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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

venerdì 25 luglio 2008

onda su onda il mare la porterà... (e la storia del piccolo, coraggioso reece)

Voglio raccontarvi due storie. Due storie al contempo bellissime e tristissime. Di sofferenza e di coraggio. Due storie che hanno per protagonisti due persone, una donna e un bambino, che sono il volto gentile di questo mondo distratto... distratto dalla distrazione del vivere che mai si ferma (dico mai) a godere di quelle piccole cose che rendono un istante di vita... il gioiello più prezioso e raro che esista. Per questo ho deciso di raccontarvi queste due storie: affinché per un istante, quell'istante magico, si possa godere della semplicità inestimabile della vita... quando un sogno, che sia sfidare le acque e i propri "limiti" o che sia sposarsi, diviene il completamento, la sintesi, il senso... sì, il senso stesso di ciò per cui siamo stati chiamati ad apparire, qui, in questo spicchio di Creato...









Miracolo Hilary: paralizzata, navigherà da sola
Con la forza del suo respiro comanda una barca a vela modificata e, in solitaria, ha iniziato la circumnavigazione del Regno Unito. Lei si chiama Hilary Lister, tetraplegica di 36 anni. La nostra Hilary può controllare le vele e il timone della sua barca grazie ad un sistema che converte, attraverso alcune cannucce, il suo fiato in segnali elettronici. Hilary, che è in grado di muovere solo la testa, la bocca e gli occhi, è partita da Dover il 17 giugno: il suo viaggio durerà tre mesi. La sua fenomenale impresa si può seguire, passo passo, sul sito: http://www.hilarylister.com/.
Questa è una bellissima storia di coraggio e Speranza, tutto il mio sostegno morale è per questa splendida donna che affronta il suo sogno di petto, a testa alta, senza paura! Senza paura di sciocche barriere che vorrebbero precludere a lei il suo sogno, e a quanti come lei qualsiasi possibilità di vivere una vita dignitosa e normale. Tali infinite opportunità non devono essere precluse a nessuno: altrimenti è da considerarsi un crimine contro l'umanità! La disabilità non deve essere un ostacolo o un motivo di discriminazione, ma una RISORSA, un tesoro... un essere umano speciale anch'esso che MERITA la sua chance.
Buona navigazione, Hilary!!!














Si sposa a 8 anni e muore
Aveva il cancro, esaudita l'ultima volontà
Reece Fleming aveva solo 8 anni, ma per metà della sua vita aveva lottato contro la leucemia. Sapeva di dover morire e aveva a cuore la realizzazione del suo più grande desiderio: sposare la sua fidanzatina. Perciò i suoi genitori hanno allestito un finto matrimonio per donargli l'ultima gioia della sua piccola vita.
Il piccolo Reece ha portato una rosa rossa alla sua Ellaenor, compagna di giochi, sull'altare improvvisato nella sua casa, a Mackworth, nel nord dell'Inghilterra. La sua promessa sposa è giunta in abito bianco. Dopo aver scambiato con Ellaenor promesse e anelli, Reece ha detto a sua madre: "Ora posso andarmene felice".
E' morto il giorno dopo, nel suo letto.
La storia del piccolo Reece è struggente, disarmante. Ci fa sentire tanto piccoli, piccolissimi davanti al suo cospetto: una cretura che non ha conosciuto altro che sofferenza nella sua piccola vita, che pure ha la maturità di non piegarsi al destino crudele, ma che con coraggio rivendica il suo sogno - il matrimonio con la sua amichetta di giochi - restituendo con disarmante semplicità tutta l'umanità che vergognosamente sfugge a questo mondo. Questo bambino ci ha ridato l'innocenza perduta, quella che noi tutti con affanno rincorriamo e che è così ovvia e vicina, ma siamo distratti per vederla e afferrarla. Guardate, guardiamo tutti questo bambino di 8 anni che ci insegna a non lamentarci delle nostre infinitesimali sventure... ma a sorridere nonostante tutto, nonostante il male, la sofferenza, la fine. E' una storia struggente e bellissima. Io non so spiegare perché le creature debbano soffrire, ammalarsi, morire in questo modo. Io non so a chi appellarmi per avere spiegazioni... perchè? Perché i bambini devono andare incontro a un destino così crudele? Io non so a chi appellarmi per avere risposta. Ma so con esattezza che questo bambino ci dà un insegnamento di umanità grandioso e il suo sorriso, che strappa un morso di commozione che aggredisce i visceri e la coscienza e l'anima, nasconde, in fondo, tutto il senso della vita che si cela nelle piccole cose... che noi tutti siamo incapaci di scovare... ma che è dentro la nostra coscienza e aspetta un nostro cenno...

22 commenti:

Ste ha detto...

Un giorno del quarto liceo aspettavo mio padre davanti la piscina che mi portasse il borsone col necessario per l'allenamento. Se non sbaglio era ottobre o novembre e avevo appena finito male una discussione con alcune mie compagne di classe, dovevo avere un espressione un po' cupa. Quando aspetto spesso mi metto a osservare quello che ho intorno, le persone che vanno e arrivano. Dalla piscina esce una signora sulla sessantina, che zoppica vistosamente, anzi forse qualcosa in più che zoppicare. Mi passò accanto e sorridendo mi disse Come mai sei triste? Sorridi che sei ancora più bella. Mi venne spontaneo sorridere mentre quella gentile signora si allontanava, poi noto che sale su una Fiat 600 qualche metro più in là, sul parabrezza posteriore era attaccato il simbolo di portatori di handicap. Probabilmente nella sua vita aveva ben altro a cui pensare che al mio viso cupo. Eppure...

calendula ha detto...

Non so spiegare perchè gli esseri umani debbano soffrire tanto, non sono religiosa,e non ho quindi il confprto che sia tutto per un bene superiore... rimango basita vedendo la malattia,la morte, più che altro sai cosa è che mi fa uscire di testa ? Il senso di impotenza, la certezza di non poter aiutare di non poter risolvere la situzione, è una cosa che mi distrugge veramente

articolo21 ha detto...

Due storie molto toccanti, che ci fanno capire quanta superficialità ci circondi costantemente.

La Lunga ha detto...

sicuramente due storie intense che fanno riflettere. soprattutto la prima. penso che le persone che stimo di più siano quelli che si lanciano in imprese così grandi, nonostante tutto.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ma... a volte chiusi nella nostra autoreferenzialità non ci ricordiamo che qualcuno sta peggio di noi. Io quando leggo di queste cose, oltre a chiedermi il perchè, cerco tutta la forza per lottare contro uno stato di cose ingiusto che ci priva del godere pienamente il dono più prezioso che è la vita.
Quella donna, quel bambino, meritavano la prima una vita diversa, il secondo la vita. Per questo, per loro...dobbiamo lottare.E' troppo presioso questo dono.

l'incarcerato ha detto...

Io invidio la loro forza di volontà , quella di non arrendersi, di realizzare lo stesso i sogni. Io non ho tutta quella forza, io mi spezzo subito.
Due storie veramente toccanti e come dice Articolo21, veramente ti accorgi di quanta superficialità siamo circondati...

peace and love ha detto...

HAI VINTO UN PREMIO...VIENI DA ME A RITIRARLO!!!
CIAO CIAO!

peace and love ha detto...

HAI VINTO UN PREMIO...VIENI DA ME A RITIRARLO!!!
CIAO CIAO!

fabio r. ha detto...

ciao Schriftstellerin (= Scrittrice..). Bellissime parole e storie altrettanto belle seppure spiazzanti...
ho vissuto al ungo con un cuginetto che a 11 anni si ammalò di tumore in Germania (ora grazie al cielo, a 30 anni, è guarito) ed ho vissuto con lui nei centri recupero e negli ospedali... non sai quanta umanità ho conosciuto lì!

Silvia ha detto...

Ste: grazie per avermi raccontato questo episodio, credo che sia una testimonianza importantissima! Proprio quello che volevo illustrare con il mio post...

Calendula: condivido in pieno i tuoi turbamenti; anch'io non so spiegarmi il perché di tanto dolore e il non poter far nulla per evitarlo o quantomeno lenirlo è qualcosa che annichilisce.

Silvia ha detto...

Articolo21: ohhh, c'è n'è tantissima di superficialità... quando invece eccola la vita VERA...

La lunga: hai ragione! Anch'io ammiro enormemente le persone che fanno imprese del genere nonostante "difficoltà" che in principio potrebbero impedirglielo! Ho appena letto di un uomo non vedente che sta per fare la traversata del Sahara...

Silvia ha detto...

Marco: è vero, spesso siamo troppo occupati a pensare alle nostre scaramucce per ricordarci che ci sono tragedie infinitamente più grandi... che vengono affrontate dai protagonisti con una dignità, maturità e coraggio disarmanti... Hai ragione: dobbiamo lottare per la vita, che è quanto di più inestimabile ci sia... dobbiamo farlo anche per loro...

L'incarcerato: io sono convinta che hai molta più forza di quanto pensi... devi solo trovare la spinta per tirarla fuori! Queste due vicende, come tante altre, ti daranno quella spinta che ti serve!

Silvia ha detto...

Peace and love: grazieee!!!!
;-)))

Fabio r: ahhhhh, significa scrittrice!!!! Uhhhh, che meravigliaaa!!!! Grazie per aver condiviso con me la tua esperienza: hai ragione c'è tantissima sensibilità e umanità in quei luoghi... lo so, lo so...

il Russo ha detto...

o.t. Un grazie veramente di cuore per aver testimoniato la tua vicinanza in un momento per me speciale, non so come vista la rivoluzione che mi aspetta, ma spero di continuare a meritare la tua amicizia nella blogosfera con il mio piccolo spazio di Resistenza.
Il tuo amico Russo

Silvia ha detto...

Il russo: sono proprio i momenti speciali come questo che vanno festeggiati con quanto più calore e partecipazione ci possa essere! La rivoluzione, per te, sarà evidente... ma è tutta vita!!! Ancora complimenti e tanti auguri!!! Spero che questo "continuare a meritare stima/amicizia telematica" sia reciproco: da parte mia di sicuro!!

pansy ha detto...

Una lacrima mi è scesa e ora tante altre. La storia è incredibile, ma tu con le tue parole arrivi dritta al cuore. grazie.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Solo un abbraccio sincero a quel bimbo ed un sorriso velato da lacrime bevute ed inghiottite per una sensazione di mesta impotenza e di profondo senso di ingiustizia.

Silvia ha detto...

Pansy: anch'io sono profondamente commossa da questa storia... ho un nodo allo stomaco da quando l'ho letta.

Grazie!

***

Daniele: hai ragione, condivido pienamente ciò che hai detto.

Gatta bastarda ha detto...

bello davvero... vedere che non ci si arrende nonostante tutto vedere l'amore in un bimbo malato (quanto avrebbero da imparare gli adulti)
con las toria del bimbo devo dire che non sono riuscita a trattenermi..ho pianto!
Davvero commovente

Silvia ha detto...

Gatta: è una storia veramente struggente...

luce ha detto...

Due storie fatte di sogni e forza interiore,due persone speciali con accanto altre persone speciali che le aiutano nel loro cammino, sono davvero commossa anche se come dici tu certe volte tanta sofferenza non so perchè debba esistere.

Silvia ha detto...

Luce: sì, è vero, due storie contraddistinte dal sogno a da una forza interiore da far invidia... poiché solo le persone speciali possono tutto questo...