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"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

martedì 30 dicembre 2008

la prepotenza della guerra

***

Le cinque sorelle di Jabaliya uccise nel sonno.



"Cosa possono gli uomini contro questo odio scellerato?"
(da: Il Signore degli Anelli)

domenica 21 dicembre 2008

a che punto sono i diritti umani, dopo sessant'anni?

Sessant'anni di diritti umani: bisogna agire affinché siano rispettati davvero





Una decina di giorni fa, esattamente il 10 dicembre, si è celebrato l'anniversario dei 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani. Mai in modo così netto erano stati sottoscritti da molti Stati i diritti di ciascun individuo. I rappresentati dei 51 Paesi si riunirono a Parigi per firmare, col benestare dell’Onu, la Dichiarazione: trenta articoli per reimpostare la convivenza tra i popoli, all’indomani dell’immane distruzione e divisione causata dalla seconda guerra mondiale.
Ma il pieno, totale raggiungimento del rispetto e riconoscimento reale dei diritti umani per tutti, in molte nazioni, è ancora utopia. Oltre un miliardo di persone nel mondo soffrono (e muoiono) di fame; in moltissimi sono vittime di intolleranza religiosa, sessuale, di repressione, pena di morte. E moltissime di queste vittime sono donne: è una delle violazioni più diffuse; infatti almeno 23 Stati hanno leggi che discriminano il sesso femminile. Gli abusi si manifestano, come detto mille volte, soprattutto tra le mura domestiche; si stimano, inoltre, 2 milioni di schiave del sesso.
Relativamente alla pena di morte: sono 123 i Paesi che la praticano, con 1252 esecuzioni nel 2007 secondo Amnesty, Cina e Usa in cima alla lista. La libertà d’espressione e dissenso è limitata o addirittura negata in almeno 77 Paesi. I minori sono, anch’essi come le donne, le prime vittime della mancanza del riconoscimento dei diritti umani: usati in guerre, abusati o menomati dalle mine antiuomo.
“Bisogna agire e non limitarsi a celebrare”, dichiara Amnesty International. Mi ha tolto le parole di bocca! Non abbiamo bisogno di celebrazioni e anniversari: bensì di garanti a tutela del Rispetto; del rispetto della vita, della libertà, della dignità di ciascun essere vivente. Abbiamo bisogno che i più vergognosi abusi sui più deboli cessino. Abbiamo bisogno che ciascuno sia libero di essere quello che vuole (almeno finché ciò non arreca danno a nessun altro), che ciascuno sia libero di professare la propria religione, di esprimere liberamente le sue idee. Abbiamo bisogno che gli omosessuali, in tutti i Paesi, non debbano temere di uscire allo scoperto per paura di persecuzioni, arresti, torture e morte… depenalizzare, in una parola (ché opporsi a tale depenalizzazione è un crimine contro l’umanità… nevvero?). Abbiamo bisogno di bambini che possano crescere in ambienti sicuri e protetti, dove possano andare a scuola e non sui campi di battaglia o abusati in maniera innominabile da sordidi depravati occidentali.
Abbiamo bisogno, HO BISOGNO, che le donne siano libere di essere donne! Senza il terrore di essere discriminate e oltraggiate dall’uomo per questo. La Dichiarazione verrà rispettata solo quando DAVVERO le donne potranno uscire da sole la notte, senza paura di essere aggredite… e peggio ancora. Questo è il testo dell’articolo, il 31, che ho scritto per l’iniziativa di Amnesty in cui si chiedeva di aggiungere il nostro personale articolo alla Dichiarazione. Non credo che vi sia difficile immaginare il tema del mio articolo. Questo è ciò che ho indicato, come mio 31esimo articolo, come conquista irrinunciabile di un mondo che possa considerarsi a ragione “civilizzato”: “Che ogni bambina, ragazza, donna in qualsiasi parte del mondo sia rispettata, che abbia diritto all’istruzione, alla tutela e alla protezione. Che possa decidere liberamente cosa fare e chi amare/sposare. Che nessuna donna sia più costretta a violenze, umiliazioni e sottomissione. Che nessuna donna sia violentata, mutilata e uccisa da uomini. Che nessuna donna sia discriminata rispetto ad un uomo. Che in nessuna parte del mondo bambine debbano rimpiangere di essere nate femmine”.
Non è più il momento di ATTENDERE, inerti, un mondo che sia migliore. È ora di andarselo a costruire, un mondo migliore.
Ecco, il testo completo, con i 30 articoli.






Fao: 963 milioni senza cibo
A pagare la crisi economica saranno soprattutto i più poveri del mondo. Il numero di chi soffre la fame quest’anno è aumentato di 40 milioni di persone (da 923 a 963): non c’era mai stato un picco del genere; e tra non molto si raggiungerà la cifra di 1 miliardo di affamati. Questo è quanto prevede il Rapporto sullo stato d’insicurezza alimentare 2008 della Fao. L’obiettivo del Millennio di dimezzare la fame entro il 2015 appare quanto mai irraggiungibile; con l’impennata dei prezzi del cibo, dal 2005 al 2007, le persone denutrite invece di diminuire sono aumentate di 75 milioni.
“Ci vuole volontà politica per raggiungere l’obiettivo del Millennio” ha detto il direttore generale della Fao Jaques Diouf. L’investimento necessario non è impraticabile: servono solo 30 miliardi di dollari l’anno per raddoppiare la produzione agricola mondiale. “Stiamo parlando di una cifra pari all’8% dei finanziamenti destinati all’agricoltura nei Paesi Ocse. Di fronte a questo paragone mi viene da dire yes we can”, continua Diouf, aggiungendo che gli 11 miliardi di finanziamenti annunciati al vertice internazionale sull’emergenza fame di giugno non si sono ancora visti.
Dunque, 963 milioni gli affamati nel mondo; 40 milioni in più, solo nel 2008, le persone denutrite; 583 milioni le persone affamate in Asia nel 2007; il 65% degli affamati vivono in soli 7 Paesi: India, Cina, Congo (76% i congolesi denutriti dopo lo scoppio della guerra civile, prima erano il 29%), Bangladesh, Indonesia, Pakistan ed Etiopia; +20% il prezzo dei cereali rispetto all’ottobre 2006.
Quanti, soprattutto bambini, l'ingordigia di una porzione del mondo ha sulla coscienza?

sabato 20 dicembre 2008

c'è crisi dappertutto...

"Ah... la crisi! Ma cos'è questa crisi? Metta in scena, un buon autore, faccia agire un buon attore, e vedrà... la crisi passerà!"

(Ettore Petrolini)




Insomma, crisi economica, social card, aumento del tasso dei disoccupati (al 6,1% e nel 2009 peggiorerà...), la parola "precario" sempre più nel gergo comune, licenziamenti, famiglie strozzate dai debiti, poveri sempre più poveri... e nuovi poveri, recessione...
Mi domando, come ne usciremo? (e se ne usciremo, stavolta...).

martedì 9 dicembre 2008

"questa è la mia opera prima"... per circa 2 milioni 757 mila volte!!!

Poi capirete…
Questo è l’immancabile reportage della due giorni di Fiera della piccola/media editoria: ovvero il delirio all’ennesima potenza!!! Eh, sì, perché stavolta ho davvero creato il panico (e mia cognata è stata mia perfetta complice, ve lo assicuro…), stavolta ho fatto strage e seminato il terrore nel Palazzo dei Congressi, provare per credere!!!
Dunque, domenica 7 è stato tutto relativamente tranquillo, con l’appuntamento alle ore 12 alla Sala Ametista dell’affollatissimo Minimal Forum, ossia con moltissimi autori della collana Minimal presenti in sala! Un’ ora all’insegna del riepilogo e del bilancio del primo (trionfale) anno della neonata collana, minimal appunto, della Ibiskos un tripudio di colori, ventata di originalità e inventiva che ne ha decretato il successo! Finito il Forum appuntamento allo stand della casa editrice… per brindisi con panettone e champagne (anche se mi sembrava un po’ troppo “rosso” per essere spumante… Ok, forse la visione di Twilight mi ha un tantinello influenzata…).
Ma il bello, ragazzi miei, doveva ancora venire!





Lunedì 8, come preannunciato, avevo dalle 15 alle 16 uno spazio tutto per me allo stand della Ibiskos per incontrare i lettori. E ho incontrato i lettori, ve lo posso assicurare!!!! La cosiddetta “Ora d’aria”, chiamata così proprio per la scena da protagonista che ciascun autore poteva monopolizzare nello stand per 60 minuti a suo uso e consumo, per sponsorizzare il proprio libro e farsi conoscere, scambiare due parole con qualsivoglia curioso e presentare la sua storia.
Insomma, proprio come gli autori famosi e celebrati che intervengono negli spazi dei propri editori e incontrano i lettori per firmare copie dei loro libri! Uhhhh, posso ben dire di averlo fatto anch’io, ragazzi!!! Ho incontrato i lettori… ci ho parlato… e ho firmato dediche e autografi…
Sono arrivata in Fiera verso le 14,30 e allo stand c’era una ragazza che già conoscevo, avendola incontrata precedentemente ad una presentazione, che stava portando a compimento la sua ora d’aria. Poco dopo le tre mi ha ceduto lo spazio e volenterosamente ho iniziato a stipare sul banco i miei libri, aiutata da mia cognata che si è poi rivelata una “spalla” preziosissima!!! Da notare che, oltre ai miei libri ordinati in fila, avevo aggiunto accanto ad essi tre cartoncini preparati in mattinata con su scritto dei “messaggi subliminali” che meglio spiegavano il senso del mio libro e della sua autrice; i tre cartoncini recitavano queste frasi: “FUTURO PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA!!!”, i primi due – con l’evidenziatore fucsia e azzurro -, mentre sull’altro c’era scritto “TUTTA LA VERITA’ SULLA FAMIGLIA IMPERIALE DEL CILE!!!”, in verde; di sicuro effetto, non trovate????!!!! Beh, ha sortito l’effetto sperato, dal momento che tutti si avvicinavano incuriositi e ridevano per le scritte e per il mio futuro Nobel! Infatti, quando mi presentavo dicendo che ero io l’autrice del libro… mi dicevano stupiti e divertiti “Ah, quindi sei tu il Nobel per la letteratura?!” e io prontamente rispondevo che ero io in persona e che fra una cinquantina d’anni l’avrei vinto di sicuro e sarei andata a ritirarlo in quel di Stoccolma! (a tale chiarimento, qualcuno mi ha risposto: “Magari lo vinci prima che passano 50 anni!!!”, ahhh, beh, sììììì… io ho detto cinquanta giusto per arrotondare in eccesso!!! È scontato che verrò insignita prima dall’Accademia di Svezia…).





E così, tra mia cognata ed io, appena intercettavamo qualcuno che distrattamente gettava l’occhio sullo stand e sul mio libro… come avvoltoi lo “adescavamo” subito per cogliere la sua attenzione! (roba che alla fine avevano avuto l’incubo di noi due!!). Mia cognata che partiva a raffica: “Avvicinatevi, potete sfogliare e fare qualche domanda all’autrice, che è lei!” facendo cenno verso di me; mentre io richiamavo l’attenzione di qualche altro che puntava lo sguardo sul mio romanzo, dicendo “Questa è la mia opera prima!”. La cosa tenera è che le persone che sentivano che io ero l’autrice alla mia opera prima, facevano tutti un sorrisino stupito-sconvolto-scioccato accompagnato da un “Ah!” quasi godurioso. Lo hanno fatto TUTTI! Giovani e meno giovani! Una cosa incredibile, devo aver scoperto l’espressione tipica dello stupore del popolo dei lettori dinanzi “l’autore”,una sorta di idioma e di atteggiamento che li accomuna tutti!!!






Così, tra mia cognata ed io, abbiamo creato il PANICO! Peggio delle Sirene che tentavano Ulisse!!!! Qualsiasi passante che transitava troppo pericolosamente vicino allo stand… era perduto!!!! Neanche Circe o Calipso… avevano le medesime doti di infondere oscuri convincimenti negli altri!!!! Devo dire che due/tre persone al nostro richiamo ci hanno guardate strano, per la serie “Ma queste qui cosa vogliono??!!”, ma nel 99% dei casi hanno seguito il nostro richiamo con partecipazione e interesse! I miei coetanei che si complimentavano che alla mia età avessi già pubblicato, i signori un po’ in là con gli anni che m’incoraggiavano a continuare e che mi davano sostegno proprio per la mia giovane età “I giovani vanno aiutati”, dicevano. Chi mi chiedeva se l’avevo scritto e stampato (perché vedendomi imperversare allo stand… pensavano che fossi una della casa editrice!!!) e io a spiegare che il libro l’ho pensato e scritto io… ma che non l’ho stampato io!!! Che sono già abbastanza ossessionata dalla scrittura che mi prosciuga tutte le energie!!! Chi mi domandava in quanto tempo l’avessi scritto e io a spiegare che scrivo “a fiume” ossia quando mi viene in mente una storia… ne sono talmente ossessionata che la scrivo di getto… con i pezzi di dialoghi che mi vengono in mente nei momenti più strani…
Molto interesse e complimenti ha suscitato come sempre il titolo, e lì a spiegare che mi piacciono i titoli poetici-evocativi, che scrivo anche poesie e mi viene naturale adoperare i versi… che pubblico anche sul blog e pare siano gradite da chi le legge!
Insomma, in pochissimo tempo una marea di gente si è trovata a passare e a fermarsi davanti allo stand, e tra il divertito e l’incuriosito a parlare del mio libro con me! E poi a comprarlo!!! Sì, ragazzi, sono andata via come il pane!!!!!!! E a OGNUNO dei miei compratori ho firmato una dedica!!!! Una dedica DIVERSA!!! E mia cognata non mancava di sottolineare il fatto che a ciascuno componevo una dedica diversa, da buona scrittrice! E qualcuno, già intuendo la mia… poca propensione alla sintesi, scherzava pure sul fatto che scrivevo dediche lunghissime!!! (in questo senso, c’è stato persino chi, leggendo la trama sulla quarta di copertina, ha commentato sulla sua lunghezza….).
Qualcuno che, entusiasta della dedica e dell’autografo, mi assicurava che quando mi daranno il Nobel la copia autografata se la rivenderanno come pezzo unico e cimelio pregiato a prezzo vertiginoso!!!! E io a dire che potranno vantarsi di aver scoperto l’autrice agli albori della sua sfavillante carriera!!!!!!
Intanto, mia cognata illustrava ai lettori, di continuo, il messaggio del mio libro, dicendo: “L’autrice ci tiene a sintetizzare che il messaggio del libro è che la ragione non sempre ha ragione”!!! Vero e proprio tormentone del pomeriggio, ormai il mio motto, il mio slogan!!! La ragione non sempre ha ragione. E io a spiegare che siccome nel romanzo avvengono cose assurde…razionalmente impossibili, volevo esortare a crederei ai sogni! E in molti che mi davano ragione su questa cosa del credere ai sogni…




Bene. A questo punto, imperversavamo e il delirio era totale!!!! Mia cognata, ormai indiscussa mattatrice dello stand, che ripeteva le frasi “Potete sfogliare e fare delle domande all’autrice” e “La ragione non sempre ha ragione” oppure chiedeva ai visitatori se avevano ragazzi adolescenti in casa per regalare il libro quale ottima lettura per un pubblico anche giovane (facendo eco io che “il libro va bene dai 0 ai 90 anni, per ragazzi giovani e meno giovani!!); Mia cognata, ormai fucina di idee, coniava anche altri slogan che le sopraggiungevano nella mente, come: “Contro la crisi dei mercati: la crisi della ragione!!” e ancora “Un romanzo giovane scritto da un’autrice giovane!!” e chi ci rispondeva che data la mia età anagrafica sarebbe stato preoccupante se avessi scritto un romanzo da vecchia!!!! Eravamo talmente su di giri che facevamo tutto noi nello stand: davamo il catalogo della casa editrice a chi ce lo chiedeva, o la busta per mettere i libri!
Mentre parlavamo con i curiosi che si avvicinavano, vedendoci così esaltate, una ragazza mi ha detto: “Che personaggio! Sei un po’ agitata, ehhh??!!!” dato il mio status un TANTINO alterato, e poi ha comprato il libro “proprio perché sono un personaggio”!!!! Il responsabile della Ibiskos che mi ha fatto i complimenti per la strategia adottata, di attirare l’attenzione su di noi… ma senza essere invadente!!!! Sì, non invadente, in effetti… a parte il fatto che ripetevo la frase “questa è la mia opera prima” tipo 42 mila volte al secondo… Tanto che alla fine ero senza voce!!!!! Mia cognata impegnata a fare tutti i conti, a dare i resti (perché io so contare a malapena…), mentre io ero impegnata a firmare la dedica e l’autografo, oltre a ripetere che quella era la mia opera prima…di pari passo ho chiesto 2 mila volte il nome per scrivere la dedica!!!





La dura vita dello scrittore!!! Avrò perso 3 chili, solo per firmare gli autografi!!!!! Ma che ebbrezza, che emozione, che cosa fichissima!!!! Una grande emozione, credetemi!!!!!!
Ad un certo punto, però, la mia ora (d’aria) era finita e dovevo sgomberare, visto l’arrivo di un altro autore, un professore universitario, che il giorno prima durante il Minimal Forum aveva recitato una bellissima poesia in romanesco! Ebbene, il signore è stato gentilissimo… perché mi ha permesso di rimanere allo stand col mio romanzo anche nella sua ora!!!! Sì, mi ha fatto spostare una parte dei miei libri per fare spazio anche ai suoi, consentendomi così di avere un’altra ora piena per adescare… ehm… volevo dire, per incontrare il pubblico!!!!! Perciò assieme a mia cognata abbiamo creato il panico per un’altra bella ora!!!!!
Ad un certo punto, è arrivato persino un signore argentino!!!! Incuriosito dal cartoncino su cui avevo scritto “Tutta la verità sull’Impero del Cile”!!! Mi ha raccontato che in Argentina, nell’Ottocento, un tizio aveva rivendicato di essere il Re delle Pampas e che era un fatto storico!! E mi ha chiesto se avessi fatto qualche particolare studio sul Cile per scrivere la mia storia, io gli ho detto che il mio racconto era inventato e che, quindi, avevo dato pieno spazio alla mia fantasia! (in realtà, anche un’altra ragazza mi ha chiesto se ero stata in Cile!!!! Magaaaariiiii).
E praticamente, anche la seconda ora (d’aria) è trascorsa tra il più totale delirio, gli adescamenti, la chiacchiera facile, la parlantina, le vendite, gli autografi… Una strage!!!!
Meglio di Circe e Calipso!!!!




autografi...



E’ stata veramente una giornata trionfale, nemmeno nelle mie più rosee speranze avrei potuto immaginare un seguito, un afflusso, in interessamento… e una vendita di libri migliore di quella!!!! Ne ho venduti una marea!!!! E molti che mi chiedevano come stava andando il libro: alla grande, direi!!! Dunque, ho venduto tantissimi libri, ho firmato veri autografi (UHHHH!!!!), ho ricevuto tantissimi complimenti (mia cognata ha trovato una ragazza che le ha fatto i complimenti per il nome del mio blog – coniato da lei – e ne è rimasta soddisfattissima!) e ho ripetuto in tutto almeno 2 milioni 757 mila volte la frase “questa è la mia opera prima”!!! Facendo il gesto con la mano d’indicare i miei libri… per accompagnare la ormai mitica frase!!!!
Posso dire che fino ad ora, questa della Fiera è stata forse l’esperienza di incontro più intensa e interessante; ho capito cosa significa incontrare il pubblico, che non ti conosce, e riuscire ad entrare così profondamente nelle pieghe della sua emotività… tanto da farti largo a sufficienza per darti la possibilità di far arrivare il tuo messaggio e la tua anima, in definitiva! E io credo di aver fatto questo: in due ore sono riuscita ad entrare, in qualche modo, nella fantasia, emotività, sensibilità delle persone che passavano davanti allo stand e attirare la loro attenzione quel tanto che è bastato per farmi comprendere e decidere che valeva la pena comprare e leggere la mia storia…
Si direbbe che la Famiglia Imperiale del Cile abbia colpito ancora!! WOW!!!!!





Inoltre, sapete, mia cognata ed io, abbiamo avuto talmente tanto successo e seguito con la nostra strategia di vendita… che riteniamo di poterci dare alle televendite!!!!!! Venderemmo fino all’ultimo pezzo, perdiana!!! In due ore alla Fiera abbiamo fatto furore… pensate un po’ se avessimo avuto a disposizione mezza giornata o addirittura una intera… Vendevamo TUTTO!!!! Insomma, abbiamo un’anima imprenditoriale da paura!!!!!! Abbiamo scoperto di avere il piglio per gli affari!!!!
Siamo state le regine della Fiera!!!!

Bisogna dare spazio ai giovani, vero????!!!!



Ahhhhh, la dura vita dello scrittore, già!!! Mi ci potrei anche abituare a tutto questo!!! Forse mi ci sono già abituata… magari bramo che sia sempre così, che sia meglio di così… ahhhhhh, magari!!!! Sento che ho la stoffa per questo!!! Ho la stoffa per questa vita!!!! Già…




Ora, mi godo il grande successo di vendita e di pubblico registrato alla Fiera, e mi coccolo nelle fatiche di gloria e nella dolce sensazione di euforia che questo mi dà. Sempre con lo stupore di vedere cosa accadrà la prossima volta… forse già domani, o al più tardi… dopodomani… E’ la mia grande avventura, no??!!













E del resto, questa è la mia opera prima!!!! Uhhh, questa è la ripetizione numero 2 milioni 758 mila…
Il punto è che non riesco più a smettere di ripeterlo!!!!
Questa è la mia opera prima, questa è la mia opera prima, questa è la mia opera prima, questa è la mia opera prima, questa è la mia opera prima, questa è la mia opera prima, questa è la mia opera prima… questa è la mia opera prima… questa è la m…

sabato 6 dicembre 2008

alla fiera della piccola e media editoria di roma...

... per due soldi, un topolino mio padre comprò... e venne il gatto...
Ehm! Scusate, ho divagato un pochino!!! Intendevo dire che domenica 7 e lunedì 8 dicembre sarò impegnata in un paio di eventi al palazzo dei congressi all'EUR, qui a Roma, con il mio romanzo, proprio in occasione di "Più libri più liberi" la Fiera della piccola e media editoria.
Dunque, domenica 7 dicembre nella Sala Ametista alle ore 12,00 si svolgerà il Minimal Forum in cui parteciperanno tutti gli autori della collana "minimal" (tra cui anch'io, naturalmente...).
Mentre l'8 dicembre dalle ore 15 alle ore 16 allo stand della Ibiskos Editrice Risolo (stand B-16) sarò protagonista dell'ora d'aria: un'ora, solo per me, in cui incontrerò i lettori per parlare del mio libro... chiunque si trovasse in zona sa dove trovarmi...




... Ma lo sapete che il mondo dei libri è rosa???!!! Da anni i dati indicano che le donne leggono di più e SCRIVONO DI PIU' (mmmm... scrivono di più??!! Non so se mi viene in mente qualche donna di mia conoscenza che sia praticamente OSSESSIONATA dallo scrivere... mmm... mi sa che non ne conosco alcuna... o sì????!!!); ebbene, ora risulta anche che nella piccola e media editoria costituiscono il 46% dei dirigenti. La distanza maggiore si registra con i ruoli di vertice nelle piccole e medie imprese, dove la presenza femminile tra i manager è solo del 7%.
Di editoria al femminile, tra le altre cose, se ne parlerà in due diversi incontri, proprio il 7 e l' 8, alla Fiera.
Buon equilibro a tutti!!!

venerdì 5 dicembre 2008

perché non prendiamo esempio dalla gb?

GB: accusa di stupro per i clienti delle lucciole schiave





Qualche settimana fa leggevo questa notizia e pensavo a quanto in Italia, durante i "giri di vite", si vadano a colpire le vittime e i più deboli... invece che i VERI criminali.
Praticamente, in Gran Bretagna chi va con le lucciole che hanno un protettore sarà punito severamente: rischiando, per l'appunto, di finire il galera per molto tempo. La nuova riforma inglese prevede, infatti, che andare con una prostituta controllata da un protettore diventerà reato e si potrà essere perseguiti per violenza carnale. L'annuncio è stato dato dal ministro dell'Interno Jacqui Smith; sarà inoltre punibile già alla prima infrazione chi viene sorpreso a fermarsi in auto davanti alle lucciole. La Smith ha spiegato che ci sarà un'enfasi sulla punizione di chi va con prostitute vittime di traffici illegali o schiave di un magnaccia - circa il 70% del totale - a prescindere se il cliente ne sia consapevole o meno. "Le donne vittime di questi traffici non hanno scelta, gli uomini sì", ha sottolineato il ministro. Questo è solo l'ultimo capitolo di una durissima offensiva anti-prostituzione; il Sexual Offences Act del 2003 puniva il sesso a pagamento con minorenni e introduceva pene per il traffico di adulti e minorenni finalizzato al mercato del sesso. Lo scorso anno Il ministro per le Donne (hanno un ministro per le donne?? Uhhhhh, anch'io!!), Harriet Harman, aveva proposto di punire chiunque paghi per sesso.
Ohh, questa è musica per le mie orecchie! Finalmente un'iniziativa contro la tratta delle schiave del sesso che abbia un senso! Finalmente si comprende che per fermare il dramma di centinaia di migliaia di donne non si deve far loro la multa, ma bensì colpire chi mette in moto con la propria depravazione la spirale criminale di tale dramma. I clienti vanno annientati, quanto tempo è che lo vado dicendo? Appunto! E gli aguzzini che sfruttano queste donne meritano una sorte anche peggiore! Questa gente DEVE essere cancellata dalla faccia della Terra, punto.
Quante storie terribili ogni giorno, ultimamente qui in Italia, di centinaia di donne nigeriane, perlopiù, tradotte nel nostro Paese con l'inganno e poi costrette a battere sulle strade. Non nascondiamoci dietro a improbabili alibi - come qualcuno vorrebbe, perché pensarlo fa comodo -, le ragazze attirate in un Paese con l'inganno e la promessa di una vita migliore e poi invece schiavizzate per prostituirsi NON sono consenzianti: sono costrette! Perdipiù, oltre che costrette con la minaccia a vendersi, con lo spauracchio di dover RIPAGARE ai loro aguzzini il denaro speso per portarle laddove hanno trovato la schivitù! Doppiamente vittime, insomma. E oltretutto, perseguitate da una legge immorale che le valuta come le colpevoli invece che come le vittime!
Questa inglese sì che è una legge che ha una senso, altro che quello scempio INUTILE del ddl Carfagna.




Colgo l'occasione per ricordare che il 6, 7 e 8 dicembre in 3.500 piazze italiane sarà possibile acquistare la Stella di Natale dell'AIL con un contributo minimo di 12 euro. Se ritenete di dover regalare questa pianta, regalate quella dell'AIL: è per una buona causa! Grazie!
Inoltre, dall'1 al 9 dicembre è possibile inviare un sms solidale del valore di 2 euro al numero 48545 (da Tim, Vodafone, Wind, 3, Telecom Italia), grazie ancora!

mercoledì 3 dicembre 2008

annullata la sentenza scandalosa di lille!

Marocchina non vergine: "Nozze valide"
Il marito pretendeva il divorzio e in un primo momento il tribunale gli aveva dato ragione



Non è possibile annullare un matrimonio solo perché la sposa non è più vergine. Non si può considerare l'illibatezza (femminile) come una "caratteristica essenziale della persona", che se non ce l'hai... non vali più nulla. La corte d'appello di Douai, nel nord della Francia, ha cancellato un verdetto che aveva suscitato un pandemonio di polemiche in tutto il mondo politico francese. Un giudice di Lille aveva infatti accettato di annullare un matrimonio solo perché il marito aveva scoperto, la prima notte di nozze, che la giovane moglie aveva già avuto rapporti sessuali. Protagonisti delle vicenda erano stati due francesi di origine marocchina e di religione musulmana. Quella sentenza era stata vissuta come une regressione dei principi laici e più in generale dei valori occidentali. Da un punto di vista legale, ora la coppia è di nuovo sposata e ha due possibilità: ricorrere in cassazione o rassegnarsi a una normale procedura di divorzio.
In primavera, l'unione fra i due era stata annullata con una motivazione a dir poco criminale: ritenendo, il giudice, di poterlo cancellare considerata la mancata verginità della ragazza come "un errore sulle qualità essenziali del coniuge", ossia come un motivo riconosciuto dalla legge per l'annullamento di un matrimonio. A seguito di tale sentenza, ci furono una marea di polemiche; la ministra della Giustizia, Rachida Dati, in un primo momento difese la sentenza ma dinanzi le proteste ordinò al procuratore della Repubblica di fare ricorso. La causa è stata discussa in settembre, il Pm, a questo punto, ha chiesto di rovesciare la sentenza-scandalo e la corte d'appello ha recepito il messaggio: "la verginità non è una qualità essenziale perché la sua assenza non ha incidenza sulla vita matrimoniale". Se c'è stata una bugia iniziale (il fidanzato credeva che la promessa sposa fosse casta), ciò non è sufficiente per annullare il matrimonio. Per non lasciare incertezze i giudici hanno aggiunto: "il processo intentato dal marito e la sentenza di primo grado sono suscettibili di mettere in gioco principi di ordine pubblico". Motivazioni che sono state applaudite dalla principale organizzazione che difende le ragazze musulmane, secondo la quale migliaia di donne "subiscono l'ossessione della verginità che porta a matrimoni forzati e drammi familiari".
E' scandaloso, è disgustoso, è schifoso che il tribunale di un Paese come la Francia (evoluto???) abbia potuto concepire una sentenza del genere! Scandaloso che la ministra Rachida Dati, donna di origine marocchina, abbia potuto in un primo momento dare ragione a tale sentenza... salvo fare marcia indietro quando ha visto le brutte! E' scandaloso che si possa concepire - come semplice linea teorica - che la verginità sia un elemento essenziale del valore stesso che qualifica una donna e che, in mancanza di essa, la si possa ripudiare e buttare via! Certo, perché agli uomini è concesso la promiscuità di peggior sorta... le peggiori nefandezze... mentre a una donna non è concesso perdere la verginità anzitempo... sennò perde di valore, d'interesse e di qualità! Che schifo! Mentalità criminale e i giudici che inizialmente le avevano dato manforte sono ancora più indegni di rappresentare quella che dovrebbe essere Giustizia, ma che ancora una volta tenta di degradare e umiliare una donna per le sue scelte e la sua condotta. E che mai, dico MAI, condanna l'indegnità maschile! Indegnità maschile che non finisce mai di stupirmi!
Sapete, è strano pensare che, senza andare troppo lontano, queste amenità accadevano in Italia non più tardi di qualche decennio fa! Donne facilmente ripudiate o emarginate se non erano "integre". Eh, sì, perché la verginità era un valore irrinunciabile per il maschio italico retto e cristiano nelle proprie mogli... (ma non nelle prostitute che tanto contribuivano all'educazione sentimentale del nostro bravo maschio italico e cattolico...). E sapete, il nostro bravo maschio italico bacchettone, pregava che la propria futura sposa fosse vergine... ma aveva anche, diciamo, una certa predisposizione a chiedere determinate "prove d'amore" alla fidanzata... per saggiarne... la sua dose di "devozione": se la donna rifiutava... veniva lasciata dall'uomo... perché non gli aveva dato ciò che voleva; se lei si concedeva... veniva lasciata dall'uomo... dal momento che il suo concedersi era sintomo di "poca serietà" e di facile inclinazione alla promiscuità...
E il nostro "bravo maschio cattolico osservante" se ne andava felice e contento a traviare qualche altra povera fanciullina in fiore...
Non dimentichiamo - come troppo facilmente avviene - quale era la realtà delle donne non più tardi di qualche decennio fa, perciò non disprezziamo quel filone che ci ha permesso di essere libere (per quanto tale libertà sia ancora minacciata da ombre e ipocrisia). Teniamo a mente com'era la condizione femminile, avallata da tutto il sistema, un tempo. E lavoriamo affinché quel mondo NON TORNI MAI PIU'.
Intanto, la sentenza di Lille gridva vendetta, ma le cose sono tornate nel loro ordine. Lo schifo rimane, perché un Paese come la Francia non dovrebbe finire in tali "trabocchetti" che vanno sempre a scapito delle donne, sempre a scapito delle donne, sempre. Mi auguro di non dover mai più udire la notizia di una sentenza del genere. Che l'ossessione per la verginità femminile sia cancellata: perché il nostro fiore, la nostra integrità e noi stesse non corrispondono a un dono da offrire a nessun uomo. Questo sia ben chiaro!
E abolite il matrimonio. ORA! Affinché NESSUNA donna sia più umiliata per le sue (non) "doti".

domenica 30 novembre 2008

world aids day: fermare l'aids è l'imperativo!

Durante la Conferenza di Città del Messico, svoltasi in agosto, utilizzando un modello matematico è stato dimostrato che se si estendesse la cura antiretrovirale dall'attuale 50% dei sieropositivi al 75%, si riuscirebbe a evitare circa il 60% dei probabili contagi previsti per i prossimi 25 anni. Aumentare i programmi di prevenzione per evitare che nuove persone contraggano l'HIV, il virus reponsabile dell'AIDS, e curare chi è già stato infettato ma non ha ancora sviluppato la malattia, sono le due armi principali per evitare che tale infezione si diffonda sempre più, come sta avvenendo in Africa.



Conferenza mondiale Aids, in Africa è emergenza per le donne: sono il 60% dei contagi
La chiamano un'epidemia dimenticata, quella che nell' Africa Subsahariana sta aggredendo soprattutto donne e giovanissime: al punto che le donne sono ormai il 60% delle persone colpite dal virus Hiv. E' stata definita così nella conferenza mondiale sull'Aids tenutasi lo scorso agosto a Città del Messico, nella quale le donne di tutto il mondo sono numerose e sono una presenza decisamente attiva, tanto nel mondo della ricerca che in quello delle associazioni e dell'attivismo.
"È tempo di promuovere la leadership delle donne", ha detto il direttore esecutivo del Fondo per la popolazione delle Nazioni Unite (Unfra), Thoraya Obaid . "Per invertire la progressione della diffusione del virus Hiv - ha aggiunto - dobbiamo mettere fine alle disuguaglianze di genere che alimentano la malattia". In questo congresso nel quale, con una convinzione senza precedenti, la lotta contro l'Aids si sovrappone alle battaglie per i diritti umani, c'è una chiara percezione che il rispetto dei diritti delle donne sia il modo migliore per prevenire nuove infezioni nelle donne e per migliorare la qualità di vita nelle donne colpite dal virus Hiv. "In primo luogo è necessario che le giovani donne imparino a conoscere e a far rispettare i loro diritti", ha osservato Ines Alberdi, direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per le donne (Unifem). "Agire subito" è stata una delle frasi più ricorrenti nel corso della conferenza mondiale ed è già stata pronunciata, anche gridata, molte volte in quei giorni.
I dati sul volto femminile dell'Aids non lasciano spazio a esitazioni o ritardi. Basti pensare che nel mondo le donne sono il 50% delle persone con il virus Hiv e le donne più giovani (fra 15 e 24 anni) corrono un rischio di infezione due volte e mezzo maggiori rispetto a quello che corre un uomo. Nel 2007 15,5 milioni di donne nel mondo viveva con il virus Hiv (nel 2001 erano 14,1 milioni) e la tendenza registrata finora prevede che i casi nelle donne continueranno ad aumentare ovunque. Eppure le ragioni che rendono le donne così fragili davanti al virus sono note: scarsa conoscenza dell'Aids, insufficiente accesso ai servizi di prevenzione, incapacità o impossibilità di praticare sesso sicuro, assenza di metodi di prevenzione femminili.
Il maggior numero dei contagi è tra le donne sposate. Nei Paesi in via di sviluppo sono le donne sposate e monogame le più colpite dal virus Hiv. Secondo il rapporto presentato dall'associazione Population Action International nella conferenza mondiale sull'Aids di Città del Messico, "il matrimonio viene spesso percepito come un fattore di protezione, ma non lo è". Lo testimonia il fatto che anche i Paesi in cui il numero di nuove infezioni si è ridotto, la maggior parte di esse avviene adesso tra le donne sposate e monogame.
In Cambogia la trasmissione avviene in coppie stabili: dove quella da marito a moglie è la principale modalità di trasmissione del virus Hiv, responsabile di due quinti delle nuove infezioni. Il problema, rileva l'indagine, è che "l'uso del condom continua ad essere molto poco diffuso nelle coppie sposate e con i partner fissi", mentre "resta associato alle situazioni di infedeltà o prostituzione".
E un recente studio del programma sull'Aids delle Nazioni Unite (Unaids) ha calcolato che il 90% delle donne sieropositive sono state infettate dal marito. Nei Paesi più poveri le conseguenze di questi comportamenti trasformano il sesso non protetto nel secondo fattore di rischio per la salute delle donne e la quinta causa di morte. Una situazione tanto più grave considerando che, sempre nei Paesi in via di sviluppo, si calcola che nei prossimi dieci anni ben cento milioni di giovani si sposeranno prima di compiere 18 anni. (fonte: il Messaggero)




Clinton: cure a tutti, il più presto possibile

Farmaci anti-Aids per tutti "il più rapidamente possibile": per Bill Clinton la corsa contro il tempo è decisiva per avere ragione dell'epidemia. L'ex presidente degli Stati Uniti lo ha detto durante la conferenza di Città del Messico. Rendere disponibili prevenzione e farmaci in tutti i Paesi entro il 2010 è una promessa, ma "adesso - ha detto il padre della Fondazione Clinton - dobbiamo trovare urgentemente le strategie più efficaci per mantenerla. La ricerca è una priorità e va finanziata, ma da sola non basta". Parallelamente, ha aggiunto, vanno ricostruiti i sistemi sanitari, rivisti i sistemi di assicurazioni sulla salute e i costi. "Finora, grazie all'impegno della Fondazione Clinton, della Fondazione Bill e Melinda Gates e del Fondo Globale contro turbercolosi, Aids e malaria siamo riusciti a portare i farmaci a tre milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo", ha proseguito l'ex presidente, ma le nuove infezioni continuano ad aumentare ovunque. "I nuovi casi sono 50 volte più numerosi nei Paesi in via di sviluppo che nel Nord del mondo", ma anche i Paesi industrializzati devono affrontare nuove sfide. Una di queste, ha aggiunto, "é il riemergere delle infezioni da Hiv negli Stati Uniti". Per Clinton è chiaro che nel Nord come nel Sud del mondo si devono mettere in atto tutti i diversi approcci disponibili per garantire la prevenzione e, parallelamente, vanno riorganizzati i sistemi sanitari.


Malay, a 11 anni diventata vittima di guerra e dell'HIV

Aveva 11 anni quando i suoi genitori vennero uccisi da truppe ribelli in Liberia e lei venne catturata, violentata e costretta a uccidere e punire gli altri prigionieri. Oggi Malay ha 18 anni e racconta un incubo al quale si è aggiunto quello dell'Aids e che tormenta, con lei, migliaia di adolescenti in Africa. Nella conferenza mondiale sull'Aids di Città del Messico il tema dei bambini vittime di Hiv, guerra e povertà si perde quasi sotto la pressione di dover rispettare l'impegno di portare le cure a tutti entro il 2010. Quello dei bambini, però, è un dramma nel dramma, tanto che dei circa due milioni di bambini colpiti dal virus o rimasti orfani a causa di esso, moltissimi pensano al suicidio. Soprattutto in realtà come quella cui è costretta Malay. Finita la guerra e completamente sola al mondo, oggi riesce a pagarsi cibo e casa prostituendosi e, combattendo ogni momento contro lo stigma, cerca di studiare. "I soldati ribelli che mi avevano catturato mi volevano tutti come loro moglie, ci spostavamo da un luogo all'altro e dopo ogni attacco dovevamo bruciare e seppellire i corpi. Mi drogavano perché io continuassi a ubbidire", racconta la ragazza in una testimonianza raccolta dall'associazione Plan. Quando, dopo 13 mesi, Malay cadde nelle mani delle truppe governative la situazione non migliorò: "Sono stata costretta a vivere con loro, usata come divertimento per il sesso e a lavorare per loro lavando e cucinando". Finalmente è arrivata la libertà, ma l'incubo non è ancora finito. (fonte: Ansa)




C'è chi sostiene che per risolvere il problema dell'AIDS basterebbe astenersi da qualsiasi attività sessuale. Chi lo sostiene non so se lo faccia per ingenuità o, peggio ancora, perché è convinto DAVVERO che questa sia la soluzione più efficace, la soluzione per debellare il problema. Se fosse così, beh, sarebbe veramente triste...
Chi sostiene questa "teoria" forse non si rende conto che astensione o meno dal sesso... non cambia il fatto che la malattia continuerebbe ad ESISTERE e, di certo, non facendo l'amore non finirebbe per sparire spontaneamente! Ma continuerebbe a flagellare tantissime persone. Il punto è che, oscurantisti a parte, aggirare l'ostacolo andandosi ad appellare ad improbabili alibi o scuse è INUTILE: il problema rimane! Non cambia di forma o espressione solo perché lo mettiamo in un modo che dovrebbe essere più tollerabile ai nostri occhi! E, ripeto, non è il non fare sesso che fa sparire "magicamente" il virus e la malattia, mi auguro almeno che questo concetto sia chiaro...
L'unica soluzione è il sesso sicuro. Adoperare il preservativo. Essere informati. INFORMATE, soprattutto. E poter accedere alle cure, essere tutelati, assistiti, ecc. Non emarginare le persone sieropositive, ciò è un crimine.
Basta appellarsi a "moralità", a dettami, a lezioni logore: solo il preservativo è la soluzione per evitare il contaggio. Punto. E se questo è motivo d'offesa per qualcuno... Guardateli bene i volti offesi dei malati... delle malate africane... dei loro bambini che sono contagiati già nel grembo materno... proprio laddove dovrebbe esserci il luogo più sicuro del mondo. Guardate il flagello che flagella senza pietà poveri innocenti. E se la parola "preservativo" vi offende... fate in modo di smaltire l'offesa al riparo delle vostre stanze sicure, contemplando il silenzio. Lì fuori ci sono persone e creature che soffrono e muoiono.
L'unica cosa che ci può tutelare è un'accurata conoscenza dell'educazione sessuale, dei rischi e quindi una oculata scelta del sesso sicuro come arma e corazza per non incorrere nella malattia in esame.
Preservativo. Usate il cervello prima di usare il...

giovedì 27 novembre 2008

una petizione importante: "cibo contro mangime"

Rilancio anche qui da me una petizione che ho trovato dalla mia amica Rosa qualche giorno fa e prontamente firmata. V'invito a leggere e a firmare!
"Cibo contro mangime" è una petizione internazionale diretta alle Nazioni Unite e alla FAO: chiede semplicemente che, anziché ignorare la possibilità di diffondere l'alimentazione a base vegetale sia nei paesi industrializzati che nelle fasce più abbienti dei paesi in via di sviluppo, venga affrontato seriamente questo aspetto, perché questa è una delle cose che aiuterebbero molto i popoli che soffrono la fame.




Perchè partecipare

Gli sprechi dovuti alla trasformazione vegetale-animale non hanno solo il già noto impatto sull'ambiente, ma anche un grave impatto sociale, sul problema della fame nel mondo.

Per ottenere un kg di carne si devono mediamente dare 15 kg di mangimi vegetali agli animali d'allevamento, vegetali coltivati appositamente, che necessitano quindi di una quantità di terreni, acqua, sostanze chimiche, energia molto molto maggiori quelle che servirebbero se si coltivasse la terra per produrre cibi per il diretto consumo umano.

Diventa quindi sempre più pressante il problema chiamato "food versus feed", cioè "cibo per umani contro mangimi per animali".

Più passa il tempo, maggiore è la percentuale di terreni fertili che anziché essere coltivati per produrre cibo per gli esseri umani sono coltivati per produrre mangimi per animali.

Il grafico qui sotto fa vedere come sia aumentata la percentuale del consumo di cereali per mangimi dal 1960 (barra violetta) al 2003 (barra rosso bordeaux):




L'economista Frances Moore Lappé, ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono state prodotte 145 milioni di tonnellate di cereali e soia.

Per contro, sono stati ricavati 21 miloni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della Terra! Con il solo spreco degli USA.



Non è accettabile che un'enorme percentuale dei raccolti disponibili sia ancora utilizzata per nutrire gli animali d'allevamento, anche nella triste situazione in cui la fame e la malnutrizione uccidono quasi sei milioni di bambini ogni anno.

Se non facciamo pressione noi singoli cittadini, la lobby dell'industria zootecnica l'avrà sempre vinta, contro le persone, l'ambiente, gli animali.

Per approfondimenti:

Cosa puoi fare tu:
Invita i tuoi conoscenti a firmarla

AgireOra Network sostiene e diffonde questa petizione in Italia.

martedì 25 novembre 2008

25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi è una giornata importantissima: il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Una delle piaghe peggiori che l'Umanità tutta non è riuscita ancora a debellare e questo getta su di noi la Vergogna; o meglio: sugli uomini l'infamia e su noi donne l'offesa e l'oltraggio. Oggi è importante tenere a mente l'impegno per aiutare le nostre sorelle, le nostre madri, le nostre compagne, le nostre mogli, le nostre figlie, le nostre nipoti, le nostre amiche o colleghe a uscire dalla spirale della soprafazione fisica e psicologica. Ma occorre ricordare, e io non mancherò mai di farlo, che TUTTI I GIORNI DEVE ESSERE IL 25 NOVEMBRE: PERCHE' LE DONNE DEVONO ESSERE DIFESE E PROTETTE OGNI GIORNO. Offendere una donna è il crimine stesso contro l'Umanità, perché senza donna non ci sarebbe affatto l'Umanità. Siamo noi a partorire i figli e a rendere possibile un Futuro per questo genere umano. Siamo noi il terreno fertile in cui si compie il senso stesso dell'esistenza di questa civiltà umana. Siamo noi la "Terra Madre", in fondo. E per questo meritiamo... ESIGIAMO che ci sia dovuto quel sacrosanto Rispetto che spesso difetta nel genere maschile. Ebbene, uomini che ci offendete, in svariati modi, facendo del male a noi fate del male a voi stessi, tenetelo a mente. Senza di noi non avreste futuro!
Rammentatelo!
I dati da snocciolare sono tanti, come faccio quotidianamente, ma oggi non ne farò menzione, oggi voglio fare delle raccomandazioni, semplicemente: - e mi riferisco soprattutto ai maschietti - impegnatevi maggiormente e più decisamente a proteggere le donne che vi sono accanto, qualsiasi sia il legame chi vi unisce. Vi sarà reso merito di questo! E alle donne, dico: abbiate coscienza e consapevolezza dei vostri diritti, della vostra capacità e della vostra umanità; non temete di denunciare qualcosa che non va, ciò è sintomo di CORAGGIO e non di fallimento... non dovete farvi convincere che prendere una certa decisione sia segno di fallimento. Il fallimento, sorelle mie, è soltanto aver dato fiducia e aver creduto in qualcuno che vi ha dato indietro solo dolore, umiliazione e violenza. Non abbiate paura di dire NO!
Nessuna donna merita un destino di violenza, nessuna!
Chiedo che ci sia restituito il diritto di ESSERE DONNE IN PACE... proprio come a ogni uomo è consentito di essere uomo senza temere per sé.
Tutte le mie sorelle, in tutto il mondo, sono nel mio cuore costantemente.
E tutte voi che mi leggete siete mie sorelle! Grazie...




ROMPIAMO IL SILENZIO E L’OMERTA’ CHE CIRCONDANO QUESTE VIOLENZE!!

Il 25 novembre incolla il manifesto ed il suo messaggio sul tuo blog!!

Facciamo in modo che tutti nella stessa giornata abbiamo questo messaggio di protesta!

Facciamolo girare!!

domenica 23 novembre 2008

50 mila donne in piazza...

… perché, dovete sapere, al mondo non c’è niente di più pericoloso… di un branco di donne inferocite, disposte a tutto per difendere i propri diritti…
Ma, niente panico, non ho lanciato nessuna molotov… il mio amico articolo21 può stare tranquillo!!!
Ieri è stata una grande adunanza di donne, giovani e meno giovani, capelli scuri e capelli grigi, unite, sì, certamente nella lotta, ma prima ancora di questo: unite nella RITROVATA CONSAPEVOLEZZA di doverci unire, come unica via, per trasformarci in una “fortezza” capace di difenderci dagli abusi di uomini e di un Potere che vorrebbero farci soccombere alla loro legge. Si è invocato il valore della SORELLANZA, quella grande forza che unisce tutte le donne e ci rende identiche, ci rende uguali, ci rende in grado di rivendicare tutte assieme i nostri diritti e la difesa dei nostri corpi.
Musica, colori, slogan, manifesti, pelli chiare e scure, giovani, bambini e anziane, diverse tonalità di una medesima tavolozza che ha realizzato un dipinto magnifico! Non mi sono mai sentita così viva, così me stessa come ieri! Ho trovato il mio habitat naturale, ho trovato la dimensione che mi fa pulsare il sangue nelle vene e anima la mia coscienza, il mio cuore e il mio spirito. E’ stato come incontrare la pazzia all’interno di un percorso di consapevolezza e senno che io ho iniziato a percorrere dall’età di 10-12 anni; quando scoprii la mia anima femminista. All’epoca, lessi un’intervista a un’attivista degli anni 70, non ricordo bene chi fosse, e ne rimasi sconvolta, capii molte cose che fino ad allora avevo ignorato. Effettivamente, fino a quel momento, nella mia ingenuità infantile, quando mi capitava di “incontrare” nei libri di Storia, nei documentari ecc. cenni alla “condizione femminile nelle epoche passate” tiravo un sospiro di sollievo, ero contenta e mi ritenevo fortunata ad essere nata in un secolo in cui le donne avevano raggiunto la parità con gli uomini. M’ingannavo. Ebbene, leggendo l’intervista a questa donna, questa femminista dei 70s, come dicevo, capii tante cose, nel caso specifico l’intervistatore ad un certo punto le domandò come vedeva la condizione della donna oggi e se era soddisfatta della parità raggiunta, dopo anni di lotte. Lei diede una riposta che mi spiazzò, che mai avrei immaginato: disse che non solo la parità non era raggiunta, ma che addirittura le conquiste degli anni del movimento di liberazione sessuale… si stavano perdendo. Restai senza parole! Ma come, e io che mi beavo dell’epoca in cui vivevo?! Lei spiegò che se ci guardavamo attorno i posti di potere nelle aziende o in politica sono tutti ancora appannaggio, onnipresente, degli uomini, che le donne continuano ad avere poco spazio, che in televisione la donna fa la “valletta” e mai un ruolo attivo e meno denigrante; disse che ancora oggi l’unico modo che ha la donna per emergere è degradarsi, è umiliare la propria dignità degradandosi, appunto, a oggetto sessuale per compiacere il maschio, che ancora solo attraverso il proprio corpo una donna ha qualche chance di farsi notare…
Io non avevo capito niente. Sì, d’accordo ero una bambina: ma come avevo potuto non accorgermi di una verità così lampante?? Da quel momento ho aperto gli occhi, da quel momento ho trovato la consapevolezza, ho smascherato l’ipocrisia di una società viscida che ci parla di parità… ma che nell’ombra ci discrimina in maniera peggiore di prima: dal momento che è una discriminazione nascosta e quindi più subdola.
Da quel momento ho fatto la mia scelta tra essere una svampita o una donna consapevole. Indovinate cosa ho scelto??
Per farla breve, da allora con occhio attento e critico ho osservato la società circostante e dolorosamente, sempre più, ho compreso quanto quell’attivista avesse ragione e quanto si dovesse combattere per il nostro diritto ad essere donne in un mondo che sappia, finalmente, imparare il Rispetto. Negli anni sono diventata sempre più schierata ed… esaltata (diciaaaaamoloooo!!!)… al punto che adesso sono fuori controllo… e non posso che peggiorare….!!!!!
Ora sapete la mia “educazione femminista” da dove trae origine! E mi capirete nelle mie posizioni e nelle mie ragioni: è un qualcosa che fa parte del mio dna e della mia anima… come la scrittura; femminismo-scrittura, scrittura-femminismo sono gli elementi che compongono il mio sangue, le mie ossa, la mia coscienza!
Ieri è stata una grande giornata di lotta e di enormi sensazioni. In realtà, sono un po’ avvilita perché non sono potuta arrivare alla fine del corteo, a Piazza Navona, e sono tormentata per questo; perché con me c’era anche mia madre (per chi sa…) e a metà percorso si è sentita stanca ed è voluta tornare a casa (purtroppo, lei non ha il fisico e la costanza per tali contestazioni) e con la morte nel cuore ho dovuto lasciare a metà la sfilata… che con tanto amore e impegno avevo preparato da un mese. Di questo sono piuttosto avvilita: mi sembra di aver fallito, mi sembra di non fare a sufficienza ciò che dovrei, mi sembra che potrei fare molto di più e non lo faccio. Mi sento così inutile e impotente (anche se mia madre dice che non è vero che sono inutile... e non devo essere avvilita). Ci tenevo tanto a concludere il tragitto e invece…

Nonostante il momento di avvilimento, io non mi fermo qui. Io devo fare di più, non posso stare con le mani in mano. Questo che mi sia da monito e da insegnamento a continuare con più ardore e convinzione questa battaglia, questo percorso, questa missione!
E… al corteo dell’8 marzo… ci vado da sola!!!!!!!!!

Più giù, vedrete delle foto che ho scattato ieri a diversi manifesti. Ce n’era uno che purtroppo non ho fotografato ma mi pare calzante con i recenti “tumulti” registrati nel mio blog, recitava così:

“3mate 3mate le streghe son tornate”.


Vorrei ringraziare la mia cara amica Viola: unite nella lotta!!!! E tranquilla, la prossima volta ci organizziamo meglio per fare quello striscione: strappo un lenzuolo dal mio letto!!!!!!!!!





Cito qualche stralcio preso dai volantini che circolavano ieri in piazza:

Da femministe socialiste rivoluzionarie: Unità di genere contro la violenza patriarcale

(…) Le donne sono colpite ogni giorno direttamente: le loro particolari capacità e potenzialità sono misconosciute. Inoltre un vero e proprio femminicidio per mano patriarcale minaccia la vita delle donne e per questo colpisce l’umanità tutta. Milioni di donne cadono vittime della violenza patriarcale: ad essere colpite in primo luogo sono le donne che si ribellano alle norme, le donne che alzano la testa e affermano la propria umanità.
(…) Oggi siamo in piazza per dire no alla violenza patriarcale, in tutte le sue forme. La violenza patriarcale ha radici antiche che si sono saldate con i diversi poteri coercitivi ed oppressivi. Le religioni, gli Stati (anche democratici) e la politica si basano sulla violenza patriarcale, la mutuano e a loro volta alimentano (in forme e modi molto diversi) la sottomissione del genere femminile.
(…) Le “normali” famiglie, i posti di lavoro, i quartieri, le scuole sono tutti luoghi in cui la volgarità maschilista e patriarcale spesso combinata al razzismo attecchisce. Sono le battute, i volgari luoghi comuni, le molestie, fino alle violenze vere e proprie che scorgiamo e fronteggiamo nella vita di ogni giorno. Riconoscere i nemici del genere femminile e quindi dell’umanità tutta è fondamentale per chi, come noi, vuole combatterli e impegnarsi per la liberazione complessiva.
Siamo femministe (…) e vogliamo riprendere in mano il testimone delle donne che coraggiosamente hanno aperto la strada, coloro che sono state protagoniste della lunga rivoluzione femminista che da 150 anni a questa parte ancora continua. Vogliamo riprendere i migliori esempi della nostra Storia per guardare avanti e prospettare un futuro benefico per l’insieme dell’umanità. Non ci bastano i “diritti”, non vogliamo “occupare” le poltrone parlamentari, non cerchiamo protezione negli Stati democratici razzisti e guerrafondai. Vogliamo alimentare il protagonismo delle donne, perché insieme, autorganizzandoci, è possibile alimentare solidarietà e imparare a difenderci anche dalle minacce e dalle violenze. (…)

Da connettiVe, cito quei punti più significativi:

Se non si insegnasse alle donne a subire passivamente la violenza maschile, ma a difendersi, si spezzerebbe il legame di complicità che ci lega ad essa;

Se non ci fossero i clienti, le donne della Nigeria, della Romania, dell’Albania, della Repubblica Ceca, della Russia, dell’Ucraina, della Moldavia, del Brasile, del Marocco, della Repubblica Popolare Cinese non verrebbero picchiate, stuprate, brutalizzate e portate sulle strade come carne in vendita (il numero di donne e bambine vittime di sfruttamento sessuale secondo l’ultimo rapporto Onu sulla popolazione mondiale varia dai 700 mila ai 4 milioni all’anno);

Se si insegnasse alla bambine ad amare il proprio corpo e a coltivare la propria intelligenza, non sarebbero costrette a compiacere la stupidità maschile;

Se si insegnasse alle donne che bisogna stare in guardia dal mito dell’Amore, più di 100 donne ogni anno in Italia non morirebbero per mano dell’uomo che le “ama” (le virgolette le ho aggiunte io…);

Se si insegnasse alle donne che costituiscono il motore portante dell’economia, non sarebbero più una classe sociale sottopagata e sfruttata;

Se si insegnasse alle donne a gridare unite NO! Quando qualcosa (QUALSIASI COSA) non ci sta bene, non ci sarebbero donne: denigrate, depresse, sfruttate, prostituite, stuprate, uccise;

La violenza ci rende mute-cieche-ottuse-pavide;
La violenza che subiamo ogni giorno è assente dai quotidiani ed è censurata dai libri di Storia.
La violenza che subiamo è invisibile e indicibile, ci isola l’una dall’altra pur riguardandoci tutte.
Iniziamo a nominarla!

NOMINIAMO LA NOSTRA FORZA, NOMINIAMO IL NOSTRO CORAGGIO!

NESSUNA COMPLICITA’ CON LA VIOLENZA MASCHILE DENUNCIAMO IL FEMMINICIDIO!

La mattanza:

Durante il corteo i drammatici dati sono stati snocciolati di continuo:
Ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa dall’uomo che diceva di amarla: nel 2007 le vittime sono state 126. Il più delle volte l’assassino aveva le chiavi di casa: in 3 casi su 4 era il convivente o il marito. Dati rilevati dagli esperti dell’ospedale milanese Fatebenefratelli: “nel 40% dei casi il carnefice è mosso da forme patologiche di gelosia e disturbi paranoici”.
Nel 2006 le donne uccise hanno rappresentato quasi il 70% dei casi di omicidi domestici.

Autori degli omicidi

Marito 44 casi
Amante/fidanzato/convivente 11 casi
Ex marito 9 casi
Ex amante/fidanzato/convivente 9 casi
Conoscente/vicino 15 casi
Figlio 10 casi
Fratello 3 casi
Padre 4 casi
Cognato 1 caso
Genero 1 caso
Nipote 2 casi
Nonno 1 caso
Cliente 2 casi
Sconosciuto 14 casi

Totale donne ammazzate nel 2007: 126. Mortalità più alta che per malattie incurabili o incidenti stradali.
Prossimamente posto la “lista” delle cadute del 2008, aggiornate a fine ottobre (perché nel frattempo altre stragi in famiglia hanno accresciuto il numero).

Per concludere, con qualcosa che di striscio c’entra con la contestazione di ieri, avendo contestato duramente la ministra Gelmini e la sua scuola, ieri un ragazzetto è morto sotto le macerie della sua scuola: ECCO I VERI PROBLEMI DELLA SCUOLA SU CUI IO BATTO CONTINUAMENTE! Vi state preoccupando del maestro unico e di tagliare i costi della scuola… e le nostre scuole cadono a pezzi e ci uccidono! VERGOGNATEVI! Cadremo sotto le macerie della vostra scuola allo sbando e nemmeno una dichiarazione di circostanza ci farà da requiem…



Le suggestioni della giornata per immagini...














































Altre foto (scattate da fotografi più bravi di me...) le trovate: qui... qui... qui...