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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

venerdì 21 marzo 2008

è primavera...


E' primavera.. svegliatevi bambine
alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor.
E a tarda sera, madonne fiorentine,
quante forcine si troveranno sui prati in fior.
(Mattinata fiorentina)
Non servono molte parole per descrivere le emozioni di primavera, in fondo! Basta una bella immagine floreale che sappia ridare il senso del risveglio e del ritorno alla vita, dopo il gelo invernale e pochi versi di una canzone dal sapore antico, di una saggezza di tanti anni fa... l'epoca delle nostre nonne e forse ancor prima.
Ma spesso lo spirito di primavera non è così gaudente... come probabilmente dovrebbe essere e quella gioia mite di primavera che tanto si aspetta, per certi cuori, tarda a giungere... e anzi, non giunge mai, mai, mai...
Perciò per le anime dissidenti (del gaudio primaverile) ecco un componimento "ad hoc", scritto da me... in odore di sospetta "autobiografia":
Che stupore, oggi, svegliarmi
e percepire il tempo mite
che annuncia primavera.
Riflessi sulla mia pelle e nei miei occhi
i suoi mille raggi di sole
che annunciano il risveglio di nuova stagione.
Oh! Immenso stupore
scoprire i boccioli neonati
e tutto il tripudio di nascita
che prepotente si fa strada intorno a me, nel mondo.
Ah, il mio povero cuore malinconico
non è pronto al gaudio di primavera,
il mio povero cuore frantumato!
Chi ha un cuore in salute,
in grado di accogliere e onorare appieno questo momento?
Ho bisogno che mi sia prestato un cuore,
illibato e fresco,
per immergermi in questo tripudio.
Che qualcuno mi presti un cuore:
il mio è in frantumi...

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