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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

domenica 21 dicembre 2008

a che punto sono i diritti umani, dopo sessant'anni?

Sessant'anni di diritti umani: bisogna agire affinché siano rispettati davvero





Una decina di giorni fa, esattamente il 10 dicembre, si è celebrato l'anniversario dei 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani. Mai in modo così netto erano stati sottoscritti da molti Stati i diritti di ciascun individuo. I rappresentati dei 51 Paesi si riunirono a Parigi per firmare, col benestare dell’Onu, la Dichiarazione: trenta articoli per reimpostare la convivenza tra i popoli, all’indomani dell’immane distruzione e divisione causata dalla seconda guerra mondiale.
Ma il pieno, totale raggiungimento del rispetto e riconoscimento reale dei diritti umani per tutti, in molte nazioni, è ancora utopia. Oltre un miliardo di persone nel mondo soffrono (e muoiono) di fame; in moltissimi sono vittime di intolleranza religiosa, sessuale, di repressione, pena di morte. E moltissime di queste vittime sono donne: è una delle violazioni più diffuse; infatti almeno 23 Stati hanno leggi che discriminano il sesso femminile. Gli abusi si manifestano, come detto mille volte, soprattutto tra le mura domestiche; si stimano, inoltre, 2 milioni di schiave del sesso.
Relativamente alla pena di morte: sono 123 i Paesi che la praticano, con 1252 esecuzioni nel 2007 secondo Amnesty, Cina e Usa in cima alla lista. La libertà d’espressione e dissenso è limitata o addirittura negata in almeno 77 Paesi. I minori sono, anch’essi come le donne, le prime vittime della mancanza del riconoscimento dei diritti umani: usati in guerre, abusati o menomati dalle mine antiuomo.
“Bisogna agire e non limitarsi a celebrare”, dichiara Amnesty International. Mi ha tolto le parole di bocca! Non abbiamo bisogno di celebrazioni e anniversari: bensì di garanti a tutela del Rispetto; del rispetto della vita, della libertà, della dignità di ciascun essere vivente. Abbiamo bisogno che i più vergognosi abusi sui più deboli cessino. Abbiamo bisogno che ciascuno sia libero di essere quello che vuole (almeno finché ciò non arreca danno a nessun altro), che ciascuno sia libero di professare la propria religione, di esprimere liberamente le sue idee. Abbiamo bisogno che gli omosessuali, in tutti i Paesi, non debbano temere di uscire allo scoperto per paura di persecuzioni, arresti, torture e morte… depenalizzare, in una parola (ché opporsi a tale depenalizzazione è un crimine contro l’umanità… nevvero?). Abbiamo bisogno di bambini che possano crescere in ambienti sicuri e protetti, dove possano andare a scuola e non sui campi di battaglia o abusati in maniera innominabile da sordidi depravati occidentali.
Abbiamo bisogno, HO BISOGNO, che le donne siano libere di essere donne! Senza il terrore di essere discriminate e oltraggiate dall’uomo per questo. La Dichiarazione verrà rispettata solo quando DAVVERO le donne potranno uscire da sole la notte, senza paura di essere aggredite… e peggio ancora. Questo è il testo dell’articolo, il 31, che ho scritto per l’iniziativa di Amnesty in cui si chiedeva di aggiungere il nostro personale articolo alla Dichiarazione. Non credo che vi sia difficile immaginare il tema del mio articolo. Questo è ciò che ho indicato, come mio 31esimo articolo, come conquista irrinunciabile di un mondo che possa considerarsi a ragione “civilizzato”: “Che ogni bambina, ragazza, donna in qualsiasi parte del mondo sia rispettata, che abbia diritto all’istruzione, alla tutela e alla protezione. Che possa decidere liberamente cosa fare e chi amare/sposare. Che nessuna donna sia più costretta a violenze, umiliazioni e sottomissione. Che nessuna donna sia violentata, mutilata e uccisa da uomini. Che nessuna donna sia discriminata rispetto ad un uomo. Che in nessuna parte del mondo bambine debbano rimpiangere di essere nate femmine”.
Non è più il momento di ATTENDERE, inerti, un mondo che sia migliore. È ora di andarselo a costruire, un mondo migliore.
Ecco, il testo completo, con i 30 articoli.






Fao: 963 milioni senza cibo
A pagare la crisi economica saranno soprattutto i più poveri del mondo. Il numero di chi soffre la fame quest’anno è aumentato di 40 milioni di persone (da 923 a 963): non c’era mai stato un picco del genere; e tra non molto si raggiungerà la cifra di 1 miliardo di affamati. Questo è quanto prevede il Rapporto sullo stato d’insicurezza alimentare 2008 della Fao. L’obiettivo del Millennio di dimezzare la fame entro il 2015 appare quanto mai irraggiungibile; con l’impennata dei prezzi del cibo, dal 2005 al 2007, le persone denutrite invece di diminuire sono aumentate di 75 milioni.
“Ci vuole volontà politica per raggiungere l’obiettivo del Millennio” ha detto il direttore generale della Fao Jaques Diouf. L’investimento necessario non è impraticabile: servono solo 30 miliardi di dollari l’anno per raddoppiare la produzione agricola mondiale. “Stiamo parlando di una cifra pari all’8% dei finanziamenti destinati all’agricoltura nei Paesi Ocse. Di fronte a questo paragone mi viene da dire yes we can”, continua Diouf, aggiungendo che gli 11 miliardi di finanziamenti annunciati al vertice internazionale sull’emergenza fame di giugno non si sono ancora visti.
Dunque, 963 milioni gli affamati nel mondo; 40 milioni in più, solo nel 2008, le persone denutrite; 583 milioni le persone affamate in Asia nel 2007; il 65% degli affamati vivono in soli 7 Paesi: India, Cina, Congo (76% i congolesi denutriti dopo lo scoppio della guerra civile, prima erano il 29%), Bangladesh, Indonesia, Pakistan ed Etiopia; +20% il prezzo dei cereali rispetto all’ottobre 2006.
Quanti, soprattutto bambini, l'ingordigia di una porzione del mondo ha sulla coscienza?

20 commenti:

l'incarcerato ha detto...

Bel post Silvietta cara! Sicuramente rispetto al passato si sono fatti balzi a vanti per il rispetto dei diritti umani, ma è anche vero che c'è un inversione di tendenza.

E perfino nei Paesi considerati "civili" e "democratici" come il nostro alcuni diritti che sembravano inviolabili si stanno mettendo in discussione.

D'altronde da noi la tortura non è un reato...

Federica ha detto...

senza dubbio sarebbe da denunciare la nuova tendenza a limitare i diritti anche nei paesi civili in nome della paura e della lotta al terrorismo!

Una piccola nota triste: la dichiarazione (o forse i patti del 66 in questo momento ho un vuoto) stabilscono il diritt di ciascuno a lasciare il proprio paese ma non garantiscono il diritto di entrare in un altro... carino sostare nelle acque internazionali vero?

pansy ha detto...

..oggi sento dolore. oggi leggendo queste notizie, voglio solo piangere.

katiu ha detto...

E' vero, in 60 anni sono stati fatti passi da gigante, ma sono ancora molte le cose da sistemare. E molte sono ancora le persone che soffrono per diritti negati, per violenze, per abusi, torture e fame.

Uomini, donne, bambini. Bianchi, rossi, neri. Biondi e castani, alti e bassi, magri e grassi.
Non siamo tutti uguali? Non abbiamo tutti 2 occhi, 2 braccia e 2 gambe?!?

I "diritti umani" dovrebbero dare la possibilità a tutti di essere trattati come tali, ovvero come essere umani.

Mali Cunfusioni ha detto...

vero e giusto.

le celebrazioni fatte per il 60° sono state un modo per ricordare che i diritti dell'individuo esistono, sebbene in numerosi paesi nel mondo non vengano rispettati.

effettivamente parlarne oggi dopo 60 anni, sapendo da quale causa e in scenario sono nati, è più che anacronistico e fa capire l'incapacità del genere umano a cambiare i suoi difetti fondamentali.

Silvia ha detto...

In molte parti, temo, la tortura non è considerata reato...

***

Federica, hai puntato l'attenzione su una cosa verissima: il dramma di migranti forzati rifiutati dai Paesi che dovrebbero accoglierli...

:*-(

articolo21 ha detto...

Noi intanto ci siamo. Sulle nostre gambe e le nostre parole la battaglia continua.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Quoto l'Incarcerato.

Osservo che oltre ai molti passi che ancora in tanti Paesi vanno fatti per far rispettare le donne, ci sono Paesi che ritenevamo "civili" come dice appunto l'incarcerato, che stanno anch'essi avendo una pericolosa recrudescenza maschilista.

stella ha detto...

Dobbiamo cercare di migliorarci sempre...

Bisogna partire da noi.

Silvia ha detto...

Daniele: sì, lo penso anch'io questo. I Paesi cosiddetti "civilizzati" sono quelli che, nell'ombra, nascondono le forme più subdole di discriminazione e maschilismo...

Come l'Italia, ad esempio...

Rosa ha detto...

In un villaggio nella giungla dell’India centro-occidentale una cinquantina di donne sono state aggredite dagli altri abitanti, che le hanno picchiate a sangue, bastonate e rapate a zero perché ritenevano che le vittime fossero streghe: lo hanno reso noto fonti della polizia dello Stato indiano del Chhattisgarh, uno dei più poveri della Federazione, dove si è consumata la caccia alle presunte fattucchiere, sulla quale e’ stata aperta un’inchiesta penale.
Sembra che gli assalitori abbiano agito dietro consiglio di un santone locale, a detta del quale punendo in quel modo le ’streghe’ si sarebbero guadagnati la protezione dagli spiriti maligni; la persecuzione, momento culminante di una cerimonia di purificazione di massa per allontanare il malocchio dal villaggio, e’ andata avanti per ben nove giorni di fila.
In India il fenomeno della caccia alle streghe è tuttavia ancora molto diffuso; tanto che tre anni fa le autorità centrali dovettero promulgare un’apposita legge sulla Stregoneria, che prevede pene detentive fino a cinque anni per chi attacchi una donna con tale movente.
Nell’intero Paese ogni anno sono trucidate diverse decine di donne indifese, che prima del supplizio sono sovente costrette a camminare lungo le strade completamente nude, mentre la folla le prende a calci, pugni e sassate.

Follementepazza ha detto...

sarebbe davvero fantastico svegliarsi un giorno e vedere che non esiste più il diverso inteso con il dispezzo...
che a tutti i bambini sia data la possibilità di un infanzia serena...
che la violenza cessi di esistere...
poter essere liberi di fare e dire ciò che si pensa(naturalmente senza ledere gli altri)dovrebbe essere un diritto per tutti...
pochi passi sn stati fatti verso il progresso di una civiltà civile ,penso, molte delle cose ottenute sn solo a livello teorico...


un saluto..ciau

Luana ha detto...

Giusto.
E' importante che si ricordino i 60 anni però, perchè ancora sono violati in ogni paese, ogni, anche il paese più civile li viola a modo suo...quindi rinfrescare la memoria è necessario, si certo sono stati fatti passi in avanti, ma siamo lontani dalla meta ancora, come tu hai sottolineato nel tuo bel post.
Ti abbraccio

Roberto ha detto...

Certo che la situazione è migliorata ma in certi zone del mondo la situazione è critica...
...e non c'è bisogno di allontanarsi troppo....


Ciao
Auguri di buone feste a te e a tutti i tuoi cari

Silvia ha detto...

Rosa, grazie per il tuo intervento. Ciò di cui hai raccontato è fatto "normale", ahimé, in India e sembra che le autorità siano incapaci di agire in maniera significativa per far cessare tali superstizioni...

In marzo ne parlai anch'io di un caso di "strega" torturata in India.

:*-(

il Russo ha detto...

Diritti? dIRITTI? Comunque lo si scriva in questo paesucolo è ridicolo...
Parlando di cose più futili, pronta ad un santo natale consumistico all'ennesima alla faccia della crisi?

Le Favà ha detto...

Siamo presi male cara Silvia.
E non conta nulla se non si agisce insieme. A un potere forte, un gruppo di persone o associazioni che si mobilitano nell'indifferenza generale fa un baffo.


Se la popolazione è lobotomizzata, e non vede dove potrebbe anche vedere, è che gli fa comodo. Semplicemente...

Purtroppo.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Io avrei scritto "serve il rispetto per gli esseri umani". Questo, non solo per le donne perchè è già di per sè una discriminazine.L'essere umano, perchè prima d essere uomini o donne siamo persone e esseri umani.
Senza nessuna differenza.
un abbraccio

Calliope ha detto...

Ciao mia geniale futuro Nobel letteratura.
Ti auguro un magico natale...
con affetto e stima sincera una fata (senza bacchetta magica)
Che la magia del natale ti regali ciò che il tuo cuore desidera..
un bacione.

Silvia ha detto...

Marco, sì, inteso come genere umano, indipendentemente da sesso, religione, etnia ecc. è qualcosa di scontato. Ma, caro, sappiamo bene che quando si tratta di uomini e donne... ci sono sempre (stati) due pesi e due misure... e l'abominio che fanno alle donne agli uomini non lo fanno... credo che non serve che ti cito per nome l'entità delle aberrazioni che fanno alle donne...

Senza contare che le donne hanno meno possibilità di difendersi: insomma, le bambine costrette a sposarsi e ad avere rapporti sessuali a 8 anni con uomini di 30/40 anni più vecchi non possono essere inserite in un insieme più ampio di diritti umani non concessi...