CLICK HERE FOR BLOGGER TEMPLATES AND MYSPACE LAYOUTS »
"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

domenica 23 novembre 2008

50 mila donne in piazza...

… perché, dovete sapere, al mondo non c’è niente di più pericoloso… di un branco di donne inferocite, disposte a tutto per difendere i propri diritti…
Ma, niente panico, non ho lanciato nessuna molotov… il mio amico articolo21 può stare tranquillo!!!
Ieri è stata una grande adunanza di donne, giovani e meno giovani, capelli scuri e capelli grigi, unite, sì, certamente nella lotta, ma prima ancora di questo: unite nella RITROVATA CONSAPEVOLEZZA di doverci unire, come unica via, per trasformarci in una “fortezza” capace di difenderci dagli abusi di uomini e di un Potere che vorrebbero farci soccombere alla loro legge. Si è invocato il valore della SORELLANZA, quella grande forza che unisce tutte le donne e ci rende identiche, ci rende uguali, ci rende in grado di rivendicare tutte assieme i nostri diritti e la difesa dei nostri corpi.
Musica, colori, slogan, manifesti, pelli chiare e scure, giovani, bambini e anziane, diverse tonalità di una medesima tavolozza che ha realizzato un dipinto magnifico! Non mi sono mai sentita così viva, così me stessa come ieri! Ho trovato il mio habitat naturale, ho trovato la dimensione che mi fa pulsare il sangue nelle vene e anima la mia coscienza, il mio cuore e il mio spirito. E’ stato come incontrare la pazzia all’interno di un percorso di consapevolezza e senno che io ho iniziato a percorrere dall’età di 10-12 anni; quando scoprii la mia anima femminista. All’epoca, lessi un’intervista a un’attivista degli anni 70, non ricordo bene chi fosse, e ne rimasi sconvolta, capii molte cose che fino ad allora avevo ignorato. Effettivamente, fino a quel momento, nella mia ingenuità infantile, quando mi capitava di “incontrare” nei libri di Storia, nei documentari ecc. cenni alla “condizione femminile nelle epoche passate” tiravo un sospiro di sollievo, ero contenta e mi ritenevo fortunata ad essere nata in un secolo in cui le donne avevano raggiunto la parità con gli uomini. M’ingannavo. Ebbene, leggendo l’intervista a questa donna, questa femminista dei 70s, come dicevo, capii tante cose, nel caso specifico l’intervistatore ad un certo punto le domandò come vedeva la condizione della donna oggi e se era soddisfatta della parità raggiunta, dopo anni di lotte. Lei diede una riposta che mi spiazzò, che mai avrei immaginato: disse che non solo la parità non era raggiunta, ma che addirittura le conquiste degli anni del movimento di liberazione sessuale… si stavano perdendo. Restai senza parole! Ma come, e io che mi beavo dell’epoca in cui vivevo?! Lei spiegò che se ci guardavamo attorno i posti di potere nelle aziende o in politica sono tutti ancora appannaggio, onnipresente, degli uomini, che le donne continuano ad avere poco spazio, che in televisione la donna fa la “valletta” e mai un ruolo attivo e meno denigrante; disse che ancora oggi l’unico modo che ha la donna per emergere è degradarsi, è umiliare la propria dignità degradandosi, appunto, a oggetto sessuale per compiacere il maschio, che ancora solo attraverso il proprio corpo una donna ha qualche chance di farsi notare…
Io non avevo capito niente. Sì, d’accordo ero una bambina: ma come avevo potuto non accorgermi di una verità così lampante?? Da quel momento ho aperto gli occhi, da quel momento ho trovato la consapevolezza, ho smascherato l’ipocrisia di una società viscida che ci parla di parità… ma che nell’ombra ci discrimina in maniera peggiore di prima: dal momento che è una discriminazione nascosta e quindi più subdola.
Da quel momento ho fatto la mia scelta tra essere una svampita o una donna consapevole. Indovinate cosa ho scelto??
Per farla breve, da allora con occhio attento e critico ho osservato la società circostante e dolorosamente, sempre più, ho compreso quanto quell’attivista avesse ragione e quanto si dovesse combattere per il nostro diritto ad essere donne in un mondo che sappia, finalmente, imparare il Rispetto. Negli anni sono diventata sempre più schierata ed… esaltata (diciaaaaamoloooo!!!)… al punto che adesso sono fuori controllo… e non posso che peggiorare….!!!!!
Ora sapete la mia “educazione femminista” da dove trae origine! E mi capirete nelle mie posizioni e nelle mie ragioni: è un qualcosa che fa parte del mio dna e della mia anima… come la scrittura; femminismo-scrittura, scrittura-femminismo sono gli elementi che compongono il mio sangue, le mie ossa, la mia coscienza!
Ieri è stata una grande giornata di lotta e di enormi sensazioni. In realtà, sono un po’ avvilita perché non sono potuta arrivare alla fine del corteo, a Piazza Navona, e sono tormentata per questo; perché con me c’era anche mia madre (per chi sa…) e a metà percorso si è sentita stanca ed è voluta tornare a casa (purtroppo, lei non ha il fisico e la costanza per tali contestazioni) e con la morte nel cuore ho dovuto lasciare a metà la sfilata… che con tanto amore e impegno avevo preparato da un mese. Di questo sono piuttosto avvilita: mi sembra di aver fallito, mi sembra di non fare a sufficienza ciò che dovrei, mi sembra che potrei fare molto di più e non lo faccio. Mi sento così inutile e impotente (anche se mia madre dice che non è vero che sono inutile... e non devo essere avvilita). Ci tenevo tanto a concludere il tragitto e invece…

Nonostante il momento di avvilimento, io non mi fermo qui. Io devo fare di più, non posso stare con le mani in mano. Questo che mi sia da monito e da insegnamento a continuare con più ardore e convinzione questa battaglia, questo percorso, questa missione!
E… al corteo dell’8 marzo… ci vado da sola!!!!!!!!!

Più giù, vedrete delle foto che ho scattato ieri a diversi manifesti. Ce n’era uno che purtroppo non ho fotografato ma mi pare calzante con i recenti “tumulti” registrati nel mio blog, recitava così:

“3mate 3mate le streghe son tornate”.


Vorrei ringraziare la mia cara amica Viola: unite nella lotta!!!! E tranquilla, la prossima volta ci organizziamo meglio per fare quello striscione: strappo un lenzuolo dal mio letto!!!!!!!!!





Cito qualche stralcio preso dai volantini che circolavano ieri in piazza:

Da femministe socialiste rivoluzionarie: Unità di genere contro la violenza patriarcale

(…) Le donne sono colpite ogni giorno direttamente: le loro particolari capacità e potenzialità sono misconosciute. Inoltre un vero e proprio femminicidio per mano patriarcale minaccia la vita delle donne e per questo colpisce l’umanità tutta. Milioni di donne cadono vittime della violenza patriarcale: ad essere colpite in primo luogo sono le donne che si ribellano alle norme, le donne che alzano la testa e affermano la propria umanità.
(…) Oggi siamo in piazza per dire no alla violenza patriarcale, in tutte le sue forme. La violenza patriarcale ha radici antiche che si sono saldate con i diversi poteri coercitivi ed oppressivi. Le religioni, gli Stati (anche democratici) e la politica si basano sulla violenza patriarcale, la mutuano e a loro volta alimentano (in forme e modi molto diversi) la sottomissione del genere femminile.
(…) Le “normali” famiglie, i posti di lavoro, i quartieri, le scuole sono tutti luoghi in cui la volgarità maschilista e patriarcale spesso combinata al razzismo attecchisce. Sono le battute, i volgari luoghi comuni, le molestie, fino alle violenze vere e proprie che scorgiamo e fronteggiamo nella vita di ogni giorno. Riconoscere i nemici del genere femminile e quindi dell’umanità tutta è fondamentale per chi, come noi, vuole combatterli e impegnarsi per la liberazione complessiva.
Siamo femministe (…) e vogliamo riprendere in mano il testimone delle donne che coraggiosamente hanno aperto la strada, coloro che sono state protagoniste della lunga rivoluzione femminista che da 150 anni a questa parte ancora continua. Vogliamo riprendere i migliori esempi della nostra Storia per guardare avanti e prospettare un futuro benefico per l’insieme dell’umanità. Non ci bastano i “diritti”, non vogliamo “occupare” le poltrone parlamentari, non cerchiamo protezione negli Stati democratici razzisti e guerrafondai. Vogliamo alimentare il protagonismo delle donne, perché insieme, autorganizzandoci, è possibile alimentare solidarietà e imparare a difenderci anche dalle minacce e dalle violenze. (…)

Da connettiVe, cito quei punti più significativi:

Se non si insegnasse alle donne a subire passivamente la violenza maschile, ma a difendersi, si spezzerebbe il legame di complicità che ci lega ad essa;

Se non ci fossero i clienti, le donne della Nigeria, della Romania, dell’Albania, della Repubblica Ceca, della Russia, dell’Ucraina, della Moldavia, del Brasile, del Marocco, della Repubblica Popolare Cinese non verrebbero picchiate, stuprate, brutalizzate e portate sulle strade come carne in vendita (il numero di donne e bambine vittime di sfruttamento sessuale secondo l’ultimo rapporto Onu sulla popolazione mondiale varia dai 700 mila ai 4 milioni all’anno);

Se si insegnasse alla bambine ad amare il proprio corpo e a coltivare la propria intelligenza, non sarebbero costrette a compiacere la stupidità maschile;

Se si insegnasse alle donne che bisogna stare in guardia dal mito dell’Amore, più di 100 donne ogni anno in Italia non morirebbero per mano dell’uomo che le “ama” (le virgolette le ho aggiunte io…);

Se si insegnasse alle donne che costituiscono il motore portante dell’economia, non sarebbero più una classe sociale sottopagata e sfruttata;

Se si insegnasse alle donne a gridare unite NO! Quando qualcosa (QUALSIASI COSA) non ci sta bene, non ci sarebbero donne: denigrate, depresse, sfruttate, prostituite, stuprate, uccise;

La violenza ci rende mute-cieche-ottuse-pavide;
La violenza che subiamo ogni giorno è assente dai quotidiani ed è censurata dai libri di Storia.
La violenza che subiamo è invisibile e indicibile, ci isola l’una dall’altra pur riguardandoci tutte.
Iniziamo a nominarla!

NOMINIAMO LA NOSTRA FORZA, NOMINIAMO IL NOSTRO CORAGGIO!

NESSUNA COMPLICITA’ CON LA VIOLENZA MASCHILE DENUNCIAMO IL FEMMINICIDIO!

La mattanza:

Durante il corteo i drammatici dati sono stati snocciolati di continuo:
Ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa dall’uomo che diceva di amarla: nel 2007 le vittime sono state 126. Il più delle volte l’assassino aveva le chiavi di casa: in 3 casi su 4 era il convivente o il marito. Dati rilevati dagli esperti dell’ospedale milanese Fatebenefratelli: “nel 40% dei casi il carnefice è mosso da forme patologiche di gelosia e disturbi paranoici”.
Nel 2006 le donne uccise hanno rappresentato quasi il 70% dei casi di omicidi domestici.

Autori degli omicidi

Marito 44 casi
Amante/fidanzato/convivente 11 casi
Ex marito 9 casi
Ex amante/fidanzato/convivente 9 casi
Conoscente/vicino 15 casi
Figlio 10 casi
Fratello 3 casi
Padre 4 casi
Cognato 1 caso
Genero 1 caso
Nipote 2 casi
Nonno 1 caso
Cliente 2 casi
Sconosciuto 14 casi

Totale donne ammazzate nel 2007: 126. Mortalità più alta che per malattie incurabili o incidenti stradali.
Prossimamente posto la “lista” delle cadute del 2008, aggiornate a fine ottobre (perché nel frattempo altre stragi in famiglia hanno accresciuto il numero).

Per concludere, con qualcosa che di striscio c’entra con la contestazione di ieri, avendo contestato duramente la ministra Gelmini e la sua scuola, ieri un ragazzetto è morto sotto le macerie della sua scuola: ECCO I VERI PROBLEMI DELLA SCUOLA SU CUI IO BATTO CONTINUAMENTE! Vi state preoccupando del maestro unico e di tagliare i costi della scuola… e le nostre scuole cadono a pezzi e ci uccidono! VERGOGNATEVI! Cadremo sotto le macerie della vostra scuola allo sbando e nemmeno una dichiarazione di circostanza ci farà da requiem…



Le suggestioni della giornata per immagini...














































Altre foto (scattate da fotografi più bravi di me...) le trovate: qui... qui... qui...

21 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Giornata importante. Io mi sono permesso di ricordare di nuovo la giornata del 25 novembre "Stop al Femminicidio" vista la vicinanza a quella data.

Per provare a far capire a certi "uomini" che le donne si amano e si rispettano. Non si violentano nè si usano o si picchiano.

Federica ha detto...

io dopo 3 anni al liceo di area di progetto sulla figura della donna ieri oggi e domani son diventata un po' maschilista ;D

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Concordo con Daniele. Aggiungo solo una cosa: dovete essere voi per prime ad acquisire coscienza del problema.
Vedo ancora troppe donna in balia del nulla.
Brava e complimenti per la giornata anche se non hai terminato il percorso per motivi che mi pare di capire.ahahahah
Un abbraccio.

Calliope ha detto...

Concordo perfettamente su ciò che hai scritto perchè è assolutamente e purtroppo tutto vero però su una cosa mi sento di dissentire completamente ed è il termine FEMMINISTA.
Mi sa che ci faccio un post sulla giornata del 25 novembre.
Ciao Silvia buona serata.

Squilibrato ha detto...

Non penso sia questione di femminismo. Semplicemente di rispetto!! Ognuno, indipendentemente dal sesso, deve essere rispettato.

Sono comunque dalla vostra.

Silvia ha detto...

Il valore e il senso stesso della parola "femminismo" sono profondi e nascondono tanti, tantissimi significati reconditi. So che alla maggioranza delle persone, in genere, questa parola fa PAURA... Perchè tende a mettere in discussione il sistema su cui per millenni ha poggiato la nostra società e in cui siamo abituati, ed è l'abitudine la cosa peggiore! Ma non oso nemmeno immaginare cosa sarebbe, come sarebbe il mondo e la condizione delle donne oggi se non fosse esistito il femminismo. Non voglio nemmeno immaginare tale scenario. Io sono femminista, sposo pienamente "l'idea/ideale femminista" e questo mi legittima quale la donna che sono oggi. Se non fossi come sono... non penso che sarei migliore, no! Sapete, anch'io per capire totalmente e profondamente il senso del femminismo ci ho messo tanti anni...

e...

sono ORGOGLIOSA di esserlo! Sennò non avrei la faccia per guardarmi allo specchio, come ho detto già...

;-)

stella ha detto...

Grazie per la nostra battaglia,silvia!

l'incarcerato ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
l'incarcerato ha detto...

Ma dai la prossima volta ve lo do io un pezzo di stoffa, scherzo!!

Sono contento per la manifestazione.
E sono più contento che l'8 marzo ci andrai finalmente da sola!

E anche se sono un maschietto, dico: OGGI PIU' CHE MAI C'è BISOGNO DI UN FEMMINISMO ATTIVO!!

Pupottina ha detto...

ciao....

è stata una giornata davvero importante....

buon inizio settimana

Silvia ha detto...

Oggi più che mai c'è bisogno di un femminismo attivo: ti quoto, caro il mio incarcerato!!!!

E se lo dice un maschietto, dev'essere proprio vero...

;-)

Luana ha detto...

Grazie a nome di tutte Silvia :)...ti dirò la parola femminismo non mi fa paura, perchè parla di me e di noi tutte, come posso aver paura delle mie sorelle? Storicamente è stato importantissimo per creare uno strappo netto con la società patriarcale di un tempo (non che oggi non lo sia, ma prima era peggio).

Oggigiorno, ti dirò, se essere femminista vuol dire avere consapevolezza di me stessa, sapere quali sono i miei diritti e per questo non rinunciarvi, comprendere che se il mondo fosse in mano a noi sarebbe sicuramente meno guerrafondaio e più giusto ( chi può portare in sè la vita non può disprezzarla e maltrattarla)....allora sono femminista anche io!

Non credo che sia un concetto anacronistico, tuttaltro! Ne abbiamo ancora bisogno...oggi più che mai...penso anche a quei datori di lavoro, che spesso non ti assumono, neanche ti fanno iniziare a lavorare, solo perchè sei donna e con un'età che farebbe presumere che tu voglia avere un figlio e una famiglia....dunque poco produttiva ai loro occhi! Ancora una volta dobbiamo sottometterci alle loro regole maschiliste rinunciando ai nostri progetti, per compiacere loro...per motivi diversi non siamo ancora libere di scegliere cosa fare della nostra vita, non lo siamo mai state!
Dovremmo essere delle risorse fondamentali, e non delle bambole da plasmare a piacimento.
Quindi ben venga tutto questo carissima Silvia :)

Un grande abbracio

P.S.: hai mai sentito parlare della scrittrice Marion Zimmer Bradley?

Silvia ha detto...

Luana, grazie per ciò che mi hai detto: mi sento totalmente compresa da te! Grazie!

La scrittrice la conosco di nome, ma non sono addentrata e non ho letto suoi libri...

;-)

Luana ha detto...

Silvia :) te lo chiedevo perchè il libro che io ho letto "Le Nebbie di Avalon" l'ho trovato femminista, per certi aspetti.
In pratica è la storia di re Artù, ma inizia da molto molto prima, quando lui non esisteva, il genere è fantasy come avrai ben capito, ma protagoniste sono donne prima dell'avvento del cristianesimo, in piena epoca pagana, quando si adorava la Dea (donna appunto).
Ma la figura femminista è lei, Morgana (nota oggi come la fata, ma era una strega, nel senso di pagana), contro corrente e padrona del proprio destino, consapevole di sè stessa e del suo corpo.
Credo che ti piacerebbe, a me, quando lo lessi all'epoca, mi ha fatto riflettere tantissimo, è un romanzo, ma il messaggio femminista mi sembra chiaro.

Buona serata :)
Un bacio

Silvia ha detto...

Grazie, Luana, dell'informazione: lo vado a comprare, allora!!!!!

;-)

il Russo ha detto...

Oggi più che mai c'è bisogno di più donne e meno veline, cara la mia Silvia non mollare mai!

p.s. L'8 marzo per espiare ti farai il tragitto una volta in più?

Niente Barriere ha detto...

Sono daccordo sul pensiero delle veline: sono nocive alle donne e anche agli uomini.
A quel punto entrambi finiremo di comprare una bella bambola/bambolotto

un saluto e continua cosi

Gatta bastarda ha detto...

e io a lavorare e a sentirmi in colpa perchè non ero lì...sigh!

Rosa ha detto...

Complimenti!
Mi piaci perchè sai quello che vuoi.
Sei molto determinata.
Non mollare, siamo in tante e come tu mi insegni, l'unione fa la forza.

Ciao Sorella
Rosa

monica ha detto...

ho copiato qualche bannnerino per oggi...
ciao monica

La Mente Persa ha detto...

Post importante :)
gio