CLICK HERE FOR BLOGGER TEMPLATES AND MYSPACE LAYOUTS »
"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

mercoledì 22 ottobre 2008

ottobre, piovono libri... anzi, più che pioggia è stata una (memorabile) grandinata!!!



Eccomi, a furor di popolo, a raccontarvi della nuova presentazione del mio romanzo, di venerdì scorso (17…) ancora in quel della Ciociaria, dove si trovano parte delle mie radici! Stavolta le mie avventure mi vedevano impegnata in una kermesse tutta letteraria: “Ottobre, Piovono Libri” una manifestazione sostenuta e voluta dal Ministero dei Beni Culturali che si svolge per tutto il mese, che vede impegnati 650 “luoghi della lettura” nei comuni italiani con manifestazioni tra le più varie – reading, presentazioni, laboratori per i più piccoli ecc. – tutto questo ispirato dal libro e dal suo mondo, dalla meravigliosa parola scritta (l’arma più potente di questo mondo, a mio avviso… e non solo perché, modestamente, è la MIA arma…) e dal piacere unico e prezioso di lasciarsi travolgere, affogare dalla sua grandezza! Insomma, una gran bella manifestazione, di quelle che ce ne vorrebbero il doppio, che si svolge ormai da tre anni! Pensare che lo scorso anno non ne conoscevo l’esistenza… e quest’anno ne sono stata quasi “un’ospite d’onore” (ma quante cose non sapevo l’anno scorso…).
Per farla breve, non è stata solo un pioggia di libri… ma una grandinata!!! La tempesta del secolo, la tempesta perfetta! La tempesta… la tempesta… la tempesta!





La giornata inizia presto, sveglia alle 6 e mezzo del mattino per essere a Colfelice alle 9, 30 (giusto per l’inizio della kermesse), perché da Roma al paesino ciociaro ci vuole un’ora e mezzo circa; verso le 7 si parte (con me ci sono mammà e papà), tutta coperta perché sentivo freddo… da notare che avevo indossato una camicia viola… che, sapete, col venerdì 17 era proprio una bomba, un mix esplosivo! Una botta “beneaugurante” da paura, vero???!!!
La giornata è un tantino grigia e qualche nuvoletta fa capolino birichina e curiosona (infatti, anche se brevemente e delicatamente, più tardi pioverà… ma io non posso ancora saperlo… o sono troppo folle, impazzita, in delirioooo per averne presagio o profezia!), mi ripeto mentalmente che devo stare calma, tranquilla, che devo ostentare sicurezza, da autrice consumata… ma non so perché inizio ad avere sintomi simili al mal di mare… e questo non sarebbe neanche tanto preoccupante se non fosse che… IO NON HO MAI AVUTO IL MAL DI MARE… QUINDI NON DOVREI SAPERE QUALI SONO I SINTOMI… E DAL MOMENTO CHE CE LI AVEVO IN QUEL FRANGENTE SENZA CONOSCERLI… BEH, QUESTO ERA DAVVERO PREOCCUPANTE… Tutto questo tumulto interiore (che nemmeno quelli dello Sturm und Drang!!!) mentre ascolto la musica con gli auricolari… (non senza inquietudine perché il giorno prima avevo sentito l’allarme lanciato dall’UE circa i rischi dell’ascoltare le cuffiette con il lettore MP3… che pare faccia diventare sordi… e quindi mentre ascoltavo l’ultima di Ligabue “… devo avere proprio un’aria stupida sai com’è manchi te… a adesso che sei dovunque sei chissà se ti arriva il mio pensiero chissà se ne ridi o se ti fa piacere…” – ho trovato pure il tempo di farmi le pippe mentali sul genere: “Ecco, adesso divento pure sorda… oddio, dovrei abbassare il volume… meglio ancora dovrei spegnere tutto?? Ahhhh, divento sorda proprio oggi!! Beh, non sarebbe un 17… venerdì 17… e col viola, poi…”). Quando inizio a pensare seriamente al fatto che… non mi sono preparata nemmeno uno straccio di discorso e che, come al solito, improvviserò alla grande peggio di un attore della Commedia dell’Arte, mi arriva il messaggino portafortuna del mio manager… che non si dimentica mai di me!! (beh, non per niente è il mio manager e questo rientra nei suoi compiti, veeeroooo???!!!). Finalmente arriviamo a Colfelice e ci dirigiamo al Comune! Lì ci accoglie un cugino di mia madre, che è uno degli organizzatori che animano le attività culturali del piccolo centro ciociaro! Poi mi accoglie l’assessore alla cultura e lì delirio totale: perché è una persona alla mano, disponibilissima e piena di entusiasmo!!! E poi, come scoprirò in seguito, mi adora e ADORA il mio romanzo!!!! Timidamente e vergognosamente entro nella sala adibita per l’evento e mi viene incontro anche il signor sindaco, anche lui gentilissimo, pieno di entusiasmo e che… mi adora (ahò si dà il caso che mi adorano tutti!!!). Sul fondo – il posto d’onore, uhhhhhh – un tavolo rettangolare con una sorta di tovaglia verde e un bel mazzo di fiori al centro… simile a… simile a… simile a… quelli che ho visto spesso nelle riprese delle presentazioni e delle conferenze stampa… delle personalità e degli autori famosi… OMMIODDIOOOO!!!! Ma questo è un trattamento da VIP, perdiana!!!! E lì inizio ad andare in iperventilazione: ahhhhhhhh, e ora come me la cavo??? Devo comportarmi da autrice consumata e ostentare sicurezza… Ohm… Ohm… Ohm.. OOOOOOOHHHHHHH!!!! Mia madre che mi dice di stare calma perché se dovessi diventare famosissima e richiestissima dovrò abituarmi a fare svariate iniziative simili… davanti a folle non indifferenti… Sì, vabbè… ma finché ciò non capita è lecito che le gambe possano tremare, o no?! (e poi di solito gli autori famosi, nei loro incontri, sfruttano i loro agganci e si portano appresso attori, giornalisti e personalità varie… che finiscono per catturare l’attenzione del pubblico…e così facendo l’autore può tremare in pace senza esser visto…).





Mentre fingo e ostento autocontrollo (bugiaaa!!!), torna l’assessore che mi mostra delle sculture ad opera di un artista del luogo, tra cui una che l’originale è esposta a Londra, poi si avvicina la preside della scuola elementare di Colfelice che inforcando un mio libro mi chiede l’autografo… uhhhhhh! Fatto questo, la sala si riempie con il pubblico che seguirà l’evento… un pubblico di quelli da leccarsi i baffi… un pubblico che è il sogno di qualsiasi oratore, narratore ecc. un pubblico con i fiocchi… Re e Regine?? Capi di Stato e di Governo?? Papi e Cardinali?? Nooo, meglio ancora: bambini delle elementari e ragazzi delle medie, ehhhh!!!!!



Esatto, naturalmente la proposta del piccolo comune ciociaro andava a coinvolgere le giovani leve locali che oltre a presenziare alla kermesse, hanno attivamente contribuito a dare vita proprio alla manifestazione! Realizzando dei lavori a tema! Il giorno prima, nella sala adiacente a quella dove ci trovavamo, l’inaugurazione di una mostra di “cocci antichi” con l’immagine del drago, che è lo stemma ancora raffigurato che identifica il paesino, e l’indomani, appunto, la kermesse vera e propria con la presentazione di due autori e dei loro libri (io e un’altra persona) e l’esposizione dei lavori realizzati dai pargoli ciociari! Come dicevo, legate al tema del drago; brevemente, la leggenda legata al nome del paese “Colfelice”: in origine si chiamava Coldragone… perché pare che in una grotta nelle vicinanze vivesse un drago che soleva mangiare il bestiame, terrorizzare la gente ecc. la storia vuole che un giorno questo drago, affamato, stava per mangiare alcuni maialini… ma intervenne la madre che per difendere i cuccioli ammazzò il drago e quindi da quel giorno, per la felicità di essersi liberati dalla minaccia del drago, Coldragone divenne Colfelice!!!




Dunque, prima le orgogliose maestre hanno mostrato, con l’aiuto dei bambini, i diversi lavori (una specie di cartellone lunghissimo fatto a mo’ di pellicola cinematografica, qualche libro illustrato, delle poesie) e poi è giunto il momento degli “ospiti vip”: un giornalista e… io (toglietevi quei sorrisini lì… farà anche ridere… ma è così… non ridete… suvviaaa, fate i bravi e non sfottete!!!! Guardate, che il fatto che non ostento la mia aura di “very important person” non vuol dire che io non lo sia…!!!!!). Il giornalista è originario proprio di Colfelice e lavora alla Repubblica, presenta due libri scritti qualche anno fa uno sulla materia e l’altro sull’evoluzione tecnologica dell’uomo (dall’Homo Erectus ad oggi) e racconta ai ragazzi e ai bambini relativamente ad atomi e a invenzioni tecnologiche che hanno segnato l’evoluzione umana. Io intanto ho l’ impulso urgentissimo di dover andare al bagno… oddio, fra poco tocca a meeeee… ahhhhhh! Di tanto in tanto, noto che qualche bambino dice alla maestra (presumo) di aver bisogno della toilette e li vedo che si allontanano, per poi riemergere qualche minuto dopo, ebbene con invidia noto la facilità estrema con cui i bambini possono abbandonare la loro posizione per andare al bagno… mentre io che sono seduta tra i vip – tiè! – con l’assessore sulla destra e il sindaco sulla sinistra… non posso alzarmi per guadagnare l’agognata toilette…





Dopo un quarto d’ora/venti minuti il giornalista finisce il suo intervento. Ora cosa prevede la scaletta…??? Cerco di dare una sbirciatina alla locandina per vedere e…
Tocca a me.
Tocca a me!
E che sarà mai, mica devo andare in prima linea, giusto???!!!! Ahhhhh, il bagnooooo!!!!
A questo punto, l’assessore si alza e, microfono alla mano, tutto pimpante inizia a parlare di me e del mio romanzo, tessendo le lodi di entrambi! Per prima cosa, scopro una delle ragioni della sua adorazione nei miei confronti (oltre al fatto che ha amato il romanzo, ma questo era scontato… o no???!!!): ha letto sulla quarta di copertina che sogno il trasferimento nelle Highlands scozzesi e che adoro l’Ottocento inglese, specialmente i romanzi di Jane Austen! Insomma, viene fuori che il signor assessore è stato insegnante d’inglese e avendo vissuto un anno a Londra è particolarmente affezionato all’Inghilterra!!! E lì comincia a decantare le qualità del romanticismo inglese, delle opere della Austen che illustravano ed esaltavano il mondo, quello dell’Inghilterra di inizio 800, campestre e di provincia, dalle storie semplici eppure vibranti ed emozionanti che la Jane raccontava con un grazia invidiabile; quindi le lodi a Jane facevano il paio con le lodi a me… dovute proprio alla mia passione per quel genere letterario!!! Non avrei mai immaginato che questa mia passione potesse suscitare tale impressione!!!! (che poi la Jane è stata una femminista ante litteram, quindi la mia stima è più che naturale…). Insomma, una strage!!! Detto questo, si è allacciato al tema del drago facendo un riferimento – amando io la Scozia – a Loch Ness e al suo misterioso mostro dall’imprecisata natura e origine. E da quel momento ha attaccato a raccontare la trama del romanzo, con un’enfasi e un entusiasmo… che nemmeno io che l’ho scritto!!! Inarrestabile, credetemi! Come neppure un attore che recita Shakespeare! Raccontava di questa strana famiglia cilena che sostiene di essere la Famiglia Imperiale deposta dal trono dopo un golpe e fuggita in Europa, poi in Italia a fare i barboni; di Stella che ne è l’erede al trono… di Tom, il volontario della Caritas bohémien e sognatore, di sua madre che è una manager senza scrupoli e senza cuore, del padre che è scappato di casa…. di Gigio e di Gloria…
La cosa che mi ha stupita è la descrizione dettagliatissima e minuziosa di ogni episodio, con una precisione chirurgica che davvero nemmeno io che sono l’autrice!!!! Si ricordava tutti i nomi dei personaggi… persino dei personaggi che appaiono brevemente magari in una piccola scena!!! E parlava e parlava come un oratore romano in Senato!!!! Nemmeno avessi scritto la Bibbia o un’altra opera letteraria impressa nella Storia (magari sarà così, chissà…). Talmente pieno di entusiasmo che alla fine… ha persino raccontato il finale!!!!! Sì, con il pubblico (le maestre e altre persone adulte presenti) che si lamentavano del fatto che fosse stato svelato il “colpo di teatro”, come l’ha definito l’assessore, che risolve la questione… Perché sì, c’è un colpo di teatro inaspettato, ve lo assicuro, verso la fine… qualcosa che nessun lettore avrebbe mai ipotizzato come possibile… ma che alla fine avviene! A questo punto, l’assessore è un fiume in piena, è l’anima del palcoscenico… una tensione simile nemmeno nella fase clou dell’Amleto… il finale svelato… e io che ho URGENTEEEEE bisogno di una toilette…



















Finito di raccontare la trama, l’assessore ne fa una sorta di “analisi”; parla del fatto che la storia fa un parallelo tra persone umili, povere ed emarginate che risultano essere più felici e “ricchi” di quelli che hanno tanti soldi, potere ma sono poveri interiormente e pure tristi. E qui l’assessore dà una definizione del mio romanzo cui io mai avrei pensato e che mi commuove alquanto (badate bene che da quando aveva iniziato a parlare del mio libro, che stavo sull’orlo delle lacrime di commozione… e non solo causa toilette, ve l’assicuro…), lo definisce così: “Un’epopea degli umili”, in grado di raccontare con delicatezza, ironia e tatto una realtà difficile, come lo è quella dei senzatetto, senza scadere nella retorica o far risultare il tutto pesante e noioso. Epopea degli umili, bellissimo! Sono commossa ed onorata che si possa pensare questo del mio romanzo, che io ho scritto con grande, grandissima umiltà… avvicinandomi con delicatezza a questo tema, senza presunzione di sapere tutto. E sono commossa, ripeto, che si possa ritenerlo una epopea degli umili…
Beh, adesso sono così emozionata e commossa che pure del bagno non me ne frega più nulla! (non che il rischio pannolone non incombesse comunque, ma avevo talmente il cuore sciolto… che tutto il resto era noia…).






Infine, l’assessore dopo aver elogiato l’aspetto “umano” della storia e il suo messaggio in favore degli umili, torna a lodare le mie qualità di scrittrice, sostenendo che sono giovanissima ma che, leggendo il mio romanzo, dimostro una maturità e un talento non indifferenti, che sembra che io abbia anni di carriera alle spalle, che il libro oltre ad essere bello perché l’intreccio della storia è fantastico è bello perché è scritto bene… con una lingua semplice eppure curata, e con certi passaggi che sono quasi poetici e pieni di lirismo. Commoventi. Sostiene che la bellezza di questo romanzo fa pensare a tutto il potenziale che potrei e che posso esprimere in futuro in altri lavori…
Che vi dicevo??? VIP…!!!!!!!!!!
E io in mezzo a tanti elogi come reagivo??? Mille occhi puntati, l’attenzione su di me, le guance rosse, il bagnoooooo… la camicia viola…. Il bagnoooo (sì, già l’ho detto… ma… il bagnoooo, credetemi…), secondo voi come potevo reagire??? Chinavo la testa e vergognosa incassavo tutto quell’entusiasmo e quell’apprezzamento… Che altro potevo fare, tirarmela??? Non ne sono il tipo! Anche se scherzo e dico che sono un genio (… che poi EFFETTIVANENTE SONO UN GENIO…) fingo di tirarmela per scherzare, anche se comunque sono consapevole di avere un talento raro e immenso (scrivere è la cosa che mi riesce meglio…), un talento che mi riconosce chiunque s’imbatte nei miei scritti, un talento che lascia tutti estasiati, nonostante questo… sono una ragazza modesta e non amo il centro dell’attenzione, preferisco lavorare in sordina e che sia il mio lavoro, le mie meravigliose parole scritte a parlare in mia vece! Sono veramente modesta…
… Ahhhh, ammazza che GENIO CHE SONO… ma dove la scovate una più brava di me?????!!!!!!!!! Modestia, come dicevo, per prima cosa MODESTIA….!!!!!!!!!!!
Dove ero rimasta?? Ahh, sì, dopo tanti elogi…. L’assessore mi ha ceduto il microfono e mi ha invitata ad alzarmi per intervenire….
AHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!
Niente panico! Andrà tutto bene….






Mi alzo e i bambini, nonostante fossero provati da tante ore di forzata attenzione, mi guardano assorti… come non guarderebbero neanche la Fata Turchina! E col microfono in mano dico due parole in “lingua deliriese” (coniata appositamente da me, cioè “delirio”): “Il nostro assessore ha raccontato praticamente tutto quello che c’era da dire, quindi a me non resta che aggiungere solo una piccola cosa che è il fulcro, il senso del mio romanzo. Il mio messaggio è quello di credere nei sogni, credere alle cose assurde e dare meno spazio alla razionalità. Poiché la ragione non sempre ha ragione e spesso quello che ci pare assurdo può risultare più reale di quello che potremmo pensare inizialmente. Dico solo questo, voi che siete bambini imparate a credere sempre ai sogni e crescendo non perdete questo valore… continuate a sognare e se avete l’impulso di scrivere… beh, scrivete che è una cosa fantastica!” e con un sospiro di sollievo ho smesso di parlare… e volete sapere i bambini cosa hanno fatto, nonostante la stanchezza??? Mi hanno applaudito con quasi la standing ovation!!!! Pieni di entusiasmo che solo le creature sanno trasmettere!!!! Che vi dicevo: neanche con la Fata Turchina!!!!! E a quel punto, davvero il bagno era un ricordo (tanto ormai il pannolone non sarebbe servito a nulla…) e l’emozione mi ha mandata fuori di testa in via definitiva… Ahhhh, ma chi se ne frega della razionalità, come non smetto mai di ripetere!!! W l’assurdo, W la follia, W il sogno!!!




Incassati gli applausi da stadio, ha chiuso la kermesse il sindaco, ancora con tante lodi per me dicendo che “leggendo il mio romanzo pensava che fossi una scrittrice con i capelli bianchi… e invece si è stupito di avere davanti una ragazzina”!! E poi dicendo tante, tante altre belle cose che qui non riporto perché l’emozione non ha voce… e fluttua nei cuori e si disperde sotto forma di pillole di gioia che allietano il mondo e la miseria umana e allora lascio che la vostra immaginazione, anche e soprattutto suscitata da questo mio resoconto, vi riporti quelle che possono essere state le parole precise riportate dal signor sindaco per me, per il mio lavoro e per il mondo cui ho saputo dare un corpo e una coscienza…
Così, il resto è stato in discesa. Finita la kermesse, con le parole del sindaco. Il “rompete le righe” ha portato tante persone sulle mie sponde per farmi i complimenti, sapere come fare per comprare il libro (le copie comprate dall’assessore sono state distribuite ai ragazzi della scuola… con la promessa di richiederne altri alla casa editrice…) e farmi tante felicitazioni. Tanti occhi luminosi e commossi, sorridenti e cordiali che incontrano i miei per ringraziarmi, complimentarsi… o semplicemente cercarmi e scoprirmi. Il cuore alleggerito che si apre a tutti loro. I baci, gli abbracci, le strette di mano. I tanti sorrisi. L’entusiasmo, la gioia, la follia. E’ tutto meraviglioso e miracoloso. Perfetto. Anche il giornalista mi saluta con entusiasmo.
Che splendida giornata… una giornata da incorniciare (prendendo a prestito una definizione recente del mio manager… ti plagio, caro!). Il sindaco che a un certo punto, quando vado a congedarmi e a ringraziare di tanta disponibilità, mi abbraccia, mi stringe forte e mi bacia sulla testa! L’assessore che mi adora, letteralmente! E tutta una comunità umana che mi attornia e piena di quella stessa umanità che ne è il tratto distintivo, che mi fa sentire a casa e benvoluta (e pure di chi sono parente… visto che il cognome paterno è estraneo e di difficile collocazione… considerando che i nonni materni sono originari di quelle lande…).
Tanti complimenti, un successo che (inspiegabilmente?!!!) si ripete ad ogni presentazione del mio romanzo, l’entusiasmo che suscito e che noto sincero e sentito, la bellezza grandiosa di suscitare tante emozioni… La vita è bella! E ne godo il sapore più ricercato e delizioso. Così vorrei che fosse la mia vita, il mio domani, il mio destino… mi sento nata per questo, per la parola scritta, del resto non so nulla, non so niente… la parola scritta è il talento, è il mio potere. Il resto cos’è?? Vorrei… voglio abbandonarmi al sogno, all’illusione… che possa divenire certezza, un giorno, che questa è la mia strada e che diventerà la mia fortezza, il mio porto sicuro, la mia certezza… l’unica che mi è concessa in grazia. Vorrei… voglio… che sia così…
Placidamente, sono tornata a casa. Un po’ di pioggia ha bagnato la campagna ciociara, colori bellissimi ed emozioni rare come perle. Parole e poesia. I versi che ho postato nell’altro blog sono rivelatori… rivelano quel viluppo di emozioni inestimabili che il mio magico venerdì 17 mi ha donato. Chi legge quei versi ora sa…
Una giornata da incorniciare, già. E bramo, ora, la prossima, ancora piena di sorprese e miracoli, perle e oro di una condizione umana privilegiata: quella della scrittrice che tesse il suo mondo incantato di parole… e che, poi, tale incantesimo miracolosamente diventa reale…
Questa è la mia avventura, la mia grande avventura che prosegue a cuor leggero, in attesa del prossimo colpo di teatro, in attesa di tutto… tutto ciò che vorrà ancora accadere…
Chi è disposto a sognare con me??? La razionalità è da abolire, ve ne prego! La ragione non sempre ha ragione… spesso sbaglia; e questa ne è la prova!
Chi vuole sognare con me??? Fatevi avanti, c’è tanto posto…
Un’ultima cosa: IL MIO ROMANZO E’ DAVVERO BELLISSIMO, PROVARE PER CREDERE!!!! Ahhhh, la modestia è la prima cosa, è fondamentale… io lo dico sempre, la modestia…..!!!!!!!!!!!!!

13 commenti:

Alfa ha detto...

Bella iniziativa!
Molto affascinante anche la leggenda del drago.

Sono molto contento che il tuo libro abbia tanto successo. Solo che ora sono ancora più impaziente di leggerlo... ;)

3my78 ha detto...

Ahhh ce l'ho fatta, ho letto:-D
Hai raccontato proprio tutto, questo ha fatto sì che ci si potesse immergere nelle sensazioni da te provate, quindi è stato più semplice immaginare cosa possa aver provato in quell'istante.
Detto questo vorrei dire che quando una giovane persona, in questo caso una giovane ragazza, riesce a trovare la propria strada, con entusismo, e va avanti così bene c'è solo da incoraggiarla.
Sono contento quando un giovane parte bene... è solo l'iniizio ma, non male no???
Complimenti vivissimi:-)

AndreA ha detto...

EbbeavalanostracaraSilviachemietesuccessidoposuccessi!
...

Un abbraccio .... ;-)

fabio r. ha detto...

wow anche i fiori al tavolo avevate...che invidia !!
brava! porta vanti il nome di blogger e spiega loro che siamo acculturati lettori pure noi dietro le tastiere!!!

Luana ha detto...

...Colfelice? vista la storia che hai raccontato si sarebbe dovuto chiamare Colmaialino...;):...scherzi a parte...hai raccontato benissimo una giornata strepitosa.

Guarda che hai scritto tanto e, ciononostante, ho letto tutto d'un fiato senza annoiarmi, indi per cui ciò ti conferma che sai ben scrivere e, non solo, anche riuscire a trasmettere l'entusiasmo che provi, come perchè? Perchè da quando ho iniziato a leggere fino alla fine ho avuto il sorrisino ebete in faccia ;))...sono contenta per te...davvero...anche se non ti conosco di persona, ma ti ho intravista nelle foto ;)).

Eppppoi sono d'accordo con te: bisognerebbe mettere da parte la razionalità e fare le cose che ci si "sente" di fare, piuttosto che quelle pensate e studiate a tavolino, perchè quelle "sentite" si nutrono di sogni e i sogni vengono dall'anima, quello di cui siamo fatti, quindi tu "senti" che questa è la tua strada?? Allora stai più che certa che è così e continua non ripensarci su...è la tua missione ;)...
Un bacione grosso grosso

Pupottina ha detto...

ciao
bella iniziativa per propuovere i libri...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Vorrei tanto sapere chi è stato a mandarti quel messaggino, Mah...? Sono un po' geloso di quel tuo manager. ahahahah
Il racconto è come al solito intenso,nonostante la lunghezza non ci si annoia a leggerlo.
Complimenti per la presentazione, per tutto il resto e per il futuro che ti auguro essere altrettanto pieno di soddisfazioni. Lo dicevo io che Tom e Stella sarebbero arrivati lontano.
A proposito,per il finale posso svelare anch'io il colpo di scena.
Scherzo eh.
Un caro saluto

il Russo ha detto...

E poi dicono del venerdì 17... Dal tuo racconto è stato un trionfo dall'inizio alla fine!

Federica ha detto...

son sempre più curiosa di leggerlo questo libro... devo solo trovare un po' di tempo!

i bimbi non ti hanno fatto domande?

Katiu ha detto...

Tantissimi e grandissimi complimenti!!

l'incarcerato ha detto...

Letto!! Complimenti per quello che hai fatto, e brava come ti sei rivolto ai bambini. Quell'applauso è tutto meritato.
E devo dire che è bello sapere che un sindaco di un paesino sconosciuto(almeno a me) abbia una cultura da fare invidia, e che sia di destra o di sinistra per me non cambia. E' stato veramente bravo nel valorizzarti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Complimenti Silvia davvero!!!!!

Gatta bastarda ha detto...

bella iniziativa? verrai mi a genova a presentare il libro prima o poi?