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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

mercoledì 6 febbraio 2008

tuesday, super tuesday







Nella notte, in America si è "abbattuto" - sempre, naturalmente, nell'ambito delle primarie - il tanto famigerato "super tuesday" che in verità si è "abbattuto" per modo di dire: perchè in effetti non ha ancora definito chi, tra i democratici, avrà la chance di battersela per la Casa Bianca. In effetti, visti i risultati la situazione è ancora in bilico e pare difficile, per il momento, stabilire chi tra Hillary Clinton e Barack Obama la spunterà; secondo quanto riportato dagli exit-poll il senatore afroamericano ha conquistato il maggior numero di Stati (13 contro gli 8 della sua rivale), ma Hillary ha avuto la meglio in Stati particolarmente chiave come New York e la California (che assegnano più delegati) e questo sarebbe un vantaggio psicologico non da poco in favore della ex first lady. Particolarmente significativa è la vittoria in Massachussetts - lo Stato dei Kennedy, apertamente schierati con Obama. Sembra che decisivo per la nostra Hillary siano stati i voti delle donne e degli ispanici.
Hillary appena saputo l'esito del voto ha espresso la sua soddisfazione sottolinenando che gli elettori " hanno votato per riscrivere la storia", e noi tutti speriamo che sia davvero così, che a novembre, quando giungerà il momento, si potrà voltare pagina e ricominciare di nuovo. Ne abbiamo bisogno tutti, in effetti.
Comunque, dopo il "clamore" suscitato dalla maratona del super martedì, ci vorrà ancora del tempo per sapere finalmente chi vincerà la partita tra i democratici, solo ad agosto; spero con tutto il cuore, con tutta la convinzione, con tutta la speranza che sia una donna, questa donna a spuntarla e a portare questa aria di cambiamento che da un po' ci aspettiamo. Non che, dovesse andare diversamente, non sarei contenta di vedere Obama vincitore alle primarie e, in seguito, inquilino della Casa Bianca, anzi sarebbe l'espressione stessa del vento che sta cambiando in America, un presidente afroamericano fa sognare, fa sperare... laddove la piaga del razzismo, la discriminazione verso i neri è ancora qualcosa di profondamente radicato. Quindi, questo cambiamento epocale trova tutto il mio appoggio e sostegno.
Ma sono una donna. Una donna che sogna che alle donne finalmente sia possibile, sia concesso ciò che fino a pochissimo tempo fa era precluso loro, nemmeno immaginabile. E Hillary Clinton presidente significherebbe tanto, troppo per questo cambiamento che noi tutte auspichiamo. Perciò non posso esimermi dal manifestare apertamente il mio totale appoggio alla signora Clinton e che le mie speranze - prima ad agosto, poi a novembre - non vengano disattese.

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