantal ha richiesto per sè.
Ora Chantal ha in mente di andare in Svizzera, in Olanda o Belgio dove l'eutanasia è consentita per legge.
Certo, il caso è molto spinoso: Sarkozy ha dichiarato di essere disposto a far valutare la cosa ad una commissione di esperti universitari (esperti di che cosa, esattamente? Esperti di Pietà? La Pietà è un corso di laurea??), mentre il premier Fillon e il minsitro della Giustizia si dichiarano contrari "perchè non è permesso porre fine volontariamente alla vita di qualcuno".
Forse qui sfugge il problema, il punto focale: non conta quello che penso io, quello che pensa Sarkozy e i suoi ministri o ciò che pensa qualsiasi persona. Qui conta (come unico problema fondamentale) solo il fatto che questa donna, e con lei centinaia di migliaia di individui al mondo, sta soffrendo in maniera indicibile, e come sofferente MERITA rispetto, rispetto anzitutto per la sua dignità. E per quanto si possa dare varie ed eventuali interpretazioni del significato di "dignità" credo che ognuno possa riconoscere con certezza la propria, di dignità. E negare l'aiuto a Chantal vuol dire prendere a calci la sua dignità, per quello che lei ritiene essere e significare!
Tanto si dibatte sul tema dell'eutanasia: se sia giusto o meno applicarla, dal momento che effettivamente nessuno ha diritto di togliere la vita a qualcun'altro. Io posso avere una precisa opinione in merito, ma come ho già detto, non è la mia opinione che conta... ma soltanto quella della parte in causa; perciò solo Chantal - che conosce le sue ragioni e ne ha il sacrosanto diritto, accidenti! - ha diritto di parlare. E' un tema complesso, il caso di Welby è ancora ben saldo nella memoria di tutti noi... si può davvero giudicare la sua scelta? Eh sì, perchè parliamo proprio di questo: la sua scelta. Una scelta ragionata, una scelta cui si è giunti senza costrizione ma frutto di una volontà. Una scelta dettata da chi - lui soltanto - sapeva bene il problema e poteva giudicare al meglio. La sua scelta, semplicemente. E qualcuno di noi ha diritto di fare obiezione su tale scelta?
Ebbene, io rivendico il diritto per ognuno di poter decidere liberamente e che non si deve giudicare questa scelta. Se queste persone malate, sofferenti maturano questa consapevolezza, maturano la volontà di porre termine al loro male è più che mai giusto RISPETTARE le loro ragioni, la loro volontà. Io rivendico il diritto di lasciar decidere a coloro che sono i soli a poterlo fare. Tutto qui. Non sto a dibattere se sia giusta o meno l'eutanasia (non ho la presunzione di poter giudicare una cosa simile), ma chi ne fa espressa richiesta (frutto della propria volontà) andrebbe ascoltato, aiutato e non rifiutato. Perchè il giudice, una volta emessa la sentenza se ne va a casa, il malato rimane abbandonato con il suo male.
Riflettiamo tutti attentamente su cosa significhi la parola Pietà: potrebbe avere un senso diametralmente opposto a ciò che abbiamo creduto finora. Grazie.

il dalai lama non deve dimettersi

Scaduto l'ultimatum della Cina nei confronti dei "colpevoli" delle manifestazioni dei monaci tibetani, la repressione di Pechino è scattata durissima e violenta, come c'era da immaginare. La situazione è grave, gravissima e starne a parlare, francamente, mi pare inutile. No, non serve a niente parlarne...

La Cina è più che mai convinta che dietro a queste agitazioni ci sia la mano del Dalai Lama e della sua "cricca" (tanto per fare una citazione testuale) e il Dalai Lama, preoccupato che la situazione possa degenerare ulteriormente, ha dichiarato di essere pronto a dimettersi per evitare che la crisi diventi incontrollabile; questo quanto dichiarato dallo stesso leader spirituale dei tibetani nel corso di un incontro con la stampa a Dharamsala, in India - sede del parlamento tibetano in esilio. Il Dalai Lama ha detto che la sola possibilità di scelta per evitare che le cose vadano fuori controllo è quella delle dimissioni.
L'unico modo per evitare le violenze. Ma sarà davvero così? Una volta dimesso lui, per il Tibet le cose andranno meglio?
Io non so rispondere... ma un terribile dubbio serpeggia...
Io penso che le dimissioni del Dalai Lama sarebbero un errore: quasi come un gesto di rassegnazione e di rinuncia; quasi un modo per dare ragione, per darla vinta a questa Cina che non rispetta, che non sa rispettare il Tibet. No, credo che la rinuncia sarebbe assolutamente sbagliata e forse rischierebbe addirittura di aggravare la situazione, la posizione del Tibet.
A questo punto, credo che la comunità internazionale dovrebbe intervenire, dovrebbe alzare la voce, fare qualcosa per risolvere la crisi e promuovere il rispetto dovuto al Tibet. Voltare ancora la testa per non vedere ciò che sta accadendo là fuori (come del resto capita tanto spesso in altre zone della Terra) è qualcosa che non possiamo più permetterci...
Non bisogna lasciare solo il Tibet. Non bisogna lasciare solo il Dalai Lama. Non di deve!

domenica 16 marzo 2008

solidarietà per il tibet

Come un film spiacevole che già troppe volte è andato in onda e che continuerà, nostro malgrado, a contare passaggi su passaggi, ancora atroci, quanto vergognose, scene di violenza ai danni di inermi oppressi da un Potere ottuso e tirannico che non lascia scampo.
Il Tibet. Tensione altissima perchè i monaci sono scesi in piazza per protestare contro il governo cinese. Le autorità cinesi puntano il dito contro il Dalai Lama, accusandolo di essere l'ispiratore e fomentatore dei disordini scoppiati a Lhasa.
Ma sappiamo tutti fin troppo bene che la verità è un'altra. Una verità abilmente manipolata... ma che in fondo, per quanto possa essere oscurata, è ben nota a tutti noi.
Quando la Cina inizierà a fare Mea Culpa? Quando lascerà in pace il Tibet? Quando smetterà la sua campagna diffamatoria verso il Dalai Lama? Quando cesseranno le violenze? Le menzogne? Solo 10 morti dichiarati quando in verità sono a centinaia: QUANDO?
... E fra cinque mesi iniziano le Olimpiadi. Giochi che sono l'emblema stesso della tolleranza, dell'unione, della pacificazione: come può un Paese incapace di rispettare il sacrosanto diritto alla libertà assumersi la responsabilità di organizzare, nel pieno spirito che la manifestazione ispira, una Olimpiade credibile? Lo dico col cuore in mano (niente esiste di più bello, genuino e vero dello sport per unire le genti): forse Pechino 2008 dovrebbe essere messa in dubbio... boicottata (come qualcuno dice da un po')... perchè il non saper rispettare è la colpa peggiore di cui ci si possa macchiare; e la Cina dimostra la sua totale incapacità di rispettare... Sì, forse ci si dovrebbe fermare a riflettere e forse si dovrebbe fare un passo indietro: chiaro segno di una presa di posizione forte e decisa... già, ma la posta in gioco, gli interessi da preservare sono tanti, sono troppi, vero?
ESPRIMO LA MIA PIENA, TOTALE SOLIDARIETA' AL TIBET: CHE LE SUE TRIBOLAZIONI E SOFFERENZE POSSANO GIUNGERE AL TERMINE AL PIU' PRESTO, IN UN MONDO CHE SIA IN GRADO D'IMPARARE IL RISPETTO.

venerdì 14 marzo 2008

matrimonio... (d'interesse?)

Ahhh... il matrimonio! Secondo Berlusconi - rispondendo alla domanda di una giovane precaria che gli domandava come può, in questi tempi critici, un giovane formarsi una famiglia e comprarsi una casa - per sopperire al problema della "precarietà giovanile" sarebbe sufficiente sposare un rampollo figlio di padre altolocato/milionario... come ad esempio suo figlio...
Benissimo: io sono su piazza, libera come l'aria e... (come si suol dire) "in età da marito" e dal momento che ahimè il destino di precariato incombe sulla mia testa, beh, pare che abbia i requisiti richiesti per ambire alla mano del rampolo!!!
Santi Numi! Però non sono tanto sicura che il rampollo in questione faccia i salti di gioia all'idea di unirsi in sacro indissolubile matrimonio a una giovane, volenterosa e proletaria precaria... E allora? Beh, a questo punto, mi viene da pensare che se per Berlusconi il matrimonio d'interesse sia l'unica via di salvezza dal "precariato" e constatando che contrarre tale matrimonio risulti, a dir poco, improbabile... non ci aspetta, a noialtre, null' altro se non un destino da zitelle (e precarie...).
Penso che Silvio sia affetto da una strana, quanto sconosciuta, "sindrome pre elettorale": soggetto com'è, nelle fasi immediatamente precedenti al voto, a uscirsene con frasi quantomeno infelici...
Io dico solo una cosa: la piaga del precariato per i giovani è uno dei guai più gravi del nostro Paese, uno dei problemi più ostinatamente nascosti, rimandati, rinnegati... ma pericolosamente lampanti; perciò invece di perdersi in una sorta di "ironia da quattro soldi", chiunque sia ad insediarsi fra un mesetto pensi a risolvere il problema CONCRETAMENTE invece di parlare a sproposito... invece di chiamare il futuro del Paese "bamboccioni"...
Infine, ritornando a Berlusconi: invece di perdere tempo a dire certe ca...volate, pensasse piuttosto a fare una campagna acquisti decente per la prossima stagione del Milan, perchè io non ho alcuna intenzione di dover subire, la prossima stagione, un'altra vergognosa eliminazione in Champions agli ottavi (noi che siamo la Champions!!!) nonché un'altra "arrancata da paura" per raggiungere il quarto posto in campionato!!! ;-)

domenica 9 marzo 2008

parigi vale bene una "sconfitta onorevole" (?)

L'Italia, dopo la spiacevolissima parentesi gallese, torna alla "sconfitta con onore" nel penultimo match del sei nazioni perdendo contro la Francia con il punteggio di 25-13 in favore dei galletti.
Parigi vale bene una sconfitta onorevole? Chissà... fatto sta che di nuovo ci ritroviamo tra le mani una sconfitta che non meritavamo del tutto ma che alcune nostre ingenuità ci hanno costretto ad incassare a denti stretti. Sì, perchè in tutta onestà s'è visto che la Francia è più organizzata di noi ecc. ma non è apparsa (come le altre avversarie del resto... a parte il Galles, s'intende...) invincibile e di nuovo passiamo per la "povera Cenerentola del torneo che fa tanta tenerezza perchè ci prova nonostante tutto", noi non siamo così e siamo sinceramente stanchi di questo ruolo che ci hanno appioppato addosso e ci costringono a portare...
Va detto che forse l'Italia ha più motivo di biasimo verso se stessa in questo torneo 2008 (per sconfitte che potevano valere altrettante vittorie) e nello specifico nella partita di oggi contro i francesi: con meno errori da parte nostra poteva andare diversamente; e certo che queste gravi disattenzioni la nostra squadra non se le può più permettere, proprio per dimostrare il prestigio e la credibilità che ci siamo guadagnati con sacrificio negli anni. Già, perchè quando la Francia è andata in meta (dopo 13 minuti) e si è portata avanti di 7 punti non ci siamo scoraggiati e con un piazzato di Marcato abbiamo accorciato le distanze... ma il solito "erroraccio" incombeva: un "avanti" di Canale proprio a cinque metri dalla linea di meta ci ha impedito di avvicinare ulteriormente (e a quel punto, superare momentaneamente) gli avversari - con grande gesto di stizza del povero Mallett memore di ciò che analogamente era accaduto contro il Galles, anche lì un'altra meta sprecata per uno sciagurato "avanti". Sì, queste "piccole ingenuità" (che possono capitare, nessuno vuol colpevolizzare i ragazzi) alla fine si pagano... Ora, non è che abbiamo perso per questo episodio o per un altro, ma le sopracitate ingenuità sommate le une alle altre, insieme, definiscono il quadro delle nostre sconfitte, sempre a causa dei nostri troppi errori più che per la reale superiorità disarmante dei nostri rivali. E questo ci fa male, è questo che ci rode e manco poco! Perchè pare sempre che quando siamo sul punto di fare il salto di qualità, nel momento cruciale... ci perdiamo in un bicchiere d'acqua. ;-(
E la cosa peggiore è che questo i nostri avversari lo sanno bene! Se lo aspettano, lo pregustano e lo danno per scontato... Insomma, sanno che noi sbaglieremo! Per esempio, l'altro giorno Le Monde ha scritto che il ct francese Lievremont "ha cambiato ancora perchè con l'Italia si corrono pochi rischi" come a dire che davano per scontato la nostra sconfitta... e Mallett ha giustamente risposto che "le partite vanno giocate e solo DOPO averle giocate si sa il risultato", parole sante!, e poi ha aggiunto che è evidente che per la Francia cambiare giocatori assume un significato diverso rispetto a ciò che vuol dire per l'Italia, considerato che il loro campionato è di alto livello. Per farla breve, oltralpe già sapevano di vincere prima di scendere in campo! (ok, effettivamente hanno vinto... ma il punto è un altro!) A parte il fatto che i francesi in generale hanno questo "vizietto" di ritenersi SUPERIORI a noi italiani, abitudine che mi irrita non poco (e poi ancora non ho capito da dove ne trae origine questa loro consapevolezza di "presunta superiorità" rispetto a noialtri...), non mi pare cosa nientaffatto elegante sottolineare in questo modo quelli che sono i nostri limiti e le nostre debolezze rispetto a loro (debolezze che non sono comunque colpe...) e quasi ostentare il loro prestigio; assolutamente senza un briciolo di eleganza! Poichè anche se è vero, anche se era più o meno ipotizzabile una nostra sconfitta... credo che non sia giusto bollarci sempre come gli ultimi della classe che "s'impegnano ma più di tanto non ci riescono". Ed è per questo che dobbiamo cercare di limitare, correggere, eliminare queste piccole ingenuità che rovinano in un colpo solo quanto costruito in precedenza con fatica e sacrificio. Possiamo e dobbiamo farlo. Perchè non vogliamo dargliela vinta, a nessuno!
Perchè siamo stufi di fare la carità ai nostri avversari...
Se vogliono batterci, beh, dovranno attrezzarsi per demolirci!
Bene, sabato è di scena l'ultimo match al Flaminio contro la Scozia; speriamo davvero di vincere per evitare il cucchiaio di legno e cercare di limitare l'amaro, amarissimo sapore di questo sei nazioni. Un vivace, chiassoso, gioioso Flaminio sia dalla parte della nostra meravigliosa, impagabile, splendida Italietta proletaria e operaia... bistrattata e compatita da tutti ma che ha più onore e dignità di tutti gli altri messi insieme!!!
Siamo con voi, ragazzi!!!!!!! (^_^) ;-))))

sabato 8 marzo 2008

8 marzo, ovvero educazione al rispetto dei diritti e della dignità della donna



Oggi è l'otto marzo. Un leggero cenno di primavera oltre il vetro della finestra, una bella giornata. Oggi è l'otto marzo. Quante gialle mimose passeranno di mano in mano... prima di essere gentilmente donate a una donna? Tante, tantissime. Oggi è l'otto marzo. Il dono floreale ci piace, ci lusinga, ci rende felici... ma c'è ben altro che conta: altro modo in cui pretendiamo che ci sia usato rispetto. Un rispetto spesso negato, un rispetto che viene sistematicamente preso a calci da questa società patriarcale, maschilista e bigotta. Noi abbiamo necessità di ben altro rispetto. E pare che l'unico modo per avere il Rispetto che ci è dovuto sia quello di alzare la voce, di scendere in piazza e gridare, gridare ed esigere che i nostri diritti vengano rispettati da chi PRETENDE DI DECIDERE PER NOI! E questo è inaccetabile.

Sì, perchè in questi ultimi tempi sono tornati di grande attualità temi che credevamo di aver messo al sicuro (in merito ai nostri sacrosanti diritti) già da decenni, ma che invece - come tristemente devo registrare - sono più che mai messi a repentaglio da una manciata di esaltati falsi moralisti ipocriti che parlano, senza sapere; parlano solo per il gusto di far muovere l'aria. Negli ultimi mesi le conquiste che faticosamente le generazioni passate hanno fatto, combattendo duramente per affermare loro stesse, traballano e più che mai si ha l'esigenza di scendere di nuovo in campo per riaffermare con forza il nostro diritto alla dignità, alla libertà di scelta. In barba a questa società che vorrebbe farci stare zitte.

Un plauso a tutte le manifestazioni che si svolgeranno in queste ore. Manifestazioni atte a rivendicare il DIRITTO di ogni donna all'autodeterminazione, alla libertà di scelta... sempre e comunque!

In occasione della festa della donna, è uscito in sala il film documentario (presentato al festival di Locarno) di Alina Marazzi "Vogliamo anche le rose" che, grazie all'ausilio di immagini di repertorio Teche Rai e super 8 originali, illustra la fase che - a cavallo tra i '60 e i '70 - ha portato la donna alla presa di coscienza verso se stessa e a combattere per i propri diritti; grazie alla liberazione sessuale e al movimento femminista.

Spunto iniziale del film sono i diari di tre donne, Anita, Teresa e Valentina. Il loro racconto personale accompagna e sottolinea nel film i cambiamenti della società in quei vent'anni. Anita nel '64 è adolescente: nel suo diario annota come la cultura borghese e cattolica la spinga a vedere la sessualità come peccato; Teresa nel 1976 ha vent'anni, è incinta ma l'aborto è ancora illegale ed è costretta a ricorrere a un aborto clandestino doloroso e segreto nella solitudine d'un appartamento romano; Valentina, nel 1977, è invece impegnata nel movimento femminista. Queste tre vicende private hanno lo scopo di rievocare un'epoca: dalle manifestazioni femministe alle rivolte studentesche, dall'ingresso delle donne nel mondo del lavoro al cambiamento dei costumi. La Marazzi riporta quelle immagini significative che hanno l'obiettivo di restituire un'atmosfera, un'identità collettiva, un'immagine condivisibile senza essere di parte. Vogliamo anche le rose è quindi un documento estremamente importante per (ri)scoprire uno dei periodi più vivaci della nostra storia recente.

Altre informazioni su: www.vogliamoanchelerose.it

Mi auguro che tutto questo faccia riflettere su ciò che (forse) ci siamo lasciati alle spalle e che speriamo non torni mai più. In tanti hanno la memoria corta, cortissima e non rammentano che ancora non più tardi del '66, in Italia, la contraccezione era considerata un reato contro la stirpe; che la potestà, in famiglia, era esercizio esclusivo dell'uomo. Che solo nel 1980 fu abolito il "delitto d'onore". E tutte le altre battaglie vitali per i diritti civili che oggi potrebbero apparire scontati ma che non lo erano fino a ieri: l'introduzione del divorzio, la legalizzazione della pillola, il nuovo diritto di famiglia, la legge 194 sull'aborto, la violenza sessuale finalmente considerata un delitto contro la persona e non contro la morale. Tutto questo non era scontato, fino a ieri. Perciò va difeso... anche alzando la voce, se sarà necessario!

Perciò piuttosto che regalare mazzetti di mimose, regalate rispetto per la dignità della donna. E' sicuramente un valore MOLTO più importante. Grazie!

venerdì 7 marzo 2008

i cento anni di nannarella








Oggi si celebra il centenario della nascita di Anna Magnani.

1908 - 2008

La più grande attrice italiana.






"Non so se sono un'attrice,

una grande attrice o una grande artista.

Non so se sono capace di recitare.

Ho dentro di me tante figure,

tante donne,

duemila donne.

Ho solo bisogno di incontrarle.

Devono essere vere,

ecco tutto."


Anna Magnani