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Questa sono io in versione piratesca... (il terrore dei sette mari, oh yeah!!!)

Questa sono io in versione piratesca... (il terrore dei sette mari, oh yeah!!!)
Ringrazio Isabella per la caricatura!
"Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà"

(Simone de Beauvoir)

Strega in difesa dei diritti delle donne!!!

Strega in difesa dei diritti delle donne!!!

Per i lettori di tutto il mondo...

lunedì 9 novembre 2009

berlino, 9 novembre 1989: la caduta!






All'epoca, il 9 novembre '89, avevo 4 anni e mezzo. Troppo pochi per sapere, conoscere, capire cos'era stato il Muro della Vergogna, lì a Berlino, per trent'anni; la consapevolezza è venuta in seguito, studiando la Storia. Nondimeno, pur non ricordando l'avvenimento in diretta, non posso che guardare a quel giorno con grande commozione. Non posso che considerarlo uno dei giorni più belli del '900!
Anche e soprattutto da Berlino la Storia è cambiata in meglio!

giovedì 5 novembre 2009

ormai non si parla d'altro...


Da una settimana o forse più non si parla d'altro. Trans.
Questo è diventato il nuovo argomento che infiamma letteralmente le case, le piazze, la tv, l'opinione pubblica tutta. Da Porta a Porta a Matrix all'Italia sul 2 tutti, ma proprio tutti, impegnati in dibattiti, discussioni, inchieste, reportage sul tema. Gli opinionisti di mestiere (???!!!) s'interrogano, dicono la loro, espongono teorie.
Perché gli uomini vanno con i trans? Chi sono questi trans?
E giù con le interviste, che sanno tanto di vita vera, alle interessate: ma sì, in strada con i trans, telecamere alla mano, per sondare e tentare, se è possibile, di svelare il mistero.
Chi sono i clienti tipo? Che cosa li spinge a ricorrere ai loro servigi? Perché, nella maggior parte dei casi, uomini ammogliati e con prole frequentano i trans?
Le televisioni sguazzano nell'argomento, la carta stampata s'interroga.
E forse ciò sta bene a tutti.
Insomma, sembra che Marrazzo abbia scoperchiato il vaso di Pandora, da quando si è scoperto che frequenta i trans. Dà quasi l'idea che GRAZIE a Marrazzo l'Italia abbia scoperto l'esistenza dei trans! Come se quelli che vediamo in strada e che cerchiamo di allontanare dalla nostra pudica vista non siano trans.
Mi fa ridere tutta questa storia, sapete?
Ma sì! Dalla casalinga al politico al prete allo studente al giornalista, tutti che cercano di fare luce sul fenomeno, le cause, il perché. E le interessate, i trans, che cercano di raccontarsi, quasi di giustificarsi. Sì, sembrano sentirsi in dovere di spiegare "che cosa sono" a questa opinione pubblica famelica, quasi per essere accettate! E questo è assurdo.
Sapevamo anche PRIMA che esistono i trans, cosa sono, cosa fanno e già PRIMA il luogo comune, lo stereotipo, il cliché la facevano da padrone! Dando così luogo al peggior pregiudizio!
Che cosa diamine c'è da indagare? I trans sono persone come tutti: due gambe, due braccia, una testa... Corrispondono al modello umano, o no? Non sono diversi da un altro se non come tutti sono diversi da tutti! La diversità è una cosa così insondabile: ci sono diversità di piensiero, di gusti, di attutudini, di sesso...
Siamo tutti diversi da tutti.
E allora?
Basta con questo clamore! Personalmente Marrazzo mi ha scandalizzata non perché è andato con i trans, ma perché è un uomo sposato e con tre figlie, che va a cercare divertimenti altrove, rispetto all'alcova domestica. Tutto qui. Che si tratti di trans, ha poca importanza.
Quindi mi sento di liquidare la questione trans o non trans e mi sento di deridere i vari Porta a Porta e Matrix che hanno montato il clamore sulla pelle dei trans e sulle loro storie.
Io non voglio programmi televisivi che espongano alla curiosità della gente, come fenomeni da studiare e catalogare, i trans.
Io voglio programmi tv che fanno luce sull'immoralità dei nostri eponenti politici, e lo sono eccome, immorali.
Ah, e poi la solita vecchia storia... ma quanto ancora ci vorrà per capire che queste vicende servono per distogliere l'attenzione della gente dai veri problemi del Paese...???

domenica 1 novembre 2009

ciao alda

Avidamente allargo le mie mani. Dammi il mio dolore, cibo quotidiano.
(Alda Merini - 1931 - 2009)


- A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.
Alda Merini

giovedì 29 ottobre 2009

italia, medioevo


Non è mio costume in questo blog discutere di fatti di cronaca relativamente a violenze sulle donne con i procedimenti giudiziari ancora in corso. Semmai, per un commento attendo che la questione sia chiusa e la sentenza emessa. Non perché mi baso sulla regola che vuole "innocenti gli imputati fino a che la sentenza non sia stata emessa": al contrario per me un uomo è colpevole fino a prova contraria... perché conosco i precedenti di suddette creature, precedenti che risalgono alla notte dei tempi, e quindi so che al 99% dei casi sono effettivamente colpevoli...
Semplicemente non ne parlo e non infierisco perché prima voglio vedere come si conclude il procedimento. Che quasi mai è ciò che avevo auspicato.
Premesso questo, qualche riflessione dinanzi gli innumerevoli, tremendi fatti di cronaca mi sorge spontanea e capita sovente che ne parli (beh, più che parlarne... i miei somigliano più che altro ad anatemi...) in casa ecc. Proprio l'altro giorno parlavo con mia cognata degli intenti del femminismo e mi soffermavo sulle diverse correnti di pensiero, su coloro che concepiscono il femminismo come strumento per raggiungere pari dignità con gli uomini e su coloro che, andando oltre, immaginano una società in cui è predominante la donna (vi lascio immaginare io a quale corrente appartengo...); accennando alla seconda corrente, mio fratello si è intromesso dicendo che per lui qualsiasi forma di estremismo è sbagliato, indi anche un estremismo di tipo femminista. Gli ho risposto che, ahimé, un mondo estremista in cui la donna sia predominante forse, e probabilmente, non ci sarà mai... mentre l'estremismo di un mondo al maschile dominatore e oppressore delle donne E' ESISTITO e quindi non accetto che mi si critichi la visione femminile, perché considerata estrema, alla luce di quello che è (stato) il mondo creato dagli uomini. Mio fratello, poi, mi ha parlato di un caso accaduto in America (di cui non avevo letto notizia) di un gruppo di donne che ubriache hanno picchiato un uomo, e nel dirmelo, tra le righe, intendeva condannare tale gesto come folle. Giustamente, si potrebbe pensare di primo acchito. Ma TUTTI i giorni, uomini - giovani e meno giovani - si alzano la mattina e per puro capriccio violentano in gruppo ragazzine e donne... ripeto, per puro capriccio... e quindi io mi devo PREOCCUPARE o devo BIASIMARE quelle donne che hanno menato uno?? Tale domanda non deve essermi nemmeno formulata!
Questo per allacciarmi ai fatti di questi giorni, uno fra tutti quello della quindicenne di Montalto di Castro: sola contro tutti. Con un paese che la addita, un sindaco che si è schierato con gli esseri colpevoli pagando le spese legali, la messa in prova dei suddetti esseri. E più in generale, un'opinione pubblica che ancora ha la faccia tosta di giustificare le azioni degli animali con "Se l'è cercata"! Questa è roba da Italia pre-lotte femministe, questa è un'Italia da delitto d'onore, questa è un' Italia dai processi scandalo che trasformavano le vittime in istigatrici, questa è un'Italia che condannava lo stupro perché offendeva la morale e non la persona, questa è un'Italia che ha fatto una legge sulla violenza sessuale solo nel 1996, questa è un'Italia degna del Medioevo!
Ma ci rendiamo conto dello schifo in cui viviamo?? Critichiamo tanto i paesi arabi, ma noi cosa siamo di meglio?? Nulla, nulla!
Io sono talmente basita che mi sembra di vivere in un incubo e non nella realtà in cui sono chiamata a vivere e a confrontarmi.
Io sono STUFA di questa situazione. Io sono stufa di questi esseri (che non considero facenti parte del genere umano, intendiamoci), della loro arroganza, del credere che il corpo di una donna sia un oggetto a loro uso e consumo. Mia madre sostiene che la colpa sia delle leggi che non tutelano le donne: sbagliato! Ossia, la legge fa schifo e ciò è assodato. Ma a monte di questo c'è una mentalità bacata, e io batto sempre lì, che porta ancora, ancora, ancora a colpevolizzare la donna e a dare il beneficio del dubbio agli esseri! E' questo il vero problema: finché queste maledette testacce non cambieranno bandiera... nulla si potrà fare, nulla.
Benché io ce l'avrei una soluzione efficace per porre fine a tale follia.
Ecco il link di un assaggio del problema di cui parlo: il video della rissa a Montalto di Castro. Ringrazio Paolo per avermelo segnalato.

lunedì 26 ottobre 2009

l'importanza della prevenzione


Ottobre, da diversi anni, è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.
Il tumore al seno è la neoplasia maligna più frequente tra le donne. Una su nove lo sviluppa nel corso della vita e ogni 15 minuti in Italia si registra un nuovo caso. Sono 37.000 le donne che vengono colpite ogni anno dal tumore del seno nel nostro Paese e sebbene le possibilità di guarigione siano piuttosto alte, oltre 11.000 donne ogni anno perdono ancora la loro battaglia. Tuttavia se la malattia viene identificata negli stadi iniziali, le possibilità di guarigione possono raggiungere il 90% dei casi.
E' per questo che la Susan G. Komen Italia ha voluto ricordare attraverso questa campagna pubblicitaria, come una corretta prevenzione possa contribuire efficacemente a ridurre il tasso di mortalità di questa malattia.
Basta ricordarsi, ad esempio, di effettuare una mammografia ogni anno dai 40 anni in poi, una visita clinica dal medico di famiglia o da uno specialista almeno una volta ogni tre anni dai 20 ai 40 anni e di fare l'autopalpazione del seno, una volta al mese dai 20 anni.
Per maggiori info: Komen Italia onlus.

venerdì 23 ottobre 2009

non da sole

Violenza donne, c'è un nuovo centro




"Non da sole". Questo il nome scelto dalla Asl Roma D con l'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti (Inmp) per il progetto di contrasto alla violenza su donne e minori che prevede l'apertura di un Centro di ascolto 24 ore su 24 (in via Colautti 28, XV Municipio). Si tratta di "un progetto pilota - dice il direttore generale Giuseppina Gabriele - da estendere su tutto il territorio regionale". Il Lazio con l'Emilia Romagna sono le regioni che registrano il maggior numero di denunce. Secondo l'Istat, sono 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica e/o sessuale nell'ultimo anno, ben 21 mila i minori abusati. L'80% delle sopraffazioni avviene in ambito domestico, solo un terzo i casi denunciati. Grazie a mediatori linguistici e culturali, psicologi, pediatri, ginecologi, il nuovo Centro d'ascolto e di contrasto alla violenza offre una rete d'intervento mirato, sul piano sanitario, sociale e culturale, anche per le immigrate regolari, che subiscono in silenzio. Per Giulia Rodano, assessore regionale alla cultura, la principale causa della violenza è "una cultura proprietaria e predatoria del corpo femminile e dei minori" (fonte: Epolis Roma).
Perché la tutela delle donne, tutte le donne, non è mai troppa.

lunedì 19 ottobre 2009

l'affaire calzedonia


Ne hanno parlato tutti. E ora ne parlo io.
Sì, dell'Affaire Calzedonia che ha scaldato gli animi italici ultimamente. Insomma, tra crisi economiche, licenziamenti, la Giustizia che non funziona... c'è chi evidentemente non ha di meglio da fare che preoccuparsi di uno stupido spot tv che viene trasmesso un paio di mesi e poi se ne perdono le tracce (mentre la crisi economica, i licenziamenti e la Giustizia che non funziona restano...).
Ammetto che è un buon veicolo per distogliere l'attenzione sui problemi SERI del Paese.
Ma, in verità, la questione poteva benissimo essere liquidata senza le tante, troppe polemiche e chiacchiere inutili.
In breve, l'Affaire Calzedonia inizia a infiammare il nostro Paese, meno di due settimane fa, quando lo spot ha l'ardire di utilizzare un furbetto remake dell'Inno di Mameli per vendere qualche calza o gambaletto. Sorelle d'Italia, una rivisitazione del più famoso "Fratelli" per attirare l'attenzione delle donne italiane e spingerle a scegliere la loro azienda nel prossimo freddo inverno per bardare le gambe (Ma la sceglieranno davvero? Mah!). La scelta di utilizzare per scopi commerciali l'Inno ha suscitato scalpore, scandalo, indignazione... una vera sollevazione popolare; il fattaccio: utilizzare una parte della sacralità della nostra Identità italiana per vendere qualcosa! Addirittura "volgarissime calze", come si sono trovati a dire i primi ad impennarsi del Pdl. "Con il canto degli italiani non si gioca. E non si può nemmeno metterlo sotto i piedi" ha dichiarato Angelo Vaccarezza, presidente della provincia di Savona.
Beh, giusto! Chi offende la nostra identità nazionale merita l'accusa di Alto Tradimento!
Ma, io che sono lo spirito della contraddizione, il folletto guastafeste che trova sempre (e lo trovo, giurateci!) il pelo nell'uovo, non potevo esimermi dal fare qualche piccola, innocente considerazione su tutta la spinosa faccenda.
In primo luogo, chi ha fatto la voce grossa e ha preso posizione contro lo spot... non ha capito di aver fatto il gioco (e la fortuna?) di Calzedonia. Eh, sì! Come si dice: purché se ne parli! Signori miei, parlandone e chiedendo la rimozione dello spot, non solo non avete ottenuto quello che chiedevate, giacché lo spot ancora imperversa in televisione, ma avete acceso l'interesse, l'attenzione, la curiosità sul suddetto spot! Tutti noi l'abbiamo visto, commentato, rivisto. E Calzedonia, per nulla scalfito dallo scandalo, gongolava e ringraziava per l'insperata pubblicità gratuita... alla sua pubblicità di volgare calzamaglia da quattro soldi! E forse è proprio questo che voleva Calzedonia ideando Sorelle d'Italia, e voi ci siete cascati come allocchi! E' opportuno, quindi, che, in futuro se volete mettere sotto silenzio qualcosa che vi disturba, vi ricordiate che la Polemica e il "purché se ne parli" di solito fanno la fortuna della pietra dello scandalo.
Detto questo, Calzedonia non è nuova a scelte discutibili in fatto di pubblicità. Sì, di solito le sue pubblicità sono sciocche, ma sciocche... che più sciocche non si può! Presentando il suo mondo tutto rosa in cui la figura femminile sguazza nel mare di cliché e stereotipi in cui lo scopo e l'ambizione massima di una donna è vestirsi di rosa e pizzi, sposarsi e avere una famiglia. Beh, mi spiace deludervi, ma non tutte le donne ambiscono a tutto ciò! Viene da sé pensare, quindi, che tali donne non si serviranno certamente da voi! E anche nel famigerato Sorelle d'Italia l'immancabile cliché della donna sognante che fa i codini alla figlia in qualche modo rimanda a un immaginario in cui la donna è SOLO la mamma e la moglie e che non può ambire ad altro ruolo nella società odierna. Ah, non è così? E allora nel prossimo spot... mettete donne single in carriera a pubblicizzare i gambaletti... come, non ci sono donne in carriera perché la crisi economica le ha mandate a casa?? Ahah! Allora torniamo al mio discorso iniziale che l'Affaire Calzedonia (ed i vari ed eventuali tormentoni italici) serve a distogliere la nostra attenzione sui VERI problemi del Paese...
Precisato che ritengo questo e gli altri spot targati Calzedonia sciocchi, passerei alla seconda considerazione che l'Affaire ha naturalmente risvegliato in me. Un remake furbesco e al femminile dell'Inno ha offeso il nostro Patriottismo. Ci sentiamo offesi, dileggiati, derisi nel nostro intimo italico da questo...
Ma chi insulta continuamente l'Inno di Mameli?? Ma chi insulta la Bandiera Tricolore?? Ma chi vorrebbe che Va', Pensiero diventasse l'inno italiano?? Ma chi si riempie la bocca che "un giorno la Padania sarà indipendente"?? Questa gente merita un encomio, forse?? Fatemi capire! Allora, utilizzare il nostro Inno per "uno spot di volgarissime calze" è una bestemmia... Mentre invece offendere l'inno e parlare di improbabili secessioni è una cosa regolare?? Addirittura chi auspica tali cambiamenti diventa pure Ministro della Repubblica italiana! Ho idea che, partendo dallo stesso principio, ci siano due pesi e due misure! Se mi sento offesa per lo spot Calzedonia, mi sento anche e soprattutto offesa per una parte della politica italiana che non perde occasione per dileggiare e insultare la Memoria dei miei Padri, le mie Radici, la mia Identità e che chiama la mia Roma "ladrona"! Eh, no, belli miei! Così non si fa! Io esigo prese di posizione forti in entambi i casi... e non solo quando ci fa comodo per gonfiare il petto e sentirci bravi italiani!
Da faziosa femminista, quale sono, potrei essere portata a pensare... che la presa di posizione contro lo spot... sia solo perché l'Inno è stato virato al femminile e riguarda un prodotto femminile, come le calze...
E' un terribile sospetto, questo.
Sarà solo un sospetto....?? Mah...
Sapete, è affascinante pensare che molti di noi che si sono impennati per tale vergognosa onta all'Inno... forse nemmeno conoscono le parole dell'Inno di Mameli! Mettetevi la mano sul cuore... e fatevi un esame di coscienza. E non onorate l'Inno (e in generale, lo Spirito Italiano) solo quando gioca la Nazionale di calcio: rispettate l'Italia sempre.
Non è conoscere parola per parola l'Inno che fa di noi bravi italiani, rammentatelo.
Ma ben altri VALORI ci identificano come bravi italiani.
Per concludere, consentitemi di chiarire cosa offende il mio sentimento patriottico: la corruzione morale del mondo politico, gli intrallazzi nascosti, i misfatti omessi, la Giustizia che non fa il suo corso, i morti di fame abbandonati al loro destino, il razzismo, l'omofobia, la disoccupazione, la violenza sulle donne... Devo continuare??
Debelliamo queste piaghe in Italia e allora, solo allora, saremmo bravi italiani.

martedì 13 ottobre 2009

i premi nobel in rosa del 2009

Anche quest'anno sono stati assegnati i premi più prestigiosi cui si possa ambire al mondo: i Nobel. Un anno a dir poco trionfale, questo 2009. Con l'assegnazione del premio Nobel per l'economia a Elinor Ostrom sono cinque le donne insignite del riconoscimento ed è la prima volta che accade da quando il premio è stato istituito, oltre un secolo fa. La trionfale serie se era aperta con le americane Elisabeth H. Blackburn e Carol W. Greider premiate per la medicina; poi l'israeliana Ada E. Yonath si è aggiudicata quello per la chimica; Herta Mueller, tedesca nata in Romania, invece, ha vinto quello per la letteratura (il cui esito, ogni anno, è quello che mi preme di più...); fino ad arrivare alla 76enne Elinor Ostrom che è la prima donna a vincere il Nobel per l'economia. Non era mai capitato che si assegnassero tanti premi a donne in un solo anno, solo nel 2004 le vincitrici erano state tre: Linda B. Buck per la medicina, Elfriede Jelinek per la letteratura e Wangari Maathai per la pace.
Sono molto, ma molto soddisfatta per come l'Accademia di Svezia ha agito quest'anno. E' giunto il tempo che alle donne siano riconosciuti i molteplici talenti che possono rendere questo mondo migliore! E ora ricomincia l'attesa per le vittorie del prossimo anno... che auspico più rosa di quest'anno, sempre di più...





Elisabeth H. Blackburn e Carol W. Greider: premi Nobel per la medicina. Link 1 e 2.






Ada E. Yonath: premio Nobel per la chimica. Link.





Herta Mueller: premio Nobel per la letteratura. Link.




Elinor Ostrom: prima donna a vincere il Nobel per l'economia. Link.