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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

mercoledì 8 ottobre 2008

razza? umana

L’umanità può essere divisa in tre rami o razze: la razza bianca, quella nera e quella gialla. Nessun scienziato ha mai dimostrato che una di queste tre razze sia superiore o inferiore alle altre. Per me, quindi, vale quanto detto da Einstein, che alla domanda: "Di che razza sei"? rispose: "DI RAZZA UMANA"!
Insomma, non fraintendiamo: in Italia NON c'è alcuna "emergenza razzismo", vero signor ministro??? Ma stranamente, quotidianamente ne capita una che drammaticamente ci fa sorgere qualche dubbio in merito a tale rassicurazione... E seppur fosse vero che nel nostro Paese il razzismo non c'è... beh, rinfrescare la memoria di certi su cosa sia il razzismo penso sia bene. Ossia: bianchi, neri, gialli, rossi... nessuno è infallibile, nessuno è superiore o inferiore all'altro, il mondo NON è diviso in buoni e cattivi, in cui certe "razze" rappresentano i "buoni" e le altre "razze" rappresentano i "cattivi"! Il bene e il male stanno dappertutto senza distinzione. E credere, e crederci migliori o superiori o lontani dalla possibilità di compiere errori/crimini in quanto bianchi/italiani equivale a bestemmiare. Noi italiani abbiamo i nostri difetti e i nostri pregi, così come gli stranieri hanno i loro difetti e i loro pregi. Nessuno di noi è infallibile per questione razziale e nessuno, nessuno deve avere la presunzione di crederlo! Perciò dare la caccia allo straniero, al diverso ritenendoci noialtri "perfetti" è un crimine, poiché non lo siamo, perfetti. E forse se finalmente sarà compreso questo concetto, finalmente impareremo a rinnegare il razzismo, a rispettare il nostro "dissimile simile"... e davvero, a quel punto, non ci sarà più un'emergenza razzismo in Italia.
Di seguito, vi propongo un documento che ho trovato in luglio sul sito del Paese delle donne online: Manifesto degli scienziati antirazzisti: “Di razza ce n’è una sola. Quella umana” (è un po' lungo... ma ci siete abituati, o no??!!).





I. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in “migliori” e “peggiori” e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi.
II. L’umanità, non è fatta di grandi e piccole razze. E’ invece, prima di tutto, una rete di persone collegate. E’ vero che gli esseri umani si aggregano in gruppi d’individui, comunità locali, etnie, nazioni, civiltà; ma questo non avviene in quanto hanno gli stessi geni ma perché condividono storie di vita, ideali e religioni, costumi e comportamenti, arti e stili di vita, ovvero culture. Le aggregazioni non sono mai rese stabili da DNA identici; al contrario, sono soggette a profondi mutamenti storici: si formano, si trasformano, si mescolano, si frammentano e dissolvono con una rapidità incompatibile con i tempi richiesti da processi di selezione genetica.
III. Nella specie umana il concetto di razza non ha significato biologico. L’analisi dei DNA umani ha dimostrato che la variabilità genetica nelle nostra specie, oltre che minore di quella dei nostri “cugini” scimpanzè, gorilla e orangutan, è rappresentata soprattutto da differenze fra persone della stessa popolazione, mentre le differenze fra popolazioni e fra continenti diversi sono piccole. I geni di due individui della stessa popolazione sono in media solo leggermente più simili fra loro di quelli di persone che vivono in continenti diversi. Proprio a causa di queste differenze ridotte fra popolazioni, neanche gli scienziati razzisti sono mai riusciti a definire di quante razze sia costituita la nostra specie, e hanno prodotto stime oscillanti fra le due e le duecento razze.
IV. E’ ormai più che assodato il carattere falso, costruito e pernicioso del mito nazista della identificazione con la “razza ariana”, coincidente con l’immagine di un popolo bellicoso, vincitore, “puro” e “nobile”, con buona parte dell’Europa, dell’India e dell’Asia centrale come patria, e una lingua in teoria alla base delle lingue indoeuropee. Sotto il profilo storico risulta estremamente difficile identificare gli Arii o Ariani come un popolo, e la nozione di famiglia linguistica indoeuropea deriva da una classificazione convenzionale. I dati archeologici moderni indicano, al contrario, che l’Europa è stata popolata nel Paleolitico da una popolazione di origine africana da cui tutti discendiamo, a cui nel Neolitico si sono sovrapposti altri immigranti provenienti dal Vicino Oriente. L’origine degli Italiani attuali risale agli stessi immigrati africani e mediorientali che costituiscono tuttora il tessuto perennemente vivo dell’Europa. Nonostante la drammatica originalità del razzismo fascista, si deve all’alleato nazista l’identificazione anche degli italiani con gli "ariani".
V. E’ una leggenda che i sessanta milioni di italiani di oggi discendano da famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio. Gli stessi Romani hanno costruito il loro impero inglobando persone di diverse provenienze e dando loro lo status di cives romani. I fenomeni di meticciamento culturale e sociale, che hanno caratterizzato l’intera storia della penisola, e a cui hanno partecipato non solo le popolazioni locali, ma anche greci, fenici, ebrei, africani, ispanici, oltre ai cosiddetti "barbari", hanno prodotto l’ibrido che chiamiamo cultura italiana. Per secoli gli italiani, anche se dispersi nel mondo e divisi in Italia in piccoli Stati, hanno continuato a identificarsi e ad essere identificati con questa cultura complessa e variegata, umanistica e scientifica.
VI. Non esiste una razza italiana ma esiste un popolo italiano. L’Italia come Nazione si è unificata solo nel 1860 e ancora adesso diversi milioni di italiani, in passato emigrati e spesso concentrati in città e quartieri stranieri, si dicono e sono tali. Una delle nostre maggiori ricchezze, è quella di avere mescolato tanti popoli e avere scambiato con loro culture proprio “incrociandoci” fisicamente e culturalmente. Attribuire ad una inesistente “purezza del sangue” la “nobiltà” della “Nazione” significa ridurre alla omogeneità di una supposta componente biologica e agli abitanti dell’attuale territorio italiano, un patrimonio millenario ed esteso di culture.
VII. Il razzismo è contemporaneamente omicida e suicida. Gli Imperi sono diventati tali grazie alla convivenza di popoli e culture diverse, ma sono improvvisamente collassati quando si sono frammentati. Così è avvenuto e avviene nelle Nazioni con le guerre civili e quando, per arginare crisi le minoranze sono state prese come capri espiatori. Il razzismo è suicida perché non colpisce solo gli appartenenti a popoli diversi ma gli stessi che lo praticano. La tendenza all’odio indiscriminato che lo alimenta, si estende per contagio ideale ad ogni alterità esterna o estranea rispetto ad una definizione sempre più ristretta della "normalità". Colpisce quelli che stanno "fuori dalle righe", i "folli", i "poveri di spirito", i gay e le lesbiche, i poeti, gli artisti, gli scrittori alternativi, tutti coloro che non sono omologabili a tipologie umane standard e che in realtà permettono all’umanità di cambiare continuamente e quindi di vivere. Qualsiasi sistema vivente resta tale, infatti, solo se è capace di cambiarsi e noi esseri umani cambiamo sempre meno con i geni e sempre più con le invenzioni dei nostri "benevolmente disordinati" cervelli.
VIII. Il razzismo discrimina, nega i collegamenti, intravede minacce nei pensieri e nei comportamenti diversi. Per i difensori della razza italiana l’Africa appare come una paurosa minaccia e il Mediterraneo è il mare che nello stesso tempo separa e unisce. Per questo i razzisti sostengono che non esiste una “comune razza mediterranea”. Per spingere più indietro l’Africa gli scienziati razzisti erigono una barriera contro “semiti” e “camiti”, con cui più facilmente si può entrare in contatto. La scienza ha chiarito che non esiste una chiara distinzione genetica fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono state assolutamente dimostrate, dal punto di vista paleontologico e da quello genetico, le teorie che sostengono l’origine africana dei popoli della terra e li comprendono tutti in un’unica razza.
IX. Gli ebrei italiani sono contemporaneamente ebrei ed italiani. Gli ebrei, come tutti i popoli migranti (nessuno è migrante per libera scelta ma molti lo sono per necessità) sono sparsi per il Mondo ed hanno fatto parte di diverse culture pur mantenendo contemporaneamente una loro identità di popolo e di religione. Così è successo ad esempio con gli Armeni, con gli stessi italiani emigranti e così sta succedendo con i migranti di ora: africani, filippini, cinesi, arabi dei diversi Paesi , popoli appartenenti all’Est europeo o al Sud America ecc. Tutti questi popoli hanno avuto la dolorosa necessità di dover migrare ma anche la fortuna, nei casi migliori, di arricchirsi unendo la loro cultura a quella degli ospitanti, arricchendo anche loro, senza annullare, quando è stato possibile, né l’una né l’altra.
X. L’ideologia razzista è basata sul timore della “alterazione” della propria razza eppure essere“ bastardi” fa bene”. E’ quindi del tutto cieca rispetto al fatto che molte società riconoscono che sposarsi fuori, perfino con i propri nemici, è bene, perché sanno che le alleanze sono molto più preziose delle barriere. Del resto negli umani i caratteri fisici alterano più per effetto delle condizioni di vita che per selezione e i caratteri psicologici degli individui e dei popoli non stanno scritti nei loro geni. Il “meticciamento” culturale è la base fondante della speranza di progresso che deriva dalla costituzione dell’Unione Europea. Un’Italia razzista che si frammentasse in “etnie” separate come la ex-Jugoslavia sarebbe devastata e devastante ora e per il futuro. Le conseguenze del razzismo sono infatti epocali: significano perdita di cultura e di plasticità, omicidio e suicidio, frammentazione e implosione non controllabili perché originate dalla ripulsa indiscriminata per chiunque consideriamo “altro da noi”.
12 luglio 2008

34 commenti:

calendula / trattalia ha detto...

rispondo qui alla domanda: dipende da cosa ascolti, la maggior parte delle musiche orchestrali sono abbastanza allegre,

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Una sola razza quella umana. Più cervelli, molti non proprio "sani"....

Nelly-Paolo ha detto...

Ti porto un esempio semplicissimo: questa estate, un mio cugino, nato a monza ma abitante a roma, è venuto a trovarci (io abito a cerignola, un paese in provincia di foggia), con sua moglie jamaicana. Ebbene, io e il mio fidanzato li abbiamo portati in giro per il paese, in quanto mio cugino non ci veniva da anni e voleva vederne i cambiamenti. Ad ogni passo, o quasi, che facevamo molti erano quelli che si voltano a guardare la moglie di mio cugino, a volte con curiosità, a volte con disgusto. Ogni qual volta accadeva ciò, ero io a voltarmi verso di loro, guardando i loro visi idioti, incavolatissima. Ora, che siamo tutti uguali è certo, ma nn pensi sia il caso di instituire la "razza idiota"?(e uso questo termine che è fin troppo gentile per soggetti come loro).

Federica ha detto...

tanta ignoranza!!

Alfa ha detto...

Il razzismo è fondamentalmente un'idiozia. Tra l'altro il continuo incrocio di persone dello stesso ceppo porta al suicidio genetico delle popolazioni (malformazioni, idiozia ecc.).
Il rimescolamento genico porta invece grandi vantaggi.

pansy ha detto...

Il razzismo c'è eccome. Non dovrebbe esserci, lo sappiamo. Ma c'è.
Il problema è che per esempio a Milano si sono formate delle verie e proprie zone PERICOLOSE e guarda a caso non ci abitano italiani, ma stranieri. Mi spiace, ma quando cammino per strada sono intimorita se vedo venirmi incontro un' albanese o slavo piuttosto che un italiano! Non è stupidità, ne ignoranza. Ma l'esperienza, di fatti accaduti, lascia il segno. Purtroppo per quanto riguarda me, su 10 stranieri se ne salva 1, gli altri sono dei pessimi elementi e molto pericolosi. Questo per quanto riguarda Milano e la mia esperienza..

pansy ha detto...

Per concludere: è vero, non si può fare di tutta l'erba un fascio, ma quando cammino per strada e vedo uno straniero so già con sicurezza che mi dirà qualcosa. E infatti, mi sento sempre dire qualche frase come ciao bella e frasi simili. Mi da fastidio e non dovrebbe permettersi. Qui non si tratta di italiano o meno. Anche se un italiano facesse cosi mi darebbe fastidio. SE, appunto.

Katiu ha detto...

Il razzismo c'è, eccome. Come dice Pansy non dovrebbe esserci, ma i pregiudizi ormai hanno preso il sopravvento.
Bisognerebbe imparare a guardare oltre il colore della pelle, oltre le fattezze fisiche ed oltre i pensieri altrui. Ma è appunto un "bisognerebbe" ...... è difficile, ma ci vuole la volontà di tutti per superare questi pregiudizi ...

calendula / trattalia ha detto...

Pansy: io vivo in periferia a cagliari, ( dev dire che Cgliari è piccola rispetto a mIlano moooolto piccola) e nella strada accanto vivono persone extracomunitarie... non danno fastidio a nessuno, anzi salutano sono cortesi, e hanno più o meno i ritmi degli Italiani, poi il discorso di Silvia è molto molto più generale, non sta parlando di situazioni particolari, e lasciami dire, che le persone che vivono di espedienti qui in Italia lo fanno anche nel loro paese,NON SONO CRIMINALI PERCHE' SONO EXTRACOMUNITARI..MA PERCHE' LO SONO E BASTA.. come le brave persone che arrivano qui e lavorano dalla mattina alla sera , anche nel loro paese si spaccavano la schiena.. di sicuro. Poi a me è capitato di andare a Milano ed in centro, molto spesso hanno cercato di abborarmi.. in maniera anche poco simpatica... è l'accento non era straniero!!!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Come disse qualcuno: visto che la culla dell'uomo è l'Africa siamo tutti immigrati.
Ciaooo

Pupottina ha detto...

è carinissima la foto che hai inserito!
putroppo c'è tanta ignoranza in giro ... e i recenti fatti di cronaca ne sono l'evidente dimostrazione!

Pupottina ha detto...

dài prova a farlo il meme?

Silvia ha detto...

In merito agli "apprezzamenti" cui andiamo incontro noi donne... io li ritengo inaccettabili quale che sia la nazionalità di chi li fa! Essendo un BRUTTO VIZIETTO che investe la comunità maschile TUTTA...

l'incarcerato ha detto...

Alla fine sono riuscito a leggere il tuo post, mi è costata tanta fatica ma è stato molto utile!

E poi ha ragione Schiavi o Liberi, proveniamo tutti dall'Africa. Dire che siamo tutti fratelli non è retorica.

3my78 ha detto...

La diversità fra razze c'è,senza entrare nel merito superiore o inferiore.Non m'interessa,ognuna ha i suoi punti forti e deboli però sarebbe ipocrita dire che siamo tutti uguali.Perché non è vero!
Mentre è vero che ogni vita umana,di qualunque razza,ha la stessa importanza.La vita di un cileno e di un giapponese hanno pari importanza...almeno sulla carta...poi lo sappiamo,questo vale fin quando siamo nell'utero,perché fuori è diverso; la vita fa favoritismi!

Stella ha detto...

Ciao sono contenta che il test sui fiori ti sia piaciuto:-)

Il razzismo pultroppo è legato alla mentalità della gente...troppo spesso chiusa nei confronti degli altri.

Mi piace leggere i tuoi blog!
Ti ho aggiunta alla lista dei miei link ^______^

Ciao ciao

il Russo ha detto...

Le cose che dici arrivati a questo punto della storia dovrebbero essere scontate, purtroppo sappiamo che così non è, prova ne sono le infami manifestazioni d'odio dei competitor repubblicani nei confronti dell'afroamericano Obama.

luce ha detto...

E' difficile capire il punto di vista degli altri. Idee, usanze, costumi diversi possono spaventarci perchè non riusciamo a capirle ma non per questo dobbiamo temerle. Dovremmo avere una mente più flessibile e riconoscere che alcuni quartieri sono diventati ghetti in cui emarginare casi difficili, l'ambiente e la situazione stessa in cui si ritrovano a vivere li trasforma in quegli essere tanto demonizzati dalle tv.

3my78 ha detto...

Stella ma dici a me?
Ma penso di no:-P

Pupottina ha detto...

sei anche tu una fan di lost?
mio marito ne è ossessionato!

pansy ha detto...

RISPONDO A calendula / trattalia: allora forse a Milano li abbiamo tutti noi i pessimi elementi. Sto davvero combattendo dal non diventare una persona con dei pregiudizi, ma invece dopo 9 anni in Italia, devo dire che lo sono diventata. Mi spiace, non ne vado fiera. L'odio non è mai un buon mezzo per risolvere, ma credimi non è facile quando si vive in una città come Milano dove LO SCHIFO PIù schifo ti sfiora tutti i giorni. Pensa, io non posso nemmeno tornare DA SOLA a casa dalla piscina. Perchè? Perchè c'è il campo nomade accanto. Non posso andare DA SOLA a fare la spesa al super vicina a casa mia, c'è un altro campo nomade. Devo essere accompagnata sempre e comunque dal mio ragazzo. Sai che palle?

pansy ha detto...

e fortunatamente IO ho qualcuno che mi accompagna.

l'incarcerato ha detto...

Scusami Pansy capisco che il campo nomadi non è bello a vedersi, rovinerebbe il paesaggio(?), ma la tua soluzione per eliminare lo "schifo" cosa sarebbe? Cacciarli via? Io opterei a dare una dignità agli zingari e delle case. Tu invece?

E dimmi la verità, hai mai avuto dei pericoli reali da loro, oppure è semplicemente paura? Perchè capisco che il disagio uno lo possa provare, lo capisco perfettamente. Ma per favore, non esagerare, non puoi dire che la tua vita è in pericolo, la destra ha già fatto troppi danni nello speculare sulla paura.

No Pansy perchè io non accetto che tu scriva "Purtroppo per quanto riguarda me, su 10 stranieri se ne salva 1, gli altri sono dei pessimi elementi e molto pericolosi. ".

Forse è dettata dalla rabbia, da una tua brutta esperienza, ma poi devi avere la forza di rimpossessarti della ragione.

Gatta bastarda ha detto...

motivo per cui antropologi, sociologi, etnologi non definiscono più il concetto di razza (non esistono le razze) ma di etnia... cioè siamo tutti nati in posti diversi ma la specie è la stessa... si punta più sulla geografia con la parola etnia che non sulla diversità culturale della parola razza... bisogna iniziare usando i termini giusti..motivo per cui non si dovrebbe più parlare di razza... ma i giornali e tv non fanno altro... ciò vi suggerisce quale sia la loro preparazione sulle cose di cui discutono!

l'incarcerato ha detto...

e poi va in contraddizione con il bellissimo nome del tuo blog : "...è dal fango che nasce il fiore di loto."

Non dobbiamo aver paura di chi vive nel fango. Io invece ho paura di quello che succede all'interno delle confortevoli mura domestiche di alcuni nostri integerrimi cittadini. Dove le la maggior parte delle vittime sono purtroppo le donne.

Silvia ha detto...

L'incarcerato: "... Io invece ho paura di quello che succede all'interno delle confortevoli mura domestiche di alcuni nostri integerrimi cittadini. Dove le la maggior parte delle vittime sono purtroppo le donne..."

Mi hai tolto le parole di bocca, come sai fare molto spesso...

Hai ragione.

3my78 ha detto...

Pansy non ha tutti i torti.

x l'incarcerato:
I Rom;per cultura rifiutano una fissa dimora,tranne pochi casi e soprattutto hanno una ottica di vita completamente diversa dalla nostra.Quindi la dignità,come dci,non gli e la dai ponendoti con loro come ti porresti con un normale cittadino italiano.Forse è questo che non si capisce...
Se la stessa medicina valesse per tutti sarebbe semplice.
E le case,senza nulla togliere,prima le darei ai cittadini italiani (zingari italiani compresi),poi se avanzano al resto.

l'incarcerato ha detto...

Guarda io penso di conoscere abbastanza bene la realtà rom, e ti dico che loro non sono affatto contenti di vivere in quei campi.
Loro sono chiamati erroneamente nomadi. Ma lo sono diventati a forza di essere sempre cacciati.

Lo sai quanti rom italiani vivono nelle baraccopoli e quanti bambini frequentano la scuola? E quanti di loro hanno l'incubo di ritornare nel campo perchè hanno paura di essere sbaraccati?

E poi non parliamo delle case in generale. Le case ci sarebbero per tutti, il problema che la gente ci specula sopra.

pansy ha detto...

PER INCARCERATO: se pensi che una PANSY come me possa non volere i campi nomadi perchè rovinerebbe il paesaggio ti sbagli di grosso! Non è affatto da me pensarla cosi.

E comunque SI io ho realmente vissuto SITUAZIONI brutte da DENUNCIA. Non so in che realtà vivi e dove soprattutto. Ma ti posso assicurare che la mia reazione non è dettata dalla paura.

Non sto dicendo che bisogna eliminarli per stare bene, perchè non è questa la soluzione. Io sono sempre stata dell' idea che il modo migliore per vivere bene in un paese, e parlo per esperienza visto che 9 anni fa mi sono integrata anch'io, è quello appunto dell' integrazione, ma ti assicuro che sono ben pochi coloro che si vogliono integrare come si deve. Non intendo che esiste uno standard fisso e una guida su come bisogna essere, ognuno è fatto a modo suo, ma purtroppo non vedo appunto questo impegno da parte di molti stranieri di voler integrarsi in questa Italia.

Credo inoltre che l' istruzione è la chiave per aprire un portone che spesso viene sbattuto in faccia a questi stranieri.
PEr l'istruzione ora noi abbiamo la Gelmini.. che schifo. Vabbè. Non aggiungo altro.

Proprio ieri sera sono andata a vedere Disaster Movie un film (?) dove io personalmente non avrei portato il mio bimbo, eppure ci hanno pensato una coppia di sudamericani a portarlo. Ma che ci fa li a un bambino a vedere un film dove ci sono volgarità e parolacce a manetta!?!


Anche li sono scelte. Parliamo sempre di quanto siamo indietro noi italiani e di quanto siamo ignoranti noi. Ma la vogliamo finire di sminuirci sempre, che ci sono molte persone mooooolto più indietro rispetto a noi.

Ripeto, non so dove abiti tu, da me è cosi.

pansy ha detto...

X l'incarcerato: E comunque il problema non è campo nomadi o non, non è italiano o non. Il problema è molto più complesso.

" Il cuore delle persone si lascia influenzare dalle circostanze esterne e cambia in modo vertiginoso; non esiste niente di cosi inaffidabile. Per questa ragione è necessario fare un voto. Colui che mantiene un voto e cerca di realizzarlo è una persona che vince vivendo un esistenza completa, con forza, purezza e correttezza." Questo per dirti che se non avessi fatto un Voto, ovvero quello di kosen rufu nell' ambito del Buddismo, immaginati a come la potrei pensare a rigaurdo dopo tutto quello che nella mia vita mi è capitato.

Combatto e te lo posso assicurare tutti i giorni per non diventare chiusa di mentalità e per non diventare superficiale e arrogante.
Per non discriminare.
Per non odiare colui che è diverso.
Perchè non voglio, perchè non è da me.

PERO' Quando accadono degli avvenimenti non è cosi facile, non è da dare per scontato che un cuore possa ritornare a essere pieno d' amore verso " il prossimo ".

Potrei andare avanti per ora a scriverti, non so nemmeno se sono riuscita a farti capire come la penso veramente e perchè ti sto dicendo determinate cose, mi auguro però che tu abbia compreso e abbia potuto davvero comprendere parte di me e del mio pensiero. Grazie.

l'incarcerato ha detto...

Pansy io ti ho capito benissimo, per questo spero che prima o poi ti passi quella rabbia dovuta dalle brutte esperienze che ti portano a dire queste cose!
Io abito a Roma.

3my78 ha detto...

Forse l'"abbastanza bene" non basta...andrebbe conosciuta bene:-)
Cmq buona domenica a tutti e soprattutto alla titolare del blog;-)

l'incarcerato ha detto...

Allora, io dico "abbastanza bene" perchè nella vita bisognerebbe essere un pochino umili. Chi mi conosce da tempo sa quanti post ho dedicato alla situazione degli zingari, ho anche partecipato attivamente alla realizzazione della manifestazione assieme a loro qui a Roma.
Se vuoi qualche delucidazione sulla loro storia e soprattutto come vivono qui in Italia io sono qui per te!

Ma con una persona che dimostra addirittura di essere favorevole alla pena di morte non riesco a stabilire un buon dialogo. Un mio limite. Scusami.

3my78 ha detto...

La questione centrale non è l'umiltà.
Ti ringrazio di essere qui per me.Sfrutterò l'occasione per sapere abbastanza bene come vivono i rom qui in Italia,grazie.
Per i limiti non preoccuparti,chi non ne ha a questo mondo:-)