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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

sabato 8 marzo 2008

8 marzo, ovvero educazione al rispetto dei diritti e della dignità della donna



Oggi è l'otto marzo. Un leggero cenno di primavera oltre il vetro della finestra, una bella giornata. Oggi è l'otto marzo. Quante gialle mimose passeranno di mano in mano... prima di essere gentilmente donate a una donna? Tante, tantissime. Oggi è l'otto marzo. Il dono floreale ci piace, ci lusinga, ci rende felici... ma c'è ben altro che conta: altro modo in cui pretendiamo che ci sia usato rispetto. Un rispetto spesso negato, un rispetto che viene sistematicamente preso a calci da questa società patriarcale, maschilista e bigotta. Noi abbiamo necessità di ben altro rispetto. E pare che l'unico modo per avere il Rispetto che ci è dovuto sia quello di alzare la voce, di scendere in piazza e gridare, gridare ed esigere che i nostri diritti vengano rispettati da chi PRETENDE DI DECIDERE PER NOI! E questo è inaccetabile.

Sì, perchè in questi ultimi tempi sono tornati di grande attualità temi che credevamo di aver messo al sicuro (in merito ai nostri sacrosanti diritti) già da decenni, ma che invece - come tristemente devo registrare - sono più che mai messi a repentaglio da una manciata di esaltati falsi moralisti ipocriti che parlano, senza sapere; parlano solo per il gusto di far muovere l'aria. Negli ultimi mesi le conquiste che faticosamente le generazioni passate hanno fatto, combattendo duramente per affermare loro stesse, traballano e più che mai si ha l'esigenza di scendere di nuovo in campo per riaffermare con forza il nostro diritto alla dignità, alla libertà di scelta. In barba a questa società che vorrebbe farci stare zitte.

Un plauso a tutte le manifestazioni che si svolgeranno in queste ore. Manifestazioni atte a rivendicare il DIRITTO di ogni donna all'autodeterminazione, alla libertà di scelta... sempre e comunque!

In occasione della festa della donna, è uscito in sala il film documentario (presentato al festival di Locarno) di Alina Marazzi "Vogliamo anche le rose" che, grazie all'ausilio di immagini di repertorio Teche Rai e super 8 originali, illustra la fase che - a cavallo tra i '60 e i '70 - ha portato la donna alla presa di coscienza verso se stessa e a combattere per i propri diritti; grazie alla liberazione sessuale e al movimento femminista.

Spunto iniziale del film sono i diari di tre donne, Anita, Teresa e Valentina. Il loro racconto personale accompagna e sottolinea nel film i cambiamenti della società in quei vent'anni. Anita nel '64 è adolescente: nel suo diario annota come la cultura borghese e cattolica la spinga a vedere la sessualità come peccato; Teresa nel 1976 ha vent'anni, è incinta ma l'aborto è ancora illegale ed è costretta a ricorrere a un aborto clandestino doloroso e segreto nella solitudine d'un appartamento romano; Valentina, nel 1977, è invece impegnata nel movimento femminista. Queste tre vicende private hanno lo scopo di rievocare un'epoca: dalle manifestazioni femministe alle rivolte studentesche, dall'ingresso delle donne nel mondo del lavoro al cambiamento dei costumi. La Marazzi riporta quelle immagini significative che hanno l'obiettivo di restituire un'atmosfera, un'identità collettiva, un'immagine condivisibile senza essere di parte. Vogliamo anche le rose è quindi un documento estremamente importante per (ri)scoprire uno dei periodi più vivaci della nostra storia recente.

Altre informazioni su: www.vogliamoanchelerose.it

Mi auguro che tutto questo faccia riflettere su ciò che (forse) ci siamo lasciati alle spalle e che speriamo non torni mai più. In tanti hanno la memoria corta, cortissima e non rammentano che ancora non più tardi del '66, in Italia, la contraccezione era considerata un reato contro la stirpe; che la potestà, in famiglia, era esercizio esclusivo dell'uomo. Che solo nel 1980 fu abolito il "delitto d'onore". E tutte le altre battaglie vitali per i diritti civili che oggi potrebbero apparire scontati ma che non lo erano fino a ieri: l'introduzione del divorzio, la legalizzazione della pillola, il nuovo diritto di famiglia, la legge 194 sull'aborto, la violenza sessuale finalmente considerata un delitto contro la persona e non contro la morale. Tutto questo non era scontato, fino a ieri. Perciò va difeso... anche alzando la voce, se sarà necessario!

Perciò piuttosto che regalare mazzetti di mimose, regalate rispetto per la dignità della donna. E' sicuramente un valore MOLTO più importante. Grazie!

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